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Linda Tucceri Cimini, Fiorentina Femminile: “Sento di essere fisicamente in grado di giocare e contribuire al successo di questa squadra”.

Il difensore viola si è ripresa la squadra dopo l’infortunio al ginocchio. La Juventus adesso nel suo mirino.

Era il 26 Marzo 2023 a Milano. La Viola pareggiava all’ultimo su calcio di rigore con Vero Boquete e chiudeva 3-3 un match pazzo contro il Milan. Linda Tucceri Cimini, però, non era in campo per godersi la partita. Uscita al 53’, il suo destino era ormai segnato. Gli esami, infatti, evidenzieranno la rottura del crociato anteriore condannando la giocatrice al viaggio più difficile per ogni calciatrice.

Come hai affrontato questo verdetto, Linda?
In realtà il giorno in cui sono arrivati i risultati già conoscevo il mio destino. La sensazione che ho avuto in campo dopo il trauma era strana, sentivo che qualcosa si era rotto. Non nascondo che all’inizio fossi molto abbattuta, avevo il morale a terra. Poi mi sono tranquillizzata e ho affrontato tutto con serenità. Forse per questo il mio percorso è stato lineare e positivo, ci sono alti e bassi ma fortunatamente più alti”.

Per te è stata una grande novità perché nella tua lunga carriera (iniziata nel 2007 a L’Aquila e poi proseguita con sette diverse maglie fino al Milan e poi alla Fiorentina n.d.r.) non ti eri mai infortunata seriamente.
“Esatto, non mi ero mai fatta male seriamente per cui non sapevo come gestirla! La settimana prima mi ero leggermente stirata, una novità per me. Forse era un campanello d’allarme perché poi a Milano è successo quello che è successo”.

Un viaggio lungo quasi undici mesi. Come è andato e cosa hai scoperto di te stessa?
“Ho imparato ad avere pazienza, a focalizzarmi sui miei obiettivi, a essere forte dentro prima che fuori. In questi mesi ho lavorato molto in solitaria, anche d’estate. Se all’inizio avere le compagne intorno mi faceva piacere, dopo è stato quasi una sofferenza perché non potevo scendere in campo con loro. Quando vedi miglioramenti e ti senti bene vorresti fare di più, ma l’equipe tecnica e medica della squadra mi ha fatto lavorare per step. Ho atteso tanto, ma alla fine è arrivato il mio momento”.

E quel momento è arrivato con una convocazione proprio contro il Milan, segnale che ormai c’eravamo. Alla fine in quella partita non hai giocato, è stata una delusione?
“Beh un po’ ci speravo, ma un po’ avevo paura. Mi ero infortunata proprio su quel campo, le emozioni erano contrastanti. Vedendo le condizioni del terreno di gioco però, un po’ sconnesso e morbido, penso sia stato meglio così. Essere in panchina con la squadra è stato sufficiente per chiudere il cerchio”.

Cerchio che si è chiuso definitivamente con il tuo rientro in campo in un match chiave contro l’Inter nel ritorno dei Quarti di Coppa Italia. La Viola chiamata a vincere ma sotto di un goal ai supplementari, il Mister ti chiama, devi entrare. Cosa hai provato?
Non mi aveva detto niente prima del match, non me lo aspettavo e mi sono trovata a prepararmi per entrare
. Non lo nascondo, ero agitata dopo tutto questo tempo. Per fortuna a me piacciono questi match tirati per cui una volta messo piede in campo la tensione è scomparsa e non ho pensato ad altro che a vincere il match”.

Dal tuo piede è partito il cross che ha portato al pareggio. Mi ricordo che avevamo scherzato sul tuo rientro, puntavamo su goal e assist tuoi al primo match… non ci siamo andati lontano!
Davvero! Avrei firmato per un rientro così! Ho messo quel pallone sul secondo palo perché fosse pericoloso, dovevamo recuperare il goal dell’Inter e c’era Hammarlund in mezzo a tre avversarie. Il portiere non l’ha presa, la palla è rimasta lì e in qualche modo abbiamo pareggiato”.

E poi i calci di rigore. Saresti stata pronta a calciare?
“Assolutamente sì! Anzi dovevo essere la quinta rigorista! Il Mister (De La Fuente) me lo ha chiesto dopo i supplementari, gli ho detto che me la sentivo. In rifinitura non li avevo nemmeno provati perché dovevamo eseguire alcuni test per il ginocchio, però ero pronta ad andare sul dischetto”.

Adesso che sei ufficialmente rientrata, qual è il tuo obiettivo?
“Dare molto e dare tutto. Sento di essere fisicamente in grado di giocare e contribuire al successo di questa squadra. Ho indossato molte maglie, la mia esperienza è sicuramente un’arma in più insieme alle mie caratteristiche tecniche (Linda è mancina e gioca da terzino, con propensione alla spinta sulla fascia e con un piede molto preciso n.d.r.)”.

Una veterana come te ha sicuramente tanto da insegnare, specialmente alle giovani con le quali condividete il padiglione Women al Viola Park.
“Amo lavorare in un posto come il Viola Park. Se penso a cosa ho vissuto in passato e a dove lavoro oggi…non riesco a crederci. C’è stato un periodo in cui tornavo a casa con il fango fino alle ginocchia, tanto che non riuscivo a mettere i vestiti in lavatrice. Mi ricordo che un anno mi sono dovuta comprare la divisa da gioco perché mancavano i fondi. Tutto però si faceva in nome della passione. Le ragazzine di oggi sono fortunate e non se ne rendono nemmeno conto, danno per scontato tutto quello che oggi il club ha messo loro a disposizione. Alla fine, ogni tappa del mio viaggio mi ha reso la persona e la calciatrice che sono oggi. Non lo cambierei ma sono felice quando la mattina entro al Viola Park”.

Torniamo al calcio giocato. Domenica allo stadio Curva Fiesole arriva la Juventus per la Semifinale di Coppa Italia. La Fiorentina è pronta?
“Certo che sì, la Coppa Italia è un obiettivo e lo sappiamo tutte. Davanti a noi un avversario con il quale abbiamo ridotto il gap negli ultimi anni ma che va rispettato per la sua qualità. Questa volta il confronto è sui 180 minuti, quindi comunque vada domenica niente è deciso. Ci sarà un altro round per mantenere o ribaltare il risultato”.

