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Sant’Anna Institute e Napoli Women lanciano un innovativo programma internazionale per studenti statunitensi

Photo Credit: Giovanni colombo Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Presso il Consolato Generale degli Stati Uniti a Napoli, Sant’Anna Institute e la squadra di calcio Napoli Women hanno presentato ufficialmente una nuova partnership internazionale dedicata alla formazione e allo sport. Un progetto che punta a creare nuovi percorsi internazionali in grado di unire formazione accademica, sport professionistico e scoperta del territorio. A partire dall’anno accademico e sportivo 2026-27, studenti e studentesse provenienti dagli Stati Uniti potranno vivere un’esperienza multidisciplinare che combina i programmi universitari del Sant’Anna Institute con attività sviluppate insieme al Napoli Women, entrando in contatto diretto con la quotidianità di una realtà che compete nel campionato di Serie A Women.

L’iniziativa nasce dalla convinzione condivisa che lo sport possa rappresentare uno strumento di crescita personale, culturale e professionale. Attraverso allenamenti, focus tecnici e tattici, sport management, psicologia della performance, nutrizione sportiva e approfondimenti sulla gestione di un club professionistico, i partecipanti avranno l’opportunità di affiancare il percorso accademico a un’esperienza concreta sul campo. La partnership rappresenta inoltre una visione comune orientata alla valorizzazione di Sorrento, Napoli, della Campania e del Sud Italia come destinazioni internazionali per studio, sport e scambio culturale, dimostrando come formazione universitaria e sport professionistico possano integrarsi per generare opportunità di valore per le nuove generazioni. Un progetto innovativo che mette in relazione università, calcio e territorio, creando nuove opportunità per studenti, studentesse e studenti-atleti provenienti dagli Stati Uniti.

Gabriele Tosi, Alessandria CF: “Arrivato qui dopo un periodo difficile, sono davvero grato alle ragazze e lascio un’eredità importante!”

Photo Credit: Alessandria Calcio Femminile

L’Eccellenza piemontese è quasi tutta a senso unico nel torinese. C’è, però, una realtà che da dieci anni a questa parte fa parlare di sé e sa dire e ha saputo dire la sua in Serie C, vale a dire l’Alessandria Calcio Femminile. La Società grigionera ha avuto come tecnico Gabriele Tosi nel corso degli ultimi anni; benché ormai prossimo all’addio in panchina, Tosi si sente riconoscente nei confronti della Società in cui ha visto crescere un gruppo di ragazze che è adesso coeso e indissolubile. Il tecnico è stato intervistato in esclusiva dalla Redazione di Calcio Femminile Italiano e ha raccontato i momenti salienti della sua avventura da allenatore della squadra piemontese, con cui è cresciuto tanto quanto le sue ragazze.

«Sono veramente grato all’Alessandria Calcio Femminile. Per me è stato arricchente, ma spero anche per le ragazze che sono cresciute con me. Questo era il mio quinto anno all’Alessandria, arrivavo dal calcio maschile ed ero appena stato male e operato per un tumore in bocca, avevo smesso temporaneamente e poi mi sono rimesso in gioco in un calcio diverso da quello maschile, e mi ha dato tanto», Tosi ha fin da subito rimarcato il suo profondo legame con l’Alessandria Calcio Femminile, casa sua da cinque anni e che prestissimo saprà molto di un “addio”, o un “arrivederci”, in quanto le loro strade saranno destinate a separarsi in vista della prossima stagione, che le grigionere giocheranno nuovamente nel campionato di Eccellenza.

Al suo arrivo da tecnico dell’Alessandria, la Società la stava «rifondando, perché erano appena retrocesse dalla Serie C: con una squadra giovanissima abbiamo centrato il secondo posto, siamo uscite in semifinale ai playoff e siamo andate in finale di Coppa Italia, decisamente molto molto giovane, e poi abbiamo provato a mettere qualche tassello, ma essendo Alessandria una zona un po’ fuori da tutte le squadre, perché nella nostra zona ci siamo solo noi, mentre nel torinese tra Promozione, Giovanili ed Eccellenza ci sono molte più squadre, e quindi per noi trasportarle per più di cento chilometri diventa dura per tutto», la distanza geografica ha sicuramente avuto delle ricadute sul cammino delle grigionere al momento di affrontare le trasferte, ma il gruppo non si è mai perso d’animo.

