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Pro Palazzolo, il club franciacortino prende Elisabetta Trentadue e Arianna Cattuzzo

Photo Credit: FC Pro Palazzolo

La Pro Palazzolo ha iniziato la preparazione in vista dell’esordio in Serie C fissato per domenica 12 ottobre in casa contro il Trento per la prima giornata del girone B e la società ha annunciato nelle ultime ore due nuovi rinforzi.

In porta arriva Elisabetta Trentadue, giocatrice nata nel 2005 che in passato ha indossato le maglie di Pink Bari, Apulia Trani e nelle ultime due annate a Catania; mentre a centrocampo è stata presa Arianna Cattuzzo, classe ’99 che ha vestito le divise di Vicenza e Lumezzane con cui ha vinto nel 2023/24 campionato e Coppa Italia Serie C, mentre nella scorsa stagione era all’Orobica.

Fiorentina: Simone Gori nuovo allenatore della Primavera

Credit Photo: Paolo Comba - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Si avvicina l’inizio della stagione anche per la Primavera Femminile che sta iniziando a delineare il proprio organico, a partire dal proprio Allenatore. Sarà Simone Gori a guidare le giovani viola nella nuova stagione. Allenatore UEFA A, con un passato da calciatore, Mister Gori ha iniziato la carriera da Allenatore in Terza Categoria maschile, scalando tutte le classi fino alla Serie D dove ha allenato San Donato Tavarnelle e Scandicci. Nel 2024 si affaccia nel mondo femminile accettando la panchina della Primavera dell’Arezzo, poi quest’anno la chiamata della Fiorentina.

La nuova stagione prenderà il via a settembre e le Viola hanno potuto scoprire oggi il percorso che le aspetta.
Dopo aver sfiorato le Final Four nel Campionato passato, la Fiorentina tornerà all’assalto del tricolore partendo dalla sfida interna contro l’Hellas Verona. Il weekend successivo subito un big match, con la trasferta in casa della Roma.
Una ad una la Viola incrocerà la spada con tutte le formazioni, ricominciando dal Parma nella terza giornata, poi Genoa, Milan, Arezzo, Cesena e Juventus (primo round casalingo a metà dicembre), Inter, Brescia e il Sassuolo, a chiudere sia il girone di andata che la regular season.

Oltre al Campionato anche quest’anno sarà confermata la Coppa Italia Primavera, con una tabella di marcia che sarà delineata più avanti.

Matilde Pavan torna al Como Women: “Indossare di nuovo questa maglia è un’emozione speciale”

Photo Credit: Fabrizio Brioschi - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

F.C. Como Women è lieto di annunciare il ritorno in maglia lariana di Matilde Pavan, centrocampista classe 2004, che arriva in prestito dalla Juventus fino al 30 giugno 2026.

Nella stagione 2022/23 aveva già vestito la maglia del Como Women, collezionando in quell’annata 24 presenze su 26 gare di campionato, realizzando 3 gol e contribuendo in maniera significativa al percorso della squadra. “Tornare a Como per me è come chiudere un cerchio e aprirne uno nuovo. Qui ho vissuto emozioni intense: la salvezza conquistata a 18 anni è stata una tappa fondamentale del mio percorso. Ho creato un legame profondo con l’ambiente e le persone del club, quindi indossare di nuovo questa maglia è un’emozione speciale. È un posto che sento come casa, ma oggi torno con la voglia di dimostrare quanto sono cresciuta. Mi aspetto un ambiente ancora più ambizioso e organizzato. I cambiamenti portano nuove energie e idee, e credo che questa nuova fase possa dare molto al club e alle giocatrici. Avverto una visione chiara per far crescere la squadra e il movimento femminile. Non vedo l’ora di dare il mio contributo, dentro e fuori dal campo.”

Pavan ha mosso i primi passi nel mondo del calcio con il Venezia, prima di passare all’Hellas Verona, club con cui ha esordito in Serie A. Dopo il trasferimento all’Inter, ha continuato la sua crescita fino ad approdare alla Juventus. Nel corso della sua carriera, la centrocampista ha vestito anche la maglia della Nazionale maggiore, esordendo con l’Italia nell’aprile 2023.