Nell’ultima sfida con le bianconere lo Stadio Curva Fiesole era sold out. Sarà così anche stavolta?
“Me lo auguro, è una sfida importante e combattuta. Se c’è una partita da guardare, è proprio questa. E noi siamo pronte a dare il 100%”.

Fonte: Fiorentina Femminile

La prof. Petralia guida le ragazze del Ravenna: “Io, insegnante di Scienze Motorie e capitano: siamo ultime in classifica ma senza perdere il sorriso”

Credit Photo: Emanuele Ubaldi - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Drin. Suona la campanella. La professoressa Eleonora Petralia, dell’Istituto Professionale di Stato ‘Versari Marcelli’ di Cesena, può rispondere al telefono. Docente di Scienze Motorie al mattino, capitano del Ravenna tutto il resto della settimana. Primo anno da prof di ruolo (“Ho vinto il concorso, dopo sette anni di precariato”), una vita in campo, con più ruoli (“Parto trequartista, ma ho fatto la mezzala, il mediano, la seconda punta”). “Mi ritengo fortunata, perché faccio tutto quello che mi piace, con tutte le mie forze”. Nata a Ferrara, da 15 anni vive a Cesena, ora numero 10 di una squadra che dopo 18 giornate chiude la classifica della Serie B e deve ancora vincere una partita: “La situazione è questa e ne sono consapevole. Fa parte dello sport: ci sono soddisfazioni e momenti in cui sei messa a dura prova. Io ho vissuto più spesso periodi come questo, e c’è sempre qualcosa da imparare. In campo stiamo bene e ci divertiamo, siamo felici di andare al campo nonostante le difficoltà. Nello sport c’è chi perde, ma bisogna vedere come: se in altri contesti qualcuna avrebbe potuto mollare, stavolta siamo lì a lottare. Cosa faremo dopo la prima vittoria? Un’uscita tutte assieme”. Domenica il Ravenna va a Brescia.

Lo sport come scuola di vita: “Ho frequentato l’università a Bologna, viaggiando sempre in treno. Sono nata con lo sport, tutta la vita l’ho vissuta tra sport e studio, organizzandomi per far conciliare tutto. Lo sport aiuta a organizzare la vita e a creare legami ‘puliti’. I pomeriggi vuoti, soprattutto in età giovanile, possono portare a prendere strade non corrette”. Eleonora lo dice anche ai suoi alunni: “Alcuni sono tentati di mollare lo sport perché non riescono a studiare. La mia storia insegna che si può fare tutto, basta volerlo”. Alunni, ma ovviamente anche alunne: “Alcune sono state persino mie compagne di squadra, quando giocavo nella prima squadra del Cesena e loro in Primavera. Altre giocano quest’anno nella Primavera del Ravenna”. Dilemma: si dà del tu o del lei? “Al campo ci scherziamo: ‘Qui potete dirmi ciao’. A scuola, invece, abbiamo creato gruppi sportivi pomeridiani: io mi occupo ovviamente di quello del calcio, con quattro ragazze che hanno deciso di iniziare a giocare a livello agonistico”.

Petralia, che con i colleghi organizza anche attività di sport inclusivo (sitting volley, calcio camminato, ma non solo), è tante persone in una: professoressa e calciatrice, ma anche personal trainer, appassionata di mountain bike e di viaggi, chef per hobby. “Seguo un’alimentazione molto equilibrata. Non mi piacciono i dolci, l’unico sgarro è la pizza. Sui social posto spesso stories con quello che preparo, mi diverto e provo a far capire che tutto è fatto con l’obiettivo di mantenere uno stile di vita sano”. I social, argomento delicato quando si è calciatrice ma anche prof: “Bisogna stare attentissimi, ma non solo nel mio ruolo. Io, semplicemente, condivido le mie passioni: il calcio, soprattutto i miei cani Gigi ed Ettore”.

Loro, nella vita di Eleonora, ci sono da poco: il calcio, invece, da sempre. “Mamma Sandra e papà Gino sono stati calciatori a livello dilettantistico. Papà mi ha seguita ovunque, anche nelle trasferte in Sicilia e Sardegna. Poi gli piace pescare, quindi prima il mare e poi la partita. Ho una sorella gemella, Caterina, che ha scelto la ginnastica ritmica: in famiglia quella ‘strana’ (ride, ndr) è lei. Da bambina mi hanno fatto provare la danza e piangevo: la mia prima e unica lezione è durata un’ora. Volevo giocare a calcio, punto. Quando mio padre a quattro-cinque anni mi portò al parco e tirò il pallone in alto, lo stoppai con i piedi”. Da quattro a 13 anni ha giocato con squadre maschili, poi Imolese, Dinamo Ravenna, Riviera di Romagna, San Zaccaria, Cesena, San Marino Academy, ora Ravenna. In mezzo, anche due campionati negli Stati Uniti: uno in Oregon e uno in California, “dove facevo anche l’educatrice. Ho vissuto in famiglia, un’esperienza che mi ha aiutata per capire i loro stili di vita e a imparare la lingua”.

Prof, come se la cava con le pagelle? “Nello spogliatoio le fa una mia compagna, Alice Greppi. Le riescono benissimo. Io con gli studenti cerco sempre di instaurare un rapporto di fiducia, soprattutto all’inizio dell’anno. Se ti impegni, con me non avrai mai problemi”. Non è mai capitato che Petralia abbia dovuto saltare una partita per impegni scolastici: “Ma sì, ho chiesto il sabato libero perché una settimana ogni due si va in trasferta. L’unica partita, togliendo infortuni e squalifiche, l’ho saltata per il battesimo di mio nipote”. Il figlio della gemella Caterina, con cui condivide un tatuaggio: sul suo c’è una scarpa da calcio, su quello della sorella un rossetto.

