Quest’anno hai cambiato spesso ruolo: prima difensore centrale, poi tre quarti e prima punta. Come ti sei trovata a cambiare coì spesso e nell’ultima partita contro il Ravenna Women nel ruolo di centrocampista centrale di destra?

Ormai sono abituata all’idea di cambiare spesso ruolo, anche velocemente. Nel calcio, così come nella vita, non è un problema per me adattarmi; ritengo di avere questa qualità e ho capito che con il Mister Ulivieri bisogna sempre essere vigili, e carpire anche gli insegnamenti che impartisce agli altri. Sono ormai entrata nell’ottica che ogni occasione sia buona per mettersi a disposizione.

Nasco come centrocampista, mediano soprattutto, a 2 non avevo quasi mai giocato:

nella partita di domenica ho fatto ciò che il Mister mi ha chiesto, con la consapevolezza di poter dare di più.

Che difficoltà hai riscontrato nel passaggio alla nuova categoria superiore?

Sicuramente c’è bisogno di un adattamento ad un calcio più fisico, più veloce di pensiero e più tecnico.

Questo mi stimola molto, sono una persona che ama mettersi in gioco.

Naturalmente trattandosi di un gioco di squadra, l’adattamento deve essere collettivo. Stiamo avendo delle difficoltà iniziali, dovute appunto al passaggio di categoria, ma sono fiduciosa che con il tempo, le qualità di ognuna di noi verranno fuori.

Durante gli allenamenti il Mister Ulivieri ti sollecita spesso, talvolta molto più delle tue compagne: pensi che ciò sia legato ai cambiamenti di ruolo a cui sei soggetta o ad un’avversione particolare nei tuoi confronti?

Penso che il Mister si comporti in maniera diversa a seconda della giocatrice che si trova davanti. Sollecita coloro da cui sa di poter pretendere sempre di più.

Ho imparato con il tempo, e non senza qualche difficoltà, a comprendere il suo modo di fare: ero abituata ad una parola in più di incoraggiamento, e l’assenza di questa a volte mi demoralizzava.

Ho capito che i suoi rimproveri sono positivi, uno stimolo a dare il massimo sempre.

Mi ha insegnato che nella vita non tutti ti spronano con una carezza, talvolta viene fatto in altri modi, ma l’obbiettivo è sempre quello di aiutarci a crescere, sia come giocatrici sia come persone.

(Intervista realizzata da Valentina Ulivieri)

Credit Photo: Pagina Facebook US Città di Pontedera

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