L’ultima stagione, così come quella precedente, ha decretato un ottimo secondo posto per la compagine alessandrina. Il merito va a due squadre, prima il Torino e poi il Torino Women quest’anno, attrezzate e con i tasselli giusti per vincere il campionato. Malgrado sia sfumato il sogno della Promozione per la seconda volta consecutiva, ci sono buoni presupposti perché il gruppo tagli finalmente questo tanto atteso e sperato traguardo nei mesi a venire: «Abbiamo fatto bene! Purtroppo non siamo riuscite a centrare l’obiettivo, perché abbiamo trovato delle squadre, soprattutto l’anno scorso e quest’anno, molto più attrezzate di noi. L’anno scorso il Torino del Presidente Cairo ha vinto campionato, Coppa Italia regionale e Coppa Italia Nazionale, quindi era una squadra molto molto, forte. Quest’anno abbiamo trovato il Torino Women, formata per nove undicesimi che prima giocavano all’Ivrea, in Serie C, e il Moncalieri, in Serie C, e cinque ragazze che arrivavano da quel Torino, quindi diventava dura trovare alternative nella nostra zona con quell’eccellenza e quella capacità tecnica. In stagione ci siamo incontrate sei volte e abbiamo due vittorie noi, tre vittorie loro e un pareggio. Loro sono state più costanti, noi avevamo una squadra estremamente giovane e alcune partite dove era necessario fare risultato a tutti i costi abbiamo fatto solo un punto, e questo ci ha penalizzato, perché fino all’ultima giornata ci saremmo potute giocare il campionato.»

Il bilancio dell’ultima stagione è estremamente positivo, perché le ragazze sono «cresciute tanto e hanno raggiunto un bellissimo livello. Cinque sono state in Rappresentativa e alla Coppa delle Regioni, lascio un’eredità importante che, con tre o quattro ragazze di categorie superiore, potrebbe arrivare finalmente in Serie C», a suo parere ci sono alcune piccole modifiche da apportare affinché l’organico grigionero sia finalmente pronto a tutti gli effetti per il salto di categoria.

Negli anni i miglioramenti sono stati evidenti da vari punti di vista: è stato dato ampio spazio alle giovani e al perseguire l’obiettivo della vittoria imparando a fronteggiare qualsiasi tipo di ostacolo per non farsi cogliere impreparate, ed è per questo che «ci sono miglioramenti dal punto di vista tecnico e da quello che noi tecnici chiediamo in campo. Vedo spesso, anche nelle giovanili maschili e femminili, allenatori che, per avere il risultato il prima possibile, per risolvere la situazione danno delle soluzioni: alle ragazze danno delle indicazioni, dicono cosa fare senza dare il mezzo per risolvere il problema, è un po’ come dare un compito in classe a scuola con le soluzioni, per me invece è importante dare loro lo strumento per risolverlo e poi proporre loro il problema, perché a lungo termine è importante lo strumento, e questo è stato il percorso, che è un po’ più lungo, però si hanno i risultati. Dando loro le soluzioni non sempre riescono poi a metterle in pratica. Se il problema è un po’ diverso da quelli che si vedono normalmente, si deve avere la capacità di risolverlo o di provare a farlo, e affrontare senza paura o titubanze è importante, poi è ovvio che ci sarà l’avversaria più brava di te, ma tu devi essere consapevole di aver dato tutto quello che avevi», ed è la versatilità la caratteristica in cui il gruppo è maggiormente cresciuto, come ammesso da Tosi: «Il miglioramento c’è stato nella capacità di affrontare le varie partite e le problematiche nella preparazione, nelle partite, atteggiamento e preparazione mentale, è stata una crescita costante, e questa è la più grande gioia nel vedere una partita. Chi mastica calcio vede che c’è un’identità, e tutto questo è merito delle ragazze, che si sono messe a disposizione e hanno fatto tutto quanto richiesto con dedizione e impegnandosi partita dopo partita»

L’allenatore ha in seguito affermato che l’inizio di stagione ha avuto delle sfumature molto complesse e difficili presto passate in secondo piano per una crescente e graduale presa di fiducia delle ragazze, che hanno aperto con una vittoria ai danni del Torino Women e sono arrivate, subito dopo la sosta natalizia, a farsi valere, sempre contro le torinesi, in una partita del tutto diversa dalla disfatta del 5 a 1 in Coppa Italia: «Abbiamo iniziato il campionato con tantissime problematiche e con ancora tanto lavoro da fare. Abbiamo battuto, subito alla prima giornata, il Torino Woman, forse perché ci hanno preso sottogamba, e questo ci ha dato un po’ di convinzione. Abbiamo avuto la convinzione e la consapevolezza di essere un gruppo importante nella prima giornata di ritorno quando, dopo la finale di Coppa Italia persa 5 a 1 contro il Torino Woman, una batosta colossale, ci siamo rimboccate le maniche nelle vacanze di Natale, abbiamo lavorato e ci siamo guardate in faccia consapevoli che la prima di ritorno sarebbe stata contro di loro in casa nostra. La partita è finita 0 a 0, il pareggio è stato giusto, diversissima da quella prima di Natale», e il frutto di questa consapevolezza si è visto nel girone di ritorno, giocato con maggior convinzione: «Abbiamo fatto un girone di ritorno di tutto rispetto fino a culminare nella terza partita dei playoff, dove abbiamo vinto 2 a 1 contro il Torino Woman. Eravamo cresciute e migliorate, e nella regular season non abbiamo mai perso: siamo riuscite, negli ultimi due campionati, a fare 27 risultati utili consecutivi senza mai perdere, e questo vuol dire avere una consapevolezza importante.»

