La Pro Sesto ha giocato la stagione di campionato 2025-2026 nel girone ha di serie C e, con 50 punti totali in 22 giornate, si è classificata al terzo posto in classifica a pari punteggio con il Real Meda che occupa la seconda posizione. Nel corso di questa annata calcistica i tifosi hanno visto una squadra che è cresciuta tanto e che ha dato filo da torcere a tutte le avversarie con cui si è scontrata settimana dopo settimana ed è stata premiata con la vittoria della Coppa Italia di categoria battendo, in finale, il Catania ai calci di rigore.

Calcio Femminile Italiano ha raggiunto Elena Mariani, attaccante classe 1996, per un’intervista in cui parlare della sua esperienza con la maglia della squadra lombarda e dei traguardi festeggiati assieme al club.
La numero 10 della Pro Sesto ci ha raccontato di aver avuto il primo approccio con il calcio quando già aveva 17-18 anni: fu un colpo di fulmine al punto da decidere di lasciare l’equitazione, sport che aveva praticato sino a quel momento, per poter giocare seriamente.

“Sto bene, grazie. Il periodo estivo è il mio preferito: mi trasmette sempre energia positiva e mi mette di buon umore. Io ho iniziato a giocare a calcio piuttosto tardi perché nella mia famiglia era considerato uno sport da maschi e una ragazza che giocava a calcio non era vista particolarmente bene. Quando avevo 17-18 anni, una mia amica mi chiese di andare a giocare con lei in una squadra a 7 che stava nascendo all’oratorio. Era un’attività molto tranquilla, pensata soprattutto per divertirsi, così accettai. Ovviamente me ne innamorai subito. In quel periodo praticavo anche equitazione, quindi per un anno portai avanti entrambe le attività, ma mi resi conto che conciliarle era davvero difficile. L’anno successivo decisi quindi di intraprendere il percorso calcistico in modo più serio, dedicandomi esclusivamente al calcio e passando al calcio a 11″.

Facendo un bilancio del suo primo ano con la casacca della Pro Sesto Mariani ha parlato di un’esperienza estremamente positiva sia per i risultati raggiunti (la vittoria della Coppa Italia di serie C) che nei rapporti umani. Quanto costruito dal gruppo-squadra, infatti, riguarda un legame che esula dal solo rettangolo verde ma si ritrova anche al di fuori di esso nei momenti più belli, certo, ma anche e sopratutto in quelli più complicati.

“Quest’anno mi sono trovata davvero molto bene con la mia squadra. Era il mio primo anno con loro, ma è stata un’esperienza speciale. Sul campo abbiamo disputato un ottimo campionato e siamo riuscite a concludere la stagione nel migliore dei modi, vincendo la Coppa Italia. Ho avuto la fortuna di giocare in una squadra molto forte e questo mi ha permesso di imparare qualcosa da ognuna delle mie compagne. Con loro ho instaurato un bellissimo rapporto che è andato ben oltre il calcio: sono tutte persone semplici, generose e dal grande cuore. Nei momenti più difficili della stagione mi sono sempre state vicine, offrendomi supporto e sostegno, e questo mi ha aiutata moltissimo. Oggi ci vediamo anche al di fuori del contesto sportivo ed è bellissimo aver costruito amicizie che vanno oltre il campo da gioco. Il gruppo è la base per costruire qualcosa di importante e raggiungere grandi traguardi”. – Ha ribadito l’attaccante nel parlare della squadra – “Nel calcio femminile l’unione fa davvero la differenza e, spesso, conta più di avere una squadra composta solo da individualità forti. È il gruppo che ti aiuta a superare i momenti difficili, le sconfitte e i periodi complicati. Il gruppo dà forza al singolo e permette a tutti di esprimere il massimo delle proprie potenzialità, perché ci si sente uniti e sostenuti”.

La finale di Coppa Italia è stata, come immaginabile, la partita più importante della stagione. Vincere è la ciliegina sulla torta di una stagione positiva in cui è sfumato di poco l’obiettivo dei play-off: tutti coloro che erano coinvolti nel progetto della prima squadra erano dunque fortemente motivati a raggiungere quel titolo.

“La partita più importante della stagione è stata sicuramente la finale di Coppa Italia. Arrivate fino a quel punto, desideravamo fortemente vincerla perché sentivamo di meritarla dopo tutti i sacrifici, l’impegno e il lavoro svolto durante l’anno. Inoltre, avevamo mancato l’accesso ai play-off per pochissimo e volevamo regalarci a tutti i costi questa soddisfazione”.
Vincere contro il Moncalieri ha dato alle ragazze di mister Pierangeli la misura di quanto lontano potessero arrivare:Probabilmente il momento decisivo è stato dopo la vittoria contro il Moncalieri, una squadra molto forte e ben organizzata. È stata una partita difficile e combattuta, ma proprio in quell’occasione abbiamo capito di avere tanta fame, determinazione e voglia di dimostrare che potevamo arrivare fino in fondo e vincere”.

Parlando, invece, dei progressi effettuati dal movimento calcio femminile è innegabile che si sia arrivati ad un miglioramento che si nota sopratutto nella massima serie, in minor misura in serie B. Le categorie inferiori, invece, continuano ad essere più penalizzate, e vivono parecchie difficoltà a diversi livelli e dovrebbero avere più supporto in generale.

“Ritengo che questa evoluzione ci sia stata, ma soprattutto nelle categorie più alte. In Serie A, grazie all’introduzione del professionismo, la situazione è migliorata notevolmente. Anche in Serie B si stanno vedendo alcuni progressi, ma le categorie inferiori continuano purtroppo a essere quelle che soffrono maggiormente. Ancora oggi esistono difficoltà importanti sotto molti aspetti. Credo, pertanto, che anche le categorie inferiori abbiano bisogno di maggiore supporto. Ogni anno vediamo sempre più società costrette a chiudere o a ridimensionarsi perché non dispongono delle risorse economiche necessarie per andare avanti. Per questo sarebbe fondamentale investire maggiormente anche nelle realtà più piccole”.

Ad una bambina che come tante oggi, visto che si sta raggiungendo un numero di tesserate sempre maggiore, vuole giocare a calcio Elena Mariani direbbe: “Non farti fermare da niente e da nessuno. Se hai un sogno, inseguilo con tutta te stessa. Qualunque sia il risultato, sarà comunque una grande soddisfazione, perché non c’è niente di più bello che dare il massimo, migliorarsi ogni giorno e dedicarsi con passione a qualcosa che ci fa stare bene e ci rende felici’ ”.

Federica Pistis
Sono nata in provincia di Cagliari il 29/08/1992. Mi sono laureata in scienze dell'educazione e della formazione primaria e ora frequento la magistrale di pedagogia presso l'Unimarconi di Roma. La mia passione per il calcio è nata quando ho iniziato a seguire questo sport perchè mio fratello è un grande tifoso del Milan e io cercavo un punto d'incontro con lui. Ho iniziato a guardare le partite, e a comprenderne i meccanismi poi è arrivato quello femminile che mi ha conquistata al punto da sentire un po' mie anche le loro imprese.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here