La Pistoiese in questa stagione ha mantenuto senza particolari patemi la permanenza nella Serie C femminile. Le toscane, guidate da mister Nicoli, si sono piazzate a metà del gruppo C confermando di essere una realtà solida di terza serie. Abbiamo raggiunto, per fare il punto a qualche settimana dal termine della stagione, Stafano Barsotti direttore generale delle toscane. Queste le parole rilasciate alla nostra testata dal Ds della Pistoiese.

Siete arrivati ai nastri di questa stagione dopo il sesto posto del passato torneo. Quanto è stato difficile ripartire dopo lo stop della scorsa primavera? La vostra rosa era cambiata rispetto a quella del campionato scorso?
Nella stagione appena trascorsa avevamo una rosa di valore ma ampiamente rinnovata nel corso del campionato. In questa fra infortuni, abbandoni per motivi personali e assenze prolungate per il covid sono arrivate altre tre ragazze a dicembre: quindi da questo punto di vista una stagione piuttosto travagliata. Sul ritorno in campo il problema non è stato  ripartire a settembre dopo lo stop ma seguente pausa forzata di due mesi di fine anno per poi ripartire ed arrivare a giocare a giugno con 35 gradi”.

Quali erano gli obiettivi della Pistoiese in questa stagione?
“Gli obiettivi erano di migliorare i risultati della stagione precedente, anche se giocata per metà. L’annata è stata poi particolare per i tanti problemi legati alla pandemia che ci hanno portato a cambiare quattro sedi di allenamento. Direi che il risultato finale però è da considerare positivo”.

Sedici punti conquistati in casa e altrettanti in trasferta, giunti in egual misura tra girone d’andata e trasferta. Andamento regolare quindi?
“All’apparenza si anche se sull’andamento reale un po’ meno. In realtà c’è stata molta discontinuità dovuta ai numerosi problemi.  Per fare un esempio all’andata a Civitanova vincemmo in larga misura mentre al ritorno, che coincise con il nostro peggior momento, perdemmo in casa 0-1”.

Successi con l’Aprilia e con il Bologna nel penultimo turno, le gare tirate con la Jesina. Quali sono state le migliori partite della Pistoiese?
“A parte Bologna, con quel risultato eclatante contro la prima in classifica per la verità apparsa un poco stanca, penso che la partita ad Aprilia, dove fra squalifiche infortuni e Covid mancavano 5-6 titolari, sia stata di sicuro la più entusiasmante per il gioco e per l’andamento del risultato”.

Sesto posto finale. Squadra, società e mister sono state soddisfatte di questo risultato? Tante delle vostre ragazze si sono messe in luce in questo torneo, merito anche del tecnico Nicoli?
“Considerando le tante traversie siamo sicuramente soddisfatti del risultato finale. Quando poi delle ragazze si mettono in luce, come è capitato con alcune delle nostre, credo che il merito sia di tutti: dell’impegno e della voglia delle ragazze, del mister che deve cercare di utilizzare al meglio le calciatrici per meglio esaltare le qualità di ognuna. Passando poi dai preparatori atletici che permettono al gruppo di esprimersi al massimo per 90 minuti e anche della società che ha creduto in loro”.

Cosa le rimarrà di questa annata? Che ricordi porterà con lei?
“Di questa annata,  come di ogni altra, rimarrà sempre tanto. I ricordi belli e brutti, le cose giuste e ben fatte ma soprattutto gli errori. Bisogna sempre capire in cosa si sbaglia per fare meglio nella stagione successiva, perchè questa è una realtà che cresce molto rapidamente e si modifica di anno in anno. Bisogna guardare gli errori e tenerli in considerazione più delle cose buone”.

Nella prossima stagione resterà al fianco della squadra giusto? C’è già qualche riconferma per il prossimo campionato tra calciatrici e mister?
“Difficile fare nomi ora. Io, in linea di massima, vorrei sempre riconfermare tutti ma questo purtroppo non sempre è possibile. Valuteremo tutto meglio nei prossimi giorni”.

La Serie C ora passa a tre gironi. Favorevole al cambiamento di format?
“La Serie C a 16 squadre avrà dei costi molto maggiori, anche per società che non hanno particolari ambizioni. Non so quanti potranno sostenerli a parer mio. Prima di pensare a una C a 18, visto che si è voluto lasciare una promozione diretta e quattro retrocessioni, in ottica 2022- 2023 penserie a qualcosa tipo C1 e C2  in modo da mettere un gradino tra  dilettanti e B”.