Un’Italia consapevole delle proprie potenzialità vince sulla Serbia con un finale largo e pulito trovato in una gara dal valore inestimabile in ottica Brasile 2027. 90+3 minuti tutt’altro che da comparsa per la compagine guidata da Soncin, forte di vantaggio già all’intervallo (3-0) ed iconica nel prosieguo, chiuso con tre reti in aggiunta.
La buona intenzione della Nazionale in avanti si vede tutta al quarto d’ora del secondo tempo, quando è la stessa a convalidare la propria imbattibilità con il quarto segno firmato Caruso: imprendibile la proposta dalla distanza della attaccante del Bayern. Continua a faticare la difesa serba che non silenzia l’agguato opposto; sotto i riflettori, poi, l’unica possibilità locale evidenziata al 78’, intuita sul nascere da Giuliani.
D’altro canto, l’ospite è in totale pressing e schiera una Piemonte agguerrita che non le manda a dire, peccato, però, per la deviazione subita che facilita a Kostic una importante murata. Sul finale ci pensano Caruso e Greggi a rendere il clean sheet ancora più corposo: letale il 6-0 che manda definitivamente a tappeto la Serbia.
Ora è testa alla Danimarca, poi ancora Serbia e Svezia per il sogno qualificazione. Intanto è festa per una grande performance tutta made in Italy e per la vetta del gruppo appartenente raggiunta. Lo scenario attuale evidenzia un ruolo da quota 4 per le atlete dello stivale, seguite direttamente (a pari punteggio) proprio dalle danesi e dalle scandinave; messo da parte, quindi, il rammarico per la lunga assenza di trionfo, ottimo anche il risultato ottenuto per una differenza reti necessaria all’obiettivo puntato.






