Il Ravenna Women, dalla scorsa settimana, è fermo a causa del Covid-19 entrato nella compagine giallorossa, con la speranza di poterle nuovamente rivederle in campo. Le ravennati, tuttavia, occupano la prima posizione della Serie B con 13 punti, e con una gara ancora da recuperare, questo perché c’è un gruppo molto giovane ed esperto: per questo ci siamo rivolti a Simona Cimatti, attaccante classe ’90 e leader del gruppo romagnolo.

Simona perché hai scelto di giocare a calcio?
«Ho scelto di giocare a calcio perché mio papà giocava a calcio, questa passione è partita da lì».

Cos’è per te essere attaccante?
«Ho sempre scelto questo ruolo sin da piccolina. Per me essere attaccante vuol dire dare il massimo per aiutare la squadra a vincere e segnando gol».

Perché nel 2013 hai deciso di andare al San Zaccaria?
«Inizialmente vedevo il San Zaccaria come un’avversaria e avevo detto che non sarei mai andata a giocarci, visto che ho avuto parecchi scontri con loro. Poi Rinaldo Macori e Fausto Lorenzini mi hanno presentato un progetto importante, e il fatto di trovare Jacopo Leandri come allenatore mi hanno spinto ad accettare la loro proposta».

Qual è stata l’emozione più bella che hai avuto con quella divisa?
«La promozione in Serie A ottenuta contro il Mestre: è un sogno che volevo realizzare da bambina».

Nel mezzo hai fatto mezza stagione con il San Marino Academy.
«Per me è stata un’esperienza molto positiva. Avevo bisogno di cercare di nuovo motivazioni e stimoli e la fiducia in me come giocatrice, e a San Marino mi è servito a ritrovare queste cose».

Nel 2018 ritorni “a casa” ma stavolta San Zaccaria diventa Ravenna: cosa ha significato per te quel momento?
«Da una parte è stato positivo, perché era importante appoggiarci ad una società maschile e questo significava un momento di crescita, dall’altra ci sono stati cambiamenti: è stato un dispiacere positivo lasciare un casa per andare in un’altra».

Sei contenta del piazzamento che sta ottenendo attualmente il Ravenna?
«Sono contentissima di come abbiamo iniziato la stagione, perché abbiamo cambiato lo staff tecnico e buona parte della rosa. Noi ci siamo, cercheremo di allungare la striscia positiva. Mi fa piacere del piazzamento e di quello che stiamo facendo finora».

Quando stava andando tutto bene ci si è messo di mezzo il Covid-19…
«L’argomento Covid era già nell’aria, perché essendoci ragazze che lavorano, me compresa, c’era la paura che potesse arrivare da un momento all’altro, poi quando il virus è giunto da noi non è stata una bella notizia. Fortunatamente stiamo bene, vogliamo tornare il prima possibile in campo, purché si possano trovare quegli accorgimenti necessari per mettere in sicurezza noi e le squadre. Proteggere la salute viene prima di tutto».

Come stai affrontando la quarantena?
«Tutto sommato bene, perché mi accontento di poco: mi manca il lavoro e il pallone. Non sono da sola, giochiamo a carte, shanghai, ho colto l’occasione per leggere, studiare e continuare a trovare cose per il mio lavoro. Ho cercato di sfruttare questa cosa nella maniera più positiva possibile».

Ti va di dire qualcosa a chi pensa che il Covid-19 non esiste?
«Esiste purtroppo, perché non è vero che colpiscono solo gli anziani, prendono anche quelli giovani e in forma. Bisogna rispettare tutte le precauzioni, limitare gli incontri e gli spostamenti».

Torniamo al calcio: com’è secondo te questa Serie B?
«Quest’anno il livello è ancora più alto, perché ci sono squadre preparate con alcune che sono organizzate per salire, ma non è facile nemmeno affrontare le altre formazioni. Credo sia un campionato tosto».

Che opinione hai sul calcio femminile emiliano-romagnolo?
«In Emilia-Romagna il calcio femminile ha una grande importanza, con squadre che hanno un settore giovanile come possiede il Ravenna, Cesena e Bologna. Stiamo lavorando molto bene».

Ce la farà il calcio femminile italiano a diventare professionistico?
«Di passi avanti sono stati fatti, però la strada è lunga e sicuramente ci potremo arrivare».

Che persona è Simona Cimatti fuori dal campo?
«Fuori dal campo è una persona diversa da quella che si vede sul rettangolo di gioco: dentro è aggressiva, “cattiva” e che lotta, ma fuori è tranquilla, che non litiga mai con nessuno, passa molto tempo con la famiglia, con gli amici, lavora e gioca a calcio. Una vita molto semplice ma felice».

Come sarà il tuo futuro?
«Il mio futuro è continuare a fare il mio lavoro, visto che sono un’insegnante all’asilo e istruttrice all’acquafitness. Con il calcio non lo so. Spero di fare una famiglia e viaggiare».

In quanto capitana del Ravenna vuoi lanciare un messaggio alle tue compagne?
«Alle mie compagne voglio fare un in bocca al lupo: sono orgogliosa di avere una bella squadra. Alle giovani dico a loro di non montarsi la testa e di lavorare molto, nonostante siamo al primo posto della Serie B: se vanno avanti così potranno togliersi delle grandi soddisfazioni».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia il Ravenna Women FC e Simona Cimatti per la disponibilità.

Photo Credit: Ravenna Women FC

Elia Soregaroli
Nato il 12 luglio del 1988 a Cremona, Elia ha sempre avuto una grande passione per il mondo del giornalismo, in particolar modo a quello sportivo. Ha due esperienze lavorative in questo settore, IamCalcio e ManerbioWeek, un workshop con l'emittente televisiva Sportitalia, e uno stage curricolare con il Giornale di Brescia. Si avvicina al calcio femminile nel 2013 grazie ai risultati e al percorso del Brescia CF e da allora ha cominciato ad occuparsi anche del movimento in rosa.