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Maria Giulia Tuteri, Arezzo: “Buona la prima, vinto meritatamente”

Photo Credit: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

L’Arezzo si avvicina col sorriso alla seconda giornata del campionato appena iniziato, complice la vittoria di 2-1 sul neopromosso Vicenza. Le firme di Razzolini, Tamburini e il grande lavoro di coesione hanno risposto perfettamente alla linea di pressing avversaria, riuscendo a spuntarla nei due tempi regolamentari.

Felice di quanto successo sul rettangolo verde anche Maria Giulia Tuteri, difensore centrale del club di serie B, che ai microfoni di Tg amaranto (Amaranto channel), ha spiegato: “Con la loro aggressività ci hanno messo alla prova – in riferimento alle opposte biancorosse – e noi da questo punto di vista troveremo degli spunti per migliorare; abbiamo, però, vinto meritatamente. Buona la prima.

In generale la partita è andata bene, ora avremo l’occasione di analizzarla, capire come sfruttare al meglio le occasioni e difenderci meglio per arrivare al finale con zero reti subite”.

Un contributo che la classe ‘97 regala da veterana del gruppo (quello in corso rappresenta il quinto anno consecutivo per la stessa), in piena fiducia ancora oggi nel progetto amaranto: “Non mi stancherò mai di dire che sono orgogliosa di indossare questi colori; abbiamo un buonissimo potenziale ma ancora non è stato messo in campo perché alcune ragazze sono ai box, ma quelle che hanno avuto l’opportunità non solo nella partita ma anche negli allenamenti di partecipare hanno fatto una bellissima figura. Sono sicura che, quando saremo al massimo, faremo delle grandi partite”.

Si pensa già a domenica: sarà la volta dell’incontro casalingo contro il Bologna (reduce da un finale in parità nell’esordio del percorso 2025/26). Uno scontro unico tra due formazioni che puntano con sicurezza al salto vincente.

Alessia Marchetti, Hellas Verona Women: “Ce la metteremo tutta per raggiungere i nostri obiettivi”

credit photo: Stefano Petitti - photo agency Calcio Femminile Italiano

l’Hellas Verona Women ha vinto la prima partita del Campionato di serie B contro il Trastevere con il risultato di 2-0. I due gol, segnati entrambi nella seconda frazione di gioco (64′ Alessia Marchetti e 87′ Rachele Peretti) hanno dimostrato sul campo tutto il desiderio della squadra di dire la propria in una stagione che si preannuncia densa di impegni e di prove da superare.
Nel post-gara a parlare del match è l’autrice della prima rete stagionale delle gialloblu Alessia Marchetti. La centrocampista classe 2005 di Piacenza, arrivata in questa stagione al Verona in prestito dal Parma, ha reso ben chiaro quali siano i suoi intenti ed obiettivi quest’anno (che coincidono in buona parte con quelli della squadra).

Ha raccontato ai microfoni degli addetti stampa di essere contenta di aver iniziato bene la stagione e di aver segnato la rete che ha sbloccato il tabellino. La dedica? A suo nonno e a sua sorella che erano tra i tifosi a vederla giocare con la nuova maglia.
Sono molto contenta di aver iniziato il campionato con il piede giusto, abbiamo conquistato i tre punti (e questo è importante). Sono contenta anche del fatto che ho aiutato la squadra riuscendo a fare gol. la dedica è per mia sorella che era negli spalti assieme a mio nonno, sono venuti a vedere la prima partita con la nuova maglia“.

In seguito, con poche parole, ha anche espresso le sue prime impressioni riguardo l’ambiente dell’Hellas esplicitando, ancora una volta, gli intenti del gruppo: “(Mi trovo ndr) Molto bene, secondo me è un gruppo unito e di ragazze intelligenti. Ce la metteremo tutta per raggiungere i nostri obiettivi e toglierci molte soddisfazioni“.

Suzanne Bakker, Milan: “Delusa dal risultato ma avevamo cominciato bene. In più di noi hanno avuto solo il gol.”

Photo Credit: Paolo Comba - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Dopo la prima sconfitta milanista casalinga contro il Sassuolo per 0-2, è arrivata anche la seconda caduta nella penultima partita del girone di Serie A Women’s Cup: il gol di Giulia Galli al 79′ ha permesso alla Roma di conquistare 3 punti fondamentali che hanno aperto alla Lupa la possibilià di avere a disposizione due risultati su tre nell’ultima giornata contro il Sassuolo, mentre la squadra di Suzanne Bakker è condannata all’eliminazione, in attesa dell’ultimo inutile match, ai fini del passaggio turno, contro la Ternana.

