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Nora Heroum: l’equilibrio tra Women’s EURO 2025 e gli studi alla UEFA Academy

Photo Credit: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Abbiamo incontrato Nora Heroum, che di recente ha aiutato la Finlandia a qualificarsi a UEFA Women’s EURO 2025, per parlare di come concilia la carriera nella Sampdoria e lo studio: la calciatrice frequenta infatti lo UEFA Executive Master for International Players (UEFA MIP), un master biennale pensato per agevolare il passaggio dal campo ai ruoli amministrativi nel calcio.

Innanzitutto, cosa significa essersi qualificate con la Finlandia a UEFA Women’s EURO 2025?

È un sogno che avevo fin da bambina. Anche se è la terza volta che mi qualifico a Women’s EURO (2013, 2022), la sensazione è sempre la stessa, un onore incredibile. Il calcio femminile sta crescendo a livello mondiale, dunque questo risultato è ancora più significativo.

Come ti sei innamorata del calcio?

Giocando con mio fratello maggiore. I miei primi anni li ho trascorsi giocando con i ragazzi. Sognavo di diventare una calciatrice professionista e rappresentare la Finlandia e ora sto vivendo quel sogno.

Quale giocatore o giocatrice ammiravi da bambina?

Il mio preferito era Pavel Nedved, avevo sempre addosso la sua maglia della Juventus. Purtroppo all’epoca non conoscevo nessuna giocatrice perché il calcio femminile non si vedeva in TV. Ora, essere un modello per le ragazze è una delle parti più gratificanti della mia carriera.

Come è cresciuto il calcio femminile in Finlandia?

La crescita del calcio femminile in Finlandia è stata notevole. Nel 2019 abbiamo raggiunto la parità retributiva con la nazionale maschile, segno dell’impegno della federazione a sostenere il calcio delle donne. Ora, molti giocatori finlandesi militano nei migliori club all’estero e le nazionali giovanili stanno ottenendo ottimi risultati. La partecipazione al calcio femminile ha raggiunto livelli mai toccati prima e abbiamo registrato un numero record di presenze alle partite della nostra nazionale.

Perché hai deciso di iscriverti al MIP UEFA?

Ho sentito solo parlare bene del MIP UEFA. Voglio restare nell’ambiente anche dopo aver giocato, contribuendo alla crescita del calcio femminile. Durante il mio tirocinio nella Federcalcio finlandese, Hannu Tihinen (diplomato alla prima edizione del MIP UEFA) mi ha incoraggiato a candidarmi. Non ero sicura farcela perché giocavo ancora, ma vedere Veronica Boquete (UEFA MIP 4) mi ha ispirato. Il sostegno che ho ricevuto dalla Sampdoria è stato incredibile. Senza la collaborazione della società non avrei potuto cogliere questa opportunità ed è per questo che le sono molto grata.

Come concili la carriera da giocatrice e gli studi?

Bilanciare le due cose mi aiuta a fare bene in entrambe. Avere qualcosa da fare al di fuori del calcio mi mantiene concentrata e motivata in campo. Sono una persona attiva e mi piace imparare, il che mi permette anche di prepararmi per la vita dopo la carriera da giocatrice. È tutta questione di gestione del tempo.

Quali sono stati i tuoi argomenti preferiti al corso?

È una domanda difficile, perché è stato tutto molto stimolante! Ogni lezione mi ha aperto gli occhi. Pensavo di sapere molto prima di iniziare il MIP UEFA, ma ho capito quanto c’è da imparare.

Quali sono i tuoi progetti dopo il ritiro?

La mia passione è guidare la crescita del calcio femminile e creare opportunità per le ragazze. C’è così tanto potenziale per il calcio femminile e credo che la mia esperienza, la passione e la determinazione mi aiuteranno a dare un contributo importante.

Perché è importante avere più donne a livello amministrativo?

La diversità porta a decisioni migliori e il punto di vista delle donne è essenziale per un ambiente più inclusivo e olistico. Le donne danno un contributo inestimabile, soprattutto quando si tratta di sviluppare il calcio femminile. Senza le donne perderemmo un pezzo cruciale del puzzle.

