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Under 12 femminile, la Juventus si impone nella Final four di Coverciano: la coppa è bianconera

Il campo principale di Coverciano, intitolato a ‘Vittorio Pozzo’ e solitamente palcoscenico privilegiato degli allenamenti delle Azzurre e degli Azzurri, ha fatto da cornice all’ultimo atto della stagione per quanto riguarda il torneo riservato alle ragazze Under 12; un quadrangolare disputato secondo un format che prevedeva all’interno della singola partita diverse sfide, sia 8 contro 8 che 6 contro 6.

Al fischio finale dell’ultima gara è potuta partire la festa della Juventus, capace di imporsi su tutte e tre le altre contendenti, ovvero Sassuolo, Inter e Napoli, citate in rigoroso ordine di classifica finale. “La giornata è stata stupenda ed è stato uno spettacolo essere qui ospiti a Coverciano” ha sottolineato emozionato, appena terminato il torneo, l’allenatore della Juventus Luca Vood, che poi ha continuato: “Siamo orgogliosi del percorso di crescita che ha fatto questo gruppo, composto sia da ragazze classe 2013 ma anche nate nel 2014. Ci auguriamo che per loro sia solo l’inizio di una bella avventura”.

Per le bianconere si tratta del terzo successo in questa manifestazione targata Settore Giovanile e Scolastico dopo le vittorie nel 2017 e nel 2022, succedendo nell’albo d’oro al Milan, che si era imposto proprio un anno fa a Coverciano. Al di là del risultato sul campo e del sano agonismo, sono stati comunque il fair play e la voglia di divertirsi i veri valori emersi da questa Final four, come peraltro aveva sottolineato ieri – rivolgendosi in videomessaggio alle giovani calciatrici – una testimonial d’eccezione come l’azzurra Elena Linari.

RISULTATI

Napoli-Juventus 2-5
Inter-Sassuolo 3-3
Sassuolo-Napoli 5-2
Juventus-Inter 5-2
Sassuolo-Juventus 2-5
Napoli-Inter 2-5

 

CLASSIFICA: Juventus 15 punti, Sassuolo* e Inter 10, Napoli 6

*Il Sassuolo si è classificato al secondo posto in quanto ha vinto la sfida 8 contro 8 nello scontro diretto con l’Inter

 

UNDER 12 FEMMINILE: L’ALBO D’ORO

2025/2026 Juventus
2024/2025 Milan
2023/2024 Inter
2022/2023 Inter
2021/2022 Juventus
2020/2021 Napoli
2019/2020 non assegnato
2018/2019 Napoli
2017/2018 Inter
2016/2017 Juventus
2015/2016 Roma

 

Laura Peruzzo resta alla Ternana Women: “Metterò tutto il mio impegno a servizio della squadra”

Photo Credit: Emanuele Ubaldi - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

La Ternana Women è lieta di annunciare il prolungamento del contratto di Laura Peruzzo. Il terzino sinistro ha sottoscritto un nuovo accordo con il club rossoverde fino al 30 giugno 2027, con opzione per la stagione successiva.

Per la calciatrice classe 1997 quella che sta per iniziare sarà la seconda stagione con la maglia della Ternana Women. Arrivata a Terni nell’estate del 2025, Peruzzo è stata protagonista nella prima storica annata del club in Serie A, confermandosi una delle giocatrici più affidabili e continue della rosa. Nel corso dell’ultima stagione ha collezionato 20 presenze in campionato, alle quali si aggiungono le 2 in Coppa Italia e le 3 in Women’s Cup.

Difensore mancino dalle spiccate doti di corsa e intensità, Laura ha saputo conquistare la fiducia dello staff tecnico e delle compagne, distinguendosi per tenacia, positività e forte senso di appartenenza ai colori rossoverdi e al progetto del club. Il rinnovo di Laura Peruzzo rappresenta un ulteriore tassello nel percorso di continuità e consolidamento intrapreso dalla Ternana Women in vista della nuova stagione.