I primi passi di Tosi nel calcio femminile sono avvenuti da tecnico dell’Alessandria«Nel calcio femminile sono arrivato dopo un intervento chirurgico importante e abbastanza invalidante, ero fermo da qualche mese. Ho giocato mille panchine, è dal 1993/1994 che alleno, e ho fatto tutte le categorie, ma in campo femminile non avevo mai provato; è stato facile entrare in sintonia con le ragazze, perché sono state bravissime», fin dalla prima impressione Tosi ha ritrovato un gruppo che ha saputo accoglierlo e coinvolgerlo e gli ha anche insegnato ad allenare e a rapportarsi con loro in modo diverso, totalizzante, un aspetto che da tecnico del maschile non aveva mai vissuto e che l’ha invece condotto a un miglioramento personale e a tantissime soddisfazioni: «Mi sono messo anch’io in gioco e ho accettato i loro consigli su come approcciarle, perché probabilmente mi sarei basato su quello che ho fatto in passato con i maschi e sarebbe stato l’errore più grande, perché è un’altra dinamica e hanno un’altra sensibilità, e tu devi proprio scontrarti con questa realtà. Le ragazze sono state brave a darmi una mano, ad accettarmi e io a mettermi a loro disposizione, e insieme abbiamo creato qualcosa di importante che mi ha dato tanta, tanta soddisfazione.»

Il CT ha in seguito dichiarato che la squadra è quasi pronta per la Serie C, perché mancano alcuni elementi affinché si possano evitare i rischi di una rosa troppo corta o poco esperta per far fronte ad avversarie attrezzate e a caccia della vittoria. In particolare, è mancata una bomber di alto livello capace di sostituire la titolarissima, aspetto che ha costretto il tecnico ad apportare modifiche allo stile di gioco. Importante è, dunque, avere una rosa ampia a disposizione per poter ruotare le calciatrici senza ridurre la qualità proposta in campo o alterare troppo lo stile di gioco: «Secondo me servono quattro elementi per rendere la rosa omogenea e pronta. Quest’anno la nostra punta principale, che la scorsa stagione ha fatto 25 gol, non l’abbiamo mai avuta: nella partita di fine agosto si è fatta male alla caviglia e non l’abbiamo avuta per tutto il girone d’andata, è arrivata nel girone di ritorno, ha giocato cinque partite e poi ha avuto un problema muscolare, quindi non avevamo il nostro bomber e non avevamo nessuna giocatrice con le sue stesse caratteristiche. Abbiamo creato diversamente, ma una calciatrice del suo spessore sarebbe un’ottima garanzia di avere venti gol a stagione. Sarebbe importante una centrocampista di spessore molto preparata per la categoria, per gli infortuni e gli altri ostacoli è importante avere una rosa ampia.»

In poche parole, però, Tosi reputa che il gruppo abbia tutte le carte in regola per la categoria superiore«Credo quindi che la rosa sia pronta, a patto che si aggiungano quattro o cinque elementi di spessore, perché quest’anno avevamo molte ragazze del 2007, del 2008, tutte preparate e che hanno giocato da titolari, ma hanno bisogno di un esempio o di essere un’alternativa a giocatrici più pronte ed esperte, però il gruppo è pronto.»

Vissuto in prima persona, il campionato di Eccellenza è percepito come “diviso”, ma avvincente, poiché «ci sono quattro squadre più attrezzate che fanno i risultati migliori e altre tre o quattro che fanno molta fatica, e quindi ci sono partite quasi scontate che rischi di prendere sottogamba, ma è un campionato avvincente, dove ci sono spesso giocatrici importanti con un passato, oppure giovani che vogliono crescere. Agonismo se ne può trovare sempre, forse viene un po’ tralasciato l’aspetto tecnico basandosi sul gioco e sul risultato, e questo a me spiace, perché preferirei vedere più tecnica», e reputa inoltre che il calendario debba essere modificato«perché giochiamo Campionato, Coppa Italia e abbiamo delle soste troppo lunghe, le ragazze avrebbero bisogno di continuità e non di un campionato dove ci si incontra per tre o quattro volte, sempre le stesse squadre. Se una squadra a dicembre sta ferma un mese ed è in forma, perde tutto quello che aveva, e non è semplice, l’Eccellenza è un campionato incostante che fa cambiare la preparazione e l’approccio delle ragazze, nonché la preparazione mentale, però è un campionato che è pieno di partite ben giocate che ti fa piacere vedere.»

