Per anni il calcio femminile è stato raccontato quasi esclusivamente attraverso i risultati sportivi, le battaglie per il professionismo e la crescita dell’interesse del pubblico, ma dietro il movimento che continua a guadagnare visibilità si sta sviluppando anche un fenomeno economico che merita attenzione: quello delle sponsorizzazioni.
I numeri contenuti nella seconda edizione del Report della Serie A Women, realizzato dalla FIGC con il supporto di Deloitte, raccontano infatti una realtà in rapida evoluzione. Nella stagione 2024-25 i ricavi medi dei club hanno raggiunto quota 1,2 milioni di euro, in crescita dell’8% rispetto all’anno precedente. A trainare questa espansione è soprattutto la componente commerciale, che rappresenta ormai il 42% del totale dei ricavi.
Il dato più significativo riguarda però proprio gli sponsor. I ricavi commerciali registrano una crescita media del 31% rispetto alla stagione precedente, confermando come il calcio femminile stia diventando sempre più attrattivo per aziende e brand.
Una trasformazione che va oltre il semplice ritorno di immagine. Le imprese vedono nel movimento femminile un’opportunità per raggiungere nuovo pubblico, rafforzare le proprie strategie ESG e associare il proprio marchio a valori quali inclusione, sostenibilità e innovazione. Non a caso negli ultimi anni sono aumentati gli accordi dedicati esclusivamente alle squadre femminili, separati dalle tradizionali sponsorizzazioni delle società maschili.
L’interesse degli investitori trova riscontro anche nella crescita del pubblico. Le presenze negli stadi risultano triplicate rispetto alla stagione 2021-22, mentre gli ascolti televisivi sui canali generalisti hanno più che raddoppiato i valori registrati all’inizio del ciclo dei nuovi diritti televisivi. Parallelamente, il sistema Serie A Women può contare su una community digitale che supera i 23 milioni di follower tra club, campionato e calciatrici.
Si tratta di numeri che stanno modificando la percezione del settore. Se fino a pochi anni fa il calcio femminile rappresentava principalmente un investimento di sviluppo, oggi inizia a configurarsi come un prodotto sportivo con una propria capacità di generare valore commerciale.
La crescita delle sponsorizzazioni non significa che il percorso verso la piena sostenibilità sia concluso. I costi legati al professionismo restano elevati e il supporto proveniente dalla Federazione continua a svolgere un ruolo importante. Tuttavia il trend evidenziato dal report suggerisce che una parte sempre più consistente delle risorse necessarie allo sviluppo del movimento arriva dal mercato. E proprio questo potrebbe essere il dato più interessante. Dietro le partite, gli stadi e i risultati sportivi, il calcio femminile italiano sta costruendo un modello economico che, almeno sul fronte commerciale, cresce oggi a ritmi superiori rispetto a quelli registrati da molti altri comparti dello sport nazionale.






