credit photo - Paolo Comba - photo agency Calcio Femminile Italiano

 Il 26 maggio a Firenze, presso Le Murate Caffè Letterario, Lana Clelland ha presentato il suo libro. La calciatrice del Sassuolo, infatti, è in libreria con ‘Ventisei. Dalla Scozia alla Serie A’. Ventisei numero non a caso, che riporta al numero di maglia scelto dall’attaccante neroverde ormai da tanti anni. La stessa punta sull’evento, dei giorni scorsi a Firenze, ha ammesso tramite social: “È difficile trovare le parole per spiegare quanto è stato bello ieri presentare il libro per voi e insieme a voi. Ci siamo emozionati ma ci siamo divertiti”.

Il volume parla di tanti ostacoli da superare ripercorrendo la carriera della classe ’93 che l’ha calcato anche il palcoscenico del Mondiale femminile. Una storia da leggere di una calciatrice arrivata in Italia nel 2015 con il Pink Bari che ha vestito poi le maglie del Tavagnacco e della Fiorentina prima di approdare nel 2021 a Reggio Emilia.

Con tono provato la giocatrice scozzese legge, in un video, alcuni passi del suo libro raccontando: “Avevo fatto il Mondiale, l’avevo fatto davvero, ma non è stato il momento in cui mi sono sentita invincibile. È stato il momento in cui ho capito una cosa precisa. Non voglio pietà, non voglio che qualcuno dica poverina, non voglio essere trattata come fragile”.
Clelland poi continua: “Posso rompermi, posso crollare, posso avere paura, ma resto, resto lì, in campo. E se posso segno, anche così, con un crociato rotto. Perché a volte non è il corpo che decide chi sei, è la testa, è la mia. Quel giorno avevo deciso una cosa sola: io gioco. E questo, questo nessuno potrà portarmelo via, mai”.

Per parlare di questo libro poi Lana Clelland evidenzia: “Ventisei per tanti è solo un numero sulla maglia, ma per me è una promessa mantenuta, è una carriera tra gol e ostacoli, è cosa vuol dire trovare casa in un paese non tuo. È perderti e ritrovarti nei posti meno pensati. È sentirti egoista lontana da casa, ma continuare a scegliere l’unica cosa che ti fa sentire libera al mondo: stare in mezzo a quel rettangolo verde con la palla tra i piedi”.
La giocatrice infine precisa: “Ventisei non sarà mai più solo un numero, e ora potete capire il perché, insieme al racconto della mia carriera e della mia vita. Non so ancora come descrivere l’emozione di vedere questo progetto diventare realtà”.

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