Perché è importante che la UEFA offra opportunità come questa?

Noi donne ispiriamo le prossime generazioni in campo ma anche fuori. Opportunità come il MIP UEFA ispirano le prossime generazioni fuori dal campo. Creando opportunità di carriera nel management sportivo, la UEFA abbatte gli stereotipi e dimostra che la leadership nel calcio è per tutti.

Giada Pellegrino Cimò, la calciatrice in prestito che fa bene in Nazionale… e manda un messaggio alla Roma

Photo Credit: Bruno Frontanafredda - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Andare in prestito a una squadra che viene vista come “minore” è a volte considerato una punizione o un passaggio per il Purgatorio. Anche Giada Pellegrino Cimò, calciatrice il cui cartellino e di proprietà della Roma, ha trascorso l’ultimo anno in prestito alla Sampdoria – retrocessa in Serie B – e l’è stata concessa l’opportunità di misurarsi con la massima Serie italiana.

Il mercato è tutto fermo, non sembrano esserci colpi in entrata in lontananza. Juventus e Inter si sono già rinforzate – o hanno in programma di farlo – , è fondamentale fare lo stesso. La Roma ha bisogno di top player per riportare un po’ della qualità che è andata scemando nelle ultime due stagioni e, ancora più importante, l’esperienza che ti aiuta a mantenere i nervi saldi anche nel momento più difficile, qualcosa che è mancato. Ha anche bisogno, però, di ricambio generazionale capace di scendere in campo, fare minuti e crescere.

Tornando a Pellegrino Cimò, è diventata una titolare inamovibile della Nazionale delle Azzurrine, che si sono qualificate al Mondiale U20. Con la sua rete, la calciatrice ha deciso il match difficilissimo contro la Svezia, andando a segno per la seconda volta in due partite consecutive. La parola “continuità” sembra essere calzante per descriverne le prestazioni: senza di lei, a conti fatti, l’Italia non si sarebbe sbloccata, e in questo momento si parlerebbe di altro.

Viste anche le indiscrezioni di mercato riguardanti la centravanti Valentina Giacinti, una giovane del calibro di Pellegrino Cimò sarebbe una grande opportunità e un investimento per il futuro. A volte, infatti, come ha già dimostrato il calcio sponda maschile, è importante guardare nel proprio vivaio per costruire quello che verrà. Un giusto bilanciamento tra esperienza e freschezza è la chiave che porta a vincere e a dare continuità a una rosa che, come quella giallorossa, ha bisogno di ritrovarsi.

Si può parlare di “scommessa”? Sì, perché dare una formazione che deve rinascere, anche se solo in parte, in mano a una calciatrice che deve ancora crescere e fare esperienza è una scommessa ma, allo stesso tempo, se non si prova non si può mai sapere. Solo dando il diritto alle persone di provarci e di sbagliare si può anche dare loro modo di farsi le ossa e di diventare importanti.

Se il Barcellona sponda maschile, per esempio, non avesse mai creduto in Lamine Yamal o Pedri concedendo loro spazio a scapito di un’età ancora molto acerba, non sarebbero diventati i campioni di oggi. Largo, quindi, a chi ha voglia di provarci, di mettersi in gioco e di crescere vestendo e onorando la maglia che indossa. Per la Roma, questo potrebbe essere il “ritorno a casa” di Giada Pellegrino Cimò.

Erika Ferrara, Falconara: “Stagione incredibile che porterò nel cuore. Scudetto meritato per quello che abbiamo fatto durante l’anno”

“Sicuramente porterò per sempre con me tutte le sensazioni delle tre gare col Bitonto, l’abbraccio tra noi ed i tifosi al goal in finale del 4-2 di Aline Elpidio, a 13 secondi dalla fine, e veramente tutte le ragazze che hanno fatto parte di questa impresa, persone meravigliose, speciali”. Racchiude cosi in poche parole la stagione Erika Ferrara, capitano dell’ Okasa Falconara. Il quintetto marchigiano, fresco campione d’Italia, ha battuto in finale per 4-3 Pescara alzando cosi il tricolore: “In finale -continua Ferrara-  abbiamo avuto lo stesso carattere che ci ha contraddistinto per tutto l’anno. Non abbiamo mai mollato e l’abbiamo ribaltata con tutta la cattiveria e la voglia possibile, e con un’ Ana Carolina Sestari fenomenale”.
Sulla finale la classe ’99 poi continua: “Sapevamo di potercela fare, e che lo meritavano per tutto quello che abbiamo fatto durante l’anno. Sapevamo che in qualche modo l’avremmo dovuta portare a casa, e così è stato”.

