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La classica: Mozzanica-Verona

La Nazionale femminile si prepara al lungo viaggio verso il Brasile per disputare il torneo internazionale di Manhaus, ma nel frattempo il campionato non si ferma e sabato, al Comunale di Via Aldo Moro, il Mozzanica si prepara a ricevere il Verona di Renato Longega.
Ragazze e staff tecnico, agli ordini di Mister Elio Garavaglia, stanno lavorando da lunedì per affrontare la squadra scaligera in quella che si preannuncia una battaglia all’ultimo respiro. Le parole dell’allenatore biancoceleste:
“Mozzanica-Verona è ormai una classica. Affrontiamo una squadra di blasone che da tanti anni gioca per le prime posizioni, pertanto sarà una gara difficile che non ci vedrà partire forse come favoriti, nella quale noi dobbiamo pensare a far bene la nostra parte. Sarà una partita importante che ci dirà chi siamo realmente.” 

Le due squadre si scontrarono per la prima volta in campionato nella stagione 2010-’11, quando nella terza giornata, le bergamasche andarono sul campo delle gialloblù, espugnando l’Olivieri con il finale di 4-2 per le ospiti. Da allora il bilancio è nettamente a favore delle venete con 7 vittorie e 3 pareggi, contro le sole due vittorie delle bergamasche in 12 gare giocate. Meglio è andata invece in coppa Italia, dove negli ultimi tre precedenti, sempre validi per i quarti di finale, sono state le biancocelesti a portare a casa vittoria e passaggio del turno.

Incroci pericolosi:
sabato in campo scenderanno ben 4 ex (due per parte). Aurora Galli e Manuela Giugliano, lo scorso anno al Mozzanica, oggi vestono la casacca gialloblù, mentre Michela Ledri e Valeria Pirone hanno fatto il viaggio al contrario durante l’estate. Sul campo di via Aldo Moro si ritroveranno anche alcune protagoniste della doppia semifinale del campionato nazionale primavera dello scorso giugno: Baldi, Pellegrinelli, Fusar Poli e Capelletti per il Mozzanica e Soffia, Nichele, Pasini e Osetta (oltre a Manuela Giugliano) per le scaligere.

Per permettere alle giocatrici, convocate dal CT Cabrini per la trasferta brasiliana della nazionale, di poter radunarsi in tempi consoni, la gara inizierà alle ore 13.00.

Probabili formazioni:

Mozzanica (4-3-3): GRITTI; MOTTA, RIZZON, LOCATELLI, LEDRI; SCARPELLINI, STRACCHI, ROLLER; BALDI, PIRONE, GIACINTI. All. Elio Garavaglia
Verona (4-2-3-1): THALMANN; BOATTIN, CARRO, DI CRISCIO, RODELLA; GALLI, NICHELE; PASINI, GIUGLIANO, GABBIADINI; PIEMONTE. All. Renato Longega.

Brescia-Como anticipata alle 12

Il Brescia CF comunica che per consentire alle atlete convocate in Nazionale di partire per il Brasile la partita contro il Como è stata anticipata alle ore 12:00 sempre di sabato 3 dicembre al Club Azzurri.

Dalla maglia azzurra a cantante sul palco di Amici, la nuova vita di Marta Mason

“La vita è come una scatola di cioccolatini non sai mai quello che ti capita” diceva Forrest Gump, interpretato da Tom Hanks, nell’omonimo film per spiegare quanto sia imprevedibile, magico e sorprendente il percorso di una persona. Non sappiamo se Marta Mason si riconosca in questa frase però di certo non poteva immaginarsi, a giugno quando ha scelto di smettere i panni della talentuosa attaccante da oltre 73 reti in 155 partite di Serie A di ritrovarsi meno di 6 mesi dopo protagonista del celebre talent show “Amici di Maria De Filippi” come cantante.