Proprio al termine della partita contro le ragazze di Luca Rossettini, coach Bakker ha rilasciato un’intervista ai microfoni del sito rossonero:
“Sono ovviamente delusa per il risultato, ma se penso a come abbiamo iniziato la partita sono molto soddisfatta: abbiamo creato tre grandi occasioni, cosa sarebbe successo se avessimo segnato uno o due gol? Sarebbe stata una partita totalmente diversa. Nel secondo tempo hanno tenuto di più il possesso dopo che avevamo controllato i primi 45 minuti. Ci sono stati momenti in cui abbiamo concesso delle transizioni per aver perso il pallone velocemente e loro aspettavano quei momenti. Ne abbiamo parlato all’intervallo, dell’importanza di contollare il ritmo di gioco per cercare la porta con passaggi diretti. Penso che la grossa differenza oggi sia stata che loro hanno avuto un momento in cui hanno segnato. A testa alta? Certamente, ogni settimana il calcio ti dà una nuova opportunità e va così. Da una partita così si può imparare molto e la prossima settimana dimostreremo che possiamo segnare.”

Ora il Diavolo è atteso dalla Ternana con l’obiettivo di centrare la prima vittoria stagionale, in attesa dell’inizio del campionato.

Si avvicina la Coppa del Mondo Femminile Under 20 in Polonia: svelate le città ospitanti e il brand ufficiale

Svelato il brand ufficiale della Coppa del Mondo Femminile Under 20 FIFA Polonia 2026. Parte il conto alla rovescia per la Coppa del Mondo Femminile FIFA Under 20 Polonia 2026: ecco l’annuncio delle città ospitanti e la presentazione del brand ufficiale.

  • Bielsko-Biała, Katowice, Łódź e Sosnowiec ospiteranno le partite e accoglieranno il mondo a braccia aperte

  • Un marchio evocativo celebra la crescita del calcio femminile e l’emergere di future stelle del calcio femminile

  • Il torneo del prossimo anno vedrà 24 delle migliori nazionali femminili Under 20 del mondo arrivare in Polonia dal 5 al 27 settembre

Il conto alla rovescia per la Coppa del Mondo Femminile FIFA Under 20 Polonia 2026 ha compiuto oggi un passo importante con l’annuncio delle città ospitanti e la presentazione del Brand Ufficiale di questa attesissima manifestazione mondiale. Bielsko-Biała, Katowice, Łódź e Sosnowiec sono state scelte come città ospitanti grazie alle loro infrastrutture di alto livello e il loro clima vivace. L’annuncio è avvenuto durante una cerimonia speciale a Chorzów, durante la quale è stato svelato anche il Brand Ufficiale. All’evento hanno partecipato rappresentanti delle autorità locali e della FIFA, che hanno celebrato il conto alla rovescia di un anno e ribadito l’impegno a collaborare strettamente per garantire i più alti standard di qualità, all’altezza delle aspettative di giocatrici e tifosi.

“Il calcio femminile è in una fase di crescita straordinaria, e competizioni come la Coppa del Mondo Femminile FIFA Under 20 sono acceleratori fondamentali per il nostro sport”, ha dichiarato Jill Ellis, Chief Football Officer della FIFA. “I Mondiali giovanili sono il palcoscenico dove le stelle di domani muovono i primi passi a livello globale: ispirano atlete, mettono in mostra il loro talento e iniziano a scrivere la propria storia. Nel 2026, quando la Polonia ospiterà la Coppa del Mondo Femminile FIFA Under 20, il mondo scoprirà una nuova generazione di calciatrici pronte a definire il futuro del nostro sport”.

La Coppa del Mondo Femminile FIFA Under 20 Polonia 2026 vedrà 24 delle migliori nazionali al mondo sfidarsi in Polonia dal 5 al 27 settembre, con l’obiettivo di laurearsi campionesse del mondo. Il marchio presentato oggi riflette la crescita dinamica del calcio femminile e celebra lo sviluppo dei nuovi talenti che intratterranno il pubblico globale durante questa attesissima festa del calcio, alimentata dalla speranza, guidata dalla passione e capace di mostrare uno sport unito dalla stessa convinzione. Commentando l’annuncio delle città ospitanti e la presentazione del Brand Ufficiale, Marek Doliński, Chief Officer del Comitato Organizzatore Locale, ha dichiarato: “Questi sono traguardi importanti lungo il percorso verso un torneo davvero speciale. Per il nostro Paese è un privilegio ospitare un altro evento FIFA, dopo aver accolto la Coppa del Mondo Under 20 Maschile nel 2019. Non vediamo l’ora di presentare al mondo le migliori giovani calciatrici e offrire una competizione capace di ispirare i tifosi in Polonia e non solo”.

Quella del prossimo anno sarà la 12ª edizione della Coppa del Mondo FIFA Under 20 Femminile, torneo biennale che si disputa dal 2002. Germania, Stati Uniti e le campionesse in carica della Corea del Nord si sono aggiudicate il trofeo tre volte ciascuna. A quasi un quarto di secolo dalla prima edizione, il ruolo di questa competizione nello sviluppo del calcio femminile non è mai stato così rilevante. Con 12 mesi ancora davanti all’inizio del torneo, i tifosi possono già registrare il proprio interesse per i biglietti su fifa.com/tickets.


