Né vincitrici, né vinte nella giocata tra Danimarca ed Italia in ottica qualificazione ai mondiali. Due spezzoni completamente differenti quelli del faccia a faccia concluso a Copenaghen, con un crescendo post intervallo tutto tricolore che merita menzione.
In ripresa (dopo il pari a reti bianche) la squadra legata a Soncin non viene rimescolata ma la stessa apre con una sfilza di angoli a favore che puntano l’area locale; le azioni non tramutano in alcun vantaggio, buoni, però, i tentativi (ben 6 le proposte da angolo in un quarto d’ora). Molto più propositiva in attacco la Nazionale azzurra che conquista una punizione da distanza ravvicinatissima al 68’: a proporre Giugliano per Caruso che non centra la porta e si dispera! L’ennesima occasione ghiotta mancata per un soffio.
Al 77’ la prima forza a rinfrescare l’Italia: via Dragoni per Beccari. La compagine azzurra tenta ancora di far saltare gli schemi e l’episodio che vede Girelli subire un fallo accende le speranze; è la stessa capitana a presentarsi nella gestione: c’è il muro, però, a bloccare la conclusione.
Nessuna modifica negli ultimi minuti, con una stretta di mano che vale un punto ciascuno. Per la Nazionale azzurra è ancora attivo il sogno qualificazione che ora passerà necessariamente dai prossimi appuntamenti per sperare nello scenario migliore. Ancora momentaneo il secondo posto statistico, mentre la Svezia potrebbe avanzare già quest’oggi, visto l’impegno con la Serbia.
C’è ancora una scossa che vuole materializzarsi, una scossa che questa Italia così unita può dare ad una fase così delicata ed intensa. Le emozioni non mancano, altre sono, invece, ancora tutte da vivere: lo si potrà fare a giugno, quando a contrapporsi con le atlete italiane saranno proprio Serbia e Svezia.






