Luisa Pugnali, capocannoniera del Girone C di Serie C, ha fatto tantissima strada prima di arrivare al Nuova Alba. Il cammino che l’ha condotta alla squadra biancoverde ha avuto una pausa durata quattro anni, a eccezione di quattro mesi a Orvieto, un periodo durante il quale ha capito di poter dare ancora tantissimo allo sport di cui si è innamorata da bambina. La calciatrice si è raccontata in esclusiva alla Redazione di Calcio Femminile Italiano dopo il bel secondo posto della compagine umbra, che coincideva con il suo ritorno sul rettangolo verde.
Sassuolo e Florentia in Serie A e in Serie C con l’Orvieto prima di approdare al Nuova Alba, realtà umbra che ha fatto molto bene in Eccellenza e ha conquistato la Serie C con grande merito. L’anno più bello è per lei quello trascorso con la maglia giallorossa della Roma, benché tutta la sua carriera sia stata caratterizzata da un susseguirsi di obiettivi raggiunti e di asticelle alzate di volta in volta con il fine ultimo di trasformarsi in una calciatrice sempre più completa. L’addio al calcio è stato solo temporaneo, perché le sono bastati alcuni anni lontana dai campi per capire che non avrebbe resistito a lungo senza l’ebrezza che si prova con gli scarpini ai piedi, nel segno di una persona a lei molto cara: «Ho iniziato da piccolissima a giocare a calcio e per me è sempre stata pura passione, amore. Non ho mai pensato che sarebbe diventato il mio lavoro, semplicemente giocavo perché mi rendeva felice. C’è un stato un momento preciso nella mia vita in cui ho deciso che la mia passione sarebbe diventata il mio lavoro, mi sono posta degli obiettivi che avrei raggiunto a qualsiasi costo, non solo per me, ma soprattutto per una persona speciale che non c’è più… da quel momento è iniziata la mia carriera di 10 anni di serie A, e al raggiungimento dei miei obiettivi ho smesso, perché sentivo di aver dato e ricevuto tutto quello che volevo. Ho ricominciato quest’anno dopo 4 anni di inattività (a parte qualche mese ad Orvieto), e se dovessi parlare di un momento in particolare parlerei dell’anno AS Roma, il più bello di tutti.»
Pugnali è stata autrice di una stagione strabiliante. L’attaccante ha affermato di aver sposato questo progetto per una filosofia e per un interesse mostrato da parte della Società in ogni più piccolo aspetto legato al mondo del calcio, che copre non soltanto il versante maschile e dedica anzi moltissimo spazio, tempo ed energie alla controparte femminile. Pur essendo un Club dilettantistico, a suo parere per il modo di vedere questo sport si avvicina molto al professionismo: «Non avrei mai pensato di ricominciare a giocare, per me era un capitolo chiuso, e invece parlando con la società della Nuova Alba ho cambiato idea. È la società dilettantistica più vicina al professionismo che abbia mai visto, specialmente in Umbria, progetti importanti che vanno dai più piccoli fino ai grandi con l’obiettivo di lavorare sui giovani. Non ho visto differenza tra femminile e maschile, è un ambiente stimolante con professionisti che lavorano ogni giorno per noi, e forse questo mi ha spinto a mettermi di nuovo alla prova.»
Con il Nuova Alba Pugnali ha forse disputato la stagione più prolifica della sua carriera calcistica: son ben 22 le firme messe sul campo e si è laureata, come affermato poc’anzi, capocannoniera del Girone C di Serie C. La calciatrice non si sarebbe mai aspettata un anno così tanto entusiasmante e tutto da vivere, considerati anche quelli trascorsi a debita distanza dal calcio, ma ad aiutarla molto è stato il maturare una nuova consapevolezza e una nuova versione di sé che ha accolto e apprezzato: «Dal punto di vista dei numeri sicuramente è stata una stagione positiva, e non avrei mai pensato di centrare i 20 goal. Ho fatto tanta fatica dal punto di vista fisico, perché quattro anni di stop sono tanti, e ho fatto fatica ad accettare che non ero la stessa di prima e ad adeguarmi a quella che sono oggi. Stare davanti è stato un stimolo per me, per continuare a stare sul pezzo e non mollare.»