Calcio che Eleonora ha conosciuto anche grazie al suo idolo Alessandro Del Piero: “Per qualità e perché rappresenta l’umiltà”. E calcio, o comunque sport, che rimarrà nella sua vita anche quando smetterà di giocare: “Vorrei diventare preparatrice atletica, mentre il piano B è farmi gli ultimi due anni di scienze della nutrizione”. Tempo scaduto: al ‘Versari Marcelli’, 59 classi e 1400 alunni, suona un’altra campanella. La prof deve tornare in classe.

LE ALTRE PARTITE Il campionato torna nel weekend dopo la sosta per le nazionali. La Ternana ospita l’H&D Chievo Women, mentre la Lazio sarà di scena a Bologna. Subito dietro, a -1, c’è il Cesena che giocherà sul campo della San Marino Academy. Trasferta a Roma contro la Res Women per il Parma, completano il turno Hellas Verona-Freedom, Arezzo-Genoa e Pavia Academy-Tavagnacco. Tutte le gare saranno trasmesse in diretta sul canale YouTube di Be.Pi Tv.

Iconic Goals: Timbro di Ekroth e bolide di Cernoia per la prima di Coppa Italia

Diventata ormai una classica della Serie A Femminile, Fiorentina e Juventus Women si ritrovano faccia a faccia per vivere una doppia semifinale di Coppa Italia a livelli altissimi. In campionato le due squadre si stanno contendendo il secondo posto, alle spalle della Roma capolista, con le bianconere – per ora – sempre avanti in graduatoria.

Se la rivalità al maschile rievoca trascorsi storici, anche al femminile ci sarebbero tanti capitoli da ripercorrere; in campionato la Fiorentina ha sempre provato a ostacolare queste annate ricche di trofei per le juventine, fino alla linea del traguardo. In Coppa Italia il discorso è leggermente diverso: quello in programma tra il 2 e il 9 marzo sarà, infatti, il primo doppio confronto nella competizione, nella quale l’unico precedente risale alla finalissima dell’edizione 2018-19, la prima per le bianconere.

28 aprile 2019, stadio “Ennio Tardini” di Parma. Le viola si affacciano al match forti del back to back ottenuto con le due più recenti edizioni, il tris è dietro l’angolo e le toscane non vogliono farsi sfuggire l’occasione. Di contro, le ragazze di Rita Guarino sognano il “double”, dopo il secondo Scudetto appena conquistato. Entrambe hanno ambizioni e stimoli pesanti.

EKROTH LA SBLOCCA, CERNOIA INCANTA: 2-0 PER NOI AL BREAK

Le squadre si conoscono a memoria: in campionato è stato testa a testa entusiasmante e, considerando anche la Supercoppa, questo è il 4° confronto della stagione.

Juve che parte a razzo provando a chiudere le avversarie nella metà campo difensiva. Al minuto 8 Bonansea batte corto sul corner, Cernoia disegna col cross lungo per la testa di Girelli, torre centrale e appoggio aereo facile facile per Petronella Ekroth. Schema riuscito e 1-0 per noi.

Le viola non ci stanno e reagiscono: prima Mauro semina il panico in area, ma la difesa in qualche maniera riesce a chiudersi, poi è Bonetti a chiamare alla risposta d’istinto un’ottima Giuliani. Bianconere che si rendono pericolose due volte con i tentativi di Aluko, il risultato resta comunque invariato.

Minuto 34: ancora Aluko a portare palla, tocco per Cernoia ai 25 metri, Valentina guarda la porta e scaraventa il missile da distanza siderale. La traiettoria è meravigliosa, il pallone si incastra sotto l’incrocio con un timbro d’eccellenza della centrocampista classe ’91. Doppio vantaggio alla pausa e Juventus che sembra avere la gara in pugno.

BONETTI ACCORCIA, LA JUVE RESISTE E ARRIVA IL PRIMO SIGILLO IN COPPA

La ripresa, però, ha ancora tante cose da dire. La Fiorentina tenta il tutto per tutto alzando visibilmente il baricentro ed è di nuovo Bonetti a esaltare i riflessi di Laura Giuliani. Gli spazi in contropiede si aprono, ma le ragazze di Guarino non riescono a chiudere la contesa. Ci provano senza successo Aluko e Galli, prima del gol che rianima le avversarie. Cross di Mauro e anticipo di testa di Tatiana Bonetti che infila la difesa e al 74’ riapre tutto.

Il finale di gara è di grande maturità per le Women, che con saggezza tengono il pallino del gioco e sfiorano addirittura il terzo gol con un’altra magia da fuori di Cernoia.

Triplice fischio dell’arbitro, Juve che vince 2-1 e porta a casa la prima storica Coppa Italia, dopo i due scudetti consecutivi. Terzo trofeo in bacheca per le bianconere e pomeriggio da ricordare… uno dei tanti per queste magiche ragazze!

Nicoletta Mazza, coach Lumezzane: “Vive più che mai”

Photo Credit: Pagina Youtube FC Lumezzane

Il Lumezzane viene dal ko amaro di domenica contro il Moncalieri, un 1-0 che ha visto le lumezzanesi scendere dalla vetta del Girone A di Serie C, ma adesso c’è la sfida contro il Caprera, per riprendere subito a vincere e continuare la sua corsa nella lotta alla promozione.