Una predestinata frenata dagli infortuni
Nata 23 anni fa a Camposampiero (paesino in provincia di Padova), Marta ha maturato esperienze e superato più ostacoli della stragrande maggioranza delle ragazze della sua età. Soprattutto ha imparato presto che i sogni vanno sempre inseguiti e coltivati con caparbietà e passione. Cresciuta in una famiglia milanista e nel mito di Shevchenko, Marta già a 5-6 anni mostra un feeling innato per il calcio. Fino a 12 anni gioca con i maschi poi una volta inserita con le pari età mostra mezzi atletici, talento e un fiuto per il gol fuori dal comune che convincono il Venezia a tesserarla e a farla debuttare in massima serie a 15 anni. Il percorso è quello di una predestinata che brucia le tappe come se fosse la cosa più naturale del mondo. L’esordio con gol nella Nazionale U17 italiana, la promozione quasi immediata nell’Under 19, il passaggio alla Reggiana e l’esordio in Champions League a 19 anni nelle file del Verona dove, in coppia con la “hall of famer” Melania Gabbiadini, in due anni realizza 42 reti in 59 incontri.
Proprio i numeri e la clamorosa continuità realizzativa mostrata nella prima metà della stagione 2013-2014 convincono il ct Antonio Cabrini a convocarla in Nazionale maggiore a gennaio 2014. Purtroppo però l’esordio con la maglia azzurra, in amichevole o gara ufficiale, non arriverà mai per colpa dei soliti dolori alle caviglie che costringono la Mason a estenuanti soste ai box sempre più costanti e, col passare del tempo, sempre più difficile da accettare. Nell’ultimo biennio a Bergamo nel Mozzanica segna 17 gol in 30 partite e, come ci racconta il padre Stefano, prende la decisione sofferta e non scontata di lasciare momentaneamente il calcio per prendersi un anno sabbatico, recuperare dagli infortuni e coltivare l’altra passione della sua vita: l’amore per la musica e il canto.

“Nonostante gli acciacchi alle caviglie e le problematiche che la assillano da qualche stagione, questa estate a Marta non sono mancate le proposte di società di Serie A che le offrivano un contratto e una maglia da titolare. Lei però ha pensato che non sarebbe stato giusto accettare un contratto e non poter ricambiare la fiducia perché soggetta ad infortuni e così, a malincuore, ha maturato l’idea di accantonare il calcio per almeno un anno per curarsi al meglio, ricaricare le pile e fare altro… Tra gli obiettivi c’era anche quello di prendere lezioni di canto anche se nemmeno lei poteva aspettarsi di bruciare le tappe così in fretta”

Dal lavoro di commessa ai banchi della ‘scuola’ di Amici
Nella vita di Marta la musica ha sempre ricoperto un ruolo fondamentale. Due anni e mezzo fa in un’intervista a www.sportdipiu.com raccontava così questo suo amore incondizionato: “La musica è la mia migliore amica. È indispensabile per me, non potrei farne a meno. Mi dà la possibilità di sfogare il nervosismo, di riflettere sui miei sentimenti e mi emoziona. Mi piace cantare, sotto la doccia, a casa mentre cucino, in allenamento, per strada, dovunque. Suono anche il pianoforte, una passione che ho ereditato dal mio bisnonno e da mio cugino. L’ho studiato per un anno e mezzo, adoro suonare pezzi moderni e cantabili, non classici. Un giorno vorrei studiare canto ed esibirmi da solista, però sono timida in pubblico e mi vergogno…”. Nel frattempo da quel giorno Marta, parallelamente agli allenamenti e alle partite col Mozzanica e agli esami per diventare massoterapista professionista, ha lavorato per migliorare anche in questo ambito: lo scorso inverno ha registrato e postato su Youtube una cover di Remedy di Adele e si è anche esibita in un pub provando a vincere la paura di suonare in pubblico. Ad essere scelta per i casting di Amici e ad entrare a far parte della rosa dei prescelti non ci pensava nemmeno lei come racconta il padre Stefano.

