Una partita ricca di risvolti, con una a storia a sé. Si, perché tempo ormai ne è passato da quell’andata tra Juventus ed Inter disputata a gennaio e terminata a favore milanese, quando la chiusura del campionato era solo una prospettiva lontana, eppure stavolta lo scenario tra le due si è rivelato completamente diverso. Concreti segnali ad avvalorare quanto detto sono quelli dati da entrambe le parti, con interpreti che se la sono suonata come se il tempo a disposizione fosse infinito.
Il punto interrogativo sul risvolto dell’appuntamento, infatti, è stato rimosso solo nella seconda fase di gara, quando il livellato risultato è stato confermato definitivamente. Ma come è andata nel dettaglio?
Squadra ospite subito in avanti con un’ottima mossa sblocca-risultato: la firma è di Robustellini, sicura dal vertice; attesa di poco più di 5 minuti per la risposta bianconera, complice una autorete su sviluppo di un corner battuto da Wälti: Andrés si mangia le mani! Il pareggio tra le due formazioni ha durata molto breve, però; perché? Nulla può De Jong sulla seconda proposta targata 14 (numero maglia della calciatrice nerazzurra citata in primo luogo).
Frame d’alta intensità a Biella, quindi, con un 1-2 a segnare i primi 10 minuti di gara. La musica non cambia nei successivi istanti, anzi, “gonfia” ancor di più il tabellino: a confermarlo l’anticipo della mezz’ora di gioco che segna il 2-2 locale; centrale e senza problemi il penalty battuto da Bonansea dopo un tocco col braccio di Bowen.
In una giocata a dir poco sorprendente, poteva mai mancare l’ennesimo colpo di scena? L’Inter replica mediante stessa modalità da dischetto, modificando ancora una volta la statistica della giornata (Wullaert all’attacco). A chiusura del primo tempo, il gruppo diretto da Canzi sembra tornare sui propri passi, sfoggiando un attacco che impensierisce l’avversario; la prova pensata da Schatzer e Capeta rimane preludio della vera rimonta juventina, siglata nel recupero. È Vangsgaard ad agganciare con classe quanto proposto all’indietro da Harviken e ad insaccare per il terzo equilibrio; si va a riposo sul 3-3.
Pullulano le occasioni nella ripresa: tutt’altro che a buon fine, però, le chance portate avanti da Bugeja e Capeta. Il rischio a precedere i +5 di recupero è tutto in area Juve, quando Tomasevic bacia la traversa; nulla che possa apportare modifiche a quanto già visto. Al fischio finale è ancora pari.
Grazie a tale performance, la squadra lombarda consolida fortemente il secondo posto, Juventus, invece, ancora troppo lontana dalle prime due posizioni per quota punti ma con il sogno Champions League raggiunto. Domenica prossima l’ultima stagionale.






