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Bentornata a casa: Sara Gama inizia l’avventura da capo delegazione dell’Italia. “Un grande onore”

Credit Photo: Stefano Petitti – Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Poco più di un anno e mezzo dopo l’addio alla maglia dell’Italia, Sara Gama torna a varcare i cancelli di Coverciano per scrivere insieme alle sue ex compagne un altro importante capitolo della storia azzurra. Dalla passerella al termine dell’amichevole con l’lrlanda del 23 febbraio 2024, in cui ha indossato la fascia al braccio per l’ultima volta, raggiungendo le 140 caps (quarta giocatrice di sempre per presenze) e celebrando così un legame indissolubile iniziato nel lontano 2006, al ruolo di capo delegazione della Nazionale Femminile.

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L’effetto Hellas travolge l’Arezzo – Mister Benedetti e Razzolini: “Troppi errori banali”

Photo Credit: Andrea Vegliò, FC Cesena - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

L’Arezzo non convince in casa Hellas Verona e rimedia un tris che fa male. Dopo l’iniezione di fiducia regalata dal precedente finale casalingo, la formazione amaranto ha lasciato tre punti importanti alla squadra di casa che ha determinato la partita tra primo e secondo tempo.

Una situazione difficile da digerire per mister Andrea Benedetti che, nel dopo gara, si è espresso così: “Purtroppo un’altra prestazione negativa, un po’ difficile anche da commentare perché risultato pesante. Nonostante ciò, nella prima parte di gara stavamo tenendo bene il campo e fondamentalmente abbiamo concesso anche poco; loro hanno avuto tre occasioni causate da nostri errori e fatto tre goal.

Siamo arrivati spesso dentro l’area di rigore senza riuscire a concretizzare, ad avere l’ultimo passaggio od a concludere efficacemente. L’avversario, nell’aggressività, ci ha messo in difficoltà e dopo non siamo riusciti a dare la continuità con la vittoria di domenica scorsa. Ora cerchiamo in questa sosta di recuperare qualcuna e soprattutto di lavorare per limitare errori che stiamo facendo perché, anche quando facciamo bene, commettiamo degli errori che paghiamo caro”.

Ha concluso Costanza Razzolini che, con estrema onestà, ha riferito: “Partita per la quale eravamo entrate in campo piuttosto decise. Stavamo facendo bene, poi, purtroppo, abbiamo fatto come sempre degli errori troppo banali, concesso troppo all’avversario e ci siamo disunite.

Chiudendo sotto 2-0 il primo tempo, il secondo è stato complicato. Abbiamo provato a rimediarla ed a stare nella loro metà campo, ma non abbiamo creato grosse occasioni ed alla fine, chiaramente, sbilanciandosi in avanti, è arrivato il 3-0 in contropiede. Una partita non positiva.

Dobbiamo riuscire a rimanere unite anche nei momenti di difficoltà, cosa che al momento ci sta un po’ mancando. Proveremo a lavorare sotto questo aspetto, a mettere in campo un pochino più di intenzione tutte insieme per fare una buona prestazione”.

Il campionato tornerà il 2 novembre per l’incontro con la San Marino Academy, una chance per provare a ricominciare.

Manite Bayern Monaco e Wolfsburg, e la bundesliga entra nel vivo

Credit photo: Wolfsburg

La 7° giornata di Bundesliga femminile non ha portato grandi sorprese, le teste di serie portano a casa i tre punti facilmente e si consolidano nelle loro posizioni, 27 le reti complessive dove l’unica parità è data dallo Sport Verein ed il Calrl Zeiss.

Bayern Monaco piazza la manita, tra le mura amiche, ai danni del Club Koln. E dire che ad aprire gli score erano state proprio le ospiti, al 5’ con Jessen brava a colpire a rete, poi ci è voluto tutto un tempo per trovare il pareggio alle padrone di casa: avvenuto nei sette di extra time con Tanikawa. La ripresa è tutto un monologo del Bayern con le reti di Eriksson, Stanway, Pedersen ed infine di Harder su calcio di rigore. Le ragazze di Barcala si portano così a quota 19 punti, a più tre dai diretti inseguitori del Wolfsburg. Per la nostra Arianna Caruso, uscita acciaccata dalla Champions League, giornata di riposo in attesa del suo rientro a pieno regime.

