Siamo ufficialmente entrati nella nuova stagione ed è tempo un po’ per tutti a vari livelli di occuparsi della programmazione degli allenamenti, a partire dalla preparazione precampionato per poi arrivare alle sedute settimanali con gli obiettivi che ciascuno fissa per la propria squadra.
E’ proprio in questa fase che si gettano le basi per la costruzione di una stagione importante: dopo un primo “check” della rosa a disposizione, tenendo conto delle novità che la riguardano, bisogna avere le idee chiare, sulla base delle caratteristiche delle individualità presenti e del collettivo, di quelli che sono gli obiettivi da raggiungere.
Tuttavia, in particolar modo nel calcio femminile, è fondamentale lavorare su aspetti di natura mentale, quali: ambizione, mentalità vincente, concentrazione, focalizzazione, ecc.
Anche la Juventus campione d’Italia non può esimersi dal lavorare in questo senso, nonostante una rosa dal potenziale enorme con ragazze consapevoli e staff tecnico di tutto rispetto. Tali caratteristiche mentali sono strettamente connesse tra loro e tutte dipendono dal livello di autostima di ciascuna giocatrice.
In Spagna, tanto per citare una realtà ben affermata nella disciplina, a partire dalla “academia infantil” gli staff tecnici sono quasi sempre supportati da psicologi dello sport, professionisti in grado di lavorare in maniera specifica sulle dinamiche di gruppo e sulle singole atlete per garantirne il massimo rendimento in allenamenti e partite. Tale figura sarebbe molto utile anche nella realtà italiana, dalla Serie A ai campionati regionali.Ma come si può “allenare” l’autostima dal punto di vista tecnico?
Il ragionamento è piuttosto semplice, molto più di quanto si possa pensare: una squadra che palesi una certa sicurezza è difficile da battere, anche a parità di livello tecnico; la chiave è questa, la sicurezza. Per arrivare ad essere sicuri è necessario saper gestire la partita dal punto di vista del gioco.Uno staff tecnico che voglia lavorare in questo senso, come avviene nella metodologia proprio del calcio spagnolo, si focalizza su esercitazioni di possesso palla e transizioni, soprattutto nel precampionato, senza mai escluderle dalla programmazione delle sedute settimanali durante l’intera stagione.
Una squadra in grado di giocare palla al piede è una squadra che vede alzarsi il proprio livello di autostima collettivo e, di conseguenza, anche individuale; in questo modo, una volta perso il pallone, c’è la forza e la voglia di riconquistarlo immediatamente e cercare di essere sempre in controllo, allontanando i pericoli per la propria porta e aumentando, viceversa, le possibilità di andare a segno.

Stefano Terracciano
Sono nato a Napoli e da alcuni anni vivo a Perugia. Tecnico qualificato Uefa B, attivo nel calcio femminile dal 2011. Ho guidato alcune squadre nei campionati regionali e sono stato nello staff tecnico di società anche nei campionati nazionali. Ho deciso di dedicarmi esclusivamente al calcio femminile perché sono convinto che in Italia ci sia un grande margine di crescita e che sia arrivato il momento di valorizzare le nostre ragazze. Attualmente alleno una squadra femminile nel campionato regionale umbro.

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