Sugli obiettivi ha dichiarato: “A livello personale, voglio tornare a esprimermi al 100% dopo l’infortunio, dimostrando il mio valore e aiutando la squadra in ogni modo possibile. Come gruppo, l’obiettivo è disputare un campionato solido, con la giusta mentalità e la voglia di alzare sempre l’asticella. Voglio essere una compagna affidabile e un punto di forza in campo, perché le soddisfazioni personali arrivano solo quando il collettivo funziona.”

Queste le parole del DS Miro Keci sul ritorno della calciatrice: “Conosco Matilde da quando aveva 12 anni e l’ho avuta anche in passato in altri club. È una giocatrice di talento puro, che desideravo riportare a Como da tempo. Ora dovrà mettersi a disposizione del gruppo e dello staff.”

Stefano Landucci, Responsabile LND Toscana: “Punto su un progetto che investe risorse e competenze in funzione della massima espressione”

Photo Credit: Irene Cambi

Avere la responsabilità della gestione di un intero settore non dev’essere semplice, ma più che un ruolo è forse una vera e propria missione. Sviluppo, valori da trasmettere, gestione di risorse che sono lì, presenti, e meritano di essere alimentate. Lo sa bene Stefano Landucci: l’attuale Responsabile calcio femminile della Toscana è mente del progetto regionale, ora in piedi più che mai per implementazione di crescita e formazione, basi su cui lo stesso è stato costruito.

La figura citata (eletta a settembre 2024 dopo la consistente parentesi come coordinatore della rappresentativa ed i trent’anni di gestione da parte dell’ormai ex Luciana Pedio), coinvolta in una piacevole intervista redazionale, ha così illustrato l’attuale situazione territoriale.

Benvenuto! Quanto è importante il ruolo da lei ricoperto e cosa porta con sé di esso?

Mi sono sempre occupato di sport, ricoprendo anche ruoli come quello di dirigente calcistico o prendendo parte al settore politico, presentando un occhio di riguardo per sport e sanità, appunto. Il percorso che ormai da anni a questa parte ho intrapreso all’interno del settore femminile è sicuramente importante; si tratta di un mondo in forte espansione composto da ragazze che danno il massimo.

L’impostazione che personalmente do al mio lavoro sul territorio è sicuramente quella di vivere presenza e contatto con tutte quelle figure che non sono solo comparse ma attori principali (le ragazze stesse e le dirigenze delle varie società). Il mio intento? Valorizzare in modo significativo anche le esperienze giovanili che spesso sfociano in una non continuità, per questo punto su un progetto che possa investire risorse e competenze in funzione della massima espressione.

Gli obiettivi raggiunti sotto la sua supervisione quali sono stati in questi anni e quali, invece, quelli nel mirino al momento?

Il potenziale di crescita è vasto, ma non riesce del tutto ad emergere per tutta una serie di motivi: ostilità complessiva che tocca l’attività, piccole grandi lacune anche nelle strutture che con il boom offerto anche dagli europei si stanno iniziando a colmare ma il gap tra realtà di base e categoria massima rimane ampio.

Importante anche la continuità delle società che va assolutamente migliorata; devono credere nel movimento ma a lungo raggio, perché sono ancora tanti i progetti che nascono e muoiono in un anno.

In Toscana sono diverse le realtà di calcio femminile all’attivo (vedi Arezzo, Livorno, Rinascita Doccia e altre): questo dimostra che la regione è vicina a questo tipo di investimenti, il che non è mai scontato. Quali sono secondo lei i punti di forza e quali le cosiddette “lacune”?

Le realtà della regione presenti in serie C hanno fatto molta fatica a permanere in categoria tanto che alcune non esisteranno nemmeno più (vedi Pietrasanta). La riforma a 4 gironi (fortemente voluta) funge da segnale positivo perché permetterà meno costi ed una più facile e resistenza nel tempo. Punti di forza? La coesione per un unico obiettivo che intende porre al centro la crescita in ambiente sano di bambine e ragazze.

