L’Atalanta trova un’altra vittoria interna contro la Res Roma, squadra da sempre tra le più ostiche per le bergamasche. E’ un freddo pomeriggio quello che fa da cornice alla sfida tra nerazzurre e giallorosse. Gaelle Thalmann, in dubbio fino alla vigilia, non ce la fa e tra i pali fa la sua seconda apparizione in campionato l’ex Orobica Margherita Salvi. Sul fronte romano Fabio Melillo deve fare ancora a meno di Cincotti e Simonetti e così opta per una difesa a cinque e affida le chiavi della mediana alla coppia Picchi/Coluccini.

La prima conclusione verso lo specchio è delle ospiti con Martinovic che dal vertice sinistro dell’area sparacchia a lato. I ritmi sono blandi e la prima timida risposta locale è nella telefonata di Pirone per Pipitone al 19′. Al 23′ l’Atalanta perde il suo mister che si fa allontanare dal campo dal direttore di gara per proteste. Dopo una mezzora di gioco tutt’altro che spettacolare, le nerazzurre provano ad aumentare la spinta. Ledri va alla conclusione da fuori area, ma la sfera sorvola la traversa. L’ex Verona ci prova ancora al 33′ su cross di Alborghetti, ma la sua deviazione viene respinta in tuffo da Pipitone. Al 44′ Margherita Salvi, fino a quel momento inoperosa, interviene sul tiro cross di Labate dalla lunga distanza, bloccando a terra. Pirone in pieno recupero va sul fondo e mette sul secondo palo un pallone che per poco non entra direttamente in rete, ma l’estrema difendente ospite è brava ad allontanare smanacciando.

Dalla tribuna mister Garavaglia ordina il primo cambio: al rientro in campo Monterubbiano prende il posto di Mendes. Da subito le bergamasche appaiono più pimpanti e premono con maggior decisione. Ledri al 7′ crossa in area, Pirone fa da torre per Pellegrinelli che può calciare da due passi, ma Pipitone è bravissima nel chiuderle lo spazio, salvando in angolo. Le locali trovano la rete al successivo affondo: sul cross di Monterubbiano, Pirone di testa anticipa il portiere capitolino in uscita, ma incredibilmente il direttore di gara ravvisa una presunta irregolarità e annulla la rete. Il gioco è sempre in mano alle padrone di casa. Ledri al 13′ tenta la sassata da fuori area, ma la palla scheggia la parte alta della traversa ed esce. Due minuti dopo Alborghetti, sull’ennesimo tiro dalla bandierina, svetta e chiama Pipitone ad uno straordinario intervento per salvare la propria porta. Mister Garavaglia rimescola le carte e al quarto d’ora entra anche Re per Pellegrinelli. Un minuto dopo l’Atalanta è ancora vicinissima al goal: Pirone non arriva per un soffio sul cross di Re, la sfera giunge a Ledri che chiama ancora la portierona capitolina al miracolo e sulla respinta della difesa, Stracchi raccoglie, ma non inquadra lo specchio. Le giallorosse faticano ad uscire dalla propria metà campo. Labate prova a pescare il jolly direttamente da calcio piazzato, da distanza siderale, ma la sfera esce non lontano dall’incrocio. La svolta dell’incontro arriva al 24′: Pirone, caparbia e indemoniata si porta sul fondo, entra in area e viene affrontata irregolarmente da Labate che ingenuamente la arpiona proprio sotto gli occhi del direttore di gara, che non può non indicare il dischetto. Dagli undici metri va Puma Alborghetti che spiazza Pipitone e porta in vantaggio le locali. La gara si fa sul velluto per le bergamasche: al 34′ Monterubbiano tocca all’indietro per Ledri che di contro balzo dal limite manca il bersaglio.  Le capitoline quattro primi più tardi hanno la clamorosa occasione per pareggiare, Nagni imbecca Martinovic in piena area, sulla palla si avventa anche Palombi che calcia a lato, ostacolando di fatto la battuta alla compagna. La solita Valeria Pirone tuona al 39′, ma la conclusione è centrale. Monterubbiano a 90′ scoccato vince l’Oscar della sfortuna, quando viene involontariamente colpita al volto dalla fucilata da due passi di Alborghetti. L’attaccante marchigiana è costretta ad uscire e Scarpellini fa il suo ingresso, giusto in tempo per chiamare Pipitone, con un bellissimo destro al volo, all’ennesima prodezza sulla quale il direttore di gara in contemporanea sancisce la fine delle ostilità.

L’Atalanta Mozzanica conquista tre punti importantissimi, che le permettono di recuperare altro terreno sul Tavagnacco, in attesa del posticipo che vedrà impegnate le friulane domenica, contro il Brescia.

ATALANTA MOZZANICA-RES ROMA-1-0

Rete: Alborghetti su rigore al 24′ s.t.

Atalanta Mozzanica (4-3-3): SALVI; RIZZA, RIZZON, PIACEZZI, MOTTA; STRACCHI, ALBORGHETTI, LEDRI: PIRONE, MENDES (dal 1′ s.t. MONTERUBBIANO e dal 48′ s.t. SCARPELLINI), PELLEGRINELLI (dal 16′ s.t. RE). All. Elio Garavaglia. A disposizione: Fusar Poli e Baldi.

Res Roma (5-2-3): PIPITONE; LABATE, LOMMI, SAVINI (dal 40′ s.t. CORRADO), ROMANZI (dal 28′ s.t. PALOMBI), FRACASSI; PICCHI, COLUCCINI; GREGGI, MARTINOVIC, NAGNI. All. Fabio Melillo. A disposizione: Parnoffi, Natali, Graziosi, Chiappa e Liberati.

Arbitro: Stefano Grassi di Forlì; assistenti: Rotaru di Crema e Loda di Brescia.
Note: Giornata fredda con cielo coperto. Presenti circa 200 spettatori. Recupero: 2’+4′. Ammonite: Pellegrinelli (AM) al 43′ p.t. e Picchi (Res) al 10′ s.t.; espulso: Mister Garavaglia (AM) al 23′ p.t. per proteste.

Credit Photo: Maria Gatti