Gara scudetto con il Pescara raggiunta dopo i quarti vinti con la Lazio e la semifinale con la corazzata Bitonto. La calcettista sui play-off ricorda: “Con la Lazio sono stati match stancanti, abbiamo dovuto fare a meno di Isa Pereira, alle prese con un infortunio, mentre le gare col Bitonto sono state un film bellissimo, incredibili. Ne parlavamo con le ragazze post finale, col Bitonto abbiamo provato delle sensazioni inspiegabili, è stato qualcosa di enorme”.
La Serie A si era conclusa con 4 squadre in 8 punti come sottolinea la laterale nata a Fermo: “Per buona parte è stato il solito campionato, con l’eccezione della Kick Off che era partita veramente forte guadagnandosi anche la finale di Coppa Italia dopo averci battuto ai rigori. Siamo state le solite quattro e durante la regular season ce la siamo giocata a viso aperto e c’è stato c’è equilibrio fino alla fine”.

Stagione ottima per la calcettista ormai elemento fisso della Nazionale del CT Francesca Salvatore che sulla sua annata ci confida: “Personalmente è stata una bella annata, sono arrivata a 21 goal totali. Ho vissuto soddisfazioni con la Nazionale, la qualificazione ai Mondiali, lo scudetto e non solo. Sono soddisfatta, ma non smetto mai di pensare a quello che sbaglio e come migliorarlo, cerco di essere la miglior versione di me”.
In chiusura il capitano dell’Okasa Falconara manda un messaggio a compagne e tifosi: “Voglio dire alle mie compagne che le voglio bene e spero di continuare con tutte loro. Qualsiasi cosa succeda non le dimenticherò mai, rimarranno sempre nel mio cuore.
Ai tifosi, invece, dico di prepararsi, ci vediamo l’anno prossimo e cercheremo di combinare altri casini”.

Marta Carissimi, Genoa: “Veterane fondamentali per trasferire il senso di appartenenza al club più antico d’Italia”

Photo Credit: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Nei giorni passati in casa Genoa, dopo la promozione dalla Serie B alla A, a parlare è stata la dirigente Marta Carissimi. L’ex calciatrice di Inter, Milan e Fiorentina, tra le altre, sulle colonne di Tuttosport ha parlato della bella cavalcata vincente delle rossoblù dicendo: “È stato davvero avvincente, è stato bello anche perché il campionato di  Serie B è molto competitivo. La promozione arrivata dimostra che questo risultato è frutto di un percorso e non un qualcosa che arriva in maniera scontata”.

L’ex centrocampista, poi, sull’ambizioni del Genoa ad inizio stagione aggiunge: “L’obiettivo era ben chiaro  fin dall’avvio. In estate avevamo iniziato a impostare la squadra per la stagione e in quel momento il campionato prevedeva ancora solo una promozione. Poi il passaggio a tre ed in quel momento non è cambiata la strategia di mercato, tutto è rimasto assolutamente uguale ma, ovviamente, con tre promozioni sapevamo ci sarebbero state più opportunità”.

In chiusura la dirigente delle liguri, classe ’87 nata a Torino, sottolinea un aspetto non da poco: “Le giocatrici veterane del Genoa che sono con noi da anni saranno fondamentali per trasferire il senso di appartenenza alle nuove di quello che è comunque il club più antico d’Italia”.