L’allenatrice delle valgobbine Nicoletta Mazza, davanti ai microfoni del club bresciano, ha commentato sia la sconfitta contro il Moncalieri che presentato il match col Caprera: “Nonostante la sconfitta col Moncalieri, siamo ancora lì tutte belle vicine: saranno fondamentali, ancora una volta, gli scontri diretti e altrettanto importanti saranno tutte le altre sfide che ci separano da quelle ai vertici. Il problema di non riuscire a fare gol è qualcosa che abbiamo pensato di aver risolto nel girone d’andata, invece ce lo siamo ritrovati in una partita in cui risultava fondamentale riuscire a essere un pochino più cinici. Ci lavoreremo su questo aspetto, essendo consapevoli che non basta essere la miglior difesa ma bisogna sicuramente aumentare il numero di gol. Il bilancio tra gennaio e febbraio è stato positivo: non c’erano partite semplici, perché il primo trittico del ritorno di campionato era impegnativo, sapevamo che si poteva cadere in qualche trappola e così è stato. Gli scontri diretti sono così: puoi vincere e perdere l’importante però che rimani vivo e che resti alto di morale consapevole che è ancora assolutamente tutto da fare consapevolezza. Tra gennaio e febbraio abbiamo preso sei gol, e tre di questi sono autoreti o incidenti clamorosi, quindi sicuramente la nostra fase di non possesso è di alta qualità, e bisogna a lavorare in questa direzione perché funziona quindi, su questo, siamo contente. Domenica arriva il Caprera, una squadra che sta facendo fatica, ma che non sottovaluteremo, anche perché avremo voglia di riscatto e di fare una partita importante“.

Fabiana Vischi, Solbiatese: “Abbiamo bisogno di ritrovare compattezza. Monterosso? Non sarà semplice”

Credit Photo: Solbiatese Azalee 1911

È tempo di girone di ritorno per la Solbiatese Azalee, ancora impegnata nel girone A di campionato. Dopo la caduta in apertura della seconda fase stagionale, il gruppo-squadra neroazzurro ha rimediato con due vittorie consecutive necessarie: è il caso di quelle ottenute contro Caprera e Rinascita Doccia. La più recente disputa ne ha confermato il dato statistico: sono 38 i punti intascati che segnano la quarta posizione; niente male, visto l’insieme di difficoltà incontrate.
-6 le lunghezze in termini di possibilità di raggiungimento del podio (che attualmente vede il Moncalieri avanti alla stessa con la medaglia di bronzo): saranno, quindi, necessari almeno due trionfi per accostare in graduatoria.

La formazione lombarda continua ad occupare il rettangolo di gioco con grinta e determinasion in un momento in cui il margine di errore è (o deve) diventato ridotto se si vuole puntare alle prime posizioni.
Non manca tanto al prossimo duello: fissato per questa domenica quello casalingo contro il Monterosso; servirà compiere una prova di qualità e carattere.
Con piacere ne abbiamo parlato con Fabiana Vischi, centrocampista numero 19, che ha analizzato la situazione in modo viscerale.

Benvenuta Fabiana! Come valuti il percorso compiuto fino ad ora, sia dall’insieme che individualmente?

Quello della squadra non può che essere un buon percorso, come dimostra d’altronde la classifica. È stato un crescendo, anche se in queste ultime giornate abbiamo avuto un calo importante.
Anche a livello individuale sono contenta, sopratutto perché, rispetto all’anno scorso, sto aiutando maggiormente la squadra in fase offensiva.

Con 17 reti alla mano, il tuo contributo alla squadra è evidentemente importante. Seppur non sia solo questione di goal, quanta voglia c’è di far bene e che peso dai alle tue firme?

All’inizio dell’anno ci eravamo fissate un obiettivo, ossia quello di far meglio dell’anno scorso: per ora ci stiamo riuscendo.
C’è tanta voglia di far bene per riuscire a raggiungere un buon traguardo e non posso che essere contenta dell’aiuto che penso di star dando al gruppo.

Il girone di ritorno è iniziato con una sconfitta: quella contro il Moncalieri non dev’essere stata una sfida semplice, vista la solida rosa. Cosa pensi sia mancato in tale frangente?

Il Moncalieri occupa la terza posizione della classifica, quindi eravamo già consapevoli che non sarebbe stato facile; inoltre, conoscendo le ragazze che lo formano, sapevamo sarebbe stata una partita pesante anche a livello fisico.
La loro vittoria è stata siglata dalla grinta che hanno messo in campo, quella che forse è mancata a noi.

La reazione del gruppo c’è stata, lo dicono le due vittorie consecutive rimediate in occasione delle giornate successive: statisticamente parlando siete sempre lì, ma cosa servirà dare in più rispetto a quello che si è visto finora, anche per smuovere la classifica e proseguire verso la salvezza?

Si, abbiamo alle spalle due vittorie che ci servivano, sopratutto per il morale (seppur non siano state partite facili come si diceva sulla carta).
Siamo in un momento difficile: la rosa è contata e gli infortuni sicuramente non ci stanno aiutando.
Abbiamo bisogno di ritrovare la compattezza e la convinzione che ci hanno caratterizzato nel girone d’andata per riuscire a finire il campionato tra le prime posizioni.

Al momento l’asta della competitività si è alzata: di fatto, considerando la seconda fase stagionale, tutte le squadre hanno già avuto modo di conoscere il movimento delle varie formazioni opposte. Pensi che questo aspetto possa influire sui prossimi risultati?

Sicuramente l’effetto ‘sorpresa’ non c’è più e ciò si è già visto in queste ultime due gare. Le squadre ormai si conoscono e come noi prepariamo le partite contro di loro, anche loro cercano di studiare i movimenti migliori per affrontarci.
Ognuna cercherà di dare il massimo per prendersi punti fondamentali in ambito classifica, dunque penso non sarà un ritorno facile.

Ora non resta che ospitare il Monterosso davanti al quale l’ultima volta avete avuto la meglio, siglando un tris: stavolta che partita ti aspetti e come la state preparando?

Come ho detto prima, il girone di ritorno non sarà per niente uguale alla prima fase di campionato. Contro il Monterosso non sarà così semplice, loro sono brave a fare densità e a rimanere compatte; sarà complicato riuscire a trovare spazi per creare occasioni importanti.
Indubbiamente saranno alla ricerca di punti per il loro percorso, quindi entreranno in campo per vincere. Posso assicurare, però, che anche noi non saremo da meno!

Come vorresti si evolvesse il progetto Solbiatese e quali sono gli obiettivi e le ambizioni che confermi con questa maglia?

Mi piacerebbe che il mondo femminile della Solbiatese trovasse un maggiore supporto per poter diventare un polo importante e puntare sempre più in alto.
Per quanto riguarda la squadra e il campionato mi auguro di riuscire a portare avanti l’obiettivo prefissato, anche perché la competizione è ancora aperta e il calcio è imprevedibile.