Coppa del Mondo FIFA Femminile Under 20 Polonia 2026: città ospitanti e stadi

Bielsko-Biała

Il mix unico di paesaggi montani, architettura suggestiva e ricchezza culturale rende Bielsko-Biała una meta attraente per i tifosi. Lo stadio di Bielsko-Biała ha già ospitato partite della Coppa del Mondo FIFA Under 20 del 2019.

Katowice

Metropoli che unisce valore storico e design contemporaneo, Katowice ha ospitato numerosi eventi internazionali. La Spodek Arena è stata il palcoscenico di concerti leggendari, tornei sportivi di alto livello e campionati di esports.

Łódź

Storicamente città industriale, Łódź si è trasformata con successo in un vivace centro di creatività e cultura. Ha ospitato la finale della Coppa del Mondo FIFA Under 20 del 2019 ed è la sede del nuovo ŁKS Stadium.

Sosnowiec

Sosnowiec unisce tradizione e innovazione, offrendo infrastrutture sportive di alta qualità e l’energia di una città moderna. Il moderno Zagłębie Sports Park, inaugurato nel 2023, ospita partite di calcio e di hockey su ghiaccio ed è sede di un’arena polifunzionale

Serena Magri, Brescia Femminile: “Bellissimo fare i primi tre punti in casa, la doppietta è per il mio nipotino”

Photo Credit: Elia Soregaroli

Le parole della capitana del Brescia Serena Magri, rilasciate sui canali ufficiali del club bresciano, dopo il 4-3 delle biancazzurre sul San Marino Academy al termine della prima giornata di Serie B.

Bellissimo fare i primi tre punti in casa, davanti ai nostri tifosi che ci seguono sempre, la dedica dei miei gol è per il mio nipotino, nato sabato: mi ha regalato una delle emozioni più belle della mia vita, ricambiare con una doppietta è ancora più bello. Mi auguro che questa stagione possa portare buone emozioni, di certo ogni settimana lavoreremo per cercare di raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati all’inizio“.

Ternana Women protagonista al Memorial “laria Sula”

Photo Credit: Emanuele Ubaldi - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano
La Ternana Women scende in campo per un appuntamento che va oltre il calcio. Le giovani rossoverdi, infatti, prenderanno parte al primo Memorial “Ilaria Sula”, manifestazione che dall’8 al 12 settembre trasformerà Terni in una vera e propria capitale dello sport. Il club rossoverde sarà rappresentato dalle categorie Under 10-11, Under 15 e Under 19, con un calendario fitto di impegni che si inserisce in un programma più ampio, capace di coinvolgere decine di società sportive, centinaia di atleti e un’intera comunità.

Lo spirito dell’evento 

Il Memorial nasce con l’obiettivo di ricordare Ilaria Sula, giovane ternana tragicamente scomparsa, attraverso lo sport e i suoi valori più autentici: rispetto, condivisione e speranza. Un progetto promosso dal Comitato Bandecchi Presidente, che ha trovato una risposta entusiasta da parte delle associazioni cittadine, pronte a costruire insieme un mosaico di discipline, dal calcio al rugby, dal basket al nuoto, fino alla danza e all’atletica.

Il regolamento del Memorial
Al primo Memorial “Ilaria Sula”, che si disputerà a Cardeto partecipano nove squadre divise in tre gironi:
  • Girone A: Ternana Women, Bacigalupo e Narnese.

  • Girone B: Amerina, Terni FC, Olimpia Thyrus.

  • Girone C: Campitello, Academy Terni FC, Polisportiva Ternana.

Il calendario delle gare
  • Martedì 9 settembre

    • ore 17:00 Ternana Women – Bacigalupo

    • ore 18:00 Bacigalupo-Narnese

    • ore 19:00 Ternana Women – Narnese

  • Mercoledì 10 settembre

    • ore 17:00 Amerina-Terni FC

    • ore 18:00 Olimpia Thyrus-Amerina

    • ore 19:00 Terni FC-Olimpia Thyrus

  • Giovedì 11 settembre

    • ore 17:00 Campitello-Polisportiva Ternana

    • ore 18:00 Academy Terni FC-Campitello

    • ore 19:00 Polisportiva Ternana-Academy Terni

  • Venerdì 12 settembre

    • ore 15:00 Vincente Gir. A-Vincente Gir. B

    • ore 15:30 Vincente Gir. B-Vincente Gir. C

    • ore 16:00 Vincente Gir. A-Vincente Gir. C

Il momento simbolico

Il clou del Memorial sarà il 12 settembre con due momenti ad alto valore emotivo: la consegna di una targa ricordo ai genitori di Ilaria, in programma alle 17:30 presso la Chiesa della Madonna del Carmine, e le premiazioni finali dei tornei, che animeranno la Passeggiata a partire dalle 18:00.