In ogni caso ci troviamo  in un momento in cui il femminile sta acquistando sempre più spazio e visibilità…il report con dati aggiornati sui tesseramenti lo dimostra. Sotto il punto di vista dell’opportunità quale è la situazione in regione?

La promozione è estremamente importante; il ruolo dei media e la costruzione di convegni e appuntamenti costanti potrebbero davvero aiutare a valorizzare questo tipo di investimenti; il salto di qualità ci deve essere non solo grazie all’attività della stampa di settore, ma anche attraverso quella locale. Con la visibilità cresce anche la cassa di risonanza dell’offerta che viene data.

Devo dire che sono molto contento. Nonostante le iscrizioni non siano ancora concluse, i numeri sono incoraggianti e vi sono quattro prime squadre e juniores in più rispetto allo scorso anno, ciò significa che si sta andando nella direzione giusta. La provincia di Grosseto, tra le altre, era quella più in difficoltà, quest’anno invece risulta coperta da opportunità per tutte quelle ragazze intenzionate a partecipare, e questa è una grande soddisfazione.

Cosa si augura per il futuro sia del comparto femminile della regione Toscana che per quello generale?

Mi piacerebbe che ogni protagonista di questo movimento avesse davvero la possibilità di esprimersi nel massimo rispetto del proprio ruolo e delle proprie capacità. Mi auguro che in regione, ed in generale sullo stivale, la crescita sia esponenziale; come prospettiva vorrei, inoltre, la forbice tra serie A e serie minori si riducesse in modo tale che quando si parla di calcio si parli di un unico sport.

Si ringrazia Stefano Landucci per la gentile concessione.

Parma Women, 3 gol al Bologna nel terzo match test

Prosegue la marcia di avvicinamento al primo impegno ufficiale per il Parma Calcio Women: oggi, al Centro Sportivo Granamica, le gialloblu sfidano il Bologna Women nella terza amichevole pre–campionato. Parte forte il Parma che all’8’ minuto passa in vantaggio: assist di Esteve per Pinther che non sbaglia davanti alla porta. Pochi minuti dopo, al 16’ Pinther mette a segno una doppietta dopo un’ottima assistenza di Bou.

Parma sempre in controllo nella prima frazione di gara, che si conclude al 45’ con la tripletta della solita Pinther: questa volta è Marta Cardona a pennellare un’ottimo cross basso. 0-3 per le ospiti dopo i primi 45’. Nel secondo tempo il ritmo della gara subisce un forte calo, complice la pesantezza nelle gambe ed il caldo. Squillo del Bologna al minuto 65’ del secondo tempo, botta dalla distanza di Marengoni che si infrange sulla traversa. La seconda frazione non regala particolari emozioni e il terzo match stagionale di Ambrosi e compagne si conclude con una bella vittoria ed una prestazione convincente.

BOLOGNA-PARMA 0-3 | TABELLINO

Reti: Pinther 8’, 16’, 45’(P)

BOLOGNA: Frigotto (35’ Lauria, 80’ Bedeschi), Passeri (46’ Lahteenmaki), Fusar Poli (46’ Re), Lindfors (77’ Rognoni), Fracaros, Giai (46’ Raggi), Tardini (64’ Prinzivalli), Giovagnoli (46’ Spinelli), Tucceri Cimini (46’ Lo Vecchio), Jansen (77’ Tironi), Marengoni.

A disposizione: Martiskova, Cavallin, Battelani. Allenatore: Pachera

PARMA: Ceasar, Real (75′ Bertucci) Ambrosi (70′ Cissoko) Bou, Domínguez (75′ Rabot) Pondini (80′ Masu), Gueguen (46′ Distefano), Lonati (46′ Kaján) Esteve, Cardona (60′ Benedetti), Pinther (60′ Kajzba)

A disposizione: Minuscoli, Copetti, Tortora, Cini Allenatore: Valenti

Credi nei calzini portafortuna? Superstizioni italiane e rituali nel calcio femminile 

Credit Photo: Paolo Comba - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Lo sport, come il calcio femminile, è fatto di abilità, determinazione e resistenza fisica. Ma anche di emozioni e superstizioni, aspetti psicologici che incidono tantissimo sulla performance finale. Che si tratti di indossare i propri calzini portafortuna o fare un giro sulla propria slot preferita in un casino senza documenti, magari a tema calcistico, poco importa: i rituali sono sempre esistiti. Le origini dei riti volti a promuovere il favore della dea bendata sono antiche tanto quanto l’uomo. Ma quali sono le altre pratiche più diffuse della nostra squadra? Entriamo nei meandri della psicologia delle giocatrici di calcio e scopriamo le superstizioni che portano fortuna, secondo la tradizione vissuta oggi sul campo.