Si ringrazia Fabiana Vischi e la società tutta per la gentile concessione.

Marta Mascarello, Milan Women: “Abbiamo sempre fatto delle buonissime prestazioni, contro le squadre forti!”

Il Milan Women, dopo una stagione non di livello in Serie A, cerca il riscatto in Coppa Italia: dove avrà il difficile compito di incontrare le Campionesse d’ Italia della As Roma (in un doppio incontro) che vorrebbe dire “finale”.

Marta Mascarello, la centrocampista rosso nera, attraverso i canali di Milan TV, è consapevole della grande occasione che ha la sua squadra per riscattare questa stagione: “La squadra sta bene, è in salute, è sotto gli occhi di tutti che veniamo da una stagione difficile, però veniamo da due risultati utili di fila e adesso cerchiamo il riscatto. La Roma è un avversario molto forte, ed è difficile pensare più avanti, adesso vediamo questa gara di novanta minuti in casa e poi vediamo partita per partita.

Abbiamo sempre fatto delle buonissime prestazioni, contro le squadre forti, ma obbiettivamente ci è sempre mancato un qualcosa per portare a casa il risultato. Direi che ora abbiamo raggiunto una forza mentale diversa, adesso dobbiamo fare quello step in più per portare a casa un risultato positivo!”.

Lo scorso anno il Milan, aveva già affrontato le giallo rosse, vincendo al Vismara, e Marta afferma: “E’ sicuramente positivo un ricordo positivo, poi avevamo perso a Roma, ma ci dà sicuramente motivazione il pensare ad una sorta di rivincita”.

Ma come si prepara, a livello tecnico una sfida di questo calibro? “La si prepara sapendo che è la squadra più forte che c’è al momento, con grande rispetto, ma senza remore”.

In chiusura Mascarello traccia un bilancio della sua personale stagione: “Sono soddisfatta ma non al 100%, poiché so di poter dare ancora molto e mi concentro su questo ogni giorno, la crescita al momento la vedo su tutte le mie compagne: da inizio stagione, ad ora, ho visto una crescita sia a livello di squadra che individuale molto importante”.

“Una stagione è difficile da reiventare, poiché quando siamo partite avevamo obbiettivi completamente diversi, adesso occorre cambiare rotta e vincere tutte le gare del secondo turno, e di fare più punti possibile”.

Il Como Women non perde mai e ha la promozione nel mirino. Panzeri: “Il risultato deve essere un obiettivo e mai un’ossessione”

Credit Photo: FIGC- Federazione Italiana Giuoco Calcio

Quarantacinque gol fatti, soltanto quattro subiti e nessuna sconfitta in campionato. Sorride il Como Women, che si gode il primato nel Primavera 2 Femminile sognando la promozione guidato da Riccardo Panzeri, 30 anni, altro giovanissimo allenatore scelto dal club al pari di Marco Bruzzano in prima squadra. “C’è tanto orgoglio nel vedere quello che le ragazze fanno giorno dopo giorno, con divertimento e applicazione – spiega Panzeri –. Il fatto che siano in testa alla classifica è un premio alla loro fatica quotidiana: sono fiero di una squadra che non si siede mai e cerca sempre di impegnarsi con il sorriso. Spero che questa leggerezza resti dentro di loro nelle ultime sei partite ma anche in futuro. Il risultato deve essere un obiettivo e mai un’ossessione”.

Panzeri non si aspettava un risultato simile a questo punto del campionato: “Il nostro girone è fatto di squadre attrezzate, allenatori bravi e giocatrici che vogliono mettersi in mostra. Però c’era l’ambizione di poter fare una grande stagione fin dall’inizio”. Una squadra, quella del Como Women, composta quasi esclusivamente da ragazze locali: un aspetto, questo, che accresce i meriti del club, capace di allestire un settore giovanile composto anche dall’Under 17, dall’Under 15 e dalla scuola calcio.

L’interazione con la prima squadra è costante, anche perché Panzeri oltre a guidare la Primavera è collaboratore tecnico di Bruzzano in Serie A. “C’è grandissima interazione, perché ci sono tante ragazze che salgono in prima squadra per gli allenamenti, Andrea Gaia Colombo è stata aggregata in prima squadra in maniera fissa, Celeste Marchiori sale due volte a settimana per gli allenamenti, il portiere Giulia Ruma ha esordito in Serie A. E durante le pause abbiamo organizzato anche sessioni di allenamento integrate per permettere alle ragazze di mettersi in mostra, ma il report che forniamo allo staff della prima squadra è continuo”.

Arrivato a Como con il direttore generale Miro Keci, Panzeri è uno degli anelli di una catena che funziona. “Stiamo mettendo il massimo in tutto quello che facciamo – spiega –. Quella del Como Women è una realtà che spero possa essere un modello, in quanto società femminile: i risultati sportivi dimostrano che c’è un grande lavoro da parte di tutti, nonostante le inevitabili difficoltà”.

Una storia, quella di Panzeri, che parte da lontano: dopo aver iniziato ad allenare in un piccolo club della Brianza e aver intrapreso la facoltà di Scienze Motorie, ha avuto la possibilità di entrare in contatto con l’Inter facendo un camp estivo. Tre anni alla scuola calcio nerazzurra, poi la collaborazione con l’Under 12 femminile, due stagioni in Under 14, prima della scelta di sposare il progetto del Como: “Sto imparando tantissimo in questa stagione, grazie a tutte le persone che sono presenti nei vari staff. Il confronto è fondamentale per essere persone e allenatori migliori, il sogno è quello di guidare una prima squadra”. Ma nel frattempo con la Primavera è vicino alla meta.

LE ALTRE PARTITE Completano il programma del girone A di Primavera 2 H&D Chievo Women-Freedom e Pavia Academy-Brescia (riposa il Tavagnacco); nel girone B si giocano il derby tra Pomigliano e Napoli, ma anche Res Women-Cesena e Ternana-Bologna. Riposa il Ravenna.