Countdown PLAY: a Coverciano con due nuove Legends

Credit Photo: Giancarlo Dalla Riva - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Settembre, il mese del restart. Il pre-season lascia spazio ai campionati nazionali, maschili e femminili. La ripartenza è quella di sempre, col botto: sono in arrivo tantissimi appuntamenti che accompagneranno addetti ai lavori e appassionati di futsal all’inizio di una nuova stagione. Ad Aversa il 9 e 10 settembre c’è l’Italfutsal femminile che si prepara al primo Mondiale in rosa affrontando il Marocco in un doppio impegno probante. Sabato 13 settembre scatta la sesta edizione Coppa della Divisione, Trofeo Emilia Romagna. E ancora, lunedì 15 settembre i sorteggi per la kermesse iridata al femminile. Giovedì 18 tutti a Fasano a sostenere l’Italfutsal di Salvo Samperi impegnata nell’andata del playoff per EURO 2026 contro il pericolosissimo Kazakhstan (ritorno il 23). Ma prima dell’inizio del campionato femminile, c’è una data da cerchiare sul calendario, un promemoria da mettere su ogni device.

IL TAGLIO DEL NASTRO – Domenica 14 settembre a Coverciano, l’evento che segna il taglio virtuale del nastro per la nuova stagione. Dopo aver visitato la sede di Sky a Milano e il CPO Giulio Onesti a Roma, Play nel 2025 si sposta in Toscana, non in un luogo qualsiasi: la location è da sballo, nel magico Centro Tecnico Federale Luigi Ridolfi di Coverciano, un luogo simbolo e di culto per tutti gli sportivi.

IL PROGRAMMA – A partire dalle ore 10tutti i dirigenti delle società partecipanti avranno l’opportunità di visitare il Museo del Calcio di Coverciano, alle 11.30 il via dell’evento nel quale verrà presentata la nuova stagione del futsal nazionale, maschile e femminile. Il programma proseguirà nel pomeriggio, dalle 14.30 spazio agli incontri: il primo con il sempre utile Sportradar, a seguire le riunioni formative tra AIA, allenatori e capitani: un’occasione per aggiornarsi sulle direzioni gara. Alle ore 15 è previsto un incontro tra la governance della Divisione e le società nazionali e regionali della Toscana. Premi riservati alle società vincenti della scorsa stagione. In agenda anche un momento speciale, a forti tinte Azzurre: la Coppa di Euro 2014, conquistata dall’Italfutsal in quel di Anversa, entrerà a far parte del prestigioso Museo del Calcio. Dulcis in fundo, la nomina di altre due Legends del futsal che si andranno ad aggiungere ad Andrea Rubei, Vinicius Bacaro, Gabriele Caleca, Massimo Quattrini, Luca Bergamini, Gianfranco Angelini, Andrea Famà, Salvatore Zaffiro e Mario Caneschi.

Naz. Beach Soccer Femm. WEBSL, Azzurre ko all’esordio nella Superfinal: 3-0 per la Spagna a Viareggio

Non inizia nel migliore dei modi l’avventura della Nazionale Femminile di Beach Soccer, che perde 3-0 contro la Spagna alla Beach Arena di Viareggio, intitolata a Matteo Valenti, nella prima giornata del Gruppo A della Superfinal della Women’s Euro Beach Soccer League, in programma fino al 14 settembre. Le Furie Rosse partono forte e passano subito in vantaggio con Jessi, che firma l’1-0 con una precisa girata sotto porta. Le Azzurre provano a reagire, spinte dal pubblico di casa, ma faticano a trovare la via del gol, nonostante un paio di occasioni pericolose con Privitera e Vecchione, che non inquadrano lo specchio della porta avversaria. Dopo una seconda frazione di gioco equilibrata, la Spagna raddoppia all’inizio del terzo periodo con Carol González dalla distanza, prima di chiudere definitivamente i conti con Andrea Mirón. Le Azzurre torneranno in campo giovedì 11 settembre (ore 18, diretta su Rai Play) per affrontare l’Ucraina, che oggi ha osservato un turno di riposo.

SPAGNA-ITALIA 1-0 (1-0 1P, 0-0 2P, 2-0 3P)

Spagna: Laia; Andrea Miron ©, Natalia Cuadrado, Carol Glez, Jessi | Alcaide, Maria Corbacho, Manau, Laura Gallego (P), Pilar, Paquy Campoy. All.: Sidi.

Italia: Galloni; Vecchione, Privitera ©, Veglio, Adami | Dilettuso (P), Ciccarelli, Pisa, Olivieri, Illiano, Conti. All.: Simone Feudi.

