Che quello tra la Juventus e Martina Rosucci fosse un legame speciale lo si poteva intuire da quell’ormai lontano 2017, quando la stessa firmò per il club. Ora, però, la tesi è ancora più sotto i riflettori: perché? La capitana bianconera ha rinnovato fino al 30 giugno 2027; saranno, quindi, ben 10 le stagioni in tali colori per la nota calciatrice, porto sicuro della squadra di Torino.
Difensore esperto, la classe ‘92 risulta nella lista delle veterane del gruppo delle “grandi”, forte anche di quota presenze (ad oggi ne conta 183 – ad anticiparla profili come Barbara Bonansea e Cristiana Girelli); tantissime anche le emozioni vissute nei frame archiviati, che la collocano tra le direttissime spettatrici della conquista di sei scudetti, cinque Supercoppe Italiane, la non così lontana Serie A Women’s Cup e quattro Coppe Italia.
Con queste premesse la consolidazione di una volontà reciproca di proseguire un percorso di crescita dove il ruolo della figura piemontese risulta fortemente centrale. A questo proposito non sono mancate le dolci parole di Rosucci che, ai microfoni della realtà, ha detto: “dieci anni sono qualcosa di inimmaginabile; come mi sento? Una persona della Juve, e proprio per questo, la prima parola che mi viene in mente è ‘identità’.
Guardando indietro al primo giorno che sono stata qui, posso parlare di evoluzione. Incredibile come siamo arrivate a giocarcela tra le migliori otto d’Europa. Abbiamo dato consapevolezza e storia ad una società che prima non l’aveva, non solo aggiungendo ogni anno un trofeo in bacheca ma anche creando proprio quella identità di cui parlavo, che prima si trovava solo nel maschile.
Sono davvero molto orgogliosa di far parte di questo gruppo. Ho iniziato che ero una bambina ed ora sono una donna; credo di aver forgiato alcuni valori che mi rappresentano dentro e fuori dal campo, quindi questa per me è più una scuola di vita.
In questi 9 anni sono passate da qui tante giocatrici e sono rimaste poche quelle che ci sono state dal primo giorno; con la mia presenza voglio trasmettere quel senso di appartenenza di cui questa squadra ha bisogno. Ho imparato tanto sulla mentalità e sulla disciplina, e per essere una giocatrice della Juventus devi essere anche una persona della Juventus. Qui ci si sente a casa”.






