Romina Pinna si sblocca alla seconda partita. La nuova numero 9 segna la rete che vale la vittoria casalinga contro il Lady Granata Cittadella in Coppa Italia (2-1, ndr) e si carica per l’inizio del campionato.

Cos’hai provato al momento del tuo primo gol in gialloblù?
«Appena ho calciato sapevo che la sfera sarebbe entrata. È stata una sensazione bellissima, come una boccata d’aria pura».

È stato importante per te sbloccarti prima dell’inizio del campionato?
«Il gol è stato importante perché ha contribuito alla vittoria della squadra. Mi fa molto piacere che sia arrivato prima dell’inizio del campionato così inizio a scaldare il motore (ride, ndr)».

Seppur tu abbia appena iniziato, senti già di poter essere una trascinatrice della squadra?
«Penso che molte giocatrici della squadra possano trascinare il gruppo durante la stagione che ci aspetta. La nostra forza è il gruppo. Se poi i miei gol saranno utili alla squadra e serviranno per trascinare il team allora sarò ancora più felice».

La maglia numero 9 è una responsabilità: senti pressione per il fatto di guidare l’attacco o è uno stimolo?
«Credo che il numero della maglia da una parte sia irrilevante, dall’altra anche un grande stimolo per me, visto che il 9 rappresenta il bomber della squadra. È uno stimolo a segnare più reti possibili e a contribuire alle vittorie della squadra».

Romina, hai vestito la maglia del West Ham. Quali sono le differenze tra calcio femminile italiano e inglese? Sogni un giorno di tornare a giocare all’estero?
«Se mi avessi fatto questa domanda due o tre anni fa ti avrei risposto in maniera differente. Oggi per fortuna in Italia abbiamo ridotto le distanze con l’estero. Sicuramente dobbiamo ancora crescere, sia dal punto di vista fisico sia dal punto di vista mediatico. Siamo sulla buona strada. Mi piacerebbe molto un giorno tornare a giocare all’estero, perché ho vissuto grandi esperienze e sono cresciuta tanto».

Come ti definiresti come attaccante?
«Sono un’attaccante dinamica. Mi piace muovermi ed essere in varie zone del campo, per poi trovarmi, al momento giusto, in area di rigore per finalizzare. Mi piace giocare palla a terra perché penso di avere nel dribbling e nella visione di gioco i miei punti di forza».

Credit Photo: Graziano Zanetti Photography

 

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