Le dichiarazioni di Laura Peruzzo “Sono felice e onorata di continuare a rappresentare la Ternana in Serie A! Metterò tutto il mio impegno a servizio della squadra per raggiungere insieme gli obiettivi della prossima stagione”

Alia Guagni: “Mia figlia la conquista più grande, per averla sono dovuta però andare in Spagna”

credit photo: Paolo Comba - photo agency Calcio Femminile Italiano

Nei giorni scorsi Alia Guagni è stata protagonista di un video, pubblicato dall’Associazione Luca Coscioni, che appoggia la procreazione medicalmente assistita. L’ex calciatrice, che si è ritirata dai campi da gioco la scorsa estate, è diventata mamma nel 2026 e per farlo è dovuta andare in Spagna. In Italia, infatti, l’articolo 5 della legge 40 permette la procreazione medicalmente assistita solo a donne sposate o conviventi con un uomo, escludendo le donne single o in coppia con un’altra donna.

Diventare madri non può dipendere dal proprio stato civile o dall’orientamento sessuale sostiene l’Associazione Luca Coscioni, che dal 2002 difende i diritti e libertà di scelta. La stessa ha quindi avanzato una proposta di legge che estende l’accesso alla procreazione medica assistita a tutte le donne maggiorenni, sia single che in coppia anche dello stesso sesso. L’idea di fondo è che diventare genitori è una scelta personale, e che il sistema sanitario pubblico debba garantire a tutti un accesso equo e sicuro, senza costringere le persone ad andare all’estero garantendo anche in Italia un accesso equo alla procreazione medicalmente assistita, senza discriminazioni.

Alia Guagni, protagonista della clip diffusa sui social, ha affermato: “Nella vita ho affrontato tante sfide con sconfitte, vittorie, fallimenti e conquiste. Per tanti anni il calcio è stata la mia vita, il mio lavoro e la mia passione”.
L’ex calciatrice poi ha continuato: “La conquista più grande però è stata un’altra, è stata avere mia figlia. Sono dovuto andare in Spagna per farlo, per poterla avere con la procreazione medicalmente assistita visto che in Italia non avrei potuto”.
Alia Guagni ha quindi concluso: “Mi piacerebbe che mia figlia crescesse in un Paese più giusto, dove la PMA sia accessibile a tutte le donne, senza dover andare all’estero per realizzare il proprio sogno. Scendi in campo anche tu, firma e sostieni la proposta di legge PMA per tutte”.

La Nazionale Femminile sale nel Ranking FIFA, un cambiamento anche sul ‘podio’

Photo Credit: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Era atteso, dopo quello del mese di aprile, per la giornata odierna l’aggiornamento del Ranking FIFA relativo al calcio  femminile. Diversi i cambiamenti nella classifica, in particolare nella zona alta, viste le varie manifestazioni ed amichevoli giocate nelle ultime settimane in giro per il mondo.

In testa alla graduatoria c’è sempre la Spagna, che non si schioda dal vertice, con gli USA alle spalle e la Germania che si riprende il gradino più basso del podio. Le tedesche scavalcano, infatti, l’Inghilterra, ora quarta, mentre il Giappone resta al quinto posto. In sesta piazza la Francia, invece, supera il Brasile con la parte finale della top ten che resta invariata, rispetto all’ultimo aggiornamento, con Svezia, Canada e Paesi Bassi rispettivamente, ottava, nona e decima.

Fuori dalle prime dieci posizioni, invece, troviamo la Corea del Nord seguita dalla Danimarca mentre l’Italia si prende la tredicesima posizione scavalcando la Norvegia, ora quattordicesima. Seguono stabili nelle loro posizioni l’Australia quindicesima con alle spalle la Cina, l’Islanda, il Belgio con la Corea del Sud e la Colombia a chiudere le prime venti della classifica del Ranking FIFA.

Ventunesima, invece, l’Irlanda che guadagna due posizioni a discapito di Portogallo e Austria. Sale al ventiquattresimo posto, poi, la Finlandia che supera la Scozia e la Svizzera. Alle loro spalle c’è la Russia che mette dietro il Messico e la Polonia, entrambe in discesa, con l’Argentina che chiude le prime trenta della graduatoria. Il prossimo aggiornamento FIFA è previsto, invece, ad ottobre.

Elena Mariani, Pro Sesto: “Mi sono trovata davvero molto bene con la mia squadra, è stata un’esperienza speciale”.