Nazionale U19 Femminile, che meraviglia! Matteucci: “Sono momenti di grande gioia e soddisfazione”

Credit: Figc

Tredici lunghissimi anni: tanto è trascorso dalla prima e unica partecipazione dell’Italia al Mondiale Under 20 Femminile, che risaliva al 2012. Diventeranno 14, perché la prossima edizione si giocherà nel 2026, ma la lunga attesa è ufficialmente finita: tra un anno, l’Italia tornerà in Polonia per giocare il Mondiale. Un verdetto aritmetico che arriva con 90 minuti di anticipo rispetto alla fine del Gruppo A dell’Europeo Under 19, grazie all’1-0 sulla Svezia ottenuto a Stalowa Wola e firmato ancora da Giada Pellegrino Cimò, a segno anche contro la Polonia. Un risultato che permetterà alla squadra di Nicola Matteucci di chiudere almeno al terzo posto il girone e di garantirsi uno dei cinque posti (più quello per la nazionale di casa) riservati alle nazionali UEFA, oltre che di bissare la qualificazione al Mondiale dell’Under 17 arrivata a maggio grazie alla semifinale nell’Europeo di categoria. Una doppietta straordinaria, in un’estate tutta Azzurra che si completerà con l’Europeo che a luglio vedrà impegnata la Nazionale A di Andrea Soncin.

Messo in tasca il biglietto per il Mondiale, però, ora c’è da conquistare la semifinale dell’Europeo, sabato (ore 16 a Rszezow) nella sfida alla Francia già qualificata. Basterebbe un pari per passare il turno: Italia prima in caso di vittoria, mentre in caso di sconfitta e contemporanea vittoria della Polonia sulla Svezia sarebbe decisiva la differenza reti, attualmente di +1 per l’Italia e di -6 per le padrone di casa, sconfitte 6-0 dalla Francia.

“Straordinarie Azzurrine, partita dopo partita stanno riscrivendo la storia – dichiara il presidente della FIGC Gabriele Gravina -; la qualificazione al Mondiale è un traguardo eccezionale, che nobilita lo sviluppo complessivo del calcio italiano praticato dalle ragazze. Siamo orgogliosi della crescita esponenziale del movimento femminile che si rispecchia anche nel continuo miglioramento del ranking internazionale”. Un ranking che nell’ultimo anno ha portato l’Italia Under 19 dal 20° al 5° posto.

MATTEUCCI Esulta anche l’allenatore Nicola Matteucci: “Sono momenti di grande gioia e soddisfazione soprattutto nel vedere le ragazze prendersi un risultato così dopo aver mostrato una disponibilità incredibile. Si sono aiutate nei momenti di difficoltà e si sono godute ogni cosa di quello che hanno vissuto. Si sono meritate tutto questo, divertendosi: hanno qualità a livello tecnico, andando sempre in crescendo nel loro percorso, arrivando continuamente a cercare azioni d’attacco, recuperando palla. Ora ci godiamo questa vittoria, ma da domani dobbiamo continuare a lavorare, perché la Francia è un’avversaria forte come tutte quelle che abbiamo incontrato lungo il nostro percorso. Un obiettivo è stato raggiunto, ora c’è da prendercene un altro, in un grande momento per tutto il calcio italiano, che ha possibilità di mostrarsi al mondo”.

Se domani verrà presentato il nuovo Ct della Nazionale maschile, Gennaro Gattuso, che 19 anni fa contribuì a scrivere la storia del calcio italiano conquistando il titolo mondiale, oggi una pagina di storia l’hanno scritta anche ragazze che quell’anno sono nate, e sono diventate “la Nazionale delle 2006”. Quella che, con l’aiuto anche delle 2007, tra poco più di un anno andrà al Mondiale.

 

Le squadre di Women’s EURO 2025 si incontrano prima della fase finale

Photo Credit: Stefano Petitti - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Mentre cresce l’attesa per Women’s EURO 2025, i Ct e lo staff delle 16 squadre in gara si sono riuniti a Nyon per conoscere i dettagli operativi più importanti in vista del torneo. Tenutosi presso la sede UEFA, il workshop ha offerto alle delegazioni delle squadre (Ct compresi) la possibilità di conoscere aspetti importanti del torneo di quest’estate, per dare vita alla migliore edizione di Women’s EURO di sempre. Si è parlato di temi quali l’arbitraggio, i servizi alle squadre, l’organizzazione delle partite, la sostenibilità, la medicina e l’antidoping, le opportunità per i media e le televisioni, le analisi tecniche e la sicurezza.