Arbitro 1: Matthieu Dor (FRA). Arbitro 2: Annett Unterbeck (GER). Arbitro 3: Malte Gerhardt (GER). Cronometrista: Mehdi Sayoud (BEL). Coordinatore arbitrale: Michele Conti (ITA).

Marcatrici: 11′ 27″ 1P Jessi (ESP), 11′ 57″ 3P Carol Glez (ESP), 10′ 02″ 3P Andrea Miron (ESP).

Note: ammonita Privitera (ITA) al 2′ 34″ 1P, Natalia Cuadrado (ESP) al 5′ 50″ 3P.

Roberto Rossi, coach Cesena: “Il calcio è genuinità, passione, sacrificio”

Photo Credit: Andrea Vegliò - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Il Cesena Femminile ha esordito in campionato con una vittoria. A guidare le ragazze è nuovamente Roberto Rossi, che ha dato inizio alla sua seconda parentesi in carriera da tecnico delle bianconere. Dopo qualche anno distante dalla squadra, Rossi è tornato a Cesena deciso a dare inizio a un percorso che possa seguire il suo ideale di una squadra unita dentro e fuori dal campo.
La Redazione di Calcio Femminile Italiano ha avuto la grande opportunità di chiacchierare a lungo con lui per poter parlare della sua passione, ovvero il calcio, nella squadra in cui ha creduto fin dall’inizio.

L’avvicinamento del tecnico al calcio femminile è scoccato dalla scintilla del Mondiale femminile e poi, dal vivo, da una partita di Coppa Italia: «Avevo visto in estate i Mondiali femminili e mi sono avvicinato al calcio femminile in una partita di Coppa Italia, Cesena-Juventus, dove ho visto quest’ambiente dove c’era partecipazione, ma a differenza del maschile c’era un tifo molto contenuto, rispettoso, e mi sembrava di vedere il calcio di quando ero giovane, senza tarte furberie, malizie, molto genuino. Questa è la cosa che mi ha fatto appassionare. Col Presidente, con Elvio Sanna, con la moglie del Presidente abbiamo fatto delle chiacchierate esplorative per capire se ci fossero le condizioni per sviluppare il progetto a Cesena. Non mi interessava avere la panchina, mi interessava partire e l’abbiamo fatto con un calcio nettamente diverso da quello che c’è adesso, con ogni volta la possibilità di crescere», a convincere Rossi a buttarsi a capofitto in un progetto al femminile è stato l’ambiente che circondava le squadre coinvolte nel primo match che ha avuto modo di vedere in prima persona, ben lontano dal contorno spesso ricco di dissapori del mondo maschile.

«Un pochettino alla volta si sta avvicinando al maschile, ma ci sono ancora delle distanze siderali. Questo è un aspetto che è rimasto. C’è competizione, però è tutto molto più genuino con meno proteste, meno “stress ambientale”: qui se perdi una partita non devi uscire in mezzo alla tifoseria arrabbiata, fai la tua partita, ti impegni al massimo, come è giusto fare, poi è finita», ha poi aggiunto a tal proposito: un ambiente bello, stimolante e ricco di lati positivi.

Nel corso degli anni, Rossi ha allenato sia formazioni del maschile, sia il Cesena femminile, e ha perciò toccato con mano che cosa significa allenare in un mondo e nell’altro, benché lo sport sia esattamente lo stesso. In particolare, essere un allenatore è un mestiere che «è sempre dispendioso a livello energetico. Se fai l’allenatore è difficile che tu non riesca a farlo full-time, ci sono tanti aspetti che ti coinvolgono, sei sempre lì a pensare, è difficile non essere assorbiti, però il contorno esterno nel femminile è ancora moderato.»

A detta del tecnico, le distanze tra il calcio maschile e quello femminile a livello ideologico e di percezione possono essere colmate, purché il lavoro parta fin dal basso, dalle bambine e dai bambini, in un ambiente dove il pregiudizio non esiste. Spesso, oltretutto, l’ostacolo sono le stesse famiglie, ancora fossilizzate su una concezione di “calcio che si può collocare solo nel mondo maschile”: «Credo si debba fare un discorso su quello che è il sociale in Italia in generale: a livello teorico parliamo di parità, però in realtà sul lato pratico non è davvero così. C’è un grande lavoro da fare ancora, bisogna partire dalle scuole: in molte famiglie si dice ancora che qualcosa non va bene perché sei un maschio e viceversa, queste cose si devono vincere. Credo che altri paesi siano più avanti di noi sotto quest’aspetto, alla fine è sempre calcio, però da noi c’è ancora una sottovalutazione del calcio femminile dovuta a questi aspetti culturali.»