“Ci ha detto di aver spedito la candidatura per i casting circa a metà-fine agosto per fare un tentativo e nel frattempo aveva iniziato a lavorare come commessa in un bel negozio del centro di Verona. A settembre tra la sorpresa generale ha ricevuto la chiamata per andare a Roma in quanto i giudici di Amici volevano vederla e provinarla per i casting. E’ tornata a Verona ha ripreso a lavorare e ha ricevuto la chiamata definitiva per la seconda selezione in cui è stata presa. Ha dovuto mollare l’impiego da commessa ed ora è in questo talent a seguire lezioni e a fronteggiare altri ragazzi che a differenza sua cantano da una vita. La sentiamo pochissimo, perché la scuola dura delle 8 di mattina alle 20 di sera e quando riaccende il telefono si deve districare in una selva di whatsapp e messaggini. Noi della famiglia siamo orgogliosi e contenti già così e le consigliamo di vivere tutto questo soprattutto come una scuola: sfruttare i consigli dei giudici per migliorare e poi quel che sarà, sarà. Lei però è sempre stata una ragazza competitiva e tenace e sono convinta che queste sue qualità emergeranno anche all’interno del programma. “

Nazionale U16 e debutto in B. Letizia Malvezzi corona un sogno a 14 anni: «Un batticuore lungo cinque giorni»

Esordio in Serie B a 14 anni. Poi via, di corsa in Nazionale Under 16. Cinque giorni di emozioni, dipinte di gialloblù e di azzurro. Cinque giorni di pelle d’oca, vissuti tra una sportellata e l’altra con le attaccanti dell’Unterland Damen, e lo stage nella capitale alla corte del ct Massimo Migliorini.
«È stata una settimana quasi perfetta, però molto dura. Dico quasi perché da Roma sono tornata abbastanza stanca». Letizia Malvezzi sorride. La battuta ce l’ha pronta, anche se sta affrontando l’intervista numero uno della carriera. La felicità gliela si legge in volto: dal 20 al 24 novembre, il difensore della Fortitudo Mozzecane ha coronato due sogni che aveva nel cassetto da tempo.

EMOZIONE AZZURRE.
 Il treno parte presto, di prima mattina. I pensieri sono divisi tra il debutto in serie B del giorno precedente e lo stage azzurro che la terrà occupata fino al giovedì. Letizia, accompagnata da papà Massimo, giunge nella capitale verso le 10:30, con tanta voglia di cominciare la nuova avventura. «Un’esperienza molto, molto bella – racconta Malvezzi -. Abbiamo svolto doppi allenamenti quotidiani, poi test atletici su velocità e resistenza. E, per concludere, durante la mattinata finale abbiamo fatto una partitella tra di noi. Io mi sono trovata bene: ho ritrovato ragazze che avevo già conosciuto al raduno di Norcia (in Rappresentativa nazionale under 15, l’estate scorsa, ndr), mentre con altre ho stretto amicizia».
Una curiosità: prima di Letizia, l’ultima calciatrice della Fortitudo ad essere stata convocata da una Nazionale fu Zoe Caneo, chiamata in under 17 nel 2011. Un’assenza di gialloblù «azzurre» durata cinque anni. «È un onore ma pure una responsabilità – ammette Malvezzi -. Indossare la divisa della Nazionale è davvero un orgoglio: i colori del proprio Paese vanno portati con rispetto, dimostrando in ogni momento di meritare quella maglia».

GRINTA E CORAGGIO.
 Di nozioni ne ha assimilate, sia a livello tecnico che di mentalità. Letizia ha lavorato duro ed è felice: «Questa esperienza mi ha arricchito parecchio: il ct e il suo staff ci hanno spiegato tanti aspetti tattici e dato consigli per essere brave calciatrici, che desidero usare per comportarmi al meglio con la Fortitudo. In campo occorre infatti scendere con grinta, determinazione e coraggio. Migliorini? Un tecnico preparato, disposto a parlare sempre con noi ragazze e a chiarire i nostri dubbi. Lo confesso: durante lo stage mi è venuta la pelle d’oca in più di un’occasione».

