Ex Juventus Women, da sempre alla corte della Nazionale francese e (solo da qualche mese) estremo difensore del celebre club statunitense Denver Summit, Pauline Peyraud-Magnin non ha mai nascosto una personalità forte, trasparente e priva di filtri.
Oltre le gambe (in questo caso meglio dire “le parate”), quindi, c’è di più: la classe ‘92, attraverso le più note piattaforme social, ha ripercorso la propria storia calcistica, dagli inizi fino agli ideali odierni, dichiarando: “Ho iniziato a giocare a calcio a 11 anni, particolare visto che la maggior parte delle professioniste inizia a 5 anni o giù di lì. Sulla carta, quindi, ero in ritardo, anche se in precedenza avevo già provato col tennis e col basket, ma la mia devozione era già chiara non appena con le stesse palline da tennis palleggiavo.
Non è mai troppo tardi per intraprendere un nuovo percorso o portare avanti un progetto, la mia filosofia di vita, infatti è esplorare, andare avanti e ricominciare”.
La “Hulk” del calcio moderno, ha, poi, parlato del ruolo ricoperto in campo, un ruolo cucito su di lei: “Noi portieri abbiamo la reputazione di essere diversi ed il minimo errore non ci è concesso; questo lavoro devi amarlo, per me è la mia vita!”.
Al momento non è nuovo il paragone tra maschile e femminile: con un tale dibattito sempre più acceso, la stessa opinione pubblica spesso si divide a causa di radicati stereotipi di genere. Chiarissima, a questo proposito, la posizione della francese che ha ammesso: “non è necessario discutere su una roba di questo tipo; chi ha detto che vogliamo competere col maschile? Il femminile non è né una brutta copia, né inferiore o meno spettacolare, è lo stesso sport praticato in modo diverso, con una storia diversa e le sue regole. La passione, poi, rimane la stessa.
Cosa direi ad una bambina che vuole giocare a calcio? Di divertirsi e di non lasciare che gli altri decidano cosa può fare o meno”.
Nel cosiddetto mese del Pride, Peyraud-Magnin ha deciso ancora una volta di non nascondersi o limitarsi ai mezzi termini; dichiaratamente parte della comunica LGBTQ+, la calciatrice ha lanciato un messaggio importante per chi ha il coraggio di amare e di vivere senza alcuna paura: “l’omofobia esiste ancora, nello spogliatoio come in famiglia od in ufficio, ma…non abbiate paura di essere voi stessi!”.
Una bella pagina di sport (e di vita) che ricorda quanto sia bello, spesso, scoprire l’umano più “in” di profili così internazionali.