 Arbitraggio a Women’s EURO 2025

Roberto Rosetti, direttore della divisione arbitrale UEFA, ha incontrato i Ct e gli operatori tecnici per aggiornamenti in vista del torneo. Le tecnologie utilizzate a UEFA EURO 2024 saranno implementate anche a Women’s EURO 2025: VAR (Video Assistant Referee), goal-line technology (GLT), pallone connesso e fuorigioco semiautomatico (SAOT). Il pallone connesso e il SAOT saranno utilizzati per la prima volta a Women’s EURO. Prima di Women’s EURO 2025 entreranno in vigore diverse modifiche alle regole di gioco. Tra le più importanti, solo i capitani delle squadre potranno parlare con l’arbitro durante la partita, come deciso dalla UEFA per EURO 2024. L’intento è quello di ottimizzare la comunicazione dopo le decisioni arbitrali, offrendo una linea di dialogo per aumentare il fair play e migliorare l’immagine del torneo. Dopo il successo a EURO 2024, questa politica è stata formalmente adottata dalla International Football Association Board (IFAB).

Modifiche alle regole di gioco a UEFA Women’s EURO 2025

  • L’arbitro può essere avvicinato solo dal capitano, che deve fare in modo che le compagne lo rispettino costantemente
  • Se i portieri tengono la palla per più di 8 secondi (con l’arbitro che fa partire un conto alla rovescia visivo di 5 secondi), viene assegnato un calcio d’angolo alla squadra avversaria
  • Nel caso di una rimessa da terra fuori dall’area di rigore, la palla va alla squadra che l’ha toccata per ultima o che avrebbe probabilmente guadagnato il possesso
  • Se un non giocatore tocca il pallone mentre esce dal campo senza interferenze sleali, viene assegnato un calcio di punizione indiretto senza penalità aggiuntive

Come per le altre fasi finali UEFA, i rappresentanti del Comitato Arbitrale UEFA incontreranno singolarmente tutte le squadre partecipanti prima dell’inizio del torneo, per informarle su cosa aspettarsi dagli arbitri e parlare delle modifiche alle regole di gioco.

Per un torneo equo e sicuro

A Nyon, i 16 medici delle nazionali hanno firmato speciali documenti relativi ai traumi e all’antidoping, impegnandosi a rispettare i regolamenti e i protocolli UEFA per garantire i massimi livelli di sicurezza e integrità a Women’s EURO 2025. Nel caso dei traumi cranici, significa trattare gli infortuni seguendo le best practice, mettere al primo posto la salute e il benessere delle giocatrici e attuare la cosiddetta procedura delle “tre erre” (recognise, report, remove). La carta antidoping è un accordo per informare le giocatrici e lo staff sulle procedure antidoping e sulle ultime sostanze proibite. Durante il torneo, tutte le squadre e le giocatrici saranno sottoposti a test e analisi approfonditi da parte della UEFA. Due giocatrici per squadra saranno scelte casualmente per ogni partita, ma i test si svolgeranno anche in ritiro.

Nell’ambito delle continue ricerche della UEFA, le squadre presenteranno anche i dati sugli infortuni, che aiuteranno a valutare i modelli e la gravità degli incidenti, aumentarne la comprensione e, in ultima battuta, ridurne la frequenza e migliorare l’assistenza. Nell’ambito della campagna Get Trained, Save Lives della UEFA, le squadre potranno anche seguire un corso di formazione sulla rianimazione cardiopolmonare (RCP), apprendendo nozioni fondamentali che possono far ripartire un cuore e aiutare a salvare una vita. Più di 200.000 persone in tutta Europa hanno già aderito alla campagna, con 40.000 tifosi che hanno colto l’opportunità nelle fan zone in Germania a EURO 2024. A EURO 2025 ci saranno due cabine RCP mobili nei pressi delle otto fan zone.