Wolfsburg che segue a ruota con lo stesso punteggio: 5 a 1  sul campo del Bayer Leverkusen. Dinamica di gioco leggermente diversa, con Popp che apre le danze con la sua doppietta in venti minuti, poi allo scadere del primo tempo accorciano le padrone di casa con Wenger. Ci vuole il gol di Lineth Beerensteyn a portare sul 3 a 1, seguito dai gol di Wenger (autorete) e Bergsvand allo scadere per chiudere defionitivamente i giochi.

Scoppiettante match tra il Norimberga, che supera di misura il Friburgo, per un 3 a 2 finale ricco di dinamicità. Nurmberg che apre con Guttenberger il match, seguita dalla rete di Polaskova per un 2 a 0 che porta tutte negli spogliatoi. Nella ripresa le due autoreti (una per parte) portano lo score sul 3 a 1, ma sull’extra time sono ancora le ospiti a trovare con Leela Egli la rete del 3 a 2 definitivo.

TSG passa in esterna sull’ Essen, grazie alla rete di Selina Cerci al 5’. Poi un match abbastanza piatto: 3 tiri a rete per parte, con molti passaggi (447 per le ospiti e 314 per le padrone di casa) senza credere molto nelle finalizzazioni.

Tutto semplice per il Francoforte: secco 2 a 0 sul Verder Brema. Gara che l’ Eintracht ha gestito da subito con il gol di Rebecka Blomqvist, ed chiusura di tempo da Nicole Anyomi, a nulla serviranno i soli tre tiri a rete delle ospiti perché il Francoforte porta a casa la sua quarta vittoria in sette gare. Sesto posto ed un ottimo inizio campionato.

Chiude il pareggio annunciato in apertura tra lo Sport Verein ed il Carl Zeiss: 1 ad 1 che si è sviluppato tutto negli ultimi minuti della ripresa: dopo uno 0 a 0 durato ben 78’ sono i padroni casa a passare in vantaggio con Schulz, ma allo scadere Rieke Tietz (all’89’) porta sul 1 a 1 un match già scritto.

Azzurre a Coverciano per preparare i test con Giappone e Brasile. Monnecchi prende il posto dell’infortunata Piga

Photo Credit: Paolo Comba - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Dalle emozioni di EURO 2025 a quelle del nuovo percorso… Mondiale. Tre mesi dopo la fine dell’avventura in terra elvetica la Nazionale Femminile torna a Coverciano per preparare le ultime due amichevoli casalinghe dell’anno contro Giappone e Brasile, in programma venerdì 24 ottobre (ore 18.15, Rai 2) a Como e martedì 28 (ore 18.15, Rai 2) a Parma: un doppio prestigioso appuntamento che precederà l’attesissima tournée negli Stati Uniti, dove le Azzurre chiuderanno il loro straordinario 2025 affrontando – il 29 novembre a Orlando e il 2 dicembre a Fourt Lauderdale – la selezione a stelle e strisce.

Un netto cambio di prospettiva, con l’Italia che dopo l’ottimo Europeo è pronta ad ampliare il proprio orizzonte per proiettarsi verso il Mondiale del 2027, il prossimo grande obiettivo del gruppo guidato da Andrea Soncin, atteso a febbraio dall’inizio delle qualificazioni al torneo iridato che si disputerà in Brasile. Da qui la scelta di sfidare – per la prima volta da quando il Ct siede sulla panchina azzurra – avversarie extra europee, in modo da abituarsi a stili di gioco diversi rispetto a quelli fronteggiati negli ultimi due anni. I tagliandi dei due match sono in vendita presso le agenzie Vivaticket abilitate e sui siti figc.vivaticket.it e vivaticket.com, con promozioni per Under 18, Over 65, studenti universitari e abbonati al Como 1907 e al Parma Calcio.

