La centrocampista gialloblù si è raccontata in esclusiva ai nostri microfoni, presentandosi ai propri nuovi tifosi

Nel “gruppetto” arrivato in estate dall’ormai scomparsa Florentia SanGimignano (il cui titolo sportivo è stato ceduto alla Sampdoria) c’è anche Irene Lotti, centrocampista classe ’98 prodotto del settore giovanile toscano.

Nonostante questa sia la sua prima esperienza lontana dalla società in cui è (calcisticamente parlando) nata e cresciuta, la giocatrice fiorentina si è già ritagliata uno spazio importante nello scacchiere di mister Pachera, tanto da racimolare cinque presenze in altrettante gare disputate dall’Hellas.

Curiosi di conoscerla un po’ meglio abbiamo quindi deciso di raggiungerla e di fare con lei una lunga chiacchierata. In questa prima parte della nostra intervista esclusiva, ecco la sua presentazione ai nuovi tifosi. Nella seconda metà, invece, si parlerà della stagione in corso.

Partiamo con una piccola presentazione: chi è Irene Lotti e come si avvicina al mondo del calcio?
«Mi ritengo una ragazza molto semplice e attiva, mi piace fare moltissime cose. Questo è il primo anno in cui mi dedico esclusivamente al calcio: l’anno scorso giocavo a Firenze e lavoravo nell’azienda di famiglia. Sono arrivata in questo mondo attorno ai sette-otto anni, quando andavo ai giardinetti a giocare con i compagni di classe. Ho provato un po’ di sport, ma io volevo giocare a pallone e quindi convinsi i miei genitori a farmi provare. Ricordo ancora il primo allenamento sotto la pioggia e in mezzo al fango…».

Qual è il tuo ruolo in campo?
«Io gioco a centrocampo, nel ruolo di mezzala. Ultimamente gioco sul centro-sinistra, ma destro o sinistra è indifferente per me».

Sei arrivata a Verona insieme a un gruppetto di altre tre ex Florentia: ci presenti brevemente anche loro, magari “posizionandole” in campo?
«Jonna Dahlberg gioca a centrocampo come me, Sara Nilsson è invece un esterno d’attacco mentre Federica Anghileri è una punta. Sono tre ragazze fantastiche, con loro mi sono trovata molto bene già l’anno scorso e ora abbiamo legato ancora di più. Hanno voglia di fare, ce la mettono tutta e secondo me possono fare bene».

Come mai hai scelto Verona?
«Scegliere di lasciare Firenze, dove avevo tutta la mia vita, non è stato facile, anzi è stata la cosa più difficile di tutte. Dopo aver deciso di “buttarmi” non ho però dovuto riflettere molto: credo che Verona sia stata la scelta migliore che potessi fare e sono contenta di essere qui».

Qual è stato il primo impatto con le nuove compagne?
«Inizialmente ero un po’ timorosa, però arrivata qui mi sono subito sentita a casa. Mi trovo molto bene con compagne, società e con tutti in generale. Non mi hanno fatto mancare niente e sto bene».

Come ti trovi con mister Pachera?
«Mi trovo bene, è una persona molto chiara e quindi è facile capire cosa voglia e quindi, di conseguenza, come comportarsi. Sono contenta, in campo sono a mio agio e condivido le sue scelte».

Parliamo un po’ della città: sei a Verona ormai da qualche mese, hai avuto modo di viverla?
«Per me Verona è bellissima e tranquilla: io arrivo da un’altra splendida città, però qui sto veramente bene e mi sento a casa. A Firenze ero abituata a una vita frenetica tra calcio e lavoro, mentre ora sto respirando, riuscendo a coniugare al meglio lo sport e i miei spazi personali».

Credit Photo: Giancarlo Dalla Riva

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