Photo Credit: Fabrizio Brioschi

La Serie A è in pausa per gli impegni delle Nazionali, ma le squadre della massima serie si stanno preparando per chiudere bene il girone d’andata della prima fase del campionato. Ne è consapevole il Como Women che, da neopromossa, ha già raccolto cinque punti in otto partite, e vuole presentarsi al meglio per la gara contro il Milan previsto tra sette giorni. A fare con noi il punto della situazione sulle lariane è l’allenatore Sebastian de la Fuente, colui che lo scorso anno ha trascinato le comasche alla promozione nella massima serie e che ha deciso di restare a Como per provare a confermare, con questa squadra, la categoria.

Sebastian cosa vuol dire per te essere un allenatore?
«Per me essere un allenatore vuol dire trasmettere un modo di essere e saper comunicare con la squadra, e questa cosa mi ha sempre affascinato, e questo va fatto non solo con le calciatrici, ma anche con lo staff tecnico, e se riesci a trovare in ogni giocatrice e in ogni gruppo la password giusta, allora vuol dire che hai fatto bene il tuo lavoro».

Facciamo un passo indietro, e parliamo per un attimo della vittoria ottenuta lo scorso anno in Serie B al termine di una rimonta sul Brescia. Avresti mai immaginato di centrare questo risultato?
«Avevamo costruito una squadra che potesse andare in A nel giro di due-tre anni, e invece lo abbiamo subito vinto. Nessuno si aspettava quest’impresa storica. Quando eravamo sotto di otto punti, ci siamo guardate in faccia, e abbiamo detto che se dobbiamo vincere il campionato, e provare a fare quest’impresa, dobbiamo fare dieci vittorie consecutive, e alla fine ci siamo riuscite. Ho sempre creduto nei mezzi delle giocatrici, nello staff, e nel supporto della società che ci ha dato fiducia anche nei momenti di difficoltà. È stata una ricorsa estenuante, ma siamo riusciti a centrare l’obiettivo. Voglio fare anche i complimenti al Brescia che, l’anno scorso, ci ha dato il filo da torcere».

Cosa ti ha convinto ad essere, anche per questa stagione, l’allenatore del Como Women?
«Mi ha convinto l’idea di potermi giocare la Serie A con il Como».

Ma adesso c’è il presente, e il Como, dopo un inizio difficile, sembra aver trovato la via giusta: non a caso sono arrivati cinque punti in otto gare. Quali sono stati gli aspetti su cui hai lavorato con la squadra?
«Abbiamo lavorato sul coraggio e potevamo giocarcela con tutte e, man mano che crescevamo, abbiamo capito che potevamo dire la nostra. Ogni tanto cresciamo sui punti, in altre sulle prestazioni. Noi ci dobbiamo salvare, ma pensiamo di potercela fare. Dobbiamo migliorare su alcuni aspetti, come evitare il gol subito al 48’ del primo tempo contro il Sassuolo».

Quanto è fondamentale per la squadra la pausa delle Nazionali?
«Tre settimane sono tante, quindi non si sa se è un periodo che ti porta bene o no, ma il campionato ha queste pause. Però questa pausa ha permesso di rialzarci dal punto di vista fisico. Questo ci permette di solidificare alcuni concetti ed alcune idee da trasmettere alla squadra nei momenti importanti di ogni gara».

Anche perché ci sarà da preparare la sfida contro il Milan in programma tra meno di una settimana. Le tue ragazze su cosa stanno lavorando in vista di questa partita?
«Lavoriamo sempre sul rafforzamento dei nostri concetti, cercando di far crescere questo gruppo e di far inserire nuove idee senza lasciare quelli che sono stati già inseriti. Dobbiamo cercare di avere sempre la luce accesa e rimanere concentrate, perché ogni volta che caliamo di attenzione veniamo punite. Avremo di fronte una grande squadra come il Milan ma, come abbiamo fatto contro Inter e Roma, cercheremo di giocare a viso aperto, e mettere in campo le nostre caratteristiche».

Che valutazione dai sulla Serie A dopo otto turni? E sul format adottato dal campionato quest’anno?
«Ogni domenica ci sono tanti scontri diretti, e già si capisce di punta allo scudetto e chi alla salvezza. Non c’è una formazione al di sopra di tutte o una squadra materasso. Può succedere di tutto: siamo tutte lì, a lottare fino all’ultima giornata. Penso che questo format ci porta ad avere un campionato aperto, tanto per la lotta scudetto e per la Champions, quando per la salvezza. La Serie A di quest’anno è di altissimo livello, dove ognuna può giocarsela a viso aperto, e questo può rendere un prodotto interessante e ciò fa avvicinare la gente al calcio femminile».

Tu hai affrontato, qualche turno fa, l’Inter, ovvero quella formazione che portasti nel 2019 in Serie A. Pensi che quest’anno le nerazzurre possano dire la loro nella lotta allo scudetto?
«Penso che l’Inter abbia fatto degli acquisti importanti, ha una squadra buona e l’ambizione per fare bene. Credo che possa dire la sua nella vittoria finale del campionato».

Secondo te il professionismo può aiutare a rendere importante il calcio femminile italiano?
«Sicuramente è uno degli aspetti che va accompagnato con le strutture societarie e con la Federazione. Credo sia stato un passo necessario per far crescere il movimento, ma ci sono alcuni ingredienti che deve essere interessante al pubblico che intende avvicinarsi al calcio femminile».

Essendo sia italiano che argentino, l’Italia e l’Argentina sono state inserite nel girone del Mondiale che si terrà il prossimo anno in Australia e Nuova Zelanda. Pensi che queste due nazionali possano dire la loro?
«Il fatto che l’Italia sia qualificata per la seconda volta di fila al Mondiale è importante, e credo che possa fare bella figura, deve continuare a lavorare. Spero che anche l’Argentina possa fare bene, perché là ha iniziato prima a fare contratti professionistici e anche lì il calcio femminile è in crescita. Forse vedo più favorita l’Italia al passaggio del turno».

Che cosa vuoi dire alle tue ragazze del Como a pochi giorni dalla ripresa del campionato?
«Alle ragazze dico di andare avanti così, che stiamo facendo il percorso giusto e che i risultati arriveranno. Possiamo fare meglio al ritorno: abbiamo le carte in regola per farlo».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia il Como Women e Sebastian de la Fuente per la disponibilità.

Nato il 12 luglio del 1988 a Cremona, Elia ha sempre avuto una grande passione per il mondo del giornalismo, in particolar modo a quello sportivo. Ha tre esperienze lavorative in questo settore, IamCalcio, ManerbioWeek e BresciaOggi, un workshop con l'emittente televisiva Sportitalia, e uno stage curricolare con il Giornale di Brescia. Si avvicina al calcio femminile nel 2013 grazie ai risultati e al percorso del Brescia CF e da allora ha cominciato ad occuparsi anche del movimento in rosa.

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