Al ‘Tardini’ e al ‘Sinigaglia’ non ci saranno le infortunate Lucia Di Guglielmo e Manuela Giugliano, e nel fine settimana hanno dato forfait anche Arianna Caruso e Julie Piga, sostituite da Marta Pandini e Margherita Monnecchi. Ci sarà invece Sara Gama, che dopo 18 anni di azzurro si appresta a tornare a Coverciano in qualità di nuova capo delegazione della squadra (domani alle 16 la conferenza stampa di presentazione). “Ci tengo a ringraziare Chiara Marchitelli per quello che ha fatto nell’ultimo anno e mezzo, è stata perfetta – ha sottolineato Soncin -. Sara la ritroveremo in una nuova veste e ritengo che possa essere decisiva nel favorire il percorso che stiamo portando avanti. Il passaggio dal campo alla scrivania richiede tempo, ma da parte sua c’è massima disponibilità e grande competenza: gli ingredienti perché possa aiutare il movimento a crescere ci sono tutti”.

Prima di scendere in campo per l’allenamento odierno, Soncin ha voluto dedicare un pensiero anche alla sua vice Viviana Schiavi, attualmente in Marocco per guidare la Nazionale Under 17 nel Mondiale di categoria. “Viviana ci manca, è un tassello molto importante del nostro staff – ha concluso il Ct -. Stiamo seguendo il torneo e sono contento che stia facendo questa esperienza, che potrà sicuramente tornare utile anche a noi. Stanno facendo un grandissimo lavoro, come dimostrato dalla bella vittoria all’esordio. Ci sentiamo regolarmente e spero rimanga in Marocco il più a lungo possibile…”.

L’ELENCO DELLE CONVOCATE

Portieri: Rachele Baldi (Roma), Francesca Durante (Lazio), Astrid Gilardi (Como), Laura Giuliani (Milan);

Difensori: Caterina Ambrosi (Parma), Valentina Bergamaschi (Roma), Lisa Boattin (Huston Dash), Federica D’Auria (Lazio), Martina Lenzini (Juventus), Elena Linari (London City Lionesses), Beatrice Merlo (Inter), Elisabetta Oliviero (Lazio), Cecilia Salvai (Juventus), Angelica Soffia (Milan);

Centrocampiste: Giulia Dragoni (Roma), Giada Greggi (Roma), Nadine Nischler (Como), Marta Teresa Pandini (Roma), Eva Schatzer (Juventus), Emma Severini (Fiorentina), Martina Tomaselli (Inter);

Attaccanti: Chiara Beccari (Juventus), Barbara Bonansea (Juventus), Michela Cambiaghi (Juventus), Sofia Cantore (Washington Spirit), Alice Corelli (Roma), Cristiana Girelli (Juventus), Margherita Monnecchi (Lazio), Martina Piemonte (Lazio), Elisa Polli (Inter).

Giacinti: “Nazionale? Delusa per la mancata convocazione per i match con Brasile e Giappone”

Cinque gare ufficiali con tre match che hanno visto il suo nome finire nel tabellino delle marcatrici. Il cammino in Turchia di Valentina Giacinti è cominciato all’insegna del gol con due doppiette ed un poker,  per un totale di otto reti, che hanno rilanciato l’umore dell’ex Milan che dopo l’addio alla Roma è ripartito dal giallorosso del Galatasaray.

L’avvio più che discreto non è servito però ad attrarre le attenzioni di Andrea Soncin, selezionatore della Nazionale Femminile che non ha incluso l’attaccante tra le convocate per i match amichevoli contro Brasile e Giappone. Giacinti tornata nelle ore scorse a Roma per ritirare il Premio Eccellenza Mediterraneo, riconoscimento ricevuto nella sala Spadolini del Ministero della Cultura ricevuto per il suo impegno dentro e fuori dal campo, non ha nascosto la sua delusione affermando: “Non so il perché e purtroppo mi dispiace non sapere la motivazione. Non ho ricevuto alcuna chiamata, sono un po’ delusa e non me l’aspettavo. Pensavo di meritarmi almeno una risposta”.