Il tecnico, in seguito, si sbilancia ad affermare che la Società abbia a propria disposizione le potenzialità per sognare la Serie C e andare anche oltre: «Per come si sta strutturando, hanno le potenzialità societarie per andare oltre la Serie C, secondo me, e possono puntare a qualcos’altro, ma devono affidarsi a una persona di sport, a un Direttore Sportivo, una persona che abbia contatti e conoscenze e con l’allenatore concordi un progetto, perché l’aspetto tecnico dev’essere gestito da persone che conoscano lo sport e che siano in sinergia con lo Staff tecnico. L’Alessandria troverà sicuramente un allenatore valido, la Società c’è ed è ben disposta, ma serve quel tassello, è fondamentale. Se l’Alessandria completa quel tassello del Direttore Sportivo che conosce la categoria, il risultato è certo.»

in conclusione, l’allenatore ha ringraziato l’Alessandria, dalla Società allo Staff tecnico a tutte le ragazze, con cui ha sfiorato più volte il ritorno in Serie C e che l’ha introdotto al mondo del calcio femminile e a questo movimento in crescita. Spera, inoltre, di poterle ritrovare da avversarie e di vederle raggiungere, anche con un altro allenatore, l’obiettivo che tanto sognano: «Sono dispiaciuto per come sia finita, perché non ho portato in Serie C l’Alessandria, ma sono consapevole del percorso fatto e questo mi rende orgoglioso. Non so se troverò una squadra che giocherà contro di loro, ma non sarà una guerra e sarà una battaglia sincera e senza rancore, anzi, in questo momento faccio il tifo per l’Alessandria perché possa raggiungere l’obiettivo.»

Si ringrazia immensamente Gabriele Tosi per il tempo, la disponibilità e la fiducia.

Mary Earps, i saluti al PSG e quel “profumo di casa” chiamato London City

Dal 30 giugno 2026, alla scadenza del contratto, Mary Earps, portiera classe ’93 del Paris Saint-Germain, lascerà la squadra della capitale francese. Dopo essere approdata a Parigi dal Manchester United nel 2024 e dopo aver vinto per due anni consecutivi il premio come Best Women’s Goalkeeper, Earps ha protetto la porta del PSG per 57 volte, diventando un punto di riferimento importantissimo per la squadra.

Con Earps il PSG si era assicurato una portiera di livello internazionale, già campione di Germania con il Wolfsburg nel 2018, anno in cui ha conquistato Campionato e Coppa di Germania. In più è stata protagonista della cavalcata inglese nell’Europeo vinto proprio dall’Inghilterra nel 2022; a questo avrebbe aggiunto anche il successo del 2025, ma Earps ha deciso a maggio di quell’anno di ritirarsi dal calcio internazionale, passando così il testimone ad Hannah Hampton, portiera del Chelsea.

Con una video-intervista pubblicata nei canali social del Paris Saint-Germain, Earps ha salutato i tifosi parigini, ripercorrendo i momenti più significativi delle due stagioni passate in maglia Rouge-et-Bleu: «È stata un’esperienza folle ma bellissima. Dico bellissima perché me ne vado con ricordi splendidi. Ho conosciuto persone fantastiche, mi sono allenata in un centro d’eccellenza, ho giocato al Parc des Princes».

«Un’esperienza – ha aggiunto Earps – che ha contribuito alla mia crescita come calciatrice e come persona. Credo che nella vita l’importante sia proprio questo: crescere e migliorare un po’ ogni giorno, ed è quello che cerco di fare. Inoltre, ho avuto la possibilità di giocare con calciatrici straordinarie con cui in campo ho condiviso tantissime cose. Ho avuto anche tanti bellissimi momenti fuori dal campo, momenti importanti: esperienze che ricorderò per sempre. Me ne vado con il cuore pieno e sono felice, privilegiata e fortunata per aver potuto vivere qui un’esperienza così meravigliosa».

Ora sembra esserci profumo di casa per la portiera inglese. Pare infatti che il London City sia sulle sue tracce, ma non solo. Vari rumor che circolano in queste ore raccontano che la squadra londinese sia in trattativa con altri due calibri pesanti del panorama internazionale come Mapi León e Alexia Putellas. Si tratterebbe di tre pedine decisamente importanti che si aggiungerebbero allo scacchiere del club di Londra e che lo caricherebbero di notevoli aspettative per la stagione che verrà.

