Quando l’urna di Nyon ha catalogato per la Fiorentina Women’s la sfida contro le temute campionesse d’Inghilterra dell’Arsenal, la reazione della società e dei tifosi viola, è stata quella di aver nuovamente vissuto l’ennesimo atto di sfortuna nei confronti della loro squadra. Eppure il rischio c’era, e alla fine si è personificato nella grande sfida dei sedicesimi di finale del torneo in corso. Gli sforzi della società viola sul mercato, hanno consegnato al tecnico Antonio Cincotta una squadra di tutto rispetto, ma la supremazia inglese era impossibile da limitare. Nonostante la forte volontà delle ragazze viola capitanate da Alia Guagni, i due match non hanno lasciato spazio a interpretazioni. E’ stata una disfatta. Una “Waterloo” già annunciata per via dell’immensa differenza che risiede tra la Serie A femminile e la Premier League inglese femminile. C’è una certezza in tutto questo però, ed è il fatto che le ragazze di Cincotta possono imparare moltissimo da queste partite e inserire nel proprio bagaglio buonissima esperienza da sfruttare per altri big match che attendono la compagine viola in futuro. Nonostante la doppia sconfitta subita dalla Fiorentina Women’s contro l’Arsenal, bisogna saper vedere il bicchiere mezzo pieno. L’unico modo per annullare questo abisso che il campionato italiano purtroppo conduce nei confronti di altri campionati europei (come il francese, il tedesco e appunto l’inglese) è organizzare una corsa ai ripari che possa garantire di annullare gli effetti di questa troppa differenzia nel giro di qualche anno.

Eliminazione dolorosa, come migliorare …

Per migliorare, oltre ovviamente a giocare partite come queste e confermarsi a grande livello nel campionato, la Fiorentina Women’s – così come le altre squadre del campionato – deve investire multiple risorse che possano migliorare la rosa attuale e futura ( con innesti stranieri di qualità senza però rinunciare alla filosofia del Made in Italy, tanta cara a Joe Barone), ma anche investire introiti in un centro sportivo più all’avanguardia che possa accogliere sia la prima squadra femminile che le giovani della Primavera. Non bisogna poi nemmeno disdegnare la possibilità che Firenze possa ergere uno stadio nuovo dove anche la truppa femminile di Cincotta possa disputare qualche incontro che attiri una forte dose di pubblico sugli spalti. Ci sono poi altri investimenti che dovrebbero essere fatti ma che non riguardano le singole società ma l’intera Lega di calcio femminile in congiunzione con la compagine di Governo nazionale. Il calcio femminile sta crescendo; il Mondiale di categoria in Francia ha concesso una grandissima finestra di spazio mediatico alle donne che ora devono essere messe nelle condizioni di poter giocare ai massimi livelli anche nella nostra Serie A. L’Italia è sempre stato un paese che ha vissuto e vive tutt’ora di calcio; il fatto che siamo quasi ultimi tra i nostri partner europei in tema di calcio femminile, svela una verità scomoda: in Italia le donne non sono mai state troppo considerate in questo sport.

Credit Photo: Lisa Guglielmi, LivePhotoSport

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