La Lazio si sta preparando alla sfida di domenica contro il Brescia, con l’obiettivo di centrare tre punti necessari per restare in corsa alla promozione in Serie A. La formazione di Carolina Morace può contare su elementi importanti, tra cui Claudia Palombi, attaccante classe ‘97 e da tre anni con la maglia biancoceleste. La nostra Redazione ha raggiunto Claudia coi i nostri microfoni.

Claudia perché hai scelto il pallone?
«Ho scelto il pallone perché non potevo non scegliere altro. Sono cresciuta in una famiglia di calciatori, a partire da mio papà che mi ha tramesso questa passione, poi ho un fratello, Simone, che ha fatto la trafila con la Lazio e adesso gioca in B con il Pisa. Non potevo non giocare a calcio».

Cosa ti ha fatto innamorare del ruolo di attaccante?
«Io guardavo le partite con mio papà e vedevo sempre giocare Paolo Di Canio, che portava questa lazialità in campo. Mi sono innamorata subito di lui. Quindi ho iniziato a vedere il ruolo dell’attaccante e i movimenti che vanno dalla trequarti in su. Sono cresciuta vedendo anche le gesta di Miro Klose e di Ciro Immobile, ma anche quelli di mio fratello».

I tuoi primi passi col calcio sono legati alla Res Roma: che anni sono stati per te?
«Sono stati anni di crescita, di grande sacrificio e di grande lavoro. Partire dalla Serie C alla Serie A con questa squadra ed è stato qualcosa di unico. Con la Res ho vinto tre scudetti con la Primavera. Mi sono trovata bene con lo staff e con le compagne e con i tifosi che venivano a seguirci in ogni partita».

Nel 2018 passi alla Lazio: come mai hai fatto questa scelta?
«Venivo da sei mesi di inattività e ho deciso di mettermi in gioco in una squadra che ho sempre tifato: diciamo che è stata una scelta di cuore. Non ho esitato un attimo aa chiamata della Lazio, e realizzare il sogno di vestire una maglia che volevo da sempre indossare».

Secondo te la Lazio di quest’anno può andare in Serie A?
«Ci sono tutte le carte in regola, ci hanno creato una squadra apposta. Stiamo facendo fatica a vincere, però è un crescendo di livello strutturale e mentalità, quindi i risultati arriveranno da sé».

Che effetto fa vedere sulla panchina biancoceleste Carolina Morace?
«L’effetto è stato sin da subito emozionante, soprattutto io che sono un’attaccante è un onore per me che ci sia sulla nostra panchina. Cerco consigli e capire ogni errore. Il fatto di avere lei a fianco ti dà una carica infinita. Siamo orgogliose di avere coach Carolina nel nostro club».

Contro il Como è arrivato un pari in bianco: come lo giudichi il punto preso?
«Penso sia stato un punto ottenuto con sacrificio, perché volevamo vincere. Il Como è un’ottima squadra in tutti i reparti ed abbiamo avuto difficoltà su questo, soprattutto in trasferta che è più difficile rispetto a quelle in casa. Abbiamo avuto tre occasioni noi e altrettante loro, ma la palla non è mai entrata. Quindi il pareggio è stato un risultato giusto».

Domenica avete il Brescia, squadra che all’andata vi ha fermato all’ultimo secondo…
«Il Brescia è una grande realtà, e sono passate tante giocatrici. So che tipo di giocatrici ci sono, so che tipo di partita andremo a giocare. Però siamo le favorite, ma non ci possiamo permettere di perdere punti, e domenica andremo lì con la consapevolezza di prenderci questi tre punti».

Che Serie B hai notato dopo 17 giornate?
«Una Serie B competitiva, dove ci sono tante squadre che ti mettono in difficoltà, soprattutto quelle di bassa classifica. Ci sono tante formazioni organizzate anche a livello strutturale. Un campionato avvincente, che fa crescere il calcio femminile, perché è una vetrina importante per la Serie A. Giocare in Serie B è un privilegio e devi meritartelo».

Dove può arrivare il calcio femminile italiano?
«Spero il più in alto possibile. Credo sia stato fatto, e si farà ancora, un lavoro enorme per far crescere un movimento che ha avuto la sua vetrina con la prestazione della Nazionale ai Mondiali, ed è stata una novità per tutti, perché ci sono ancora pregiudizi sul calcio femminile: se si abbattono credo che tutti si potranno appassionare di noi».

Che opinione hai sul professionismo femminile?
«Ho molte aspettative su questo, perché credo sia giusto riconoscere quello che facciamo durante la settimana, che non è niente di meno di quello che fanno gli uomini. Le ragazze purtroppo al giorno d’oggi devono lavorare per giocare a calcio, perciò credo essere riconosciute come atlete professioniste. Nel 2023 la cosa sarà ufficiale e sarà il coronamento di tutti questi anni».

Com’è Claudia Palombi fuori dal campo?
«Claudia è una persona che s’impegna, che gestisce un ristorante di famiglia. È una persona altruista e solare, che cerca di fare il bene per gli altri».

Quali sono gli obiettivi che vorresti ancora raggiungere?
«Calcisticamente l’obiettivo che mi sono prefissata da tre anni a questa parte è vedere la Lazio in Serie A. La società su questo punto crede in noi. Per quanto mi riguarda vorrei segnare tanti gol e fare buone prestazioni per portare questa squadra nella massima serie».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia la SS Lazio e Claudia Palombi per la disponibilità.

Photo Credit: SS Lazio

Elia Soregaroli
Nato il 12 luglio del 1988 a Cremona, Elia ha sempre avuto una grande passione per il mondo del giornalismo, in particolar modo a quello sportivo. Ha due esperienze lavorative in questo settore, IamCalcio e ManerbioWeek, un workshop con l'emittente televisiva Sportitalia, e uno stage curricolare con il Giornale di Brescia. Si avvicina al calcio femminile nel 2013 grazie ai risultati e al percorso del Brescia CF e da allora ha cominciato ad occuparsi anche del movimento in rosa.