“The show must go on” recita il celebre brano dei Queen, e se si parla di spettacolo, una figura del calcio come Cristiana Girelli sicuramente non è quasi mai spettatrice o comparsa, ma spesso protagonista. È ormai passato qualche mese dal volo diretto in California che ha visto la bomber prendere parte ad un cammino professionale del tutto inedito quanto temporaneo (semestrale, infatti, il legame con il Bay FC), eppure, che si parli della sua dimensione attuale o meno, la calciatrice continua a valorizzare il suo amore per il calcio “patriottico”, dando voce ai suoi più interni pensieri.
Proprio di recente, al portale TuttoSport.it, il noto pilastro originario di Gavardo ha raccontato i retroscena circa la partenza effettuata, concreta rappresentante di una sempre dichiarata volontà di trovare nuovi stimoli e soddisfazioni al di fuori dell’Italia: “per la prima volta nella vita ho pensato davvero a me stessa per quella che non è stata una scelta facile. Ultima gara nella Juve prima di salutare? Tanti i ringraziamenti ricevuti in un momento molto forte per me. Solo io so che posto ha nel mio cuore quella squadra ed il mio non è un addio, anzi, non riesco a pensare a un finale diverso da quello con quella maglia!”.
A proposito del frame riguardante l’“arrivederci” al club, sotto gli occhi di tutti è apparso il legame con l’idolo di sempre: Alessandro Del Piero. L’attaccante, ha, infatti donato al campione la maglia dell’ultima sera: “è stato un gesto istintivo – ha specificato -. Il 19 febbraio ha fatto di tutto per esserci; se ha lavato la casacca? Mi ha detto di no!”.
Oggetto della lunga chiacchierata al sito web citato è stato anche il campionato americano che ancora non l’ha vista nella lista delle marcatrici ma che le sta riservando delle sorprese senza precedenti: “in questo prima fase ho giocato in una posizione diversa; certamente, essendo una attaccante, preferisco segnare, ma anche dare una mano attraverso gli assist è una bella soddisfazione.
La NWSL? È sicuramente il campionato più competitivo. Come club siamo partite un po’ a rilento, ma i playoff restano l’obiettivo; il resto, poi, lo fa il contesto, difficile da immaginare se non lo si vive. Cosa intendo? Non ci sono mai meno di diecimila persone tra il pubblico. Devo dire, tra l’altro, che mi sono trovata subito molto bene e mi rende orgogliosa rappresentare un Paese che qui è molto amato.
A cosa, invece, mi devo ancora abituare? Alla presenza dei due bodyguard che ci accompagnano in ogni trasferta!”.
Ultimo tema affrontato (non per importanza) l’esito della finalissima di Coppa Italia tra Juve e Roma e il ritiro del direttore Braghin dopo un lungo cammino in bianconero: “parliamo di una partita che è stata un po’ il copione dell’intera stagione. Mi sembrava meritassimo di più, anche perché ho visto tante occasioni, ma le avversarie hanno segnato ed è andata così.
Braghin? Ho sentito un vuoto e le lacrime non sono mancate. Ho parlato di lui alle mie compagne come colui che ha costruito la Juventus Women; non posso dimenticare il fatto che sia stato proprio lui a volermi, inizialmente non ero nei piani del club. Martina Rosucci ha detto bene, perché è vero che solo un giorno ci renderemo conto dell’era che abbiamo vissuto grazie a lui”.






