L’ Italia si deve arrendere anche al Belgio e torna sconfitta a casa dall’ Europeo.

Il nostro commissario tecnico, nella conferenza stampa del dopo gara, analizza ciò che è andato ancora di “storto” nella partita.

Quanta amarezza e delusione per l’uscita da questo Europeo? “Non sono delusa, le ragazze non mi deludono mai, è il commento a caldo di Milena, per l’impegno che ci hanno messo sia nel ritiro che nella gara di questa sera. Avremmo meritato di più, abbiamo giocato con un sacco di occasioni, sono situazioni dove non siamo riuscite a concretizzare. Se perdi la tranquillità in campo, poi, non riesci a recuperare la gara. Credo che dovremmo ancora crescere su questo pensiero, perché il peso delle aspettative (come ho detto più volte in questi giorni) a livello collettivo deve quasi che questa squadra dovesse vincere l’Europeo e ci si dimentica che questa squadra ai precedenti Mondiali ha fatto qualcosa di straordinario. Quella cosa li ha fatto pensare a troppo, oi siamo ad una fascia media e non nella fascia top, e questa è la realtà. Quindi quando vai ad affrontare queste partite di pari livello, e ti viene a mancare questa tranquillità, ecco che le aspettative sia esterne che anche tra le ragazze stesse ti crea questo malessere. Il percorso è stato sempre in crescita, e facendo bene, quindi anche le stesse giocatrici ci tenevano a fare altrettanto bene in questa competizione”.

Ma allora qual’ è la ricetta per riportare la giusta serenità e tranquillità in squadra?

“Innanzi tutto c’è da essere consapevoli del nostro percorso, che ci insegna tanto, se segui la giusta strada è un insegnamento per le future gare dove dovremmo giocarci la qualificazione ai prossimi Mondiali. Stiamo migliorando, crescendo, ma non si può (come dico sempre) in sette anni cancellare il gap che c’è stato nel calcio femminile di vent’anni”-

“Occorre investire nelle risorse, in termini di progettualità, e proseguire in questo verso: con il professionismo, che è in partenza ma solo agli inizi, ci andrà tempo e risorse per credere in questo Movimento. Fra sei o sette anni ci sarà il giusto riscontro”.

“ Dall’uscita da questo Europeo mi prendo tutte le colpe, ammette la Bertolini, come allenatrice e responsabile della squadra”.

Ma quali sono stati i limiti della nostra rosa, dando sul campo poca convinzione di voler vincere, ma che sensazioni ha avuto la CT dal campo? “Limiti li vedo i termini complessivi: che parte dalla testa, e poi va alle gambe, e chiaro che noi dobbiamo crescere sia in intensità fisica che tecnica. Il nostro campionato non ci abitua a questa intensità fisica e tecnica, quindi quando tu ti trovi in queste fasi Europee non sei abituato e la percentuale di errore aumenta. Bisogna lavorare nei Club, nel settore giovanile, in quelli che già si sta in parte facendo per avere un campionato più competitivo e mettere le ragazze a ritmi più alti. Ovviamente ci vuole del tempo”.

Adesso la delusione è forte, la sofferenza è tanta, ma certamente le nostre ragazze sapranno risollevarsi e con lo spirito di gruppo sapranno regalarci ancora tante emozioni.

Credit Photo: Alessia Taglianetti

Paolo Comba, giornalista pubblicista iscritto all' ordine di Torino, ho conseguito il tesserino da Giornalista collaborando da prima con quotidiani on line ( settore calcistico giovanile : “11 giovani.it” e “gioca a calcio.it", in Piemonte) per entrare, successivamente, in redazione a Torino del settimanale cartaceo di “ Sprint&Sport" e Terzo Tempo (settore calcistico dilettantistico Regione e Nazionale - Professionistico – Serie D). Collaboro dal 2018 con RCS Sport per il Giro d' Italia (seguendolo in tutte le tappe) e nel Giro 103 ho collaborato come addetto stampa per quotidiani on line di ciclismo ( bikenews ). Appassionato di Sci alpino e nordico segue gare Mondiali e Coppa del Mondo dal 2000. Credo che il CALCIO FEMMINILE ITALIANO sia un movimento in grande crescita e debba avere le stessa visibilità del mondo “ maschile", pertanto, contribuisco a questo grande obbiettivo.