Le parole fanno da eco a quelle rilasciate nei giorni scorsi al Corriere dello Sport dove la punta classe ’94 aveva ammesso in merito alla mancata partecipazione agli Europei: “Dopo aver giocato tutte le qualificazioni da titolare, sono rimasta a casa. Per me è stata una mazzata incredibile, inaspettata, dura, difficile. Ho staccato tutto, ho chiuso momentaneamente i social perché non volevo leggere e vedere nulla. Non me lo aspettavo, ero convinta di andare all’Europeo. Pensavo che saremmo arrivate fino in fondo, come poi è successo, alla semifinale, almeno, ci credevo e volevo esserci. Ho guardato le partite e ho tifato per le mie compagne”.

Giacinti tornerà in campo ora ad inizio novembre quando il Galatasaray affronterà in trasferta l’Unye Kadin, nella gara valevole per la sesta giornata della Super Lig Femminile.

 

Alma Hilaj, Genoa: “Felice per il gol e per il successo. Ringrazio i tifosi per la vicinanza”

Photo Credit: Giuseppe Fierro - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Primo successo in Serie A Women per il Genoa che regola per 3-1 la Ternana, tra le mura amiche. Dopo il match casalingo tra le rossoblù a parlare in mix zone è stata Alma Hilaj, che ha dichiarato: “Questa gara resta molto bella e speciale per il gol, la vittoria poi per tutta la squadra e la sua storia. Sono felicissima soprattutto per le ragazze e lo staff, ci stiamo allenando bene e stiamo facendo bene tutte e ne sono davvero contenta“.

Sulla sfida poi la calciatrice andata in rete nel secondo tempo aggiunge: “Ogni palla che si  tra i piedi è la più importante, questa è la Serie A e bisogna essere concentrate ogni secondo e ogni minuto. Sono contenta perché in settimana abbiamo lavorato sui calci piazzati e sulla pressione. Dispiace per il gol preso perché sapevamo dove potevano farci male loro. Avevamo preparato alcune situazioni ma la Serie A è così, se ti distrai vieni punito”. 

Sul momento poi la giocatrice ligure conclude: “Noi venivamo da due gare perse malamente e questo ci dispiaceva perchè sono state buone partite. Ci serviva vincere perchè più che altro dovevamo fare meglio che nelle altre gare perse. Ora arriva la pausa e la vittoria è importante non solo per i tre punti ma anche per il nostro morale. Vorrei ringraziare i tifosi, li sentiamo dal primo minuto ed è bellissimo. Spero ci seguiranno per tutto l’anno”. 

Damiano Zenoni, Brescia Femminile: “Condannati da un errore, ma orgoglioso della prestazione”

Photo Credit: Simone Potenza - Acf Brescia Calcio Femminile

Le parole dell’allenatore del Brescia Damiano Zenoni, rilasciate sui canali ufficiali del club bresciano, dopo l’1-0 subito in casa contro il Como nella sesta giornata di Serie B.

Abbiamo affrontato la formazione più forte del campionato, ma abbiamo retto bene la partita. Un piccolo errore ci ha condannato, ma sono orgoglioso della prestazione delle ragazze. Ci è mancata forse un po’ di cattiveria negli ultimi venti metri, ma usciamo comunque a testa alta“.

Nicoletta Mazza, Lumezzane: “Gara spartiacque, siamo state grandiose”

Photo Credit: FC Lumezzane

Nicoletta Mazza, un cuore ardente immenso, c’è tantissimo da dire: una squadra che va sotto dopo neanche un quarto d’ora, la ribalta e la ribalta con testa, cuore, gambe, cervello, c’era tutto.
Ci aspettavamo una partita complicata, lo sapevamo e tutte le loro caratteristiche che abbiamo evidenziato in settimana si sono sicuramente viste e anche più aspramente di come pensavamo, quindi sicuramente merito alle avversarie per la prima parte di partita. Poi siamo stati veramente grandi a riuscire a ribaltarla, non era semplice, però ci abbiamo creduto e sicuramente il fine primo tempo è stato un momento utile per ricompattarci, per ragionare un attimo insieme e devo fare i complimenti per le ragazze perché alla fine ci mettono sempre tutto“.

