La Doverese si sta preparando in vista del recupero della quindicesima giornata del girone lombardo di Eccellenza contro la Polisportiva Monterosso, con l’obiettivo di difendere a tutti i costi il quarto posto. La società giallonera si presenterà con un nuovo allenatore: infatti è stato deciso che Giovanni Tirinnocchi sia stato sostituito da Simone Maraschi, tecnico classe ’88 e con un’esperienza al Fanfulla, come tecnico Juniores e Vice Prima Squadra, Riozzese, sempre come vice, Cologno e Crema e nel maschile con una squadra di Seconda Categoria. Da quattro anni è, inoltre, in possesso del patentino UEFA B. La nostra Redazione ha raggiunto il neo-coach della Doverese per le sue prime impressioni in vista del suo debutto sulla panchina giallonera.

Simone cos’è per te allenare una squadra femminile di calcio?
«Per me allenare una squadra maschile o femminile di calcio è la stessa cosa. L’unica differenza che ho notato è che una ragazza, rispetto ad un ragazzo, vuole imparare di più».

Perché hai accettato la proposta della Doverese?
«Con la Doverese sono sempre in buoni rapporti, e inizialmente ho seguito la società per dare una mano ad inserire alcune giocatrici, poi, dato che conoscevo maggior parte della rosa, ho accettato di diventare il loro allenatore senza doverci pensare».

Che squadra hai trovato al tuo arrivo?
«Una squadra molto competitiva e con molta qualità, nonostante ci siano molte ragazze giovani. Avere diciassette titolari in una squadra non è da poco. La classifica parla chiaro, dato che è al quarto posto: mi piacerebbe chiudere quest’anno in quella posizione, che sarebbe il miglior piazzamento nella storia della Doverese».

Quali aspetti sarebbero da migliorare?
«In generale penso che bisogna conoscerci il più presto possibile e da lì possiamo iniziare a lavorare. Siamo completi in tutte le parti. Secondo me, bisogna migliorare sotto l’aspetto caratteriale, essere più aggressive, sveglie e più abili. L’età della squadra è dalla mia parte, quindi il miglioramento è assicurato».

Giovedì 6 gennaio il tuo debutto con la Polisportiva Monterosso: la squadra sarà pronta per affrontarla?
«Il Monterosso la conosco da tanto tempo, e che vuole provare a vincere il campionato. Ha giocatrici molte esperte e giovani. Per quanto riguarda la mia squadra sono messe bene dal punto di vista fisico, su quella tattica cercherò di adeguarmi alle loro qualità e competenze e lavorerò sul mio modo di fare calcio. Comunque, saremo pronte e ce la giocheremo».

C’è una squadra del girone lombardo di Eccellenza che ti ha stupito di più?
«Gli standard di classifica sono quelli che pensavo prima dell’inizio del campionato: mi aspettavo un Lumezzane, Vittuone e Monterosso molto forte, il Leon sta facendo bene, ma aveva le qualità per farlo, non mi aspettavo del percorso che ha fatto il Crema, perché credevo potesse fare qualcosina in più».

Il girone lombardo ha visto le rinunce di Accademia Bergamo e Femminile Mantova: quanto ha inciso sul campionato?
«Secondo me la Lega non doveva fare troppi ripescaggi, e magari, visto che c’erano dei dubbi sulla stagione, fare un campionato un po’ più corto. Penso che sia brutto vedere una squadra ritirarsi a metà stagione perché non avevano giocatrici».

Come sta il calcio femminile lombardo?
«Secondo me, aver creato questo pseudo professionismo di botto non è positivo. Certo, in termini di seguito e di rispetto il calcio femminile prima o poi avrà lo stesso valore di quello maschile, ma obbligare le società maschili professionistiche a creare un settore giovanile femminile non è un fatto positivo, perché si sono sentite obbligate. Servono persone competenti e che vogliono fare il calcio femminile, solo così potrà crescere un movimento che si è fermato per via del Covid».

Tu hai un sogno che ti piacerebbe realizzare?
«Mi piacerebbe che allenare una squadra possa diventare il mio lavoro. Se fosse nel femminile ancora meglio».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia la Doverese Calcio Femminile e Simone Maraschi per la disponibilità.

Photo Credit: Doverese Calcio Femminile

Nato il 12 luglio del 1988 a Cremona, Elia ha sempre avuto una grande passione per il mondo del giornalismo, in particolar modo a quello sportivo. Ha tre esperienze lavorative in questo settore, IamCalcio, ManerbioWeek e BresciaOggi, un workshop con l'emittente televisiva Sportitalia, e uno stage curricolare con il Giornale di Brescia. Si avvicina al calcio femminile nel 2013 grazie ai risultati e al percorso del Brescia CF e da allora ha cominciato ad occuparsi anche del movimento in rosa.