I rituali del calcio femminile italiano: quello che non ti aspetteresti mai

1. Giocare online prima dl match

Tra le pratiche portafortuna più diffuse tra le calciatrici italiane c’è quella di fare qualche puntata sulle slot di Rolling Slots, un casinò molto conosciuto in Italia per la varietà dei titoli. Piccola curiosità: le sportive del Bel Paese preferiscono non immergersi in giochi a tema calcio, ma amano optare per ispirazione del tutto svincolate dal pallone.

2. I calzini della fortuna

Non importa quante paia di calzini le giocatrici della nazionale italiana possano avere a disposizione, inclusi i modelli offerti dagli sponsor della squadra. Se c’è n’è un paio indossato durante una partita vinta, non c’è spazio per accessori diversi da infilare agli abili piedi delle calciatrici. Questo rito in realtà è comune anche al calcio maschile: Cristiano Ronaldo ad esempio, che segue un’articolata sequenza di superstizioni, cerca di indossare sempre lo stesso paio di scarpini da calcio. Oltre all’aspetto della fortuna, è la sicurezza di indossare un indumento di cui il calciatore brasiliano ha fiducia a giocare una carta importante dal punto di vista psicologico. Visti i successi di CR7, anche i più scettici inizieranno a rivedere le loro convinzioni su amuleti e scaramanzie!

Entrare in campo con il piede sinistro

Un’altra pratica portafortuna molto diffusa tra le nostre paladine del calcio è quella di entrare in campo muovendo il primo passo con il piede sinistro. Si dice che l’arto sinistro sia di buon auspicio nel mondo del calcio e di conseguenza, molti sportivi preferiscono non rischiare di indispettire la dea bendata, scegliendo di fare il loro ingresso in campo con il piede destro.

Baciare i pali della porta

Tra le superstizioni italiane più facili da condividere c’è il bacio dei pali della porta da parte della portiera. Il collegamento è semplice: anche se è la giocatrice a difendere strenuamente la porta dallo sgradito ingresso del pallone, l’idea che gli stessi pali possano in qualche modo concorrere alla difesa è suggestiva. Anche questa tradizione è condivisa con molti portieri: vista la sempre maggiore popolarità del calcio femminile, è difficile dire quale squadra abbia per prima diffuso la pratica.

Staccare una parte dei pali della porta

Un’altra delle superstizioni che hanno a che vedere con i pali della porta è staccarne una piccola parte dopo una vittoria, da portare via come cimelio. Diverse squadre del calcio femminile italiano amano mettere in pratica questo rituale, che cementa l’idea di essersi aggiudicate la vittoria, portandone con sé un simbolo. Anche alcuni calciatori famosi hanno seguito la pratica, tra cui Gerard Piqué.

I riti contro la sfortuna

Tra le superstizioni più tipiche delle squadre femminili italiani, c’è il divieto di intonare motti come “vinceremo”. Secondo la tradizione, dichiarare una vincita prima ancora di averla ottenuta è una pratica che può avere effetti nefasti per l’esito di una partita. Come si dice in Italia, “non dire gatto se non ce l’hai nel sacco”.

Le richieste al pubblico

Alcune squadre femminili chiedono al pubblico di tenere determinati comportamenti, che variano a seconda della tradizione della squadra. Ad esempio, alcuni team richiedono qualche istante di silenzio prima del match, per consentire un migliore raccoglimento e concentrazione. In altri casi invece viene richiesta l’intonazione di specifici canti, spesso collegati al territorio di provenienza della squadra. Piccola curiosità relativa al calcio femminile giapponese: i fan portano spesso origami durante i match, considerati delle superstizioni che portano fortuna.