In ogni caso, nonostante le disparità siano ancora piuttosto lapalissiane, il tecnico ritiene che il percorso verso la parità, seppur a passo di lumaca, stia proseguendo per il meglio: «Sicuramente è stato fatto un percorso rispetto a com’era vista la posizione femminile cinquant’anni fa, però ancora non siamo, proprio a livello di mentalità, vicini alla meta. Ho due figlie, in casa tra mia moglie e le figlie abbiamo affrontato parecchie volte questi argomenti. Ci vuole apertura, veniamo da una società che ha ancora dei grossi tratti maschilisti al suo interno, ci sono tanti muri da buttar giù. Purtroppo questa mentalità è un po’ radicata, ci vuole del tempo e si deve intervenire fin dalle basi.»

Per quale motivo Roberto Rossi ha deciso di fare ritorno a Cesena?
La Società ha fatto grandissimi passi avanti negli anni e un aspetto che ha portato l’attuale allenatore del Cavalluccio a rilanciarsi per una seconda volta con la stessa squadra sono le condizioni con cui le ragazze si allenano, che sono un grande motivo di vanto e si avvicinano sempre di più al professionismo, mentre all’inizio le condizioni erano difficili sia per chi allenava, sia per le ragazze, spesso impegnate anche sul fronte lavorativo: «Ho deciso di rientrare perché sono cambiate un po’ di condizioni rispetto a quando ho concluso la mia prima parte. Ci allenavamo alla sera nonostante avessimo fatto molti progressi e il livello si fosse alzato di molto non bastava. In Serie A stanno arrivando molte calciatrici straniere, tante calciatrici che avrebbero potuto provare la Serie A rimangono in Serie B perché i posti in Serie A sono ridotti, e questo alza il livello qualitativo, perciò devi allenarti nel modo più professionale possibile. Da quest’anno abbiamo deciso di fare gli allenamenti al mattino in un centro sportivo molto attrezzato a livello di campi che ti offre la possibilità di allenarti in modo professionale. Facendolo al mattino puoi avere tutto il tempo che ti serve, allenarsi alla sera è tutto una corsa, in inverno ti esponi a un alto rischio di infortuni. Adesso ci sono delle condizioni per cui alleno come facevo alla Lazio in Serie A, con i tempi giusti, nel posto giusto. La Società ha sposato questo progetto di lavorare con i settori giovanili anche di altre squadre, l’idea che avevamo sposato all’inizio con Elvio. So che posso allenare con delle persone nello staff che possono lavorare con me e possiamo fare il calcio che ci piace: al mattino puoi fare le cose come si fanno nel calcio professionistico. Anche se è full-time, hai le energie per poterlo fare. L’allenamento di sera riduceva la qualità, perché molte ragazze lavoravano, adesso tutte cercano di fare calcio come loro attività primaria e per noi è importante per riuscire a lavorare nel modo corretto: magari hai lavorato tutto il giorno e rischio di fare un danno, se ti faccio un carico di allenamento che va bene per un’atleta che va a dormire e mangia all’ora giusta. Quando ho iniziato ad allenare c’erano molte squadre in quella condizione, adesso cominciano ad allenarsi in modo sempre più professionale e rischi di non stare al livello.»

Rossi non si prefigge obiettivi, li delinea con il passare delle partite andando verso il cuore della stagione. A parer suo, ciò che conta è infatti desiderare di migliorarsi e affrontare ogni match con la stessa grinta e lo stesso spirito, dando sempre il massimo. A contare maggiormente, ancor più del risultato e dei punti in classifica, è il lavoro quotidiano: «Molti gli obiettivi li dichiarano prima, secondo me invece possono sorgere nel corso della stagione. Ho sempre cercato di impostare una mentalità diversa dove la cosa più importante è cercare di arrivare a tutte le partite e a tutti gli allenamenti con la voglia di potersi migliorare. Gli obiettivi arrivano da soli a ricaduta, quelli che ti sei guadagnato tu con il lavoro e gli allenamenti in campo. Non mi è mai capitato di vincere una partita prima di giocarla, e sono tutte partite difficili, se non affronti la partita con la mentalità giusta perdi anche con una squadra inferiore a te. Se nell’arco di tutto il campionato sei sempre abituato a dare il massimo e a cercare di andare sempre oltre, allora le partite diventano un fatto a cui sei più allenato, sei allenato ad affrontare le difficoltà che si presentano e magari è più facile riuscire a ottenere dei risultati che sommati ti porteranno a un obiettivo. Noi abbiamo fatto un investimento sul lavoro che andiamo a fare, abbiamo una squadra con ragazze mediamente giovani che hanno delle buone qualità e sono venute a Cesena per mettersi alla prova e cercare di migliorarsi. Uno dei nostri obiettivi è vedere che qualcuna di queste ragazze il prossimo anno a giocare in Serie A: vorrebbe dire che abbiamo lavorato bene.»

