Lo scorso 13 maggio ha compiuto 80 anni e, nell’unirci tutti insieme ai più sinceri auguri di buon compleanno, abbiamo pensato a lui per raccontarci da un punto di vista privilegiato la storia vincente delle Leonesse, perché oggi ricorre il quarto anniversario dalla vittoria del secondo Scudetto del Brescia Calcio Femminile.

Mario Mantovani è una vera e propria icona del calcio bresciano, e negli ultimi anni di attività si è preso cura del centro sportivo Club Azzurri, la roccaforte delle Leonesse. Il fortino dove sono state costruite le vittorie delle biancoblu. E lui ha visto tutto da vicino, dispensando anche qualche consiglio: «Prima che il Brescia Calcio Femminile esplodesse, ci fu una partita al Club Azzurri in cui il Torino fu sconfitto pesantemente. Allora mi si avvicina il presidente Cesari e mi chiese che cosa ne pensassi. Gli rispondo: “Beppe, hai vinto è vero. Ma la più forte gioca dall’altra parte”. Era Barbara Bonansea, che poi sappiamo dove sarebbe arrivata». La grande esperienza maturata sul campo (62 anni di attività) di Mantovani si rivelò importante anche per un’altra scelta azzeccatissima: «Consigliai al presidente di prendere Piovani per la panchina per il dopo Bertolini. Sapevo che era l’uomo giusto nel posto giusto. E se ripenso al fatto che ha sfiorato la vittoria del campionato con una squadra completamente rivoluzionata all’ultimo rigore di uno spareggio contro la Juventus bé, c’è grande delusione ma anche orgoglio perché c’era la consapevolezza di aver compiuto un miracolo sportivo».

L’epopea del Brescia al Club Azzurri rimarrà nella memoria di tutti per tanto tempo: «Assolutamente. Sono stati anni eccezionali per lo sviluppo dell’intero movimento calcistico femminile nel nostro territorio e in tutta Italia. Perché quando si parla di Scudetti, si parla di un entusiasmo e di una novità che hanno indubbiamente arricchito tutti quanti. Con questi eventi straordinari si andava finalmente a vedere il calcio femminile sotto una nuova luce. Io ho ancora negli occhi le immagini incredibili del primo Scudetto, con la tribuna aggiuntiva montata in quattro e quattr’otto perché i tifosi della Curva Nord del Rigamonti volevano venire ad incitare le ragazze. Quel pomeriggio contro la Torres c’erano tremila persona, una cosa da pazzi se ci ripenso. Ma anche le migliaia e migliaia di persone al Rigamonti per la prima in Champions League. E il secondo Scudetto è stato meritatissimo, era la squadra più forte e l’ha dimostrato. Ripensando a quelle stagioni un po’ di rammarico comunque c’è perché si poteva riuscire a vincere qualcosa in più. Ma questa squadra ha regalato, e sono sicuro che continuerà a farlo, grandissime emozioni, perché il Brescia Calcio Femminile è un patrimonio della città di Brescia e di tutti i bresciani».

Photo Credit: Brescia Calcio Femminile

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