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Melissa Doneda, Venezia: “La sofferenza condivisa sta diventando collante. Mi auguro di continuare a vivere emozioni forti”

Photo Credit: Venezia FC

Una squadra alla ricerca della retta via ed uno stop imminente che potrà aiutare nell’organizzazione di idee e nell’intervento ove necessario. Sarà, quindi, ancora un po’ il tempo delle analisi e delle scelte a provare a riallineare il Venezia alle ambizioni di partenza e tornare a correre verso traguardi più in linea con il valore del gruppo.

In questa seconda parte del percorso, a palesarsi sono stati esiti da montagna russa: le due cadute in apertura, poi la super vittoria in casa Trastevere che ha lasciato spazio ad un esito in equilibrio e ad un’altra discesa. Con il ritorno in campo all’orizzonte, la arancioneroverde intende “strappare” quelle soddisfazioni che finora sono rimaste ancora in parte intraviste: come lo sappiamo? Lo ha evidenziato Melissa Doneda, centrocampista 2003 della realtà veneta, in un racconto viscerale alla nostra redazione.

Dopo quella vittoria del campionato di serie C ne hai fatta di strada ma i colori non sono cambiati: quello col Venezia, infatti, si rivela ancora oggi un legame davvero indissolubile, arricchito dalla presenza di compagne che fanno la differenza. In che modo senti di star difendendo ed onorando questa maglia?

«Venezia mi ha accolta fin da subito facendomi sentire parte di una famiglia, e in questi anni ho vissuto emozioni fortissime che porterò sempre con me. Il salto di categoria può farsi sentire e la classifica oggi lo dimostra, ma onorare questa maglia significa anche questo: dare tutto, soprattutto nei momenti più difficili, ricordare i sacrifici fatti l’anno scorso per conquistare il passaggio e continuare a lottare ogni giorno, con orgoglio e senso di responsabilità, per difendere questi colori.

Siamo un gruppo unito, che lavora con determinazione e consapevolezza; sono convinta che, restando compatte e continuando a credere nel nostro percorso, potremo toglierci le soddisfazioni che meritiamo».

Sul piano campionato – la cui fase di ritorno è ormai stata aperta – qualche risultato stenta ad arrivare, ma il vostro è un gruppo che non abbassa mai la testa. Anche in questi momenti la sofferenza condivisa sembra fungere da ulteriore costruzione di un’identità di squadra: quale è l’anima collettiva, quella che non si sgretola mai? Cosa c’è ancora da dimostrare?

«Rispetto alla scorsa stagione tante giocatrici sono cambiate e questo significa dover ricostruire equilibri, conoscersi, trovare nuove intese; anche questo fa parte del percorso di crescita. L’anima collettiva si costruisce ogni giorno, negli allenamenti fatti con intensità, nei confronti sinceri e nel sostenerci quando le cose non girano.

La sofferenza condivisa, in questo momento, sta diventando un collante: affrontare insieme le difficoltà ci sta rendendo più compatte e consapevoli. Cosa c’è ancora da dimostrare? Che questo gruppo ha valori solidi e merita questa categoria, che sa reagire e trasformare le difficoltà in forza e che, fino all’ultima giornata, daremo tutto, a testa alta».

Squilli positivi, ad ogni modo, ultimamente sono arrivati e qualche punto, utile anche all’umore, è stato raccolto. Di recente la gara in casa Brescia, però, vi ha viste subire lo stesso risultato d’andata: questione di episodi e giusto esito o risultato “falso” perché meritavate di più?

«Domenica abbiamo giocato un ottimo calcio e condotto il gioco per larghi tratti, pur di fronte ad una squadra molto forte.
Nelle ultime partite ha giocato molto la sfortuna e singoli episodi, ma chi ha assistito alle ultime gare ha sicuramente constatato che tutte le giocatrici scese in campo o presenti in panchina stanno lottando generosamente e dimostrando di poter competere con chiunque
».