Rituali non seguiti

Il mondo dello sport in generale e del calcio in particolare sono ricchi di superstizioni: abilità e determinazione giocano un ruolo determinante nel risultato di una partita, ma un pizzico di fortuna aiuta sempre. Nella storia del pallone si sono anche susseguiti dei riti non condivisi dalle nostre squadre femminili, e per fortuna potremmo dire, dato che hanno creato seri problemi alle squadre maschili che hanno deciso di metterli in pratica.
Nel 2002 ad esempio, la nazionale del Camerun ha deciso di scendere in campo con magliette senza maniche, come segno della determinazione della squadra nonostante i pochi anni trascorsi dalla sua formazione. La scelta non è stata approvata dalla FIFA, la quale ha ribadito il regolamento di gioco che prevede una divisa uguale per tutte le squadre e che include, appunto, una maglietta a maniche corte.
Un altro rituale mai condiviso dalle nostre calciatrici è stato quello del sacrificio di animali per interrompere una sequenza di partite perse. Questa è stata la scelta messa in pratica dal Ghana, che ha però suscitato l’ostilità sia del pubblico che delle autorità calcistiche.

I riti portafortuna sono veramente efficaci?

Il calcio è lo sport più popolare al mondo e i rituali messi in pratica dagli sportivi sono sempre sotto i riflettori non solo del pubblico, ma anche degli esperti. Che effetto può avere una pratica di superstizione?
Senza interferire con le credenze e il pensiero di ciascuno, una cosa è certa: l’effetto è senza dubbio più psicologico che pratico. Che poi la psicologia abbia un ruolo determinante ai fini dell’esito di un match, è un altro paio di maniche. O di calzini.

Brasile: Flamengo e Corinthians ai quarti di finale di Serie A1

L’inizio dei quarti di finale della Serie A1 del Brasileirão è iniziato questo fine settimana con molto equilibrio e la disputa per i posti in semifinale è aperta. Ci sono stati due pareggi, negli scontri tra Red Bull Bragantino e Cruzeiro (0-0, a Canindé) e Ferroviária e São Paulo (0-0, a Fonte Luminosa). Chi ha fatto meglio è stato il Flamengo, che ha sconfitto il Palmeiras 3-2 questa domenica a Volta Redonda, e il Corinthians, che ha ottenuto tre punti sul Bahia (2-1), sabato (9), a Batistão-SE. Nel duello Fla x Palmeiras, capitan Djeni ha aperto le marcature, dopo una buona azione di Cristiane. Nell’ultima mossa del primo tempo, Jucinara, su punizione, si allarga.

Il Palmeiras ha reagito nel secondo tempo, con Tainá Maranhão che ha segnato due volte. È diminuito per le Palestrina, all’11° minuto, e ha pareggiato la partita al 20°. Tuttavia, Fla ha cercato di nuovo la vittoria con Djeni, a 32 anni. Nell’altra partita in cui il punteggio è uscito da zero, i Brabas hanno segnato l’1-0 con Gi Fernandes che ha approfittato di un rimbalzo del portiere del Bahia, ancora nel primo tempo. Nella fase finale, la squadra di casa ha cercato la parità con Rhaizza, a 38 anni. Sembrava che la partita fosse diretta verso un pareggio. Ma il Corinthians decreta la vittoria al 51′, con Gabi Zanotti, in un tiro di classe.

Gli scontri che definiranno i posti in semifinale:

Venerdì (15) – Corinthians x Bahia, ore 21 – Pacaembu;

Sabato (16) – São Paulo x Ferroviária, ore 16 – Morumbis;

Domenica (17) – Cruzeiro x Red Bull Bragantino, ore 10:30 – Indipendenza;

Domenica (17) – Palmeiras x Flamengo, ore 10:30 – Arena Barueri.

