Arrivata a Empoli la scorsa estate, Chanté Dompig è una calciatrice importante per la Prima Squadra femminile azzurra.
Questa è l’intervista che il sito olandese The Cult of Calcio ha realizzato con la nostra attaccante.

Buongiorno Chanté! Grazie per essere qui con noi oggi. Per cominciare, ci diresti qualcosa di più su di te e su come hai cominciato a giocare a calcio?
“Piacere mio! Mi chiamo Chanté Dompig, ho 19 anni e sono nata a cresciuta ad Amsterdam. Ho cominciato a giocare a calcio a 12 anni. Avevo già praticato altri sport come l’atletica e la ginnastica, ma quando vedevo i ragazzi giocare a calcio per strada pensavo sempre: “Ehi, anch’io voglio giocare!”. La mia prima squadra è stata il Buitenveldert, dove ho giocato fino a 16 anni, quando sono stata notata dal VV Alkmaar – che al tempo si chiamava Telstar. È stato allora che ho capito che il calcio poteva diventare qualcosa di importante per me. Sono rimasta all’Alkmaar per 3 stagioni, prima nelle giovanili e poi in Prima Squadra, migliorando anno dopo anno.”

Che tipo di calciatrice sei e quali sono i modelli a cui ti ispiri?
“Sono un’ala che può giocare sia a destra sia a sinistra, ma posso giocare anche da attaccante. Mi piace essere creativa nel mio modo di giocare, sia quando ho la palla trai piedi sia quando devo riceverla in profondità. Cerco di usare il mio dribbling e la mia velocità per liberarmi delle avversarie e lasciare il segno in ogni partita. In sintesi, vorrei essere quel tipo di giocatrice di cui un difensore a fine partita direbbe: “Ehi, è stato proprio difficile marcarla oggi.” I miei punti di riferimento sono Lieke Martens e Lineth Beerensteyn, due attaccanti della Nazionale Olandese. Sono entrambe molto forti e veloci e cercano sempre l’uno contro uno. Mi piacerebbe un giorno essere come loro!”

Sappiamo che il tuo motto è “Non pensare, tira e basta” e in effetti la tua ultima stagione ad Alkmaar è stata molto positiva. Ora che sei in Italia è ancora così?
“Sì, questo è sempre il mio motto, anche se dovrei seguirlo di più. Mi è stato molto utile negli ultimi anni, ma, da quando sono a Empoli, a volte mi capita di pensare troppo. So di essere una buona giocatrice, eppure mi ritrovo a chiedermi se sto facendo le cose giuste e questo può portarmi a commettere degli errori. Quindi, devo pensare di meno e tirare di più.”

La scorsa estate ti sei trasferita dal VV Alkmaar all’Empoli. Ci racconti come è successo?
“L’estate scorsa, molte calciatrici importanti stavano lasciando l’Alkmaar e anche io mi sentivo pronta per un’esperienza diversa. Il mio agente ha inviato il mio profilo a molte società in vari paesi, ma quando ho saputo dell’Empoli e ho fatto delle ricerche sul club e sulla città, ho capito che era lì che volevo andare. Ne ho parlato con i miei genitori e loro erano pienamente d’accordo, anche se io avevo già preso la mia decisione. L’Empoli mi sembrava una grande opportunità e io volevo coglierla.”

Hai segnato il tuo primo goal al debutto, durante la prima di campionato contro la San Marino Academy. Che sensazione è stata? Puoi dirci qualcosa di più di quell’esultanza particolare con le tue compagne?
“Ero nell’undici titolare e la partita stava andando benissimo per noi – alla fine avremmo vinto 10-0. Il San Marino è una buona squadra, ma credo che quel giorno non fossero ancora pronte. Io mi sentivo sotto pressione, perché continuavamo a segnare un gol dopo l’altro, ma io non c’ero ancora riuscita, nonostante fossi un attaccante. Il Mister però mi diceva di stare tranquilla e di continuare a giocare come sapevo. Quando finalmente ho segnato, ho fatto finta di scattarmi un selfie con le mie compagne. Qualche giorno prima avevamo fatto uno shooting fotografico e ognuna di noi aveva dovuto scegliere una “posa”. Io avevo scelto la posa del selfie, e le ragazze mi avevano detto “Chanté, la prima volta che segni devi festeggiare così!”

Che differenze hai notato tra la Eredivisie olandese e la Serie A femminile? Il tuo modo di allenarti è cambiato in qualche misura?
“In Italia il gioco è molto più veloce. Qui la palla si passa continuamente e, anche quando non ce l’hai tra i piedi, devi continuare a stare in movimento. Le giocatrici, poi, sono molto forti fisicamente, quindi io mi sto adeguando. Sento che la mia forza sta aumentando man mano che mi abituo a questo modo di giocare. E poi, ovviamente, c’è tantissima passione! Gli italiani vogliono sempre vincere! Prima di ogni partita, il Mister ci fa un discorso motivazionale e noi ragazze ci carichiamo a vicenda, ci diciamo “Siamo pronte? Siamo pronte?” per entrare nel mood giusto. Tutti vogliono vincere sempre, si vede dai loro sguardi e questo mi piace tantissimo.”

Come sta andando la tua esperienza in Italia finora e quali sono i tuoi obiettivi per il futuro?
“La cosa che mi piace di più dell’Italia è che le persone sono aperte e gentili, vogliono farti sentire bene. Quando ti chiedono “come stai?”, è perché sono davvero interessate a sapere come stai. Anche il Mister mi aiuta molto. Ogni volta che sono giù di morale dopo una partita, lui è sempre lì a dirmi “va bene così, tu sei importante per noi”, quindi “non c’è problema”. E poi ci sono le mie compagne, che sono fantastiche. Non ce n’è una sola con cui io non vada d’accordo, siamo come una grande famiglia! Per quanto riguarda la mia carriera, vorrei segnare di più ed essere importante in ogni partita, perché non sempre riesco a fare la differenza come vorrei. Voglio diventare una delle migliori in Serie A e restarci per qualche anno, per poi magari tentare l’avventura nel campionato francese. E poi, naturalmente, vorrei arrivare a giocare per la Nazionale Olandese.”

La popolarità del calcio femminile continua ad aumentare, soprattutto dopo il Campionato Mondiale del 2019. Cosa pensi si possa fare per dare ancora più visibilità al mondo del calcio femminile?
“Penso che se i nostri colleghi uomini – soprattutto quelli più famosi come Cristiano Ronaldo o Neymar – parlassero di calcio femminile, anche dicendo cosa ne pensano, ciò contribuirebbe ad aumentarne la popolarità. Le società stanno facendo molto per dare più visibilità al nostro mondo, sia in Eredivisie sia in Serie A. Certo, sta anche a noi mostrare che sappiamo giocare a calcio e portare l’attenzione sul nostro movimento.”

Ultima cosa: hai qualche messaggio per i sostenitori dell’Empoli?
“Certamente. Voglio salutare tutti i tifosi dell’Empoli! Continuate a seguirci, siete davvero importanti per noi!”

Credit Photo: Federico Fenzi

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