PRIMAVERA 1 Il campionato torna dopo la sosta per gli impegni delle Nazionali, e torna con un big match, quello tra Inter e Roma, rispettivamente seconda e prima della classe: si gioca domenica a Sesto San Giovanni. La Juventus, seconda a -2 dalle giallorosse al pari dell’Inter, ospita la Sampdoria, con Milan e Sassuolo entrambe impegnate in casa contro Fiorentina e Arezzo in una giornata completata anche da San Marino Academy-Lazio e Hellas Verona-Parma.

Domenica le semifinali d’andata: alle 12.30 Milan-Roma, alle 15 Fiorentina-Juventus. Gare in diretta sul canale Youtube FIGC Femminile

Credit Photo: Alessio Bonaccorsi- Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Le grandi protagoniste delle ultime edizioni della competizione sono pronte a dar vita ai primi 90’ delle semifinali della Coppa Italia Frecciarossa. Da una parte Milan-Roma, che avevano dato vita alla finale del 2021 e alla semifinale dello scorso anno (le giallorosse ebbero la meglio in entrambi i casi), dall’altra Fiorentina-Juventus, con le viola a caccia del titolo conquistato nel 2018 e le bianconere intenzionate a riportare a Torino il trofeo vinto nel 2022 e nel 2023. Domenica il programma si aprirà alle ore 12.30 dallo stadio ‘Vismara’ di Milano, alle 15 i riflettori si sposteranno sul ‘Viola Park’ di Firenze: entrambi i match saranno trasmessi in diretta sul canale Youtube della FIGC Femminile.

È la quinta volta che il Milan approda alle semifinali di Coppa Italia: le rossonere hanno centrato la finale solo una volta, venendo eliminate nelle altre tre occasioni: contro la Juventus nel 2018/19 e nel 2021/22 e proprio per mano delle capitoline nella passata stagione, che si aggiudicarono 3-1 la gara di ritorno dopo aver perso 1-0 l’andata, decisa da una rete di Martina Piemonte. La squadra allenata da Alessandro Spugna vuole ripetersi per centrare la quarta finale consecutiva, ma dovrà fare i conti con il miglior attacco della competizione e, più in generale, con il desiderio di riscatto delle giocatrici di Davide Corti, escluse dalla poule scudetto ma pronte a regalare una grande gioia ai propri tifosi in coppa. Il tecnico milanese farà affidamento su Chanté Dompig, che ha già segnato alle campionesse d’Italia sia in rossonero sia con la maglia dell’Empoli, mentre il suo collega torinese dovrebbe recuperare Valentina Giacinti e Manuela Giugliano, che hanno saltato per problemi fisici l’ultimo raduno azzurro.

Nel nuovissimo impianto di Bagno a Ripoli, che venerdì scorso ha fatto da cornice a Italia-Irlanda, l’ultima di Sara Gama in Nazionale, si giocherà la prima semifinale in assoluto tra Fiorentina e Juventus. Considerando tutte le competizioni, le bianconere hanno vinto 14 match con le viola (2N, 3P), incluso l’unico precedente in Coppa Italia (2-1 in finale nell’aprile 2019), e contro nessuna formazione hanno conquistato più successi finora (14 anche contro la Roma). Ma l’undici di Sebastian De La Fuente sta disputando un’ottima stagione e cercherà di confermare il dato che l’ha vista uscire dal campo vittoriosa nelle tre semifinali di Coppa Italia alla quale ha partecipato.

Tra le padrone di casa l’osservata speciale sarà Madelen Janogy, autrice di una doppietta nell’ultimo confronto di campionato, mentre la Juve – che ha trovato il gol in tutte le ultime 31 partite di Coppa Italia (107 totali) e nelle ultime quattro non ne ha subiti – farà affidamento sulle top scorer della Serie A, Cristiana Girelli e Lindsay Thomas, a quota 8 reti come l’avversaria di domenica Vero Boquete, con Barbara Bonansea a caccia invece del decimo gol contro la Fiorentina.

Il prossimo fine settimana le semifinali di ritorno: si partirà sabato 9 marzo alle 15 con Juventus-Fiorentina, 24 ore dopo il calcio d’inizio di Roma-Milan.

Quanto è brillante Aitana Bonmatí della Spagna e del Barcellona?

Aitana Bonmatí ha avuto un ruolo fondamentale nell’ascesa del Barcellona e della Spagna al dominio internazionale.

Talentuosa centrocampista e dal profilo versatile, bassa di statura ma di grande presenza calcistica. La sua incredibile stagione 2022/23 con la UEFA Women’s Champions League e la Coppa del Mondo femminile FIFA, culminata con l’essere nominata Calciatrice dell’anno UEFA e vincere il Pallone d’Oro. O anche il premio FIFA come miglior giocatrice femminile. Ha continuato nel 2023/24, ispirando la Spagna alla gloria della UEFA Women’s Nations League.

“Penso che la migliore eredità che possiamo lasciare alle generazioni future siano i valori che ai nostri giorni abbiamo formato a La Masia. Vedere che Aitana ha ereditato questo DNA calcistico e i valori del Barça, mi fa sentire molto orgoglioso”.
Xavi Hernández, nella prefazione all’autobiografia di Bonmatí.

Pretese di fama

Barcellona
Cresciuta in Catalogna, Bonmatí è arrivata al Barcellona all’età di 13 anni, prendendo i mezzi pubblici con suo padre in viaggi di quasi due ore per raggiungere gli allenamenti. Riscuotendo continui successi nelle giovanili e nelle serie B, Bonmatí è stata promossa nella squadra maggiore all’età di 16 anni alla fine della stagione 2015/16. Ha debuttato nella Copa de la Reina, poi in un torneo di fine stagione a giugno, arrivando in finale.

Pur non essendo titolare nel 2016/17, ha esordito in UEFA Women’s Champions League e ha segnato nella finale di Copa de la Reina vinta 4-1 contro l’Atlético. Una storia simile l’anno successivo, che includeva un’altra vittoria in Copa, ma nel 2018/19 Bonmatí è diventata titolare e ha aiutato il Barcellona a raggiungere la sua prima finale di UEFA Women’s Champions League, impressionando con il suo atteggiamento determinato nonostante la sconfitta per 4-1 contro il Lione a Budapest .