Era una partita spartiacque, vincere a Bologna e l’unico seguito possibile era la vittoria. Non era una cosa scontata, è un passo importante anche sotto l’aspetto della mentalità in un giorno in cui viene riproposto uno schieramento leggermente diverso, con tante palleggiatrici e nessuno interditore.
Era una partita fondamentale, forse più importante ancora di Bologna perché riconfermarsi è sempre difficile e sapevamo che arrivava una squadra che metteva in crisi le nostre caratteristiche, per quello abbiamo provato a cambiare qualcosa all’inizio per cercare di essere di più vicino alla porta avversaria. Alla fine abbiamo dovuto sistemarci con le distanze perché in quello stavamo facendo fatica, dopo siamo uscite per fortuna e merito anche di chi è entrato dalla panchina e ha dato un apporto importante“.

Lo dicevamo nella conferenza pre-gara, una squadra che sta prendendo sempre più la fisionomia di una formazione di qualità che si sacrifica tanto, oggi lo si è visto perché non c’erano interditori ma c’è stato un centrocampo di guerriere vere là in mezzo a fare legna e a fare gioco. Una su tutti, la scena se la prende Pinna, però tante hanno giocato bene e se dobbiamo fare un nome Pizzolato non ha sbagliato niente.
Pinna ha tolto le castagne dal fuoco, noi sappiamo che ha dei colpi straordinari, oggi ha fatto delle cose da fenomeno, una menzione particolare va a Romina per quello che è riuscito a fare oggi una tripletta fondamentale. E’ chiaro che le squadre forti viaggiano anche su singolarità importanti e quindi questo è quanto. C’è da dire che tutte hanno questo atteggiamento da guerriere, metà campo ormai è diventato must ma è una categoria che lo richiede, o riesci a sviluppare questa caratteristica o sei costantemente in difficoltà“.

In una partita in cui si subiscono tre reti potrebbe sembrare che la difesa ha ballato, non è così, c’è stata una buona fase difensiva, è partita benissimo la Freedom e van fatti anche i complimenti alle avversarie e ancora una volta Lonni comunque si è confermata numero uno in tutto.
Lonni è un altro pezzo da novanta della nostra rosa, è un’altra giocatrice straordinaria, probabilmente fuori categoria, quindi a difendere la nostra porta abbiamo una super numero uno, però la fase di non possesso difensiva è stata comunque positiva. Abbiamo peccato forse nella fase di possesso per quanto riguarda i nostri difensori, diciamo che in fase di preparazione sapevamo che avremmo trovato proprio quelle difficoltà lì, forse dovevamo essere un po’ più scaltri a leggere gli spazi dove poter giocare la palla perché i primi due gol ce li siamo fatti un po’ da sole, sicuramente complice le ottime giocatrici che ha la Freedom. Fortunatamente siamo uscite, c’è stata una grande mentalità, non hanno mollato nulla, sempre compatte, quindi brave“.

C’è la sosta, si tira il fiato, poi da lì c’è da correre perché non si può più sbagliare.
Sì, la sosta arriva nel momento ideale in cui veramente rifiatiamo qualche giorno, abbiamo dato anche qualche giorno di vacanza per far staccare la spina alle ragazze, poi riprenderemo il nostro cammino che sarà di nuovo ovviamente in salita perché è un campionato davvero tosto e ci sarà tempo per sistemare tutti quei dettagli che ancora sono un po’ arrugginiti. Siamo felici di questa sosta e sicuramente vedremo di fare bene“.

Tatiana Bonetti, Freedom: “Giocare a calcio è la cosa più bella, è un po’ come ritornare bambine”

Photo Credit: Ilaria Cocino

Riozzese, Tavagnacco, Verona Women, Fiorentina, Atlético Madrid, Inter, Ternana, Freedom: otto destinazioni, otto capitoli della carriera calcistica di una giocatrice, Tatiana Bonetti, che non necessita di preamboli astronomici, perché è sempre stata la sua presenza in campo a presentare lei.
La Redazione di Calcio Femminile Italiano ha avuto l’opportunità di parlare a tu per tu con Tatiana Bonetti e di porle alcune domande in esclusiva.