La Pro Sesto ha giocato la stagione di campionato 2025-2026 nel girone ha di serie C e, con 50 punti totali in 22 giornate, si è classificata al terzo posto in classifica a pari punteggio con il Real Meda che occupa la seconda posizione. Nel corso di questa annata calcistica i tifosi hanno visto una squadra che è cresciuta tanto e che ha dato filo da torcere a tutte le avversarie con cui si è scontrata settimana dopo settimana ed è stata premiata con la vittoria della Coppa Italia di categoria battendo, in finale, il Catania ai calci di rigore.

Calcio Femminile Italiano ha raggiunto Elena Mariani, attaccante classe 1996, per un’intervista in cui parlare della sua esperienza con la maglia della squadra lombarda e dei traguardi festeggiati assieme al club.
La numero 10 della Pro Sesto ci ha raccontato di aver avuto il primo approccio con il calcio quando già aveva 17-18 anni: fu un colpo di fulmine al punto da decidere di lasciare l’equitazione, sport che aveva praticato sino a quel momento, per poter giocare seriamente.

“Sto bene, grazie. Il periodo estivo è il mio preferito: mi trasmette sempre energia positiva e mi mette di buon umore. Io ho iniziato a giocare a calcio piuttosto tardi perché nella mia famiglia era considerato uno sport da maschi e una ragazza che giocava a calcio non era vista particolarmente bene. Quando avevo 17-18 anni, una mia amica mi chiese di andare a giocare con lei in una squadra a 7 che stava nascendo all’oratorio. Era un’attività molto tranquilla, pensata soprattutto per divertirsi, così accettai. Ovviamente me ne innamorai subito. In quel periodo praticavo anche equitazione, quindi per un anno portai avanti entrambe le attività, ma mi resi conto che conciliarle era davvero difficile. L’anno successivo decisi quindi di intraprendere il percorso calcistico in modo più serio, dedicandomi esclusivamente al calcio e passando al calcio a 11″.

Facendo un bilancio del suo primo ano con la casacca della Pro Sesto Mariani ha parlato di un’esperienza estremamente positiva sia per i risultati raggiunti (la vittoria della Coppa Italia di serie C) che nei rapporti umani. Quanto costruito dal gruppo-squadra, infatti, riguarda un legame che esula dal solo rettangolo verde ma si ritrova anche al di fuori di esso nei momenti più belli, certo, ma anche e sopratutto in quelli più complicati.

“Quest’anno mi sono trovata davvero molto bene con la mia squadra. Era il mio primo anno con loro, ma è stata un’esperienza speciale. Sul campo abbiamo disputato un ottimo campionato e siamo riuscite a concludere la stagione nel migliore dei modi, vincendo la Coppa Italia. Ho avuto la fortuna di giocare in una squadra molto forte e questo mi ha permesso di imparare qualcosa da ognuna delle mie compagne. Con loro ho instaurato un bellissimo rapporto che è andato ben oltre il calcio: sono tutte persone semplici, generose e dal grande cuore. Nei momenti più difficili della stagione mi sono sempre state vicine, offrendomi supporto e sostegno, e questo mi ha aiutata moltissimo. Oggi ci vediamo anche al di fuori del contesto sportivo ed è bellissimo aver costruito amicizie che vanno oltre il campo da gioco. Il gruppo è la base per costruire qualcosa di importante e raggiungere grandi traguardi”. – Ha ribadito l’attaccante nel parlare della squadra – “Nel calcio femminile l’unione fa davvero la differenza e, spesso, conta più di avere una squadra composta solo da individualità forti. È il gruppo che ti aiuta a superare i momenti difficili, le sconfitte e i periodi complicati. Il gruppo dà forza al singolo e permette a tutti di esprimere il massimo delle proprie potenzialità, perché ci si sente uniti e sostenuti”.

La finale di Coppa Italia è stata, come immaginabile, la partita più importante della stagione. Vincere è la ciliegina sulla torta di una stagione positiva in cui è sfumato di poco l’obiettivo dei play-off: tutti coloro che erano coinvolti nel progetto della prima squadra erano dunque fortemente motivati a raggiungere quel titolo.