COMUNICATO FEDERAZIONE BRASILIANA

Matilde Pavan ceduta temporaneamente al Como – É standby Juve

L’esperienza in bianconero di Matilde Pavan ha appena preso il via e la calciatrice sembra intenzionata a prestare il proprio contributo ad un’altra società di massima categoria: questa mattina è, infatti, arrivata la comunicazione della cessione per una sola stagione della centrocampista 2004 al Como.

Colori non nuovi alla neo juventina che aveva già sposato il progetto comasco tra il 2022 ed il 2023; un nuovo stimolo con veduta di crescita per la giovanissima che ha già dimostrato di tenere testa anche alle compagne più navigate.

Un onore per me essere qui – aveva riferito la stessa al momento della firma a Torino -. Sapere che un club come la Juventus abbia mostrato interesse nei miei confronti e abbia deciso di iniziare questo percorso insieme mi rende orgogliosa. Venendo alle mie caratteristiche in campo: mi sento una giocatrice creativa e mi piace tanto provare cose nuove, imparare. A livello tecnico-tattico sono una centrocampista offensiva, con visione di gioco e a cui piace inserirsi negli spazi”.

La società ha augurato pubblicamente alla calciatrice una annata radiosa, mentre il mercato continua incessantemente a muoversi in ogni direzione.

Inter Women tra arrivederci ed addii

Credit Photo: Paolo Comba- Photo Agency Calcio Femminile Italiano
La stagione calcistica 2025-2026 si sta avvicinando e l’Inter è più che mai intenzionato a dire la propria in campo in ogni competizione a cui è chiamato a partecipare. Contestualmente a questo, l’idea di investire anche per il futuro è un punto fermo della politica nerazzurra. Le operazioni di mercato, infatti, hanno mostrato chiaramente come le giovani tesserate, dopo il rinnovo che dimostra l’intenzione di continuare a far fede nelle loro capacità, siano state cedute a titolo temporaneo in squadre dove hanno la possibilità di essere protagoniste e crescere.

In particolare la squadra di Milano ha reso noto sui suoi social e sulle sue pagine societarie la partenza in prestito dei difensori:

Hillary Diaz, classe 2004, vestirà la maglia del Fleury, squadra che milita nella Division 1 Feminine. La francese ex Nantes e Bordeaux, arrivata in Italia lo scorso settembre, torna, dunque, a disputare la Premier League dopo due sole presenze in nerazzurro. 

Beatrix Fordos, classe 2002, giocherà la prossima stagione in Austria, al Norimberga sino al 30 giugno 2026. Il suo contratto con l’Inter scadrà, invece, l’anno seguente (30 giugno 2027). 

Caterina Fracaros e Angela Passeri, rispettivamente classe 2001 e 2004, faranno parte della rosa del Bologna, in serie B. La squadra, arrivata ad un passo dalla Massima serie nella scorsa stagione, ha quest’anno la medesima ambizione in un campionato, quello cadetto, che si preannuncia dall’esito per nulla scontato.

Giulia Trevisan, classe 2004, vestirà la maglia del Como 1907. Le lariane guidate da Selena Mazzantini militeranno in serie B con l’ambizione di vincere il campionato e giungere in serie A. Lo scopo ultimo? Affermarsi come realtà consolidata nel panorama calcistico femminile in Italia e competere ai massimi livelli. 

Ha lasciato temporaneamente l’Inter anche la centrocampista Paola Fadda. La classe 2006 si è trasferita al Cesena con un contratto che scadrà il 30 giugno 2026, dopo aver firmato il rinnovo in nerazzurro (30 giugno 2028). 

Oltre Fracaros e Passeri Il Bologna accoglierà, in prestito tra le sue fila, l’attaccante classe 2006 Carolina Tironi (30 giugno 2026, dopo aver firmato il rinnovo con il Biscione fino al 30 giugno 2028). Tironi si è espressa in questo modo dopo la firma con le rossoblu emiliane:
Quello che mi ha spinto ad accettare sono stati gli obiettivi che ha la società; ha ambizioni molto grandi ed un progetto importante. Mi reputo tecnica e rapida, mi piace molto attaccare gli spazi“.

Maja Jelčić, attaccante classe 2004, dopo l’esperienza nel Napoli l’anno scorso, giocherà la stagione con lo Young Boys (club svizzero). Per lei è previsto un accordo temporaneo che la lega alla squadra elvetica sino al 30 giugno 2026.