«Ho deciso di venir qui per dare un contributo a questa squadra, spero di riuscirci e di aiutarla a salire di posizione. Chiaramente non mi pongo l’obiettivo, come avevo l’anno scorso, di vincere il campionato, perché è giusto partire coi piedi per terra; è una squadra che si è formata quest’anno, deve amalgamarsi, conoscersi bene. C’è un mix di persone giovani e altre di esperienza, però le cose richiedono sempre tempo e nulla è scontato o facile. L’anno scorso sapevo, andando alla Ternana, che giocavamo per salire nella massima categoria e quindi il mio obiettivo era appunto vincere ed è stato raggiunto, quindi sono molto contenta e orgogliosa di questo», ha affermato la calciatrice, arrivata quest’anno a indossare la maglia della Freedom dopo una stagione scintillante alla Ternana, neopromossa in Serie A.

Il palcoscenico della massima serie italiana è per Tatiana Bonetti una consuetudine, un qualcosa a cui è abituata, ma non per questo vede la serie cadetta come “inferiore”, in quanto il suo principale obiettivo è quello di dare tutto per il bene della squadra, a prescindere dalla categoria: «Ho sempre dato tutta me stessa al calcio, in ogni Società dove sono andata per darle lustro e portarla sempre più in alto. C’è il mio obiettivo di star bene, di vivere dei momenti belli, spensierati e felici giocando a calcio, che è la cosa più bella: è un po’ come ritornare bambine, e a volte ci si dimentica di questo, invece vorrei ritrovare questa cosa e magari anche completarsi nella mia vita, anche magari in esperienze che potrò fare in futuro e quindi sto cercando di pensare sia al presente sia al futuro quest’anno, mi sono concessa questa possibilità», ha affermato Bonetti circa la sua scelta di cominciare un nuovo capitolo in un’altra squadra di Serie B.

Partita dalla Riozzese, vicino casa, la strada che questa giocatrice ha fatto sul rettangolo verde – e anche in termini chilometrici nel passaggio da un campionato all’altro – è stata tanta, e tanti sono i bei ricordi che lei stessa lega al calcio, lo sport che ha visto partire da una mera passione e che invece adesso si è evoluto al punto da dare speranza alle bambine di potersi costruire un futuro in quest’ambiente. L’emozione che però Tatiana Bonetti prova ogni volta che indossa gli scarpini per giocare è rimasta immutata: «Quando ho iniziato nella Riozzese, la prima squadra in Serie A in cui ho giocato, vivevamo di passione: non c’erano i social, c’era magari un fisioterapista che seguiva trenta ragazze. Nel Tavagnacco c’è stato un salto di livello, ma anche lì non era ancora come oggi. Di anno in anno ho visto sempre più gente professionale, sempre più gente di esperienza a lavorare nel mondo del calcio che ti poteva dare un qualcosa di più. Le strutture sono state sempre migliori: ho vissuto all’Atlético Madrid, dove ho visto delle cose fantastiche tra campi, palestre, come anche nell’esperienza all’Inter; quello che ho notato io è che sicuramente dagli anni in cui ho iniziato è cambiato tanto, tutto. Possiamo fare ancora meglio, bisogna ancora dare molte tutele a queste giocatrici, perché una volta finita la carriera ti aspetta una vita, è giusto preparare le calciatrici a una vita futura, a quello che ci sarà anche dopo», ha dunque riportato. A suo parere, il cambiamento nel settore femminile del calcio è possibile e sta già avvenendo, ma si può fare ancora meglio. Il professionismo sta diventando una condizione necessaria e non più sufficiente per poter operare nel calcio femminile, ma i cambiamenti che devono ancora avvenire sono soprattutto a livello di garanzie, che al momento sono ridotte all’osso.