A CASA TUTTI FELICI.
 La famiglia è commossa e fiera. A cominciare da papà Massimo e mamma Stefania, «ma anche i miei fratelli (Alessio e Stefano, ndr), i miei nonni e persino i miei compagni di scuola». La notizia della convocazione in under 16, Malvezzi l’aveva ricevuta sul cellulare mentre era a casa. «Quando ha saputo la bella novità, mia madre ha cominciato ad urlare dalla gioia e mi ha abbracciato – ricorda Letizia -. Anche mio padre era contentissimo: si è complimentato e mi ha dato qualche suggerimento utile, visto che pure lui è un allenatore. Ecco, desidero ringraziarlo per tutti i sacrifici che fa per me: papà mi ha trasmesso la passione per il calcio e mi ha sempre accompagnato di qua e di là».

L’ESORDIO IN SERIE B
. Un passo indietro. Perché prima dello stage azzurro c’è stato il debutto in serie B a far sognare il giovane difensore gialloblù. Domenica 20 novembre: la Fortitudo affronta l’Unterland Damen a Cortina sulla Strada del Vino e il ruolo di terzino destro è scoperto a causa degli infortuni di Valentina Sossella ed Elisa Fasoli. Mister Fabiana Comin non ci pensa due volte e punta decisa su Letizia. «Appena mi hanno detto che avrei giocato io, avevo un po’ di ansia e mi tremavano le gambe». La partita comincia, Malvezzi mostra subito la grinta giusta. Qualche errore capita ma non importa: le compagne la coccolano e lei ci mette tutto l’impegno possibile. «Con il passare dei minuti ho acquisito maggiore fiducia e sono riuscita a stare più tranquilla – confessa -. Debuttare in serie B, per di più a 14 anni e da titolare, è una grande emozione: ringrazio il tecnico per la fiducia che ha avuto in me e le altre ragazze per il sostegno e l’incitamento costante. Non solo: sugli spalti, i nostri tifosi continuavano ad incoraggiarmi e questo mi ha trasmesso serenità e carica. Inoltre, sono felice di aver preso parte alla prima vittoria della squadra in campionato (0-3, ndr)».

PRIMO «GIALLO»: «MI SERVIRÀ».
 L’intensità della serie B l’ha conosciuta immediatamente. Tempo sedici minuti e l’arbitro le sventola davanti il primo cartellino giallo della carriera per un fallo sulla trequarti difensiva. «Quella ammonizione mi servirà da lezione e mi ha permesso di entrare in fretta nello spirito del torneo: qui nessuna si risparmia, bisogna prestare sempre attenzione e lottare su qualsiasi pallone».

LA PIÙ GIOVANE DELLA FORTITUDO
. Malvezzi è la calciatrice più giovane della rosa della Fortitudo. Nata il 19 dicembre 2001, Letizia sta disputando la sua terza stagione in maglia gialloblù: l’annata iniziale l’ha passata a farsi le ossa nella categoria esordienti, la scorsa è stata divisa a metà tra esordienti e Primavera, «in cui ero titolare», e ora eccola in prima squadra a disposizione di mister Comin. Le tappe, insomma, le sta bruciando in fretta. «Vivo la situazione con calma, ho legato con l’intero gruppo e voglio continuare a migliorare e a giocare allo sport che amo – precisa lei -. Certo, quando sono arrivata nel 2014 non mi sarei mai aspettata di provare tutte queste emozioni. Il mio punto di riferimento al Mozzecane? Francesca Salaorni: è un bravo difensore e un esempio di grinta».

