Domani 14 novembre, all’ora di pranzo, il Milan scenderà in campo in quel di Pomigliano. Fra le due formazioni, attualmente, ci sono oltre i 9 punti in classifica, e qualità tecniche che fanno pendere l’ago della bilancia a favore delle rossonere.

Ma il calcio, e in particolare quello femminile, ci ha abituati a non dare mai per scontato il risultato, a meno che non ti chiami Juventus, capace di ribaltare fino in queste stagioni partite impossibili e poi andarle a vincere anche allo scadere del tempo. Il Pomigliano, dal canto suo, è una squadra che gioca un buon calcio e che, quest’anno, ha perso fino ad ora con le grandi, ma è stata capace di battere, però, l’Inter per 2-0.

Squadra equilibrata e grintosa, con diverse giocatrici di prospetto in ogni reparto, fa della sua cattiveria agonistica la sua arma migliore che, sicuramente, sfoggerà davanti al proprio pubblico, anche contro il Milan, per cercare di fermare le rossonere.

In casa Milan, fuori dal terreno di gioco, la società ha operato sul mercato per accaparrarsi nuovi giovani talenti in giro per l’Europa, segnale che la squadra femminile milanese sta diventando sempre più importante nel contesto della società A.C. Milan, che sta ancora di più puntellando il proprio futuro a suon di acquisti importanti e di respiro europeo.

Quell’Europa che il Milan sogna, dopo averla solo assaporata, anche se per due partite, la scorsa fine estate prima di essere eliminata, ma un Milan che in campionato ha saputo, dopo la batosta casalinga con il Sassuolo, cambiare atteggiamento e, come già scritto in precedenza, cambiare il suo modo di interpretare le partite, iniziando a difendere con il coltello fra i denti, infittire il giro palla e cercare sempre di imporre il suo gioco, anche quando le avversarie la mettono sulla fisicità. Il Milan di inizio stagione era forse più bello e arioso e appoggiava il suo intero baricentro sull’attacco, in particolare sui piedi di Giacinti. Ora, specie dopo la sconfitta con le Emiliani al Vismara, la mentalità è cambiata, è una squadra che ha dimostrato di saper vincere anche con un solo goal di scarto, anche in assenza di Giacinti e Boquete, e quando serve calciando la palla in tribuna. Per molti addetti ai lavori, la squadra di mister Ganz gioca un calcio più brutto, secondo il mio personale parere, invece, si è calata nella mentalità di questo campionato e bada ad aggredire sempre il proprio avversario e a cercare di azzannare ogni volta che può in contropiede per poi difendere e amministrare il vantaggio.

Su questa falsa riga ci si attende la trasferta in quel di Pomigliano, con le rossonere che cercheranno di segnare per prime, per poi mettersi, come si dice in gergo, il pullman davanti alla porta e sfruttare le ripartenze, vedremo se sarà cosi e, soprattutto, quale sarà l’11esima titolare in campo. In caso fossero della partita fin dal primo minuto anche Giacinti e Boquete,, potremmo assistere nuovamente, invece, a un Milan votato all’attacco per gran parte della partita.

Danilo Billi è un giornalista pubblicista da circa 20 anni. Nativo di Bologna, ha mosso i primi passi lavorativi nella città natale nell’ambito sportivo, seguendo dapprima la Fortitudo Baseball e poi la Pallavolo femminile di San Lazzaro di Savena in serie A1. Per gli anni a seguire ha collaborato con la Lega Volley Femminile, prima di approdare a Pesaro, dove è stato capo fotografo per oltre 10 anni dell’ex Scavolini Volley di A1 e redattore a Pesaro, dove attualmente vive, per il Messaggero, il Corriere Adriatico e Pesaro Notizie (web). Si è occupato del Bologna Football Club per diverse stazioni radio emiliane, come Radio Logica e Radio Digitale, dopo di che ha iniziato a scrivere per la fanzine Cronache Bolognesi e ha collaborato con altri siti e app che si occupano, tra l’altro, di calcio femminile, che negli ultimi anni ha rappresentato la maggior parte della suo impegno giornalistico. Ha scritto due libri di narrativa attinenti al calcio Bolognese e al suo tifo e uno lo scorso anno relativo alla stagione del Bologna calcio femminile edito dalla collezione Luca e Lamberto Bertozzi.

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