(5 ottobre 2019)

La Serie B è attualmente ferma per gli impegni delle Nazionali. Dopo due pareggi in campionato e la sconfitta di misura alla prima giornata della fase a gironi di Coppa Italia, la San Marino Academy si è rimessa al lavoro per sfruttare al meglio questa lunga sosta e farsi trovare pronta il prossimo 27 di ottobre, data della ripresa del campionato.

Lavoro che verrà gestito naturalmente dallo staff tecnico. Che è mediamente molto giovane,  positivamente ambizioso, fortemente sinergico. Lo scorso anno questo mix vincente è stata una delle cause – non l’unica – della cavalcata biancoazzurra culminata con il salto di categoria. Confermato in blocco, anzi potenziato, lo staff tecnico della San Marino Academy fa anche quest’anno della cultura del lavoro quotidiano uno dei suoi punti fermi. Come confermano il secondo allenatore Alessandro Milzoni e il preparatore atletico Giancarlo Pecorari, parti essenziali di quell’ossatura che compone la squadra dietro la Squadra.

Una sosta di tre settimane significa affrontare quasi un secondo periodo di preparazione. Questo, nelle vostre rispettive sfere di competenza, in quali termini si traduce?


M: Significa che lavoreremo per colmare quelle lacune che ancora ci rimangono a livello di gioco. Prima avevamo avuto poco tempo, ma adesso possiamo recuperare. Parlando del mio lavoro specifico, faremo grande attenzione a tutto quel che concerne la parte difensiva. Il che significa non solo interdizione ma anche impostazione del gioco partendo dal basso.

P: Il mio sarà un lavoro a due facce: recuperare le ragazze non ancora al 100% della condizione e al contempo mantenere la costanza di rendimento di quelle maggiormente impiegate. Nel complesso sfrutteremo questo periodo per raggiungere un equilibrio di squadra. È fondamentale, se si vogliono sfruttare appieno le potenzialità del collettivo. Possiamo alzare leggermente i carichi perché non dovremo preoccuparci dell’impegno domenicale, ma non faremo nulla di stravolgente.

 

Soddisfatti dell’inizio della stagione dai vostri specifici punti di vista?


M: Devo dire che si è visto qualcosa di incoraggiante. Ho apprezzato in particolare impegno e volontà da parte delle ragazze. Le prime due partite sono andate meglio, mentre con il Cesena, in coppa, c’è stato un piccolo calo. Sappiamo che c’è ancora tanto da lavorare, ma sono convinto che siamo sulla strada giusta.

P: Abbastanza soddisfatto ma non mi accontento. C’è sempre qualcosa da migliorare e mi aspetto una crescita continua, che si ottiene solo attraverso il lavoro continuo. Per il poco tempo avuto a disposizione abbiamo fatto il massimo e le risposte sul campo sono state ottime, specie con la Lazio. È stata la risposta mentale, in modo particolare, che mi ha sorpreso in positivo. Credo nelle ragazze, so che hanno grande voglia di migliorarsi: questa per me è la base di tutto.

 

A proposito di risposte mentali, la gara col Napoli ha insegnato che bisogna crederci fino alla fine.


M: Senza dubbio. Bisogna battersi fino all’ultimo secondo di ogni gara. Del resto nessuno ci regalerà niente: se vorremo qualcosa dovremo prendercela da noi con grande determinazione. L’aspetto psicologico è fondamentale, soprattutto per le ragazze che giocano meno: quando verranno chiamate in causa il loro contributo sarà fondamentale, e per questo dovranno farsi trovare pronte in qualsiasi momento.

P: Mai dare nulla per scontato. Con il Napoli non abbiamo mollato e siamo andati a prenderci un punto di carattere. Ma la lezione può essere anche imparata al contrario: domani potremmo trovarci noi nella situazione del Napoli, e allora sarà fondamentale essere concreti quando avremo l’opportunità di segnare. Ma in generale bisogna credere sempre nella possibilità di fare risultato, fino al triplice fischio.

 

In quale momento della stagione coglierete il massimo frutto del vostro lavoro?


M: Sono ottimista e secondo me già alla fine di questa pausa, in occasione delle gare con Cittadella e Ravenna, potremo vedere sensibili miglioramenti. Anche dal punto di vista del gioco.

P: Domanda difficile. La stagione è lunga e presenterà complicazioni difficili da prevedere. L’essenziale è che il lavoro sia costante e preciso. Ma deve anche permettere un adattamento continuo, perché l’obiettivo primario è sempre quello di preparare la partita successiva. Secondo me le migliori risposte arriveranno quando la squadra si troverà in difficoltà. Credo molto nella nostra proposta e per questo sono tranquillo.

 

Le nuove arrivate si sono calate subito nella mentalità del vostro lavoro?


M: In sede di mercato abbiamo cercato giocatrici in gamba anche dal punto di vista mentale. Quando si entra nel nostro gruppo la prima cosa da fare è abbandonare il concetto di “io” e sposare quello di “noi”. Sapevamo di aver preso le ragazze giuste da questo punto di vista. E le conferme le abbiamo avute subito.

P: Normale che il loro adattamento ai nostri metodi di lavoro abbia richiesto un po’ di tempo. Venivano da ambienti diversi, ma la voglia di imparare e il loro mettersi subito a disposizione hanno ridotto i tempi. E devo dire che le ragazze della “vecchia guardia” le hanno aiutate trasmettendo subito appartenenza al gruppo e cultura del lavoro. Perché qua bisogna abituarsi a ragionare come in un ambiente professionistico: è la categoria stessa che ce lo impone.

 

Siete uno staff mediamente giovanissimo. Questo aspetto che tipo di valore aggiunto dà al lavoro complessivo di tutti voi?


M: Lo staff è giovane ma non per questo impreparato. I valori aggiunti possono essere la freschezza, l’entusiasmo, l’umiltà. Sappiamo di essere i primi a dover imparare, perciò accettiamo l’errore e cerchiamo di trarne un insegnamento. Tutto questo senza rinunciare, naturalmente, a mettere in campo tutte le nostre conoscenze.

P: Al giorno d’oggi si è abituati a fare l’equazione: gioventù=inesperienza. Ma le cose non stanno sempre così. Il nostro valore aggiunto è quello di essere “spensierati”. Significa che non abbiamo paura di sbagliare. L’errore ci sarà sempre, è inevitabile, ma non viviamo con questo assillo. Noi ci mettiamo in gioco assieme alle ragazze. Un’altra carta vincente è la comunicazione, sempre diretta e trasparente. Quando serve facciamo autocritica come staff e cerchiamo sempre di trasmetterci esperienze e sensazioni, aggiornandoci in modo costante.

Credit Photo: Federazione Sammarinese Calcio Femminile

FONTESan Marino Academy
Silvia Tamburriello nasce ad Ancona nel 1964. Una mente matematica, una laurea in Informatica a Pisa, una ventennale attività in aziende di software a Milano e Ancona. Sin da piccola ha voglia di giocare a calcio, vi riesce caparbiamente a 45 anni durante i suoi anni a New York, dove inizia in tornei amatoriali come difensore, e dove nasce la passione per il giornalismo e racconta l’Italia e gli USA con video ed interviste con Italiani all’estero collegati da vari paesi. Promuove sui social la musica cult Beat anni ’60. Sogna di formare una squadra di calcetto femminile senior ad Ancona. Dal 2017 è corrispondente dall’Italia per la principale radio americana della comunità italiana di New York, con una rubrica settimanale in cui “porta le Marche a New York”.