«IL SOGNO? ANCORA LA NAZIONALE»
. Cinque giorni sull’onda della passione. Con il pallone come migliore amico. Il batticuore l’ha gestito con carattere, Letizia, «grazie all’appoggio della famiglia, delle compagne e dell’allenatore». I piedi sono ben saldati a terra. Le idee per il futuro sono già chiare: «Desidero divertirmi, crescere il più possibile, dare sempre il massimo e mi piacerebbe, un giorno, vestire di nuovo la divisa della Nazionale».

Mattia Martini, Manager di mercato del Agsm Verona: “Verona a Bergamo con umiltà e rispetto!”



Massimo voto al suo calcio mercato, dopo il suo arrivo a Verona numerose new entry sono andate a rinforzate la compagine dell’Arena.
 Mattia Martini, manager e consulente di calcio-mercato scaligero, ormai esponente noto ed affermato nel panorama calcistico italiano, con il suo apporto ha inciso profondamente la corsa nei piani alti della Serie A.
Chiamato telefonicamente nella settimana dell’incontro di Bergamo, ha risposto cortesemente così alle nostre domande, su di un big match  passante anche per la zona Champions League.

Signor Martini, quanto è cresciuto questo Verona da inizio stagione?
“La squadra ha trovato una propria dimensione, di gioco quanto di disposizione sul manto erboso, dopo un primo periodo di graduale adattamento, dovuto ad un gruppo nuovo ed ad un collettivo formato da numerose giocatrici provenienti da nazioni e campionati esteri totalmente differenti.
Sicuramente , fino ad oggi, abbiamo conseguito risultati importanti e stimolanti, che ci dovranno servire a seguitare in tale trend positivo.”

Secondi in classifica e la gara di Bergamo come spartiacque per consolidare una posizione Champions League prima della sosta per la Nazionale e Natalizia.
“La gara di Bergamo, contro una formazione orobica che tutti conosciamo, sarà una partita da approcciare con la massima attenzione e concentrazione, portando il dovuto rispetto ad un undici avversario attrezzato e capace di insidiare qualsiasi squadra concorrente, soprattutto tra le mura amiche.”

Pirone, ex di turno, quanto crede sarà motivata a rincontrare il “Suo Verona”?
“Attaccante vero. Penso le motivazioni le abbia sempre, in quanto so per certo che è un elemento che vanta sempre una grande fame di risultati.”

Il Verona, invece, come arriverà alla gara?
“Umile, rispettoso del Mozzanica, ma con la piena consapevolezza che dovrà cercare di portare a casa i tre punti.
Abbiamo una classifica che, ad oggi, ci vede secondi e che la società mira a mantenere, in quanto è il blasone della stessa piazza a richiederlo.”

Ultima battuta: e se la gara fosse risolta da una bergamasca DOC come Melania Gabbiadini?
“Melania ha tutte le carte in regole per decidere match di un certo spessore e di una data importanza, comunque sia la sua bravura non sta nel porre in rilievo le proprie doti, ma nel metterle a disposizione del collettivo. E’ questo il suo segreto: la sua grande umiltà.”
A. F.

Greta Adami, Fiorentina Women’s: “Ora siamo noi la squadra da battere”

Greta Adami, giocatrice della Fiorentina Women’s, ha rilasciato un’intervista ai microfoni del sito ufficiale viola: “Sapevamo che il Brescia era la squadra da battere e siamo riusciti a mettere in pratica il lavoro settimanale. Siamo state bravissime a chiuderla 5-0 e quindi è andato tutto benissimo Si torna con lo stesso entusiasmo di sempre, sulla carta siamo noi adesso la squadra da battere, ma vogliamo sempre i 3 punti. Contro il San Zaccaria è l’ultima partita dell’anno, vogliamo passare al meglio le nostre vacanze. Avremo 7 ragazze che andranno in Brasile, la pausa della Nazionale è molto lunga, ma siamo determinate a vincere sempre”.

