Il Tavagnacco è in testa al campionato di Serie B insieme al Pomigliano che però ha una partita in meno, suggellando un percorso iniziato con qualche difficoltà. La squadra è molto giovane, ma supportata da elementi esperti, tra cui Alessia Tuttino vero e proprio punto di riferimento del centrocampo gialloblù, che a 37 anni ha deciso di tornare a indossare la maglia della società friulana. A lei abbiamo rivolto alcune domande.

Alessia come è nata la tua passione per il calcio?
«Credo sia stata una cosa naturale. Quando ero all’asilo ho iniziato a giocare a calcio coi maschietti».

Qual è stato il giocatore o giocatrice di riferimento?
«Quando ho cominciato il calcio femminile non era molto seguito, quindi ho visto quello maschile, quindi mi sono ispirata ai giocatrici della Juventus, squadra di cui sono tifosa».

La tua carriera è legata ad un’altra esperienza con la maglia gialloblù, quella del Verona.
«A Verona sono arrivata a 18 anni e li ho vissuto gli anni migliori, perché ho vinto tutto con quella maglia. Il ricordo più bello è stata la semifinale di Champions League».

Nel 2011 la tua prima parte col Tavagnacco.
«È stata bella ed entusiasmante, perché avevo al fianco giocatrici come Camporese, Brumana e Masia, poi perché c’era un bel progetto in atto, vincendo per due volte la Coppa Italia e sfiorando alcune volte lo scudetto».

Due anni fa hai lasciato il calcio a 11: qual è stato il motivo?
«L’idea è quella di avere una famiglia e un bambino: a giugno 2018 ho finito di giocare a calcio e a luglio mi sono sposata. Poi l’anno dopo ho avuto Tommaso».

Quest’anno sei ritornata nuovamente al Tavagnacco: cosa ti ha portato a ritornare “a casa”?
«Mi mancava l’adrenalina da campo. Dopo aver avuto Tommaso ho deciso di giocare nuovamente e riavere un po’ di tempo per me stessa. Il direttore sportivo Tosolini mi ha chiamato dicendo di provare a fare un allenamento e da lì sono nuovamente ripartita».

Dopo sei giornate siete in vetta della Serie B: ti aspettavi questo risultato?
«Speravo di centrare questo risultato, perché avendo tante giovani e giocatrici di esperienza come me e Martinelli non era così scontato, tuttavia si sta creando quel mix giusto e i risultati ci stanno dando ragione».

Domenica sei tornata a segnare contro il Vicenza: che sensazioni hai avuto?
«Non mi sono resa contro perché non ero abituata a questa situazione. Sono rimasta sorpresa, perché non sono mai stata una giocatrice abituata a fare gol, me è stata una bella sensazione».

Come giudichi questa Serie B?
«La giudico interessante, perché non ci sono risultati scontati. Il discorso promozione e retrocessione è apertissimo».

Secondo te la Nazionale Italiana diventerà un top team del calcio femminile mondiale?
«Lo spero per tutti i sacrifici che noi ragazze della nostra era. Mi auguro che sia uno sport praticato in maniera professionale e professionistica».

Che cosa manca al calcio femminile italiano per diventare importante?
«Manca il fatto che le istituzioni credono in questo sport. Le uniche a crederci siamo noi, ora si sta interessando qualche società professionistica, ma credo che debba esserci interesse anche da parte delle istituzioni politiche».

Come sei fuori dal campo?
«Sono una mamma lavoratrice che ha meno tempo per svaghi e cose personali, ma allo stesso tempo che ha avuto grandi soddisfazioni, perché a livello famigliare essere sposati e avere un figlio è il massimo per me».

Sei felice dei tuoi risultati raggiunti?
«Sono felice e contenta dei risultati raggiunti, l’unico rammarico è stato quello di non partecipare al Mondiale: sarebbe stata la ciliegina sulla torta».

Tu che sei mamma, lo sport e la maternità possono andare a braccetto?
«Dovrebbero andare a braccetto, perché fare sport aiuta sia a diventare mamma che a esserlo dopo, e soprattutto si può organizzare il tempo in maniera migliore».

Ti piacerebbe restare nel mondo del calcio?
«Mi piacerebbe restare nel mondo del calcio, magari provando a fare l’allenatrice che entrare nel mondo dirigenziale».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia l’UPC Tavagnacco e Alessia Tuttino per la disponibilità.

Photo Credit: UPC Tavagnacco

Elia Soregaroli
Nato il 12 luglio del 1988 a Cremona, Elia ha sempre avuto una grande passione per il mondo del giornalismo, in particolar modo a quello sportivo. Ha due esperienze lavorative in questo settore, IamCalcio e ManerbioWeek (che è attualmente in corso), un workshop con l'emittente televisiva Sportitalia, e uno stage curricolare con il Giornale di Brescia. Si avvicina al calcio femminile nel 2013 grazie ai risultati e al percorso del Brescia CF e da allora ha cominciato ad occuparsi anche del movimento in rosa. Oltre a questo ho come hobby leggere libri e i balli latinoamericani.