“La partita più importante della stagione è stata sicuramente la finale di Coppa Italia. Arrivate fino a quel punto, desideravamo fortemente vincerla perché sentivamo di meritarla dopo tutti i sacrifici, l’impegno e il lavoro svolto durante l’anno. Inoltre, avevamo mancato l’accesso ai play-off per pochissimo e volevamo regalarci a tutti i costi questa soddisfazione”.
Vincere contro il Moncalieri ha dato alle ragazze di mister Pierangeli la misura di quanto lontano potessero arrivare:Probabilmente il momento decisivo è stato dopo la vittoria contro il Moncalieri, una squadra molto forte e ben organizzata. È stata una partita difficile e combattuta, ma proprio in quell’occasione abbiamo capito di avere tanta fame, determinazione e voglia di dimostrare che potevamo arrivare fino in fondo e vincere”.

Parlando, invece, dei progressi effettuati dal movimento calcio femminile è innegabile che si sia arrivati ad un miglioramento che si nota sopratutto nella massima serie, in minor misura in serie B. Le categorie inferiori, invece, continuano ad essere più penalizzate, e vivono parecchie difficoltà a diversi livelli e dovrebbero avere più supporto in generale.

“Ritengo che questa evoluzione ci sia stata, ma soprattutto nelle categorie più alte. In Serie A, grazie all’introduzione del professionismo, la situazione è migliorata notevolmente. Anche in Serie B si stanno vedendo alcuni progressi, ma le categorie inferiori continuano purtroppo a essere quelle che soffrono maggiormente. Ancora oggi esistono difficoltà importanti sotto molti aspetti. Credo, pertanto, che anche le categorie inferiori abbiano bisogno di maggiore supporto. Ogni anno vediamo sempre più società costrette a chiudere o a ridimensionarsi perché non dispongono delle risorse economiche necessarie per andare avanti. Per questo sarebbe fondamentale investire maggiormente anche nelle realtà più piccole”.

Ad una bambina che come tante oggi, visto che si sta raggiungendo un numero di tesserate sempre maggiore, vuole giocare a calcio Elena Mariani direbbe: “Non farti fermare da niente e da nessuno. Se hai un sogno, inseguilo con tutta te stessa. Qualunque sia il risultato, sarà comunque una grande soddisfazione, perché non c’è niente di più bello che dare il massimo, migliorarsi ogni giorno e dedicarsi con passione a qualcosa che ci fa stare bene e ci rende felici’ ”.

AIAC: giornata di confronto tra AIAC e Nazionale Italiana delle Giornalista e dei Giornali ASD 

Credit Photo: Paolo Comba- Photo Agency Calcio Femminile Italiano
Un’idea di confronto e conoscenza che diventa un significativo momento culturale di aggiornamento. Il prossimo 17 giugno, nella sala Valitutti del Museo del Calcio, l’Aiac e la Nazionale italiana delle giornaliste e dei giornalisti Asd organizzano una giornata di approfondimento su tematiche calcistiche, utili a una migliore comprensione professionale dell’evento sportivo.

Il programma delle lezioni prevede al mattino (ore 11-13) gli interventi di Renzo Ulivieri (Presidente Aiac e Direttore della Scuola Allenatori di Coverciano) e di Mario Beretta (Presidente del Settore Tecnico) dal titolo: “La lettura della partita dell’Allenatore”. Nel pomeriggio (14,30-16,30) il tema trattato sarà “Dalla match analysis all’A.I.: la nuova realtà del calcio attraverso i dati”, affidato a Martino Sofia, Responsabile Tecnico di YouCoach e già collaboratore di Roberto Donadoni e Domenico Di Carlo. In chiusura di giornata la Nazionale italiana delle giornaliste e dei giornalisti Asd scenderà in campo contro una rappresentativa Aiac sul campo 1 del CTF di Coverciano.


Con la terza giornata di lavori alla Fiera di Rimini ha chiuso i battenti la settima edizione di The Coach Experience, la kermesse annuale di Aiac che porta nella cittadina romagnola centinaia di allenatori da tutta Italia e non solo, richiamati da ospiti, relatori ed eventi di valore. Un appuntamento sempre più apprezzato che quest’anno cadeva nel 60° anniversario della fondazione dell’Associazione, coinciso con un particolare momento di difficoltà del movimento calcistico italiano. “Proprio dal confronto, dalle idee, dalla cultura, dall’aggiornamento che Aiac mette in campo nasce la possibilità di trovare risposte adeguate alle sfide del presente” ha spiegato il presidente Ulivieri.