Sara Lucci, capitano Roma Calcio Femminile: “Non è facile, in Italia, essere donna e indossare gli scarpini oltre che i tacchi”

Il nuovo capitano della Roma Calcio Femminile è Sara Lucci.
Nata nel 1991 a sua storia calcistica inizia a 11 anni, indossando la maglia della Lazio e successivamente nelle massime serie con quella dell’Atalanta e dell’Eurnova. Con la Roma Femminile gioca per la prima volta nella stagione 2011/2012, per poi trascorrere la stagione successiva alla Lazio. Torna nuovamente a indossare la divisa Giallorossa nel 2013. Dalla stagione 2016/2017 prende il posto di Maria Iole Volpi, diventando così capitano della squadra.

Chi pensi sia la favorita a vincere il Girone D di Serie B e passare a disputare la prossima stagione in Serie A? 
Non mi è mai piaciuta la parola “Favorita”. Un campionato è fatto da piccoli traguardi, partita dopo partita ed ogni squadra rappresenta un’insidia. La difficoltà più grande è mantenere sempre alta la concentrazione, non lasciare nulla al caso e cercare di migliorare ogni domenica. Una mentalita vincente insomma.

Pensi sia l’anno buono per la Roma di salire nella massima Serie?
Penso che ci siano tutti i presupposti. Sicuramente abbiamo imparato molto nelle ultime stagioni. Lo scorso campionato ci è mancata la maturità per vincere, ma come gruppo ed individualità siamo cresciute tanto. Il nostro obiettivo è quello di continuare il percorso e riprenderci la massima serie.

Cosa comporta la fascia al braccio?
La fascia di capitano rappresenta per me un grande onore. È un orgoglio poter rappresentare le mie compagne, mi dà un ulteriore stimolo a dare di più. Da quest’anno siamo orfane del nostro storico capitano, Maria Iole Volpi, che ha iniziato la carriera di allenatrice, ma grazie a lei ho avuto un modello ideale di cosa significhi tenere ad una maglia e dare tutta se stessa e per questo la ringrazio.

Da cosa è nata la tua passione per il calcio?
La mia passione è nata con me, fin di piccola ho sempre preferito un pallone alle bambole. Non è stato facile poter coltivare questa mia passione e devo solo che ringraziare i miei genitori che mi hanno appoggiato in questa mia insolita scelta. Non è facile, in Italia, essere donna e indossare gli scarpini oltre che i tacchi. C’e ancora chi non ritiene il calcio uno sport “femminile”.

Dove ti vedi nei prossimi anni? Sempre a Roma?
Spero di poter indossare questa maglia il più a lungo possibile. Roma per me, oltre che  squadra, significa famiglia. Senso di appartenenza e persone vere. Gioco insieme a persone che conosco da anni e che, oltre che compagne, sono diventate delle sorelle. Persone eccezionali che ti sostengono dentro e fuori dal campo. Spero di poter dare ancora tanto a questa maglia cosi come lei da a me ogni giorno.

Ringraziamo il capitano Sara Lucci e la società della Roma Calcio Femminile per la disponibilità dell’intervista, a cui auguriamo un grande in bocca al lupo per questa stagione!

Emanuela Bottone, Napoli Dream Team: “Hamsik e Maradona i miei idoli. Contro la Lazio vogliamo i tre punti”

Il campionato di Serie B femminile girone D è fino ad ora un testa a testa tra il Pink Sport Bari e la Roma e fare un pronostico attualmente non è semplice. Nell’ultimo raggruppamento anche tre compagini campane che stanno dando il massimo per lottare per i primi posti o conservare la categoria. Tra queste anche il Napoli Dream Team reduce dal pareggio interno contro il Napoli Carpisa Yamamay.
Ecco l’intervista centrocampista Emanuela Bottone sul derby del “Denza” e sulla prossima sfida contro la Lazio.

Domenica pomeriggio hai segnato nel derby contro la Carpisa la rete del pareggio. Che emozione ha provato in quel preciso momento?
“Sensazioni? Direi un’emozione indescrivibile, segnare la rete nel derby ti regala questo stato d’animo. La gara non è stata semplice, visto il valore della Carpisa, ma ci abbiamo messo il cuore e raggiunto un pareggio davvero importante per il morale e per la classifica”.

