credit photo: Giuseppe Fierro - photo agnecy calcio femminile italiano

La Caronnese milita nel girone A di serie C e, in questa stagione di campionato che ormai volge alle battute finali, ha dimostrato di poter competere ad alti livelli ed essere una valida avversaria per chiunque si presenti nel suo cammino. Con 37 punti guadagnati in 21 giornate ed un quinto posto in classifica frutto di belle prestazioni sul rettangolo verde, la squadra allenata da mister Massimo Marsich, fa presagire risultati ancora migliori in futuro.

Calcio Femminile Italiano ha raggiunto Biancamaria Codecà per un’intervista in cui l’attaccante classe ’93 della Caronnese ha raccontato come sia nato il suo amore per la disciplina, la sua evoluzione e il suo legame con il club lombardo di cui lei, con 27 reti segnate, è la miglior marcatrice (parlando di cifre i suoi gol la rendono miglior marcatrice anche dell’intero girone A).
Da piccola giocava nelle squadre miste, ad 11 anni ha scelto di smettere di calcare il rettangolo verde con gli scarpini ai piedi e a 24 li ha rimessi per scoprire che la passione per il calcio non era mai sparita, anzi!


“La mia passione per il calcio è nata quando ero molto piccola, intorno ai 6 anni, quando ho iniziato a giocare con i maschi. All’età di 11 anni ho smesso e ho ripreso a 24 anni. Per la prima volta ho partecipato ad un campionato femminile e lì mi sono resa conto che il mio amore per questo sport non era mai svanito, tutt’altro”.

La Caronnese, dunque, rappresenta per Codecà la squadra che, con il suo progetto ambizioso e un ambiente volto alla crescita continua e costante, le ha dato gli strumenti necessari per esprimersi al meglio delle sue capacità e possibilità: “Indossare la maglia della Caronnese per me è importante, è una società con un progetto chiaro, ambizioso. Un ambiente serio con voglia di crescere ogni giorno. Ho sentito fiducia e questo per una giocatrice è fondamentale”. Il gruppo-squadra è, poi, ugualmente importante: quando le è stato chiesto di definirlo con tre aggettivi l’attaccante ha utilizzato: “Unito, determinato e disponibile. Unito perché ci supportiamo sempre. Determinato perché non molliamo anche nei momenti difficili; Disponibile perché ognuna è pronta a mettersi a disposizione per la squadra e per le compagne”.
Tutte assieme hanno affrontato con grande carattere le sfide che si sono poste sul loro cammino anche quando il risultato non ha sorriso loro. Rispetto all’inizio dell’anno la squadra è cresciuta tanto, specie nella mentalità e nella consapevolezza dei mezzi a loro disposizione.

“Un momento importante è stata una partita in cui abbiamo dimostrato grande carattere, soprattutto nei momenti di difficoltà. Anche se magari non è stato il risultato perfetto, abbiamo mostrato la nostra identità e la capacità di reagire insieme. Siamo cresciute soprattutto nella consapevolezza dei nostri mezzi e nella gestione delle partite. Rispetto all’inizio siamo più compatte, più organizzate e più capaci di restare dentro la gara anche nei momenti difficili”.

Codecà parlando del suo modo di essere in campo, ci ha confidato che non sceglierebbe una caratteristica solo di una sua compagna ma prenderebbe qualcosa da tutte loro. Ogni calciatrice della Caronnese, infatti, ha i suoi punti forti, le sue peculiarità e tutte sono ugualmente utili. Non ha, inoltre, un unico modello a cui si ispira ma cerca di prendere come esempio tutte quelle calciatrici (e calciatori) che scendono in campo con la ferma intenzione di dare il massimo sia durante le partite che in settimana.
“In realtà prenderei qualcosa da tutte, perché ognuna ha una qualità diversa che la rende importante per la squadra. È proprio questo il bello degli sport di squadra. Non ho un solo modello preciso, ma mi ispiro a calciatrici e a calciatori che mettono sempre intensità, sacrificio e mentalità in campo. Mi piace prendere esempio da chi non smette mai di lavorare per migliorarsi”.
Infine, in riferimento alla situazione del movimento calcistico femminile in Italia: “Il calcio femminile in Italia sta crescendo sia a livello di visibilità che di qualità del gioco. È un percorso positivo, ma c’è ancora da migliorare soprattutto nelle strutture, nella continuità degli investimenti e nella considerazione generale del movimento, per permettere alle giocatrici di crescere sempre di più”. 
Federica Pistis
Sono nata in provincia di Cagliari il 29/08/1992. Mi sono laureata in scienze dell'educazione e della formazione primaria e ora frequento la magistrale di pedagogia presso l'Unimarconi di Roma. La mia passione per il calcio è nata quando ho iniziato a seguire questo sport perchè mio fratello è un grande tifoso del Milan e io cercavo un punto d'incontro con lui. Ho iniziato a guardare le partite, e a comprenderne i meccanismi poi è arrivato quello femminile che mi ha conquistata al punto da sentire un po' mie anche le loro imprese.

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