Il secondo posto del Nuova Alba al primo anno giocato in Serie C è un obiettivo che dominava i sogni del gruppo biancoverde ma che non era visto come “di vitale importanza”; con il passare del tempo e dei punti macinati, la consapevolezza di essere un gruppo coeso e agguerrito è diventata realtà, e l’approdo di Mister Fabio Vicardi è stato la ciliegina sulla torta che ha dato ulteriore fiducia e ha di fatto concretizzato la certezza di poter diventare ancora più forti: «All’inizio non ci credeva nessuno, né noi né le persone intorno a noi. Poi, partita dopo partita, abbiamo visto che i risultati venivano e che potevamo davvero arrivare fino in fondo. Poi l’arrivo di Mister Vicardi ovviamente ci ha permesso di crescere molto dal punto di vista mentale e del gioco.»
I sogni del Nuova Alba di centrare la Serie B sono stati infranti dall’Orobica, passato al turno successivo dei playoff in virtù di un miglior piazzamento nel corso della regular season. Ciononostante, Pugnali e compagne si ritengono soddisfatte del loro cammino, andato oltre ogni aspettativa, e si augurano di poter aggiungere la Serie B il prima possibile, sognando dunque in grande: «io credo che abbiamo fatto il massimo nelle nostre possibilità. Non avremmo potuto fare di più, e questo sarà uno stimolo per fare meglio il prossimo anno e magari, chissà, arrivare in serie B!»
“Nuova Alba”, due parole che sembrano profetiche, perché questo gruppo sta appunto rappresentando il vero astro nascente del calcio umbro, con un’unica squadra in Serie C che, dando un’occhiata al tabellone finale, ha davvero superato tutte le possibili attese per merito anche di una Società che ha investito e creduto fortemente nel progetto, a partire dal Presidente per proseguire con lo Staff e tutti i professionisti direttamente coinvolti. La numero 10 afferma inoltre che questo movimento sta crescendo non soltanto in Umbria, che sono cambiate molte cose rispetto al suo primo approccio a questo sport e che, prima o poi, si arriverà a percepire il calcio come “di chi lo ama”: «Nuova Alba è la Società dilettantistica più vicina al professionismo. A partire da Matteo Granocchia, il Presidente, che investe su di noi non solo dal punto di vista della rosa, ma anche per farci stare bene in generale, struttura e addetti ai lavori veramente di alto livello. Il calcio femminile si è evoluto tanto, quando ero piccola giocavo con i maschi e a parte in qualche rara occasione non ho mai incontrato altre ragazzine… ero la “pecora nera”, oggi è diverso ed è giusto che chiunque segua il proprio sogno a parità di condizione, indipendentemente dallo sport o dal sesso… il calcio è di chi lo ama.»
Come si suol dire, “l’appetito vien mangiando”, e il Nuova Alba è affamato di successi, vittorie e campionati giocati ad alto livello per avvicinarsi alla Serie B. Per l’attaccante e per tutto il gruppo la serie cadetta è l’obiettivo principale della prossima stagione e il focus attorno al quale ruoterà ogni singolo match, che verrà preparato al massimo per arrivare fino in fondo senza rimpianti: «Ovviamente l’obiettivo è quello di vincere e andare in B! Ci siamo andate vicine, sappiamo cosa ci aspetta e sappiamo che dobbiamo lavorare sodo per arrivare in fondo.»
Si ringraziano Luisa Pugnali, la Team Manager Claudia De Rosa e il Nuova Alba Calcio Femminile per il tempo, la disponibilità e l’immensa fiducia.






