Il Como Women cade al Viola park, per 1 a 0, ed al termine della sfuida contro la Fiorentina il suo tecnico Paolo Tramezzani, attraverso i canali ufficilai del Club lariano, ha dichiarato:”La partita l’abbiamo fatta noi. Bravissime le ragazze a organizzarsi nella fase di non possesso palla: andavamo a giocare sui riferimenti, andavamo a prenderle alte, rompevamo sempre la linea con le corsie di rientro. Hanno fatto davvero una partita bellissima, mi hanno davvero sorpreso in positivo. Abbiamo avuto occasioni sia nel primo tempo che nella ripresa. Se guardiamo l’arco della partita, è chiaro che i 90’ sono stati diversi, però siamo sempre arrivate sotto porta in modo differente: con la costruzione, la palla appoggiata, le ripartenze, dopo aver anche intercettato tanti palloni e sporcato in uscita le loro linee di passaggio, dove loro giocano veramente su queste cose e spesso dominano anche le avversarie”.
Un Como Women che al termine della prima frazione ha chiuso sullo 0 a 0 era entrato in campo a viso aperto per fare il risultato, forse con un pò di fortuna in più si poteva almeno portare a casa un punto, ma il mister nonostante la sconfitta è positivo:“Siamo state brave in tutto. È chiaro che oggi meritavamo anche di fare qualche gol, però la strada è questa, è una strada molto bella. Anche oggi le ragazze hanno dimostrato che, davanti a qualsiasi avversaria, provano a giocare il calcio che alleniamo e in cui si riconoscono. Dispiace solo ed esclusivamente per il risultato, ma noi siamo più forti di questo: non c’è bisogno che il risultato confermi quanto siano brave queste ragazze”.
Le ragazze di Paolo Tramezzani, sono state gruppo, come da lui stesso ammesso al termine del match:“Anche chi ha giocato un po’ meno sta dimostrando che, ogni volta in cui viene chiamata in causa, sa fare la sua parte. Quindi è un bel messaggio che danno a loro stesse, alla squadra e anche a me. Stanno veramente bene insieme. E poi vedere oggi l’atteggiamento di Giulia Rizzon, nostra capitana, la prima in panchina ad aiutare le ragazze in campo: sì, se vinci porti a casa il risultato, ma se guardiamo questo atteggiamento, quello di Giulia — e gliel’ho anche detto — io torno a casa come se ne avessi conquistati sei di punti. Perché sono queste le cose, le fondamenta, le basi per poter pensare in futuro di fare qualcosa di veramente bello, che non abbiamo fatto prima”.