Da giovedì ha preso corpo il calendario di oltre 90 ore di lezioni con una settantina di relatori, tra aula e campo,  costruito per rispondere alle esigenze delle molte professionalità che formano la nuova realtà Aiac, sempre più la casa dei tecnici. Allenatori e allentrici, preparatori, match analisti, osservatori, preparatori dei portieri, psicologi dello sport, responsabili di settore giovanile, futsal, beach soccer, allenatori paralimpici, tutto l’universo di riferimento di Assoallenatori insomma ha trovato ancora una volta proposte formative utili e orientate alla crescita.

Il momento emotivamente più significativo è stato (5 giugno) la cerimonia di consegna del Premio Michele Haimovici -Allenatore D’oro Bric’s 2025-26, andato ai 9 vincitori dei rispettivi gironi del campionato di serie D, intitolato alla memoria di un uomo, un amico, un collega, presenza preziosa e amata in Aiac, recentemente scomparso. Di grande interesse il panel (4.6) sul ruolo dell’allenatore italiano all’estero. Tanti gli ospiti importanti e i tecnici che si sono mescolati ai tantissimi colleghi di ogni categoria arrivati a Rimini. La lunga teoria è stata chiusa idealmente da Eusebio Di Francesco “E’ importante e fondamentale stare insieme e aggiornarsi sempre”.

 

Carina Wenninger regala nel recupero lo scudetto all’Austria Vienna: “Incredibile. Non ho mai vissuto nulla di simile”

Cambio di guardia nella ADMIRAL Women’s Bundesliga. Dopo gli ultimi dieci titoli consecutivi del St. Pölten, il nuovo campione austriaco nella ADMIRAL Women’s Bundesliga è l’Austria Vienna. Nel duello diretto per il titolo, davanti a 2346 spettatori, è stata l’ex Roma Carina Wenninger a decidere la gara nei minuti di recupero in una finale equilibrata siglando il gol del definitivo 1-1 che ha consegnato il primo storico titolo di campione nella storia del club.

La gara dopo lo 0-0 del primo tempo arriva alle battute finali. Un fallo di Katharina Schiechtl in area di rigore, che porta al secondo giallo della calciatrice, concede a Leila Peneau un rigore che vale il vantaggio ormai al 90′. Tuttavia, la gioia per l’undicesimo titolo consecutivo dura solo pochi minuti. Nell’ultima azione della partita, al 10′ di recupero, l’Austria Vienna Jasmin Pal serve la capitana Carina Wenninger che sigla il pari e porta l’Austria al primo storico titolo con il pareggio per 1-1. Dopo dieci titoli consecutivi finisce la supremazia del St. Poulten con l’Austria Vienna che celebra il doppio titolo con la coppa nazionale già conquistata.

A parlare nel post gara è stata la marcatrice che ha deciso la gara e capitana Carina Wenninger che ha affermato: “Incredibile. Non ho mai vissuto nulla di simile a questo livello. Quello è stato un thriller brutale e anche quello che molti volevano: suspense fino alla fine. Gli ultimi tre minuti sono stati incredibili comunque, non si può mettere in parole. Oggi c’è ancora una vera celebrazione. Sono molto felice che ora sia andata così per noi. I due titoli di quest’anno sono eccezionali.”

 

 

 

 

Salvatore Colantuono ancora alla guida del Sassuolo: “Onorato di poter proseguire il percorso”

L’ U.S. Sassuolo Calcio comunica di aver raggiunto un accordo con Salvatore Colantuono per il rinnovo del contratto che lo legherà al Club fino al 30 giugno 2027. Arrivato in neroverde nel gennaio 2026, Mister Colantuono ha assunto la guida della Prima Squadra Femminile a stagione in corso, conducendo le neroverdi alla permanenza in Serie A Women.