Una campionessa che ha giocato anche in Liga, che ha vestito la numero 10 dell’Inter, che ha vinto tanto e che sa vincere e incarnare professionalità, qualità e grinta è però anche consapevole del bisogno di umiltà. Per questo motivo, un aggettivo che si può utilizzare per definire Tatiana Bonetti è “umile”: «Non mi piace molto arrivare in una nuova squadra e parlare, diciamo che se le ragazze sono curiose e mi vogliono chiedere qualcosa sono disposta a dire e a dare qualsiasi consiglio, però mi piace farlo se richiesto, perché potrebbe sembrare presunzione, cosa che non mi piace essere. Chiaramente in campo cerco di dare la mia esperienza magari dicendo qualcosa, quello che ho vissuto io, e spero di trasmettere, però deve esserci anche da parte loro questa voglia di guardarmi, di osservarmi e di magari rubarmi qualcosina, se c’è da rubarmi qualcosina», andare in una nuova squadra non è per lei sinonimo di “istruire le più giovani”, quanto di utilizzare la propria esperienza per fare quel che le piace e trasmettere la sua stessa passione anche a chi sta approcciando questo mondo di volta in volta.

Se la giocatrice dovesse scegliere tre immagini per ripercorrere tutta la propria carriera, i momenti a cui pensa sono ben delineati nella sua mente e nei suoi ricordi, tutti diversi, eppure tutti pregni di gioia, di significato e di emozioni indescrivibili: «La prima immagine è quando sono riuscita a farmi vedere nel massimo campionato di Serie A: dalla Riozzese sono stata vista dal Tavagnacco, che poi mi ha preso, che è stato il primo step di crescita importante. Direi poi gli anni con la Fiorentina, ho passato dei bellissimi anni, quattro anni e mezzo dove ho vinto la Supercoppa e il campionato. Il terzo, forse, anche se non è stata un’esperienza dove non ho trovato molto spazio, giocare all’Atletico è stato sicuramente un’esperienza in più a livello professionale: a volte l’importante è buttarsi, le cose possono andare male o bene. Io sono partita da Gambolò, andare a giocare a Madrid è comunque un orgoglio.»

Sette capitoli della sua carriera hanno già trovato il loro “punto finale”, quello della Freedom è appena cominciato. Non si sa dove arriverà Tatiana Bonetti, non si sa dove arriverà anche la Freedom al termine della stagione, quel che invece si sa è che una giocatrice come lei è già arrivata a tagliare traguardi inaspettati, sudati e sognati, e che le ragazzine potranno vedere in lei un esempio a cui attingere… Anche se lei si vede solo come “Tatiana Bonetti”, calciatrice di professione, e non come “Tatiana Bonetti” campionessa che di strada ne ha fatta e ha fatto sognare le sue squadre.

Si ringraziano Tatiana Bonetti e la Freedom per questa grande occasione e per la splendida chiacchierata.

Il Vicenza espugna Acquaviva, i gol di Miotto e Sechi non bastano per la rimonta

credit photo: Giuseppe Fierro - photo agency Calcio Femminile Italiano

E’ piena di amarezza l’ultima partita prima della sosta. Le Titane cercavano conferme e progressi dopo lo 0-0 di Roma: escono invece sconfitte dallo scontro diretto con il Vicenza, pur andando vicine ad una clamorosa rimonta.
Gli infortuni non aiutano i propositi delle Biancoazzurre. Rientrano Tamborini e Magni, ma escono dai radar Bertolotti e Fracas, quest’ultima neppure convocata. Il modulo è sempre il 3-5-2, con Tudisco e Gattuso a centrocampo (per Bertolotti e Miotto), Magni in difesa (per Manzetti) e Tamborini nel tandem d’attacco con Sechi.
I primi 20’ sono estremamente bloccati. Tandafir prova a suonare la carica con un tiro da fuori area, non abbastanza angolato per dare pensieri a Limardi. Poi Bellagente sfida un paio di avversarie prima di mettere un cross potenzialmente perfetto per Pozzi, anticipata all’ultimo da Casadei. Le Titane costruiscono la prima occasione al 20’, ed è fin lì quella più importante di tutte: la combinazione fra Cuciniello e Tudisco apre il campo a Tamborini; Sechi gira in semi-rovesciata il traversone della compagna, ma c’è la gran risposta dell’ex Gallesio a mantenere intatto lo 0-0. La risposta del Vicenza è molto più che a tono: diventa addirittura la scena dell’1-0, frutto di una gran conclusione dal limite di Trandafir, che incastona la sfera esattamente all’incrocio dei pali.
Le Titane non si riprendono subito e il Vicenza ne approfitta per raddoppiare. Una palla persa a centrocampo dà il via alla discesa in fascia di Bellagente, che slalomeggia fra tre avversarie prima di mettere un cross che Boaretto incorna nella direzione sbagliata; poco male per il Vicenza, perché a rimorchio arriva Ponte che – sfruttando anche una deviazione – riesce ad infilare la palla esattamente all’angolino basso. La San Marino Academy si riversa in avanti alla ricerca almeno della rete che renderebbe più agevole la missione nel secondo tempo. Tamborini spaventa Gallesio con un destro che si abbassa all’improvviso, ma un attimo troppo tardi. Poi il portiere del Vicenza deve volare sul mancino dal limite di Sechi. Si resta sul doppio vantaggio vicentino.