Diventata fondamentale per la squadra e nominata calciatrice catalana dell’anno, ha firmato un contratto a lungo termine con il Barcellona e ha vinto il suo primo scudetto nella stagione 2019/20. La sua stella ha continuato a crescere nel 2020/21 quando è stata nominata MVP nella finale posticipata di Copa de la Reina del 2020 contro il Logroño e ha aiutato il Barcellona a dominare la Liga, finendo con 25 punti di vantaggio sul Real Madrid. Ma il momento clou della stagione è stato la vittoria del primo titolo della UEFA Women’s Champions League da parte del Barcellona. Bonmatí ha segnato nella finale vinta 4-0 contro il Chelsea a Göteborg, è stata nominata Player of the match ed è stato inserito nella Squadra della Stagione.

Anche la stagione 2021/22 è stata eccezionale per Bonmatí, che ha segnato 18 gol in carriera, di cui quattro in Europa. La Champions League si è rivelata l’unico ostacolo del Barcellona che ha perso la finale di Torino contro il Lione , anche se Bonmatí è entrata nella Squadra della Stagione composta da 11 giocatori.

L’infortunio di Alexia Putellas ha fatto sì che Bonmatí ricoprisse spesso un ruolo più offensivo nel 2022/23, ma lei ha risposto con disinvoltura. Il Barcellona vince un altro titolo della Liga e riconquista la UEFA Women’s Champions League. In Europa, ha stabilito un record della competizione segnando cinque gol e ottenendo otto assist, e ha giocato un ruolo chiave quando il Barcellona ha ribaltato uno svantaggio di due gol nell’intervallo battendo il Wolfsburg 3-2 nella finale di Eindhoven. Bonmatí è stata nominata Giocatrice della Stagione della UEFA Women’s Champions League 2022/23 ed è stata nominata Squadra della Stagione per il terzo anno consecutivo. Dopo aver vinto anche la Coppa del Mondo con la Spagna, Bonmatí ha vinto il premio UEFA Women’s Player of the Year 2022/23, il Pallone d’Oro 2023 e il premio FIFA Best Women’s Player 2023.

Spagna
All’età di 15 anni, Bonmatí ha fatto parte della squadra spagnola Under 17 femminile di EURO in Inghilterra alla fine del 2013, segnando una doppietta nella vittoria per 4-0 contro la Germania nella fase a gironi.  Ha iniziato titolare la finale quando la Spagna ha perso contro la Germania ai rigori, ma Bonmatí è stata nominata nella Squadra del Torneo (insieme a giocatori del calibro di Patri Guijarro, Keira Walsh, Leah Williamson ed Erin Cuthbert).

La prestazione delle spagnole ha fatto guadagnare alla Spagna un posto alla Coppa del Mondo femminile FIFA Under 17 all’inizio del 2014 e Bonmatí ha fatto parte della squadra che ha raggiunto la finale, dove ha perso contro il Giappone. Ha poi aiutato la Spagna a vincere il titolo EURO WU17 in Islanda nell’estate 2015, conquistando nuovamente il suo posto nella Squadra del Torneo.

Passato al livello Under 19, Bonmatí ha raggiunto un’altra finale di EURO nel 2016, perdendo contro la Francia in Slovacchia. Un anno dopo, la Spagna ribalta la situazione in Irlanda del Nord, grazie a Bonmatí che vince 3-2 la finale contro la Francia.

Il debutto in nazionale maggiore di Bonmatí è avvenuto nel novembre 2017, quando ha battuto 4-0 l’Austria nelle qualificazioni alla Coppa del Mondo femminile FIFA, e ha contribuito a alla vittoria della Coppa femminile di Cipro nel marzo successivo.

Bonmatí ha capitanato la Spagna alla Coppa del Mondo femminile FIFA Under 20 del 2018 in Francia, ma è stata espulsa nella semifinale sconfitta dai padroni di casa e ha mancato la sconfitta contro il Giappone nella partita decisiva.

Tornata in nazionale maggiore, Bonmatí ha segnato il suo primo gol in un’amichevole contro l’Inghilterra nell’aprile 2019 ed è stata convocata per i Mondiali.  Ha giocato regolarmente nelle qualificazioni a UEFA Women’s EURO 2022, segnando sei gol e aiutando la Spagna ad assicurarsi la trasferta in Inghilterra. Nella fase finale, Bonmatí ha segnato nella vittoria per 4-1 della fase a gironi contro la Finlandia , ma la Spagna è caduta ai quarti. Al momento della finale posticipata, Bonmatí aveva già giocato un ruolo chiave nelle qualificazioni della Spagna alla Coppa del Mondo 2023, ma a settembre 2022 ha rinunciato alla nazionale.

È stata nominata nella rosa dei convocati per la Coppa del Mondo dopo aver scelto di tornare nel giugno 2023. Nella partita d’esordio contro il Costa Rica, ha segnato ed è stata protagonista della vittoria per 3-0 della Spagna che ha superato la fase a gironi, e Bonmatí ha raggiunto le 50 presenze. . Bonmatí ha segnato due gol nella vittoria della Spagna per 5-1 sulla Svizzera agli ottavi, alla prima vittoria a eliminazione diretta in una squadra senior, nel cammino verso la prima finale di un major. Ha continuato a essere protagonista anche quando la Spagna ha vinto il suo primo trofeo importante a livello senior, la Coppa del Mondo, battendo l’Inghilterra per 1-0 nella finale, dopo la quale è stata nominata Giocatrice del Torneo.

Aiuta la Spagna a raggiungere la prima fase finale della UEFA Women’s Nations League, superando il proprio girone nei mesi successivi alla vittoria dei Mondiali. Segna in semifinale e in finale regalando alla Spagna il successo a Siviglia. E come se non bastasse, Bonmatí è stata nominata Player of the match nella finale e Player of the Finals.

