Ritornata a furor di popolo a Bari dopo la breve parentesi nella massima serie di due stagioni fa, si è presentata al pubblico di casa siglando una doppietta alla prima uscita stagionale; soprannominata lo “squalo” per via del suo cognome ma probabilmente anche per la sua ferocia in area di rigore si propone di contribuire al raggiungimento di una salvezza tranquilla con la sua squadra, segnando almeno 15 reti; il bomber Romina Pinna, classe 1993, si ripropone ai massimi livelli con la Pink Bari, promettendo di dare battaglia ad ogni partita.

Ciao Romina, come recita una nota canzone di Venditti “certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano”. Come è risbocciato il tuo amore con la Pink Bari?
La canzone di Venditti è proprio azzeccata, l’amore per la Pink non è mai finito, anche l’hanno scorso seguivo e sentivo diverse persone della squadra, quindi la scelta di ritornare è stato molto facile, ci ho pensato un po’ questo è vero, ma in fondo sapevo che era la scelta giusta”.

Sei soprannominata lo “squalo” dai tifosi e fans. Come è nato questo nomignolo e cosa rappresenta?
Il nomignolo dello squalo è nato proprio qui a Bari in quei 4 mesi di fine stagione che ho disputato quando la Pink era in seria A; è nato perché è associato al mio cognome, la pinna di uno squalo, ed è diventata la mia esultanza, più azzeccata di così”.

Esordio col botto alla prima uscita ufficiale con una doppietta. Quante reti ti proponi di realizzare in campionato?
“Si sono contenta della prima uscita della squadra e della mia doppietta, stiamo lavorando per migliorare, il mio primo obiettivo è quello di tutta la squadra, raggiungere una salvezza tranquilla. A livello personale spero di superare la soglia dei 15 goal e almeno arrivarci”.

L’obiettivo dichiarato della squadra è raggiungere una salvezza possibilmente tranquilla. Ritieni che la squadra sia ben attrezzata per conseguire questo obiettivo? Quali sono le avversarie che saranno in lotta per la permanenza?
“Si come ci siamo dette fin dal primo giorno vogliamo fare una salvezza tranquilla e dimostrare che la seria A appartiene a questa squadra, penso che questo campionato sia più competitivo rispetto ai precedenti. Le neo promosse saranno sotto la lente d’ingrandimento, ma penso che ogni partita sarà una “guerra”. Penso che la squadra composta da gente sia giovane che di esperienza rappresenti un connubio perfetto; giorno dopo giorno stiamo lavorando per migliorare e per conoscerci sempre di più, il mister in questo ci sta aiutando molto. La squadra già dai primi allenamenti sta remando nella stessa direzione, questo è molto positivo”.

Tra le tue esperienze passate, qual è l’annata che ti ha piu’ formato e dato soddisfazioni a livello personale?
Penso e credo che gli anni alla Torres mi hanno dato tanto perché sicuramente era una squadra fatta di gente di primo livello, come Panico, Tona, Domenichetti e tutte le altre; anche le altre mie esperienze maturate a Torino e in Inghilterra sono state tutte d’insegnamento”.

Credit Photo: Foto Ricciolo