Cristian Gatti

Futsal Week, l’Italia domina la Serbia all’esordio. Salvatore: “Felice per il debutto delle giovani”

La Nazionale femminile di futsal si presentava ai nastri di partenza della Futsal Week come, con ogni probabilità, la squadra da battere. Inserita nel girone con Serbia, Marocco e Cechia, l’avvio del torneo (già vinto dall’Italia nel 2019 e 2024) è stato imponente: con un netto ed eloquente 19-1 alla Serbia, le Azzurre hanno già messo in chiaro le loro intenzioni. Domani, alle ore 12.15 il livello della competizione si alzerà: ci sarà di fronte il Marocco, già affrontato in amichevole lo scorso settembre e protagonista, così come l’Italia, al primo Mondiale della storia giocato nelle Filippine lo scorso novembre. Nei 19 gol delle Azzurre da segnalare la doppietta in apertura di capitan Coppari, le prime reti in azzurro per Alice Virdis, Greta Maretti e Natasha Barban e la solita verve realizzativa di Adamatti e Boutimah a segno entrambe con una tripletta.

SALVATORE. A fine partita la Ct Francesca Salvatore commenta: “Sono felice per gli esordi delle giovani. Abbiamo rotto il ghiaccio in maniera positiva, mettendo in campo un connubio di esperienza e gioventù e il risultato largo premia l’impegno delle ragazze: abbiamo raggiunto un’organizzazione di gioco che permette a chi entra in squadra di trovarsi subito bene e a proprio agio. Col Marocco si alzerà certamente il livello dell’avversaria”.

ITALIA-SERBIA 19-1 (pt 12-1)

Italia: Sestari, Coppari, Virdis, Adamatti, Borges. A disp.: Carturan, N. Barban, Conticelli, De Siena, Ferrara, Mansueto, Maretti, Moro, Vanelli. All. Salvatore
Serbia: Damjanovic, Dzunic, Jankovic, Paunovic, Radovanovic. A disp.: Brusin, Damljanovic, Ignjovic, Izgarevic, Lukis, Maksimovic, Mitrovic, Stevic, Durevic. All. Majes
Reti: 1’pt e 2’ Coppari (I), 5’ Ferrara (I), 6’ De Siena (I), 7’ Durdevic (S), 11’ Ferrara (I), 12’ Vanelli (I), 15’ Boutimah (I), 17’ Maretti (I), 17’ Virdis (I), 18’ N. Barban (I), 18’ Adamatti (I), 19’ aut. Lukic (I); 2’st Adamatti (I), 3’ Boutimah (I), 7’ Adamatti (I), 7’ Mansueto (I), 9’ aut. Brusin (I), 17’ Boutimah (I), 18’ Virdis (I)
Arbitri: Marijana Oresic (Croazia), Vera Soukupova (Cechia), Mateo Videc (Croazia)

FUTSAL WEEK 2026
Gruppo A
: Italia, Serbia, Marocco, Cechia
Gruppo B: Croazia, Polonia, Ungheria, Groenlandia

Il programma gare dell’Italia
Martedì 16 giugno, ore 10

1ª giornata, Italia-Serbia19-1
Mercoledì 17 giugno, ore 12.15
2ª giornata, Italia-Marocco
Venerdì 19 giugno, ore 12.15
3ª giornata, Italia-Cechia

Domenica 21 giugno
Finale 7° posto, ore 10
Finale 5° posto, ore 12.15
Finale 3° posto, ore 16
Finale 1° posto, ore 18.15

Alessandro Ferrari, Fiorentina: “C’è bisogno di tutti per portare avanti un sistema che continua ad avere difficoltà in Italia”

Photo Credit: Paolo Comba - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Nei giorni scorsi la Fiorentina ha organizzato una conferenza stampa di fine stagione e progetti futuri per l’Area Femminile. Queste le dichiarazioni rilasciate dal Direttore Generale Alessandro Ferrari sui canali ufficiali delle viola.

“Mi fa piacere ci sia interesse anche per il mondo femminile, c’è bisogno di tutti quanti per portare avanti un sistema che continua ad avere difficoltà in Italia. La famiglia Commisso ha sempre sposato il mondo calcistico femminile. Questa è stata una stagione significativa, il Mister ha esperienza internazionale, ci ha dato enorme mano anche sulla crescita del settore giovanile. Mazzoncini ed il mister hanno siglato un rinnovo per altri due anni. La visione è avvicinare le ragazze a questo sport, dare possibilità a quelle più giovani di dare opportunità di giocare in Serie A.”

COMMISSO A FIRENZE ( DG Ferrari) – “Anche a noi farà piacere di avere la proprietà con noi. E’ stato un anno complicato con la scomparsa di Rocco. Hanno una grande azienda in America che devono seguire. Io e Fabio Paratici andremo in America. La famiglia sarà presente per l’inizio della stagione e soprattutto per i 100 anni. Sono informati su tutto. Altre proprietà hanno gruppo di lavoro, di fiducia, che lavora per loro.”

OBBLIGO SQUADRA FEMMINILE (DG Ferrari) – “Questa è una strada che si può percorrere. O anche il contrario: uscire tutti quanti e lasciare solo il settore giovanile per vedere che reazione hanno i vertici. Dal canto nostro ci sono stati parecchi passi avanti sia a livello di strutture che di ragazze. Ogni società pensa a se stessa. Bisognerebbe trovare una linea comune.

