La pandemia che ha appena afflitto tutto il mondo e che speriamo non ritorni nonostante i numeri preoccupanti degli ultimi giorni, ha messo in ginocchio qualsiasi continente, dall’Europa al Sudamerica, dal Nord America all’Asia, senza dimenticare l’Africa, continente oggettivamente indietro in moltissimi settori tra cui quello sanitario. Lo abbiamo visto anche qui da noi, senza i necessari provvedimenti (lockdown, mascherine, tamponi…) la situazione degenera e si va incontro a situazioni a dir poco spiacevoli. L’intero continente ha affrontato la pandemia con restrizioni blande o addirittura assenti mandando gli ospedali in tilt, aspetto che ha colpito Bidemi Aluko, ex portiere della nazionale nigeriana e super star del calcio femminile nel suo Paese.

Bidemi nell’aprile del 2017 ha scoperto di avere un tumore al seno, malattia che l’ha costretta ad abbandonare il campo di gioco e dedicarsi solamente alle sue cure. Dopo una primo ciclo di terapie ed una mastectomia, ha subito iniziato le seconde sessioni di chemioterapia in avvicinamento all’intervento svolgendone dieci prima dell’arrivo del Covid che ha scombussolato i piani dell’ospedale di Ibadan, responsabile delle cure della Aluko. L’ospedale in questione, con l’avvento della pandemia, non ha più fornito le attenzioni e le cure necessarie per combattere il tumore poiché Bidemi, avendo giù una patologia precedente, era un soggetto a rischio di contagio e per evitare ciò le è stato negato il trattamento chemioterapico.

Ragionamento logico ma non costruttivo dato che il cancro stava sempre più peggiorando ed interrompere le chemio in quel momento sarebbe stato un suicidio. Bidemi si è quindi rivolta ad una struttura privata che l’ha seguita solo fino allo scorso anno perché l’ex giocatrice aveva terminato i soldi a disposizione a causa della perdita del lavoro del marito per il Coronavirus, unica fonte di introiti per la famiglia. La Federazione nigeriana è stata la prima a scendere in campo per aiutarla ed ha fornito £10.000, cifra onerosa che però non è abbastanza per concludere il ciclo che richiede £1.305 ogni seduta. Aiuto però apprezzato dalla Aluko: “La Federazione calcistica nigeriana ha davvero fatto molto per me fornendo i fondi iniziali per il mio trattamento. Anche se ho esaurito i miei fondi, non voglio essere un peso per la Federazione.”

Oltre alla Federazione, anche Ibrahim Olarenwaju, politico nigeriano, ha provato ad aiutare la ormai ritirata calciatrice sponsorizzando un disegno di legge al Ministero dello sport affinchè fornisca un’assicurazione sanitaria completa per tutte le calciatrici e tutti i calciatori nigeriani. L’approvazione della legge deve ancora arrivare dato che ha subito un fortissimo ritardo afferma Olarenwaju: “Sta subendo un certo ritardo perché devono esaminarlo criticamente prima di arruolarlo”. Ibrahim si è anche accertato della situazione di Bidemi: “Sono stato in contatto con il fratello di Aluko per verificare le sue condizioni di salute. È vero che persone come Aluko devono rimanere fuori dall’ospedale durante questo periodo. È un periodo critico, ma dovrebbe essere in grado di ottenere presto il suo trattamento.”

Credit Photo: BBC Sport Africa

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