Classe 1977, il tecnico era approdato al Sassuolo dopo le esperienze sulla panchina del Parma, con cui aveva conquistato la promozione in Serie A al termine della stagione 2024/25, e del Cittadella Women, dove aveva ottenuto il riconoscimento della Panchina d’Argento per i risultati raggiunti nel campionato di Serie B.

Il commento di mister Colantuono: “Sono onorato di poter proseguire il percorso a Sassuolo, è un orgoglio rappresentare questa società. Ringrazio la famiglia Squinzi, il Presidente Carlo Rossi e il Direttore Alessandro Terzi per la fiducia, darò tutto me stesso per questi colori“.

La permanenza dell’allenatore rappresenta un segnale di continuità per il progetto tecnico della Prima Squadra Femminile in vista della stagione 2026/27. Il Club augura a Mister Colantuono buon lavoro e le migliori soddisfazioni per il prosieguo del percorso in neroverde.

Freedom, è ufficiale il cambio di proprietà, ma per la prossima stagione la sede rimarrà a Cuneo

Photo Credit: Ilaria Corongiu - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Daniela Belmonte l’aveva annunciato qualche tempo fa attraverso il suo profilo X, adesso è ufficiale la cessione della Freedom dal parte dell’ormai ex Presidente Danilo Merlo a Justin Davis, presidente e proprietario del Messina. Davis, come affermato dalla giornalista, aveva intenzione di acquisire il titolo sportivo della formazione cuneese per trasformarlo nel Messina Women e cominciare un nuovo percorso nel movimento calcistico al femminile con una squadra tutta nuova. Questo processo ha però rallentato tutto.

Belmonte dichiara infatti che, stando a quanto detto dall’Articolo 18 del NOIF, al momento dell’acquisizione di una squadra, questa deve trasferirsi in un Comune confinante, “fatti salvi comprovati motivi di eccezionalità per società del settore professionistico”, e in questo momento il Messina milita nel campionato del Dilettanti. Almeno per questa stagione, di conseguenza, il presidente australiano deve mantenere la sede originaria della formazione biancoblù, ed è per questa ragione che il prossimo campionato verrà ancora disputato a Cuneo, dove ormai la squadra è di casa e ha creato una tifoseria e un intorno importanti.

Dalla stagione 2027/2028, al contrario, stando a quanto affermato da Belmonte, il presidente della compagine messinese potrà trasferire il titolo sportivo dove vorrà, perciò potrà a tutti gli effetti dare vita e plasmare una squadra siciliana che possa competere nel campionato di Serie B, come avrebbe voluto fare già dalla stagione che tra poco aprirà i battenti.

L’obiettivo di Davis è ben chiaro: approdare in Serie B e condurre un campionato e una stagione tali da arrivare al vertice e contendersi la Promozione in Serie A, un traguardo che dalla fondazione della squadra cuneese è sempre stato un obiettivo, ma che alla fine si è rivelato un punto interrogativo irraggiungibile. Dopo un ottimo quinto posto nel campionato da poco concluso, la Freedom riparte di conseguenza con un’idea di calcio improntata sulla vittoria e non su “una tranquilla permanenza in Serie B”, e Belmonte afferma inoltre che ci sono già due allenatori che vedono il loro nome sul taccuino di Davis in vista di un futuro molto prossimo in cui la Freedom vuole giocarsela fino all’ultima giornata per respirare la Serie A.

Mister Parlani si racconta: “Il Gatteo telefonata inaspettata, nel calcio femminile sto vedendo tanti passi in avanti!”

Photo Credit: Gatteo Mare Calcio Femminile

Il Gatteo Mare saluta una stagione da incorniciare con l’eliminazione ai playoff dopo una rimonta incredibile nell’ultimo tratto che separava il campionato dalla sua conclusione. Il tecnico della compagine romagnola Andrea Parlani è stato intervistato in esclusiva dalla Redazione di Calcio Femminile Italiano e ha ripercorso il proprio cammino alla guida delle rossoblù e quello, in generale, nel calcio femminile, quella coperta di Linus con cui ora è del tutto a suo agio e che gli ha dato, negli anni, soddisfazioni incredibili.