Rebecca Selmani, Union Sammartinese: “L’anno più emozionante da quando gioco qui. Coppa? Alzare quel trofeo è stato come ripagare tutti i sacrifici fatti”

Quando il potere del gruppo è forte, il successo non è questione di fortuna: potrebbe essere questa la frase riassuntiva del viaggio 2025/2026 compiuto dalla Union Sammartinese. La squadra di Forlì (unica nel capoluogo emiliano), entrata a far parte del contesto d’eccellenza con saldi propositi ed una rosa rinforzata, ne ha fatta di strada: accompagnata dalla guida tecnica Marco Rossi, perfino la Coppa Italia regionale è stata sollevata dalle mani della formazione che ha potuto così festeggiare la conquista di un trofeo, segnale tangibile di una consapevolezza tutta nuova e di una crescita dai margini ancor più “allargabili”.

Cosa si nasconde dietro questi grandi passi? Lo abbiamo saputo attraverso il racconto di Rebecca Selmani, contributo di famiglia Union.

In questa stagione avete lasciato una buona impronta sul campionato; non si può parlare di una promozione mancata, quindi, ma di costruzione di fondamenta ancora più solide per il futuro del club. Cosa ha dato a voi come gruppo questo percorso?

«Questo è stato sicuramente l’anno più emozionante da quando gioco all’Union Sammartinese: abbiamo raggiunto obbiettivi mai raggiunti nella storia della società. Questo percorso ci ha dato, prima di tutto, la consapevolezza del nostro valore e del fatto che per le soddisfazioni non basta il talento individuale ma serve una mentalità condivisa; oltre a questo ha regalato la certezza che siamo sulla strada giusta e che le basi che abbiamo gettato sono abbastanza solide per reggere ambizioni ancora più grandi nel prossimo futuro».

Per te è stato l’ennesimo continuo in questi colori: a livello individuale che annata è stata e quanto si è rivelata importante questa intesa ormai collaudata con una squadra che in parte è stata rivoluzionata?

«Posso dire che questo per me è stato soprattutto un anno di maturazione, non solo a livello calcistico ma anche personale. Nonostante i numerosi nuovi innesti, devo ammettere che si è creato un gruppo molto unito, che aveva un obbiettivo comune da raggiungere e per il quale il sostegno di tifosi e dirigenza ha fatto tanto. Con orgoglio affermo che l’Union non è solo una società di calcio ma una vera e propria “famiglia”».

Oltre all’ottimo piazzamento stagionale, segnale importante è stato dato dalla vittoria della Coppa Italia Emilia: un traguardo storico per tutto il team e non scontato, vista anche l’avversaria da vertice con la quale vi siete confrontate…

«Diciamo che nessuno a inizio anno credeva che saremmo riuscite a raggiungere traguardi così importanti, tranne noi. Sicuramente fattore fondamentale è stata la mentalità della squadra, la voglia di dimostrare la propria forza e di poter competere con chiunque; per quanto riguarda il campionato, siamo riuscite finalmente a mostrare quello che questa squadra vale, rimanendo sempre unite e giocando divertendoci.

Coppa? È stata la partita più emozionante e quella che allo stesso tempo ci identifica di più; una gara che abbiamo iniziato subito in salita, contro un’avversaria sicuramente temibile, ma ciò ci ha spinte ad unirci ancora di più e giocare l’una per l’altra. Alzare al cielo quel trofeo è stato un ripagare tutti i sacrifici fatti e l’impegno messo in ogni singolo allenamento e partita».

A volte si dice che la continuità non sia tanto ripetere un risultato quanto mantenere una identità: guardando al futuro, pensi si dovrà mantenere quella mostrata dal collettivo come arma vincente? Qual è il tuo augurio per il prossimo anno?

«Sicuramente gli obiettivi del prossimo anno saranno ambiziosi come quelli di questa stagione, e si potrà ripartire da ciò che è stato costruito. Spero con tutto il cuore che potremo ripeterci e, magari, toglierci anche qualche piccola soddisfazione in più!».

Si ringrazia Rebecca Selmani e la società tutta per la gentile concessione.

Martina Piemonte: “Chi mi conosce veramente? Dico Martina Lenzini”

Photo Credit: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Nelle scorse settimane Martina Piemonte ha parlato ai microfoni di Vivo Azzurro TV. La calciatrice della Lazio ha ripercorso, infatti, alcuni momenti della sua vita dichiarando: “Chi è davvero Martina Piemonte? Tanti ti possono conoscere, io faccio fatica ad aprirmi con tutti. Una di quelle poche qui, in Nazionale, che sa veramente chi sono è Martina Lenzini, la mia migliore amica”.
La giocatrice ha poi aggiunto parlando di tatuaggi: “È un po’ come se mi proteggessi, sono così piena di tatuaggi ma nascondo tante cose dentro”.