Il cuore del lavoro che si prefissati di fare il Cesena sta nel gruppo delle ragazze che viene a formarsi di anno in anno, perché non sono undici calciatrici fortissime a dare vita a una squadra, bensì undici calciatrici che scendono in campo e si capiscono con un semplice sguardo perché sono in fiducia e in un ambiente sano che crede in loro: «Cerchiamo di lavorare al meglio possibile, ma sappiamo che non basta: ci devono essere delle sinergie, delle alchimie, e stiamo cercando di capirci, aiutarci e integrarci. Se tu prendi undici giocatrici molto forti, può anche darsi che quella non diventi una squadra, perché una squadra funzioni bene l’una si deve incastrare con l’altra, le qualità si devono abbinare, e ci vuole la volontà di riuscire. Cerchiamo di creare un ambiente sereno, di lavorare con grande impegno e cercando di sostenerci. Se sei in un ambiente dove senti attorno a te la fiducia in cui sai che l’errore è un processo di crescita sicuramente le qualità che hai riesci a metterlo in campo, ma non è facile. L’individualità, in un gruppo che funziona bene, viene esaltata. Abbiamo cercato delle ragazze che, almeno sulla carta, potessero trovarsi bene tra di loro.»

«Genuinità, passione, sacrificio. La passione perché giocare a calcio, per tutti i motivi di cui abbiamo parlato, non era e non è facilissimo per le ragazze, che devono fare dei sacrifici: le ragazze che abbiamo noi sono tutte lontane da casa, è anche un’esperienza di vita. Abbiamo la possibilità di allenarci a livello professionistico come orari e strutture, però la Serie B è dilettanti, le ragazze hanno una sorta di rimborso spese. Bisogna fare anche dei sacrifici quando si gioca: ci sono degli ostacoli da superare, e quindi devi avere tanta passione per poterlo fare», queste le tre parole che Mister Rossi sceglierebbe per descrivere la sua idea di calcio e che ritrova sul campo con le sue ragazze, che sono accolte come se fossero in famiglia. Anche il valore affettivo, in questo senso, è centrale, un valore che molto spesso non si ritrova nella controparte maschile: «La team manager alle ragazze si affeziona come se fosse una mamma, il maschile è più professionale, qui ci sono ancora dei valori affettivi, che sono importanti. Il Presidente e la Presidentessa vengono dal calcio femminile degli anni ’90, dove il calcio era poco più che sociale. Mi era capitato solo una volta nel maschile di trovare quei valori, che andavano incontro allo sport.»

Il messaggio che vuole trasmettere alle bambine che si sentono titubanti perché in un contesto dove la passione verso questo sport è ritenuta “strana”, è quello di «riuscire a trovare il coraggio di andare avanti, di fare quello che in quel momento è la loro passione. Molte ragazze hanno dovuto anche superare degli ostacoli familiari per riuscire a fare calcio, sono state perseveranti e sono arrivate dove sono, quindi direi loro di perseverare per arrivare al loro sogno. Ognuno deve cercare di portare un piccolo contributo.»

«Il calcio femminile va visto con le differenze che ci sono, dal punto di vista della forza le differenze ci sono, ma ci sono delle compensazioni su altri parametri di valore che molte volte te lo fanno apprezzare anche di più del maschile. Anche dal punto di vista estetico molte volte il calcio femminile è più elegante di quello maschile: sei meno veloce e meno forte, ma c’è un’armonia nei movimenti che nel maschile non si trova. Ci sono molti aspetti da apprezzare, dal punto di vista tecnico sta facendo dei passi avanti importanti. Le ragazze cominciano ad arrivare con un percorso alle spalle», ha concluso l’allenatore. Le differenze fisiche tra uomo e donna ci sono, ma non devono essere viste come un limite: la forza del calcio femminile sta proprio nel proseguire per la sua strada verso la perfezione tecnica e il costante miglioramento.

Si ringrazia moltissimo Mister Roberto Rossi per la disponibilità, il tempo e la lunga e arricchente chiacchierata.

Miss Lehmann… Photo? – Oh, yes!

Credit Photo: Stefano Petitti- Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Finisce in parità la sfida tra il Como Women e le ragazze rossoblù neopromosse in serie A, incontro valevole per la seconda giornata della Women’s Cup, competizione pre-campionato e della quale nessun tifoso ne ha mai capito l’utilità.
La serata comincia subito con una disavventura fantozziana capitata al sottoscritto: arrivato allo stadio, mi sono reso conto di aver lasciato il cellulare a casa. No problem, in un mondo frenetico e sempre di corsa, passare un paio d’ore senza la tecnologia non è mica la fine del mondo… e invece si che lo è, perché il biglietto per entrare allo stadio lo avevo scaricato e salvato nel telefono: ho anche pensato di acquistarne un altro sul posto se non fosse che non giro mai con contanti e pago sempre col cellulare.