Parlani ha chiuso la stagione al suo sesto anno da tecnico di una squadra femminile. L’avvicinamento al movimento e al calcio femminile ha avuto luogo anche grazie a un dialogo con l’ex CT della Nazionale italiana Milena Bertolini, colei che è riuscita ad affascinarlo tramite i suoi racconti di questo mondo e, che a distanza di anni, è stata l’artefice della carriera di Parlani in questo settore. Non è mancata, inoltre, la figura del compianto Fabio Melillo a fornirgli le giuste indicazioni per svolgere questo lavoro nel migliore dei modi da una parte all’altra della Romagna, la terra da cui non si è mai mosso ed è riuscito a mettere radici importanti: «Si è appena concluso il mio sesto anno alla guida di una squadra femminile di calcio. Ho avuto la fortuna di conoscere durante un corso l’allora CT della nazionale Milena Bertolini, e durante una pausa abbiamo scambiato due parole dove mi ha emozionato come raccontava di quello che si prova ad allenare le ragazze. Siccome io vivo prima di tutto di emozioni, incuriosito, mi sono mosso per cercare in zona una realtà che mi potesse dare l’opportunità. Dopo anni nei settori giovanili e Prime Squadre maschili, ho iniziato come vice allenatore alla San Marino Academy in Primavera quando era ancora divisa in Girone Nord e Girone Sud. L’anno successivo sono stato al Ravenna Women sempre in Primavera, ma come primo allenatore, e quel gruppo mi ha confermato che la mia scelta era stata perfetta. In quell’anno ho avuto l’onore di conoscere Fabio Melillo, con il quale sono rimasto in contatto frequentemente, grazie la sua grande umiltà, e con il quale mi sono confrontato spesso per la mia crescita. (Grazie Fabio) Poi, essendo di Riccione, e visto che il Ravenna non stava vivendo un bel momento, sono andato alla Riccione Femminile, nella quale ho creato insieme alla presidente la Under 19 dopo anni che non era presente tra le categorie in Società. Due anni di Under 19 e uno di Promozione femminile. Tanti risultati positivi, sia di campo, ma soprattutto di crescita, mia e delle ragazze.»

La crescita dell’allenatore è avvenuta di pari passo con quella delle ragazze, e Parlani ha poi ricevuto una telefonata inaspettata per provare a scendere in campo con ambizioni, obiettivi e desideri diversi, vale a dire quella del Gatteo Mare e dell’allora DS Matteo Ingrosso: «Dopo tre anni a Riccione, mi è arrivata una telefonata inaspettata. Come accade spesso, gli amici chiamano. Matteo Ingrosso il DS del Gatteo che conosco da anni, mi ha detto testuali parole: ti avevo detto che quando pensavo tu fossi pronto per la C ti avrei chiamato, e sono andato a conoscere la realtà più a fondo e l’ho sposato come progetto sia per la fiducia che ho in Ingrosso, sia per l’opportunità che mi si stava presentando. E ancora si parlava solo di 8 giocatrici in rosa. Mai scelta fu più azzeccata.»

Andrea Parlani ha una filosofia di lavoro che comprende sia “il calcio che gli piace” sia “il calcio che non gli piace”, in quanto è essenziale, a suo parere, incastrare caratteristiche diverse e non smettere mai di studiare, perché è nella curiosità e nella crescita costante che risiedono i risultati migliori, tenendo sempre presente il valore e le caratteristiche fisiche e tecniche della rosa a disposizione: «Io sono semplice e amo studiare. Cerco di prendere e apprendere il più possibile dalle esperienze e da chi conosco. A volte anche da chi non mi piace riesco però a trovare quel qualcosa che mi ispira. Mi piace lavorare per principi, fare giocare in base alla situazione che si sta creando. I miei allenamenti, dopo la parte di attivazione motoria e tecnica, si basano soprattutto su situazioni e partite sia libere che a tema dove lavorare su quello che si crea, quello che accade, così da dare varie soluzioni per una singola situazione. Mi piace molto entrare in sintonia con il gruppo, trasmettere le mie esperienze e lavorare in base al prodotto umano che ho a disposizione.»