Sulla Martina Piemonte da bambina la stessa calciatrice invece ricorda: “Ero abbastanza tosta, un po’ ribelle. Sempre col pallone in mano, giocando ovunque. Spensierata e felice di farlo. Non mi piace festeggiare il mio compleanno. Da quando ho 18 anni che dico che non ho tempo perché devo fare cose. Mi mette ansia, sto invecchiando. A 28 ho capito l’importanza di vivere l’età che ho. Adesso ho capito la consapevolezza della donna che sono oggi”.
Poi la punta spende qualche parola sua una sua passione particolare: “La macchina fotografica la porto sempre con me. In realtà perché mi è sempre piaciuto catturare momenti e scorci. Mi piace vivere, ho perso una persona cara che era sempre carico e aveva voglia di scoprire. Da quando non c’è più, mi sono detta ‘vivo anche per lui’. Qualsiasi cosa sia, ovunque sono voglio ricordarmi tutto. Credo sia la mia cosa più bella”.


Martina Piemonte è anche zia e su questo aspetto della sua vita ammette: “Per me è Inspiegabile, mia nipote Sveva per me è tutto. Io prendo la macchina da Roma e vado a Ravenna solo per abbracciarla e prenderla a l’asilo. È tutta zia. Ha un suo caratterino, è la cosa più bella che mi sia capitata”.
Sul suo futuro invece ha dichiarato: “Non mi piace parlare di futuro, quando succede qualcosa saprai come viverla. Potrei fare di tutto: smettere domani o arrivare al Pallone d’Oro. Sono una persona ambiziosa, questo mi muove. Adesso mi sento benissimo, esprimermi in campo mi rende viva. Vivo oggi e il futuro lo saprò giorno dopo giorno”.

Emma Lipman saluta il Genoa: “Lascio con tante emozioni che non avrei voluto vivere con nessun’altra persona”

Photo Credit: Ilaria Corongiu - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Il Genoa è retrocessa dalla Serie A Women alla Serie B: diversi saranno i cambiamenti, quindi, in casa rossoblù. La formazione che gioca le sue gare interne allo ‘Sciorba, nelle ore scorse, ha salutato ufficialmente Emma Lipman. La giocatrice maltese, infatti, non indosserà la maglia rossoblù nella prossima stagione nella Serie B Femminile. La classe ’89 lascia la Liguria dopo due stagioni, che hanno visto una promozione e una retrocessione.

Emma Lipman dopo le esperienze in Italia con Verona, Roma, Fiorentina, Lazio e Como saluta cosi anche il Genoa che l’ha ringraziata pubblicamente tramite i propri canali ufficiali sui quali ha postato:Un esempio di professionalità, un mix di esperienza e leadership”.
Il post genoano poi continua: “Una calciatrice, ma prima ancora una grande persona, che rimarrà per sempre nella nostra storia. Grazie Emma per questi due anni insieme, ti auguriamo il meglio per il futuro”.

La giocatrice ha invece risposto postando tramite social: “2 anni, 2 gol. 1 con la promozione in Serie A, l’altro purtroppo con la retrocessione in B”.
La calciatrice maltese ha poi aggiunto: “Tante emozioni, ma non avrei voluto viverle in nessun altro modo e con nessun’altra persona. È stato un piacere rappresentare questi colori con la passione e l’orgoglio che questo club richiede. Auguro al Genoa solo successi per il futuro, avete una tifosa per la vita in me”.

 

Alice Regazzoli prolunga con la Ternana Women: “Sicura che sapremo fare ancora di più regalando, a tutti noi e alla città”

Photo Credit: Emanuele Ubaldi - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

La Ternana Women prosegue il proprio percorso di continuità tecnica annunciando il rinnovo di Alice Regazzoli. Il centrocampista rossoverde ha sottoscritto il prolungamento del contratto fino al 30 giugno 2027, con opzione per la stagione successiva. 

Per Regazzoli quella alle porte sarà la terza annata con la maglia della Ternana Women, club con il quale ha già collezionato 52 presenze complessive e 8 reti. Nell’ultima stagione di Serie A è scesa in campo 20 volte risultando una delle protagoniste del centrocampo rossoverde e trovando anche la via del gol nel pareggio casalingo contro la Fiorentina. Classe 1999, Alice ha confermato nel corso delle ultime stagioni qualità tecniche, equilibrio e grande duttilità tattica, caratteristiche che le hanno permesso di ricoprire più ruoli in mezzo al campo abbinando capacità d’impostazione, intensità e corsa.

Le dichiarazioni di Alice Regazzoli: “Sono contenta di continuare questo viaggio insieme alla Ternana Women e ringrazio la società per avermi dato, anche quest’anno, l’opportunità di farne parte. Sono sicura che sapremo fare ancora di più regalando, a tutti noi e alla città di Terni, grandi soddisfazioni e gioia”.

