Patrizia Caccamo, ex giocatrice di Fiorentina e Mozzanica, ha rilasciato un’intervista per noi parlando della sua voglia di rimettersi in gioco in Serie A riservando uno sguardo anche al suo passato.

Ciao Patrizia, da dove nasce la tua passione per il calcio?
“Fin da piccola avevo il pallone tra i piedi amavo giocare a calcio. Sono sempre stata una persona iperattiva e quindi il pediatra ha consigliato ai miei genitori di farmi praticare sport e da lì il calcio. Ufficialmente ho iniziato al età di sei anni ed il mio primo titolo di capocannoniere in una squadra maschile l’ ho vinto  a soli 8 anni”

A soli 16 anni hai esordito in Serie A con il Gravina, che sensazioni hai provato in quel momento?
“È stato un anno molto difficile perché i miei avevano deciso di trasferirsi in Sicilia per me è stata una sofferenza dover lasciare tutto in Germania visto che sono nata e cresciuta li. Bhe a 16 anni nel Gravina di Catania ho subito giocato titolare è stato bellissimo e ad oggi ancora devo solo ringraziare il mio ex presidente Gianfranco Forza e tutte le ragazze del Gravina ovviamente con molte di loro ci sentiamo ancora perché per noi non era solo il Gravina ma una famiglia dove i grandi si prendevano cura delle piccole”

Nella tua carriera hai avuto a che fare con dirigenti di altissima caratura come Sandro Mencucci. Che rapporto hai con lui?
“Si ho avuto l’onore di avere Sandro Mencucci come mio presidente. Bhe che dire, con lui ho un rapporto spettacolare è una persona eccezionale e nonostante il ruolo che ha è una persona altruista e sempre disponibile e semplice”

Con la Fiorentina hai arricchito il tuo palmarès di numerosi trofei come due Coppe Italia, uno scudetto ed una Supercoppa Italiana. Come ricordi la tua esperienza con la maglia viola?
“La Fiorentina è un capitolo della mia vita bellissimo,  non c’era solo una squadra composta da 22 persone forti ma è il gruppo e tutto lo staff che ha fatto la differenza. Ricordi spettacolari ma anche la sofferenza quando ho deciso di lasciarla . Anni magici!”

La tua ultima esperienza è stata con il Collerense, club di B spagnolo con un passato in Primera Divisiòn. Che differenze hai notato tra il calcio spagnolo e quello italiano?
“Diciamo che al Collerense sono arrivata a gennaio e a marzo si è bloccato tutto. Il Collerense ha un bellissimo gruppo, la società è piccola ed è fatta di persone che si fanno in 4 per le ragazze . Le altre squadre almeno le prime hanno degli impianti da paura.

Attualmente però sei senza una squadra. Qual è il progetto sportivo che più farebbe al caso tuo?
“Sto ancora valutando dove andare, mi piacerebbe tornare all’estero ma ho paura che la storia del virus ritorni quindi non credo che andrò. Voglio di sicuro tornare in A per rimettermi in gioco perché so che lavorando duro posso ancora dire la mia”

Qual è secondo te il provvedimento che chi di dovere dovrebbe prendere per far si che il movimento calcistico femminile italiano faccia un ulteriore passo avanti?
“In primis Passare al professionismo, poi sarebbe ottimo se tutte le squadre maschili abbiano anche la squadra femminile . E se ci sono piccole società dovrebbero  essere aiutate economicamente da chi di dovere”

La maglia della Nazionale da sempre suscita emozioni indescrivibili e tu hai avuto l’onore di poterla indossare. Che emozioni provoca rappresentare il tuo Paese?
“Si la maglia azzurra è sempre la maglia azzurra ed aver avuto la possibilità di indossarla è stato un onore, ricordi indelebili”

 Concludendo, quali sono i tuoi obiettivi futuri?
“I miei obiettivi futuri sono quelli di continuare a stare nel mondo nel calcio, il mio sogno sarebbe fare la personal trainer di tecnica, lavorare individualmente con le ragazze o i ragazzi”

Credit Photo: Instagram Patrizia Caccamo

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