Paola Cuciniello, Cesena: “Mi piace del lavoro che stiamo facendo quest’anno. Serie A? Non ci penso”

Photo Credit: Andrea Vegliò - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

La Serie B sta per ritornare in campo, e il Cesena vuole continuare a sorprendere tutti, visto che occupa la terza posizione ad un punto dal duo di testa Ternana-Lazio.
La squadra di Alain Conte, reduce dal 5-0 sul Bologna di due settimane fa e che domenica sfiderà in trasferta il San Marino Academy, ha confermato di essere una delle squadre prolifiche della cadetteria, ben 46 i gol segnati, ma è anche sino a questo momento la seconda miglior difesa del campionato, dove le bianconere hanno subito solamente 15 reti.
Se la retroguardia cesenate sta facendo bene lo si deve anche alla figura di Paola Cuciniello, difensore classe ’97 ex Napoli Femminile, Jesina e San Zaccaria che, da cinque stagioni, è un punto di riferimento del Cesena.
La Redazione ha intervistato Paola, che quest’anno ha fatto gol al Genoa all’andata e al Brescia al ritorno, per risponderci ad alcune domande.

Paola sei al Cesena per la quinta stagione di fila. Cosa vuol dire per te indossare questa maglia?

«Vuol dire giocare per una squadra e per una città che ormai è diventata casa tua. Il Cesena ha una storia calcistica importante, la gente tifa questi colori e tutto ciò rende prezioso onorare questa maglia».

Cosa ti ha colpito dell’ambiente del Cesena?
«L’ambiente Cesena in generale è mutata molto durante questi anni. Sono stati fatti passi avanti, ogni anno è stato aggiunto un tassello verso il professionismo. Il punto fermo sono sicuramente il presidente Massimo Magnani e la moglie Emanuela Vincenzi, che ritengo delle persone speciali e il miglior biglietto da visita che una squadra possa avere».

Analizziamo la stagione attuale del Cesena che dice terzo posto ad una lunghezza dal primo posto. Ti aspettavi di fare una stagione del genere?
«Sinceramente no. Quest’anno la squadra è cambiata molto, quasi totalmente direi, quindi non sapevo cosa aspettarmi. Siamo state una bella sorpresa anche per me, ma non parlo dal punto di vista della classifica, a quello ci penseremo alla fine. Mi piace il lavoro che stiamo facendo e come lo stiamo facendo, ho incontrato delle persone che mi stanno facendo crescere e non solo il mister Conte e lo staff, ma ogni ragazza mi sta dando qualcosa».

Parlando di statistiche, il Cesena ha segnato tanto, ma ha anche subito poco. Questi dati possono essere decisivi per un possibile sogno chiamato Serie A?
«Io alla Serie A non ci penso. E non è una frase fatta o detta per scaramanzia. Non ci penso davvero. Questa è una stagione in cui mi sto divertendo molto, molte cose stanno andando per il verso giusto e so che non capita spesso. Quindi me la voglio godere a pieno e pensare partita dopo partita».

Restando sempre in tema di numeri, tu hai realizzato due gol in Serie B, e ti mancano due marcature per fare il tuo miglior score nella tua carriera, quando nella stagione 2020/21 facesti quattro gol…
«Il gol è quel qualcosa che serve ad una calciatrice, anche se sei un difensore come me. Ti dà sensazioni ed emozioni importanti».

Delle diciotto gare che ha affrontato il Cesena in campionato, c’è una che ti fa piacere ricordare? E quella che ti verrebbe voglia di rigiocare?
«Sono molte quelle che mi piace ricordare. Come ho detto in questa stagione ci stiamo divertendo molto e abbiamo vissuto bei momenti: la vittoria a Formello, ma anche la recente vittoria contro il Parma a casa nostra. Però non vorrei rigiocarne nessuna sinceramente, ho voglia di giocare le prossime di campionato».

Torniamo a quasi un paio di settimane fa, dove il Cesena aveva sconfitto il Bologna per 5-0. A prescindere dal punteggio, quanto era fondamentale vincere quest’incontro?
«La partita contro il Bologna l’ho vista da fuori, per via di un piccolo infortunio che mi ha resa indisponibile . Attorno a me si respirava un clima derby. Entrambe le tifoserie hanno sostenuto le squadre dall’inizio alla fine e hanno trasmesso tanto entusiasmo e voglia di vincere».

La Serie B sta terminando la pausa delle Nazionali, e il Cesena andrà sul campo del San Marino Academy. Gara non semplice per la squadra, dato che le sammarinesi hanno bisogno di punti per la salvezza…
«Il San Marino ha bisogno di punti per la salvezza e noi se vogliamo fare un certo tipo di campionato non possiamo sbagliare queste partite. Motivazioni diverse, ma pur sempre motivazioni, se ci aggiungiamo anche che è un derby, direi che ci aspetta una gara più che complicata».

Restiamo in tema Serie B. C’è una squadra che ti ha colpito più di tutte sino a questo momento?
«Innanzitutto, credo che la Serie B sia diventata molto competitiva, questo è un segnale di crescita che fa piacere. Le squadre più preparate sono sicuramente la Lazio e la Ternana, sono anche quelle che hanno un budget più alto e c’era da aspettarselo».

Cosa sta mancando al calcio femminile italiano per diventare di rilievo?
«In Italia siamo indietro perché forse si crede ancora troppo poco in questo movimento. Solo negli ultimi anni c’è stato un investimento, a partire dai settori giovanili e per vederne i frutti ci vuole tempo».

Che obiettivi ti sei prefissata di centrare quest’anno?
«Non mi sono prefissata nessun obiettivo in particolare. Vorrei fare un buon percorso ed essere di sostegno alla squadra sia dentro che fuori il campo».

Cosa vorresti dire alle tue compagne del Cesena in vista del match contro il San Marino Academy?
«Non sarà una partita semplice. Bisognerà entrare in campo con tanta determinazione e concentrazione. Sarà una vera e propria battaglia, ma io mi fido delle mie compagne e non vorrei nessun altro al mio fianco».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia il Cesena FC Femminile e Paola Cuciniello per la disponibilità.

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