Anni-Elina Luotonen, Scandicci: “Coppa Italia ricordo emozionante, vincerla è stato unico”

Nel girone B di Serie B a ben figurare è stato lo Scandicci, che ha chiuso al quarto posto con 28 punti in classifica. A vestire la maglia della squadra toscana è stata Anni-Elina Luotonen che abbiamo raggiunto per un’intervista nella quale ha dichiarato: “Le prestazioni della nostra squadra sono state in costante crescita. La stagione precedente è stata piuttosto impegnativa per tutti, ma siamo riusciti a ottenere buoni risultati in campionato perché abbiamo saputo mostrare, come squadra, chi siamo realmente. Per questa stagione il club ha introdotto dei cambiamenti, tra cui l’arrivo di una nuova allenatrice, che ha portato una nuova visione tattica e un lavoro di sviluppo e armonizzazione del nostro stile di gioco. Sono rimasta nella squadra perché vedevo l’opportunità di raggiungere qualcosa di importante insieme al gruppo e di crescere personalmente come giocatrice. Tra i miei obiettivi iniziali c’erano il consolidamento del mio ruolo all’interno della squadra e l’apprendimento di nuovi aspetti grazie alla nuova allenatrice. Gli obiettivi del club erano vincere la Coppa Italia e arrivare il più lontano possibile in campionato, senza però porre particolare enfasi sulla promozione”.

Sul campionato giocato, invece, la calcettista ha affermato: “Nel complesso, la nostra stagione è stata positiva. Come tutte le squadre, abbiamo vissuto momenti migliori e peggiori in termini di risultati, ma siamo riuscite a dimostrare il nostro valore con continuità durante tutta la stagione. Forse avremmo potuto spingerci più avanti nei playoff, ma avevamo già raggiunto il nostro obiettivo più importante, ovvero vincere la Coppa Italia. La vittoria di questo torneo ha evidenziato in modo significativo il livello della nostra squadra e la nostra capacità di battere avversarie di altissimo livello. A livello personale, ho disputato una stagione in costante crescita e posso essere soddisfatta del mio sviluppo. Ho sentito di ricoprire un ruolo importante e sono riuscita ad aiutare la squadra nei momenti decisivi delle partite. Tuttavia, guardo già con entusiasmo alle prossime sfide e mi pongo obiettivi ancora più ambiziosi”.

Sul gruppo B di Serie B la giocatrice ha poi aggiunto: “A mio parere, il livello del nostro girone era più alto rispetto alla stagione precedente. C’era una certa differenza tra le squadre in fondo alla classifica e quelle ai vertici, ma per la maggior parte della stagione le partite sono state molto equilibrate”.
Sui ricordi di questa annata Anni-Elina Luotonen ha invece ammesso: “Il ricordo più importante della stagione è senza dubbio la Coppa Italia. Il torneo è stato estremamente intenso e ricco di emozioni. Come squadra abbiamo vissuto qualcosa di incredibile e siamo riuscite a conquistare il trofeo più prestigioso grazie a una grande determinazione e a uno straordinario spirito di gruppo”.
La giocatrice ha quindi inviato un messaggio a tifosi e compagne di squadra: “Vorrei ringraziare tutte le mie compagne di squadra per la stagione trascorsa insieme e per il senso di comunità che ho avuto la fortuna di vivere durante tutto l’anno. Abbiamo anche tanti tifosi meravigliosi che ci seguono e ci sostengono sia nelle partite casalinghe sia in trasferta. Desidero ringraziare anche loro e dire quanto la loro presenza sia importante per noi”.

La conclusione è sul primo Mondiale giocato nel futsal femminile cosi commentato da Anni-Elina Luotonen: “Si tratta naturalmente di un evento estremamente significativo, sia dal punto di vista dell’uguaglianza sia per la visibilità della disciplina. Il futsal femminile è una realtà a sé stante e credo che sia ancora sottovalutato. Con l’arrivo del Campionato del Mondo queste differenze inizieranno gradualmente a ridursi, e questo rappresenta un primo passo molto importante. Credo inoltre che il futsal possa crescere come sport a livello globale, aumentando la competitività e, di conseguenza, il livello dei campionati nazionali nei vari Paesi. Molte donne in tutto il mondo giocano a livello professionistico e organizzano la propria vita quotidiana attorno a questo sport. Tuttavia, la realtà è che le donne non possono ancora considerarsi pienamente alla pari degli uomini per quanto riguarda, ad esempio, la retribuzione, il rispetto e il trattamento equo, così come l’accesso alle stesse opportunità. Personalmente, come giocatrice della nazionale finlandese, considero estremamente importante che anche le donne abbiano la possibilità di partecipare a competizioni internazionali di massimo livello”.

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