Intervistato da Rai Radio 1, Il nuovo patron della Fiorentina Rocco Commisso, ha parlato della sua nuova avventura nel calcio italiano: “La mia vita è stata una lunga corsa, affermarsi dopo essere emigrato così piccolo negli Stati Uniti non è stato facile e ho dovuto fare tanti sacrifici. Sono stato anche un calciatore, non bravo come Chiesa o Baggio, ma il calcio mi ha aiutato a studiare alla Columbia University e a togliermi delle soddisfazioni”.

Cosa pensa di portare nel calcio italiano?
“Voglio portare quello che ho imparato nella mia azienda: lavorare duro con onestà e trasparenza. Voglio trattare ogni mio dipendente come un semplice individuo e non come un sottoposto, è importante fare le cose velocemente e assumersi qualche rischio. Per prendere la Fiorentina ho chiuso in due settimane e mezzo. Ora che mi sono assunto qualche rischio dobbiamo lavorare per ottenere dei risultati. Allo stesso tempo, però, nonostante l’entusiasmo, non si possono pretendere i risultati già domani. Io voglio riportare la Fiorentina nel posto che merita. Bisogna dare un’opportunità a coloro che vogliono investire nel calcio italiano”.

Come giudica il sistema calcio italiano?
“A NYC gli stadi sono tutti nuovi, risalgono a 20-30 anni fa. Questo porta costantemente lavoro e novità, consente a un investitore di estendere un marchio e un prodotto in modo da fare più soldi e poter comprare di conseguenza più giocatori. Vorrei vedere questo modello anche in Italia”.

Dopo il successo del calcio femminile al Mondiale, è pronto a puntare anche sull’ACF Fiorentina Women’s?
“Assolutamente sì. L’Italia ha fatto benissimo al Mondiale, le calciatrici si meritano più opportunità e noi come Fiorentina vogliamo investire di più proprio nel calcio femminile”.

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