Nel campionato di Promozione veneto una delle due squadre iscritte del Friuli Venezia Giulia è il Nuova Virtus. La squadra nata in estate è presieduta da Sandro Puiutta e guidata in panchina da Eugenio Poletto, spalleggiato dal vice Alex Poletto. Due cardini della realtà friulana sono le calciatrici Laura Gregoris e Federica Angioletti. Abbiamo raggiunto Laura, capitano e difensore classe 2002 di Roveredo in Piano, e Federica, punta classe ’89 di Cordenons, per conoscere meglio il sodalizio biancoblù.

Come vi siete avvicinate a questo sport?
Laura: “Nella mia famiglia il calcio è sempre stato all’ordine del giorno e ricordo con gioia i primi tiri a pallone e le ginocchia sbucciate sulla strada davanti casa. Dopo un paio di anni di ginnastica artistica, cosciente del fatto che non facesse per me, finalmente nell’estate del 2011 ho partecipato ad un allenamento di prova con la società S.A. Porcia e, tornando a casa, ho esclamato, come ricorda sempre mio padre: ‘Mamma, papà, voglio giocare a calcio’. E così ho iniziato il mio primo anno di pulcini a 5, allenata da Carla Gerotto, che tutt’ora stimo molto. Ho giocato nelle formazioni maschili fino all’età di 12 anni, nella squadre del S.A. Porcia e Roveredo in Piano, il mio paese. Poi sono entrata nel mondo del calcio femminile, giocando per la Graphistudio Pordenone sia negli esordienti sia nei giovanissimi. La società è fallita, come molte altre realtà del calcio femminile in Friuli, allora mi sono tesserata con il Pordenone Calcio, la cui priorità però non erano le ragazze. A 16 anni ho disputato il mio primo campionato interamente femminile, giocando nella Juniores del Prata Futuro Giovani e ricevendo la prima convocazione per la rappresentativa del Veneto U23″.
Federica: “Avevo sei anni quando i miei genitori provavano a cercarmi al parco, a casa degli amici o all’oratorio, mentre io ero al Ponte del Vado, sede all’epoca dell’Usd. Cordenons, a giocare a calcio . Abitavo proprio attaccata alla recinzione della struttura quindi per me era facile sgattaiolarci dentro. Gianni Daneluz il primissimo uomo in assoluto a vedere che il calcio mi appassionava molto, un saluto sempre a lui lassù , decise, se pur a fatica di convincere i miei familiari a farmi giocare con i maschietti, e ci riuscì. Arrivarono i 13 anni e per una bimba il periodo maschile non può continuare, ne fui scioccata all’inizio perché mi chiesi, anche altre bimbe giocano a calcio? Eh sì proprio così. Iniziai a giocare con altre ragazze nelle rappresentative provinciali e regionali grazie a Marina Marcon, grande allenatrice e persona meravigliosa che con carota e bastone riusciva sempre a tirare fuori il meglio da me perché il peggio non lo sopportava. Arrivai alla Libertas Porcia a 15 anni ,con allenatrice Silvia Cerrato, e vincemmo la Coppa Regione prima della chiamata all’Upc Tavagnacco. Segui il mio esordio in Serie A a 17/18 anni. Da qui una testa molto molto calda, una vita piena di alti e bassi scelte sbagliate oppure no. I viaggi in altra città il calcetto, il lavoro, pensando che sia finita, invece eccomi qui, a ricominciare da zero con questa squadra in cui credo moltissimo anche perché la struttura in cui giocavo con Libertas Porcia era la stessa, e le ragazze sono fortissime e con tantissima voglia di crescere insieme a me”.

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Come è andata la passata stagione per voi?
Laura: Gran parte del gruppo della Nuova Virtus, tra cui anche l’allenatore Eugenio Poletto e il vice Alex Poletto, si era già formata nella scorsa stagione, sotto il nome di United. Quell’esperienza, a causa di problemi avuti con il presidente Antonio Piscopo, per noi si era conclusa ben prima della chiusura forzata per il Covid, poiché siamo state costrette a ritirarci dal campionato“.
Federica:Io la scorsa stagione vivevo a Rimini e iniziai gli allenamenti con l’asd Gatteo Mare femminile, squadra dove mi sono trovata alla grande sia con le ragazze, che con mister e dirigenza. Peccato perché era l’occasione perfetta per riprendere ma causa forza maggiore sono rientrata in Friuli. Ho giocato a calcetto con il Fustal Cellina con ex calciatrici e nuove compagne. La Nuova Virtus ancora non era stata creata, diciamo che il calcetto mi è servito per rimettermi in gioco ma preferisco il manto erboso”.