L’Inter ha, poi, detto arrivederci a Francesca Durante. Il portiere classe 1997 vivrà la prossima stagione alla Lazio, spinta dalla voglia e dall’esigenza di vivere il campo in maniera più assidua. Anche per lei, il contratto di cessione temporanea scadrà il 30 giugno 2026. Il club milanese ha salutato (in maniera definitiva) il difensore classe 2002 Bianca Vergani (che si trasferisce al Napoli) e la centrocampista Matilde Pavan. La classe 2004 è stata al centro di settimane di trattative che l’hanno vista, alla fine, raggiungere la Vecchia Signora (per lei, tesserata Juve e affrontata la preparazione in bianconero, la destinazione è il Como Women a titolo temporaneo). In ultimo, l’attaccante classe 2004 Gaia Lonati (ha lasciato Milano per Parma e si preparerà ad affrontare, quest’anno, la serie A in gialloblù

 

Nel ‘Capolavoro’ di Maria Pia la ferma condanna agli stereotipi di genere nell’arbitraggio

Credit Photo: AIA - Associazione Italiana Arbitri

Un altro ‘Capolavoro’ che testimonia quanto l’arbitraggio contribuisca alla crescita caratteriale dei ragazzi che lo praticano. Il testo di questo elaborato, nel progetto che rientra tra i Percorsi scolastici per le Competenze trasversali e l’orientamento, porta stavolta la firma di Maria Pia Caminiti, ragazza arbitro di Palmi iscritta da un anno alla Sezione AIA di Taurianova e maturanda del Liceo Scientifico ‘Pizi’ di Palmi.

“Si tratta di un’attività che richiede preparazione fisica, mentale e una grande capacità di gestione del gruppo. Non solo bisogna essere pronti a prendere decisioni in frazioni di secondo, ma bisogna anche essere autorevoli, giusti e imparziali, rispettando le regole, ma anche mantenendo sempre il controllo della situazione”, ha scritto Maria Pia nel suo Capolavoro che sta per portare all’esame di Stato. “Le donne che decidono di intraprendere questa carriera si trovano spesso ad affrontare pregiudizi e difficoltà che non si presentano ai colleghi maschi. Tuttavia, questa diversità non è stata un ostacolo per me, ma una spinta in più per migliorarmi continuamente e dare il massimo ogni volta. Ho dovuto imparare fin da subito che il mio ruolo non dipendeva da quanto fossi ‘femminile’ o ‘maschile’, ma dalla mia competenza e dalla mia capacità di interpretare il gioco con lucidità e fermezza”, ha proseguito.

Nel ‘Capolavoro’ di Maria Pia la ferma condanna agli stereotipi di genere nell’arbitraggio

Maria Pia ha così concluso il suo elaborato, che serve a segnalare alla commissione esaminatrice le competenze maturate dallo studente anche in ambito extrascolastico: “Ho imparato a non ascoltare chi cercava di sminuire la mia figura solo perché donna, ma a concentrarmi sul migliorarmi e sul cercare sempre il rispetto attraverso le mie azioni. La vera lezione che ho appreso è che anche l’arbitraggio deve essere aperto a tutti, indipendentemente dal sesso, dall’etnia o dalla cultura di appartenenza. Non bisogna mai arrendersi di fronte agli stereotipi o alle aspettative degli altri. Essere una ragazza in questo ambito non è una difficoltà, ma un’opportunità per dimostrare che il talento e la preparazione non conoscono limiti”.

Soddisfazione per questo elaborato è stato espresso dal Presidente sezionale Adriano Polifrone: “Mariapia, già sportiva di altra disciplina, ha impostato il suo ‘Capolavoro’ sull’arbitraggio e i suoi stereotipi di genere, risaltando al contempo che l’AIA è una palestra di vita che ti forma giorno dopo giorno, allenamento dopo allenamento, riunione dopo riunione, gara dopo gara proponendoti come elemento positivo nella società. La sua testimonianza è un’ottima pubblicità per noi”.

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