Quali sono gli obiettivi stagionali del Napoli Dream Team in serie B?
“Dobbiamo pensare ad una partita alla volta, senza fare tabelle o voli pindarici, solo così possiamo disputare un buon campionato. Siamo una squadra con molte giovani in rosa, ma con tanto talento, che hanno ampi margini di crescita. La voglia di crescere c’è e lo dobbiamo dimostrare ogni partita sul terreno di gioco”.

Tornando alla sfida di domenica, che impressione ti ha fatto il Napoli Carpisa calcio femminile?
“La squadra di mister Mazziotti è molto forte, gioca un buon calcio e domenica al “Denza” ci ha messo quella cattiveria che in certe gare è giusto avere. Peccato che nella compagine azzurra mancano ragazze come: Moraca, Giuliano, con loro sarebbero ancora in più in alto in classifica, però possono comunque dire la loro in serie B”.

Roma e Pink Bari sono da sole in testa alla classifica, chi è a tuo la favorita per salire in serie A?
“Entrambe le squadre da te citate sono forti, giocano un buon calcio e perciò sarà un testa a testa fino alla fine. Dovessi avere una preferenza direi la compagine pugliese mi farebbe piacere se salissero in massima serie”.

Chi sono stati sin da piccola i tuoi idoli nel maschile e nel femminile?
“Da tifosa del Napoli quale sono non posso non dire il più grande di tutti i tempi Diego Armando Maradona. Ha regalato magie alla nostra tifoseria ed è un idolo non solo mio ma tutta la gente di Napoli. Attualmente il capitano Marek Hamsik. Nel femminile la calciatrice brasiliana Marta Viera De Silva”.

Nel prossimo turno andrete a Roma a sfidare la Lazio, come affrontare la compagine biancoceleste?
“Sulla carta la sfida con la Lazio non sarà semplice, loro sono una squadra forte e in casa daranno il massimo per dare il meglio davanti ai loro tifosi. Il nostro obiettivo e giocarcela come sappiamo fare ed ottenere il massimo, ovvero i tre punti per dare continuità alla sfida contro la Carpisa”.

I numeri Biancorossi alla settima giornata

I numeri del San Zaccaria dopo la sfida di Verona regalano alla squadra di Gianluca Nardozza il quinto gol di Fabiana Colasuonno che vale all’attaccante il primo posto in assoluto nella classifica cannonieri. La rete segnata al 3’ del secondo tempo in quel di Verona è anche la prima in trasferta per Fabiana, che invece fino ad ora aveva sempre fatto centro tra le mura amiche. Alessia Longato, ferma a quattro, viene ora incalzata da Azzurra Principi (sempre a quota 2, tutte reti segnate in casa contro il Brescia) e da Giulia Baldini, che a Verona è andata in gol per la seconda volta. Curiosità: Giulia ha segnato due reti, tutte in trasferta. La prima – a Como – si è rivelata decisiva per ottenere i tre punti, mentre la seconda segnata in Veneto sabato non è servita ad evitare la sconfitta.

I numeri del campionato invece registrano un altro stop – il quinto – per la squadra di Nardozza e che interrompe una mini serie di due vittorie consecutive. Fino ad ora il San Zaccaria non ha mai rimontato una sconfitta, mentre non si è mai fatta rimontare nelle uniche due volte passata in vantaggio, ottenendo quindi due vittorie.