Come avete vissuto lo stop lo scorso anno?
Laura:Abbiamo lavorato ancora più duramente per cercare di perdere meno tempo possibile. Purtroppo allenarsi ognuno a casa propria è più difficile rispetto al ritrovarsi tutti insieme in campo, ma la motivazione era tanta e ognuna ha dato il proprio meglio. Lo stop lo abbiamo vissuto come un momento di crescita“.
Federica: “Lo stop l’ho vissuto sfruttando molte idee per il mio cambiamento, iniziando a lavorare e cercando di ricomporre i miei pezzi persi per strada. Arrivata in questa squadra posso dire di averne trovati molti. Credo di essere cresciuta molto ed ho Iniziato insieme a queste ragazze a lavorare come una squadra cercando di farlo sempre al meglio“.

Con quali obiettivi volevate affrontare questa annata?
Laura:L’obiettivo era chiaro fin da subito, vincere. Il coach ci ricorda sempre che il calcio è un gioco in cui bisogna divertirsi, ma il campionato di Promozione era alla nostra portata e lo abbiamo dimostrato. La voglia di riscattarsi dopo le difficoltà che, sia come società sia come squadra, abbiamo dovuto affrontare era ed è ancora tanta. Speriamo di poter tornare presto, in sicurezza, in campo per toglierci belle soddisfazioni”.
Federica:” Io in questa annata e parlo personalmente ho l’obiettivo di crescere ancora di più assieme a tutte le mie compagne con nessuna voglia di fermarsi. Ho molta stima del mio Capitano Laura Gregoris una ragazza di 18 anni, e io ne ho 31, da cui sto imparando calcisticamente molte cose. Come ho stima delle mie compagne che mi hanno dato fiducia e corrono al mio fianco”.

Ci sono stati nuovi innesti in squadra?
Laura:Certamente e ne siamo orgogliosi. Siamo riusciti a tesserare 25 calciatrici, formando due squadre molto unite. Una Prima squadra e una Juniores. Nuove atlete da contesti differenti si sono integrate benissimo in un gruppo già consolidato da quattro stagioni. Alcune molto giovani, alcune più esperte, chi della zona e chi deve fare diversi chilometri per potersi allenare con noi. Molte di loro volevano smettere di giocare e la Nuova Virtus si è impegnata a creare un clima sereno e trasparente in cui tutte le ragazze si sentissero parte del progetto che stiamo portando avanti”.
Federica:Io sono un innesto nuovo-usato, scherzo, siamo un bel gruppo che si è presto amalgamato. Squadra nuova, ragazze nuove, ma pur sempre un gruppo, e lo abbiamo dimostrato nelle prime due partite. Sul fattore ‘fare gruppo’ io tengo molto. Più un gruppo e unito e solido più lo si vede sul terreno di gioco in partita con complicità e rispetto. Ringrazio la società che mi ha accolta in questo nuovo progetto e sono davvero molto orgogliosa di farne parte”.

Come reputate i campionati di Eccellenza e Promozione in Veneto?
Laura:Il campionato di Promozione era la novità di questa stagione, che purtroppo non siamo ancora riusciti ad inquadrare bene. L’Eccellenza è sicuramente un campionato interessante e stimolante, soprattutto per le ragazze più giovani, secondo me è un buon banco di prova sotto diversi punti di vista. Purtroppo però, venendo dal Friuli, in cui le società di calcio femminile scarseggiano, le trasferte possono diventare piuttosto impegnative”.
Federica:Sono sincera io ho un pochino perso il giro di questi campionati femminili e ci sto rientrando in punta di piedi proprio perché sto cercando di capirci di più. Ddi sicuro sono belle e buone sfide da affrontare quindi procediamo con la speranza di poterlo scoprire presto nuovamente sul campo”.

Quale sono stati i momenti che reputate i più belli delle vostre carriere?
Laura: “Spero di non averlo ancora vissuto perché vorrei continuare a fare esperienze sempre più importanti, senza pormi limiti nel sognare in grande. Fino ad adesso il momento più emozionante è stata la convocazione con la Rappresentativa Under 23 del Veneto. La possibilità di scendere in campo con quella maglia, in un ruolo diverso dal mio solito, ha acceso in me una consapevolezza diversa nell’importanza del calcio nella mia vita”.
Federica: “Sicuramente ne ho parecchi ma il più bello in assoluto è il mio primo debutto in Serie A con il Tavagnacco. Giocammo allo stadio Assi di Cordenos, dove sono nata e cresciuta , appena entrata in campo segnai subito il primo goal e scoppiai in lacrime perché era come aver dato un omaggio alla mia città Natale ed è stato bellissimo”.