Considerate le esperienze nel campo maschile e in quello femminile, Parlani ha potuto osservare da vicino le principali differenze tra questi due mondi complementari, eppure diversi, mettendo sempre e comunque al centro l’essere umano e senza spingersi in paragoni controproducenti: «Le differenze evidenti sono quelle biologiche, e quindi fisico atletiche. Sulla tecnica non si possono fare paragoni, ho visto ragazze più capaci a fare gesti tecnici rispetto a ragazzi anche di categorie importanti, ma la tecnica la si allena. Il paragone, dire “sono meglio le ragazze dei ragazzi” o viceversa, non credo di poterlo fare, perché dipende sempre dalla persona, ma una cosa che mi ha colpito è che vedo quasi a zero la simulazione tra le ragazze. A livello di rapporto giocatrice-allenatore noto molta curiosità da parte delle ragazze. Domandano, vogliono capire e se dici loro una cosa non logica te la fanno notare. La differenza enorme è più quella di come un allenatore si deve comportare, come deve saper gestire e come deve allenare un gruppo di ragazze rispetto ad un gruppo di ragazzi.»

Parlani ha in seguito rimarcato la crescente importanza dei settori giovanili in questo sport, non semplici serbatoi, bensì garanzie per il futuro di un movimento che sta pian piano trovando la diffusione che merita. Il calcio femminile è però ancora alle prese con molte luci e ombre che devono essere mitigate affinché si possa parlare di “eliminazione del pregiudizio”, a suo dire ancora troppo forte e limitante per le bambine che vogliono portare gli scarpini ai piedi. Per avallare questi problemi, servirebbe una maggiore visibilità, per quanto si siano già fatti numerosissimi passi in avanti verso la legittimazione: «Dalla mia modesta esperienza posso solo dire che si stanno già facendo passi enormi in avanti. Ho visto in questi anni alzarsi il livello, il che è dovuto anche al professionismo della serie A, che ha preso giocatrici anche da fuori Italia. Quindi, di conseguenza, chi non aveva più spazio in A è scesa in B e così a cascata sulla C. Sicuramente dovrà essere un passaggio, altrimenti ci troveremo tra qualche anno ad avere lo stesso problema della Nazionale maschile. Mi auguro che questa soluzione permetta di alzare sempre di più l’asticella dei campionati e di conseguenza avere una crescita di tutto il movimento. Una cosa che mi dispiace è che ancora ci sia poca visibilità, e senza visibilità è difficile avere sponsor che sostengano i costi di una stagione di una prima squadra. Con la visibilità si possono ridurre i pregiudizi, che a volte frenano i genitori nel mandare le figlie a giocare a calcio e così aumentare i numeri nei settori giovanili. E soprattutto credo sia importante, nel momento in cui una Società decide di dedicarsi anche o solo al femminile, ingaggiare istruttori/istruttrici e allenatori/allenatrici preparati. E quello che non deve mai e poi mai mancare è la passione.»

In conclusione, Parlani cita l’allenatore della Nazionale italiana femminile di pallavolo Julio Velasco per raccontare che cos’è per lui “l’inclusione” in questo sport, che non è una parola qualsiasi, bensì l’epicentro dell’intero movimento, rifiutando il paternalismo e gettando le basi per forgiare delle atlete consapevoli delle proprie potenzialità e del tutto “spericolate”, se così si può dire, di fronte a qualsiasi genere di ostacolo lungo il loro cammino: «Nello sport femminile, la parola “inclusione” non è un semplice concetto teorico, ma uno strumento di gestione pratico, che incide direttamente sulle prestazioni e sulla coesione del gruppo. Prendo in prestito le parole di Velasco, uomo dal quale prendo spesso ispirazione: “Per includere davvero le atlete e farle esprimere al massimo, l’allenatore non deve usare rimproveri distruttivi, ma deve incoraggiarle a rischiare. Sdoganare l’errore come uno strumento di apprendimento e non come una colpa, permette di sbloccare il talento e la creatività delle giocatrici.” L’inclusione autentica per Velasco passa dal rifiuto del paternalismo. Il suo obiettivo dichiarato è costruire “donne autorevoli e autonome”, capaci di decidere da sole in campo senza dipendere costantemente dalla panchina o dalla figura (spesso maschile) dell’allenatore.»

Si ringrazia Mister Andrea Parlani per l’occasione e la fiducia.

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