Elisa Camporese: “Da tifosa sogno Italia vincitrice, magari in finale contro la Spagna”

“Senza nulla togliere alle veterane, che conosco e che stimo, io attendo Arianna Caruso, fresca dall’esperienza vittoriosa al Bayern”.
Non ha dubbi Elisa Camporese, ex calciatrice, che in chiave Nazionale aggiunge: “Come non menzionare Sofia Cantore dopo una stagione strepitosa con la Juve. A mio avviso potrebbe fare bene anche Cecilia Salvai, che si merita enormemente questo Europeo”.
La classe ’84, nata a Padova e che in carriera ha vinto 4 campionati, 4 Coppe Italia e 3 Supercoppe, sulle Azzurre poi continua: “L’Italia ci arriva forte della permanenza nella Lega A di Nations League. Le aspettative sono sicuramente alte, quanto l’entusiasmo con cui il gruppo si presenterà in Svizzera”.

Continuando a parlare di Italia e dell’ultimo periodo felice l’ex centrocampista veneta sottolinea un aspetto non da poco che potrebbe fare la differenza rispetto alle passate rassegne internazionali: “Allenatore a parte, con Soncin a sostituire Bertolini, direi che il cambiamento più significativo è stato dato dalle tante nuove calciatrici che si sono unite al gruppo azzurro. In Svizzera, a parer mio, ci sarà un bel mix di giocatrici esperte, all’apice della propria carriera, e giocatrici più giovani con qualità importanti”.
Sul possibile seguito di appassionati e tifosi italiani, invece, la coach UEFA A ricorda: “Si sa che l’Europeo è un campionato molto difficile ma tutta Italia sarà al fianco delle ragazze per tifarle e sostenerle! Quindi, da tifosa delle azzurre, dico che sono sicuro che passeranno il primo girone”.

Camporese, che in carriera ha giocato l’Europeo del 2005 e quello del 2013, sulla rassegna poi ci dice: “All’Europeo lo spettacolo è assicurato per i blasoni delle squadre partecipanti. Mi auguro che siano tutte partite spettacolari, che mostrino la qualità delle calciatrici attraverso il gioco”.
In chiusura di chiacchierata l’ex centrocampista di Tavagnacco, Bardolino, Torres e Foroni Verona, confessa un suo desiderio: Da tifosa sogno Italia vincitrice, magari in finale contro la Spagna. Come terza potrei fare il nome dell’Inghilterra”.

Serie A Q8 Femminile: Lady Terracina e Genova alle Final Four

Credit: Cagliari BS

Primi verdetti alla Beach Arena “Carlo Guarnieri” sul lungomare Rive di Traiano di Terracina dopo due giornate della fase a gironi della Serie A Q8 femminile. Nel B il Genova ha rifilato nove gol alla debuttante Cus Cosenza raggiungendo in classifica Lady Terracina. Le liguri e le pontine, appaiate a tre punti, si qualificano alle Final Four di Cirò Marina (2/3 agosto). Oggi alle 10.00 lo scontro diretto tra Terracina e Genova assegnerà la palma della migliore del girone. Le cosentine al primo approccio assoluto sulla sabbia si fermano qui. Nel match vinto dalle genovesi sul Cus Cosenza Silvia Nietante ha confermato la vena realizzativa della scorsa stagione firmando una tripletta. Doppiette per Fabiana Costi e per la debuttante giapponese Marin. Puntuali le firme di Fracas e Sacchi. Tutto da decidere invece il Girone A dopo il debutto vincente nella competizione delle campionesse d’Italia in carica Cagliari con il Città di Milano (3-1). Come nella scorsa stagione anche in questo inizio di Campionato nel club sardo hanno gonfiato la rete Illiano, Privitera e Vecchione. Ponzini ha firmato per le meneghine il momentaneo pareggio a metà primo tempo. Oggi alle 11.00 l’esito della gara Cagliari-Vjs Velletri stabilirà le due squadre che andranno alle Final Four.