Ok, si rientra a casa. Sono le 18.50 e riesco ad essere poi di ritorno al “Ferruccio” intorno alle 20 e godermi il riscaldamento pre-partita delle ragazze.
Al termine del riscaldamento, e mentre le atlete rientrano nello spogliatoio, riesco a intavolare una intera conversazione in lingua inglese con Alisha Lehmann:
– Miss Lehmann… photo? – Oh, yes!
Quasi un madrelingua! E con il mio trofeo di caccia mi accingo a prendere posto tra le gradinate.

Al “Ferruccio” era presente l’attrice e modella Sara Croce con indosso la maglia numero 77 della Lehmann che, dopo un simpatico siparietto in campo, gliel’ha autografata. Bellissimo l’abbraccio tra le due. Rientrata in tribuna, la giovane attrice ha regalato sorrisi e battute a tutti i presenti, concedendosi per foto e abbracci.
La novità è stata la presenza di uno store con in vendita maglie e gadget che ha attirato la curiosità di molti.
Tra una risata e l’altra, inizia la partita, con le ragazze di casa che innestano subito la quinta e provano a sfondare le retrovie genoane, ma con scarsi risultati. Il pallino del gioco rimane saldamente nelle mani, anzi tra i piedi, delle women’s lariane che trovano la rete del vantaggio solo al 40imo grazie alla rete di Kruse. Il goal è stato talmente bello che persino la luna decide di non eclissarsi, (secondo copione), e stare ad ammirare. L’eclissi, comunque, ci sarà più tardi.

Il primo tempo si conclude sul risultato di 1-0 per le ragazze allenate da mister Sottili.
Durante l’intervallo ci si ritrova tutti a ridere e scherzare e commentare anche la passata stagione, convinti che la formula di un campionato senza le poule scudetto e retrocessione, sia stata un’ottima scelta. Tra una chiacchierata e l’altra non mancano i saluti e le strette di mano del presidente e di tutto lo staff lariano, sempre gentili e disponibili con i tifosi.
Nel frattempo riprende il gioco con l’arbitro che da inizio al secondo tempo che inizia sulla scia del primo, cioè con le ragazze di casa sempre in attacco. Ma la formazione di mister De La Fuente è scesa in campo più ostica rispetto a prima e concede molto di meno alle attaccanti lariane.

Nel corso della seconda frazione di gioco, più che degli attacchi del Genoa, ci si deve preoccupare di contrastare gli attacchi delle numerose zanzare che svolazzano allegramente sopra tutto l’impianto sportivo.
Da segnalare la buona impressione data dal portiere Shroffenegger che, seppur poco impegnata, ha mostrato di avere molto carattere esibendosi in ottime parate: come al 13imo della ripresa quando, quasi al limite dell’area (e del cartellino rosso) effettua un’ottima respinta su un’attaccante genoana lanciata a rete.
Al minuto 19imo, Ramona Petzelberger prende il posto di Matilde Pavan e Alisha Lehmann sostituisce Zara Kramzar. E’ la stessa Lehmann, un minuto dopo, a sfiorare il raddoppio, liberandosi in area e lasciando partire un tiro che sfila alto sopra la traversa.

Il Como sembra aver alzato il baricentro e le azioni d’attacco si fanno sempre più pericolose, ma la difesa genoana riesce comunque a cavarsela bene.
Al 35imo, la scozzese Sophie Howard finisce in panchina: non perché sostituita ma perché spinta da una avversaria rossoblù al termine di un contrasto sulla linea della rimessa laterale.
Due minuti più tardi, su rapido capovolgimento di fronte, l’incolpevole Shroffenegger viene scavalcata da un insidioso pallonetto che si stampa sulla traversa.
A cinque minuti dalla fine, non scatta la trappola del fuorigioco e la genoana Bargi batte l’estremo difensore lariano siglando la rete del pareggio.
Non bastano tre minuti di recupero e i conseguenti attacchi lariani: le rossoblù tengono bene e si portano a casa un punticino strappato con i denti.

La serata si conclude con le ragazze in tribuna a salutare il pubblico e con le ex Halma Hilaj ed Emma Lipman visibilmente commosse e felici di poter riabbracciare tutti noi presenti.
Se dovessero chiedermi chi è stata la migliore in campo, risponderei, senza ombra di dubbio, (e senza nulla togliere alle altre), Matilde Pavan; la centrocampista bianconera, in prestito dalla Juventus, ha fatto fare gli straordinari alla difesa genoana, una mina vagante alla quale è mancato solo il goal.
La seconda sorpresa è stata Alisha Lehmann, ha giocato poco ma ha fatto veramente tanto. Per questo Como è un valore aggiunto in più.
Mister sottili sta forgiando un gruppo ancora più compatto della scorsa stagione, sara un gran bel campionato quando inizierà il 5 ottobre prossimo.
Natanaele Rullo

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