Per questo motivo Giacomo Piva sfrutta l’intervallo per mescolare un po’ le carte. Fuori un difensore per una centrocampista (Daple per Miotto) ed una centrocampista per un’attaccante (Gattuso per Iardino). Si passa al rombo di centrocampo, con Tudisco vertice basso e Tamborini vertice alto, alle spalle della coppia Iardino-Sechi. Le ragazze di casa prendono in mano il pallino, ma mungono poco o nulla dai primi 10’ della ripresa. Il Vicenza resta ordinato, in attesa dell’occasione giusta per ripartire. Occasione che viene costruita da Bellagente: la 10 parte in progressione da centrocampo e semina avversarie in sequenza prima di venire fermata da Casadei. Dopo il contrasto la palla diventa buona per Parodi, che buca Limardi approfittando anche del fatto che la visuale del portiere fosse impallata da Bellagente, astutissima nell’abbassarsi all’ultimo. Qui inizia di fatto un’altra partita. Il Vicenza, forte dei tre gol di vantaggio, si abbassa. Le Titane prendono campo e fanno subito un tentativo con Tudisco, il cui tiro dalla distanza finisce alto. Ma è soprattutto Sechi ad avere sul piede la palla del 3-1: Tamborini le confeziona un assist perfetto e l’ex Bologna, sfuggita al fuorigioco, sciupa il tu per tu con Gallesio stringendo troppo il diagonale. Ma ci sarà poco tempo per rimuginarci su. Sul rinvio successivo, Cuciniello stringe da destra e poi serve la palla a Miotto, che se la aggiusta sul destro e poi la spedisce sul primo palo, laddove l’intervento di Gallesio risulta tardivo. Primo gol in stagione della 44 e speranze della San Marino Academy che tornano ad accendersi. Ancor di più quando Sechi, con una zampata da rapace d’area, anticipa Gallesio sul colpo di testa di Iardino e porta l’Academy sul -1. La stessa Sechi, poco più tardi, non va lontanissima dall’incrocio con la sua girata su corner. Il verdetto resta più in discussione che mai e allora Piva irrobustisce il reparto offensivo con l’ingresso di Terenzi per Giuliani. E proprio la giovanissima nuova entrata, con i suoi tagli, mette più volte alla frusta la difesa del Vicenza, che si salva con chiusure all’ultimo istante oppure farcendo scattare abilmente la trappola del fuorigioco. Ma rischia comunque tantissimo quando, all’87’, Congia lancia in corsia Terenzi e quest’ultima, dopo un gran controllo in corsa, arma il tiro a rimorchio di Tamborini, anticipata all’ultimo secondo da Marchiori. L’azione resta viva e la palla schizza nella zona di Terenzi, che stavolta è in posizione regolarissima e avrebbe tanto specchio da colpire, ma difetta leggermente nel primo controllo, favorendo così l’uscita coraggiosa e puntualissima di Gallesio. È di fatto l’ultima vera palla gol dell’incontro, che si prolunga 5’ oltre il 90’ ma che non riserverà altri scossoni. Seconda vittoria consecutiva per il Vicenza, che si stacca dalla zona retrocessione.

Lì invece continuano a ristagnare le Titane, che adesso avranno due settimane per lavorare su ciò che non ha funzionato finora e per pianificare una ripresa dei giochi di segno decisamente differente.

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