Benedetta Orsi saluta il Sassuolo: “Difficile pensare di lasciare ciò che per tanto tempo ha rappresentato una famiglia”

Photo Credit: Emanuele Colombo - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Ore calde di mercato per le calciatrici della Nazionale Italiana in ritiro in questi giorni a Coverciano. Dopo l’addio di ieri di Sofia Cantore alla Juventus, direzione Washington, e quello di Michela Cambiaghi, che sempre ieri ha salutato ufficialmente l’Inter, oggi è toccato a Benedetta Orsi. La classe 2000 del Sassuolo, infatti, ha annunciato che nella prossima annata non vestirà più la casacca neroverde.

Radio mercato ha accostato, in questi giorni, il difensore all’Inter, team guidato proprio dal tecnico ex Sassuolo Gianpiero Piovani che riabbraccerebbe cosi la calciatrice già guidata in Emilia. Questo l’annuncio social delle ore scorse dell’ex di Reggiana ed Empoli, che in carriera ha indossato per 9 volte la casacca della Nazionale:

“Dieci anni di emozioni, insegnamenti, condivisione. Dieci anni che mi hanno formata come donna ancor prima che calciatrice. È stato un percorso inaspettato inizialmente, fortemente voluto durante. È difficile pensare di dover lasciare ciò che per così tanto tempo ha rappresentato una casa, una famiglia, un posto sicuro. Ti lascio con il sorriso, con la consapevolezza di averti sempre dato tutto ciò che avevo, e con la convinzione di aver appreso tutto ciò che mi hai insegnato. Ciao Mio Sassuolo, ti sarò per sempre riconoscente. Tua Sassolese”.

Nazionale Under 19, battuta la Svezia: decide Pellegrino Cimò. Azzurre qualificate al Mondiale

Credit: Figc

Dopo il pareggio all’esordio contro la Polonia la Nazionale Under 19 è tornata in campo, allo Stadium Stalowa Wola, per affrontare la Svezia. Nella seconda giornata del gruppo A dell’Europeo, che comprende anche la Francia, l’Italia batte per 1-0 le scandinave, sotto la direzione della tedesca Michel, grazie alla rete di Pellegrino Cimò nel primo tempo. Con questo successo l’Under 19 si assicura un posto al Mondiale di categoria in programma tra un anno, sempre in Polonia.
Matteucci presenta diverse novità rispetto alla formazione iniziale che ha impattato per 1-1 contro le padrone di casa. L’Italia parte con Mustafic tra i pali con Cocino e Gallo nel cuore della difesa con Lombardi e Consolini ai lati. In mediana cerniera con Fadda e Cherubini mentre Zamboni e Perselli agiscono sui binari esterni con Pellegrino Cimò sulla trequarti alle spalle di Ferraresi unico riferimento avanzato.

Avvio di gara equilibrato con le due formazioni a giocare a viso aperto. Buona occasione per le Azzurre al 17′ quando dopo una bella manovra Fadda calcia verso la porta di Andersson sfiorando il palo. Prima del 25′ l’Italia batte tre calci d’angolo consecutivi ma la retroguardia svedese fa buona guardia. L’Italia si rivede al 37′ quando passa in vantaggio con Pellegrino Cimò: dopo un’altra occasione nata da corner Consolini lavora una palla sulla destra servendo Ferraresi e dopo un batti e ribatti in area a risultare vincente è stato il piatto della numero dieci di mister Matteucci. Al 41′ opportunità per Zamboni che dal limite angola sul secondo palo ma il portiere svedese blocca in tuffo.

Nella ripresa al 9′ Pellegrino Cimò prova a mettersi in proprio calciando dall’arco dei 16 metri sul palo più lontano ma Andersson controlla come capita dall’altra parte del campo a Mustafic sul tiro di Lundin. Al 21′ dalla distanza Larsson impegna Mustafic, pronta poi a chiudere sulla ribattuta di Lundin mentre al 32′ Sjödahl non trova la porta. La Svezia è pericolosa al 35′ quando dal settore destro arriva una palla invitante che Lundin non gira a sufficienza per impensierire Mustafic. Al minuto 88′, invece, Sciabica scambia con Fadda che vede Girotto lesta a servire Ventriglia, in un’azione tra tre calciatrici entrate nel secondo tempo, che però non inquadra la porta dal limite dell’area piccola. Dopo 4′ minuti di recupero termina cosi 1-0 per l’Italia.

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