Il gol di Giulia Baldini segnato al 31’ del primo tempo è il quarto che la squadra segna nell’ultimo quarto d’ora del primo tempo, frangente nel quale la squadra ha realizzato il 31% dei gol totali (13). Dal punto di vista dei subiti, invece, a Verona è stata incassata una rete per ogni quarto d’ora del primo tempo. I numeri dicono che se il quarto che va dal 31’ al 45’ del primo tempo è quello nel quale si segna di più, anche in termini di gol subiti questo è il frangente nel quale – con 5 reti – la squadra di Nardozza sembra soffrire maggiormente. Molto meglio invece quello che va dal 76’ al 90’: il San Zaccaria non ha ancora subito nessun gol.

Capitolo minuti: complice il debutto di Emily Dolan tra i pali, restano solo tre giocatrici ad aver disputato i 630 minuti regolamentari previsti in queste prime sette partite e si tratta di Azzurra Principi, Sara Quadrelli e Alessia Venturini. A ruota le segue Linda Tucceri Cimini a 597. I 72 minuti giocati a Verona invece hanno fatto balzare Simona Cimatti in tripla cifra a 150.

Al Tavagnacco non riesce l’impresa contro il Brescia

Una doppietta di Sabatino e una rete di Serturini stendono il Tavagnacco a Brescia. 3 a 0 il risultato finale, in un match nel quale sono pesate le assenze di Zuliani e Camporese, ed è apparsa evidente l’impossibilità di mister Cassia di cambiare il volto della partita con una rosa ai minimi termini.

Primi minuti di marca gialloblu, con le ospiti che appaiono più convinte. Al 2’ ci prova Del Stabile di testa su cross da calcio d’angolo, ma la palla finisce alta. All’8’ è la volta di Tuttino, ma il suo tiro da fuori area è debole e viene parato senza problemi da Marchitelli. Con il passare dei minuti il Brescia cresce e si presenta con maggiore frequenza dalle parti di Ferroli. Al 17’ occasionissima per le padrone di case, con Sabatino che di testa costringe la difesa del Tavagnacco in angolo. Passano pochi minuti e prima Sabatino, poi Bonansea impegnano Ferroli. Al 32’ Cecotti colpisce di mano una palla vagante in area: per Ubaldi è rigore. Della battuta si incarica Sabatino che spiazza Ferroli. Il Tavagnacco reagisce, e al 36’ si rende pericoloso con Clelland, ma Marchitelli non si fa sorprendere. Al 42’ c’è spazio anche per una conclusione debole e centrale di Brumana.

Nella ripresa parte meglio il Brescia, che si presenta in più occasioni davanti alla porta difesa da Ferroli. Al 12’ Bonansea entra in area dalla destra e fa partire un tiro a incrociare che sfiora il palo. La reazione delle gialloblu è timida e porta la firma di Tuttino con una conclusione da fuori area. Al 18’ Sabatino approfitta di una disattenzione nell’area del Tavagnacco per infilare di testa Ferroli su cross dalla destra. Al 25’ sempre la numero 9 del Brescia sfiora il terzo gol, ma Ferroli è brava ad opporsi con i piedi. Al 33’ è Gama e rendersi pericolosa, ma il suo colpo di testa lambisce il palo. Forcing finale delle padrone di casa, che trovano il terzo gol nel primo minuto di recupero con Serturini, ancora una volta di testa.

Il Tavagnacco resta a 15 punti in classifica e tornerà in campo sabato 3 dicembre a Roma per una trasferta che si annuncia molto difficile.

BRESCIA – UPC TAVAGNACCO – 3-0
BRESCIA: Marchitelli, Lenzini, Salvai, Gama, Fuselli (D’Adda), Bonansea, Cernoia, Eusebio, Manieri (Serturini), Sabatino, Tarenzi (Girelli). All. Bertolini
UPC TAVAGNACCO: Ferroli, Martinelli, Frizza (Cotrer), Pochero, Sardu, Tuttino, Clelland, Brumana, Del Stabile (Dri), Cecotti, Filippozzi. All. Cassia
ARBITRO: Ubaldi di Roma
MARCATORI: 34’ pt Sabatino, 18’ st Sabatino, 46’ Serturini
NOTE: ammonite Eusebio e Tuttino

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