Ora una pausa per ricaricare le pile ed analizzare quanto fatto finora, poi il Cesena che in fase iniziale aveva lasciato l’amaro in bocca. Cosa ti aspetti da questo stop e – seppur ancora lontano – dal prossimo appuntamento da calendario?

«Per come stiamo giocando ora, la pausa forse non ci voleva.
Sicuramente sfrutteremo queste settimane per lavorare e ricaricare le pile; sono sicura che lo staff ci metterà nelle condizioni migliori per affrontare il rush finale e tentare fino all’ultimo minuto dell’ultima giornata di salvarci
».

Guardando all’orizzonte circa il prosieguo, cosa ti auguri?

«Per il mio futuro sportivo mi auguro prima di tutto di continuare a crescere, come calciatrice e come persona; voglio migliorarmi ogni giorno, alzare sempre di più il mio livello e farmi trovare pronta alle sfide che verranno.
Mi auguro di togliermi soddisfazioni importanti, di raggiungere obiettivi di squadra che siano frutto del lavoro e dei sacrifici fatti insieme, e di poter continuare a vivere emozioni forti come quelle che il calcio sa regalare.

Il mio obiettivo è costruire un percorso solido, fatto di impegno, costanza e passione, senza mai smettere di credere in quello che faccio».

Si ringrazia Melissa Doneda e la società tutta per la gentile concessione.

Nataly Massa, Original Celtic: “Grande soddisfazione dopo l’Ascoli. Derby? Partita diversa dalle altre”

Photo Credit: Original Celtic Bhoys Calcio Femminile

L’Original Celtic si è portato a casa i tre punti e un’altra prestazione di altissimo livello giocando la giornata numero 15 del Girone C in casa dell’Ascoli al penultimo posto in classifica con 5 punti raccolti. La capolista ha riconfermato la propria posizione in classifica segnando altre quattro reti e incassandone una sola. Al termine di quest’ennesima partita gestita bene in tutti i suoi momenti, la giocatrice biancoverde Nataly Massa ha rilasciato alcune dichiarazioni in esclusiva alla Redazione di Calcio Femminile Italiano.

Massa ha affermato che giocare contro una delle ultime della classifica che sta comunque attraversando un momento abbastanza motivante per i risultati e le prestazioni in campo «non è mai sinonimo di partita facile. Loro arrivavano da buone prestazioni e da una vittoria importante in trasferta, quindi sapevamo che avrebbero giocato con entusiasmo e senza pressione. A caldo proviamo grande soddisfazione, perché non era una gara scontata e l’abbiamo affrontata bene. Forse dall’esterno poteva sembrare più semplice, ma noi sapevamo che serviva concentrazione. Siamo una squadra degna di essere prima però proprio per questo le altre squadre vogliono dimostrare di riuscire a battere la capolista però sì, ci credevamo. Ma nel calcio niente è mai garantito.»

Il percorso in parallelo dell’Original Celtic con la Nuova Alba, formazione anche lei neopromossa, ma di base in Umbria, sta dando spettacolo nel Girone C con una sfida serrata per aggiudicarsi la vetta, al momento di casa biancoverde, ma in Romagna. Il girone si presenta molto competitivo, e secondo Massa «È bello vedere che due neopromosse come noi e la Nuova Alba stiano facendo così bene. Dimostra che non conta solo il nome o la categoria di provenienza, ma dimostrare cosa vuol dire squadra. Avere due “novelline” così in alto secondo me è un segnale positivo per il campionato: vuol dire che è competitivo e che non bisogna dare nulla per scontato. Per noi è uno stimolo in più, perché sappiamo che dietro c’è una squadra forte che non molla.»

Il percorso che stanno portando avanti le biancoverdi è soddisfacente, ma è indubbio che la strada verso la bandierina finale del campionato sia ancora piuttosto lunga per poter già data per scontata la vittoria o la Promozione. Le ragazze sono infatti coscienti che possano esserci miglioramenti anche in una macchina che sembra perfetta, ma le migliorie si possono apportare soltanto a livello di gioco, perché il gruppo è invece in un’armonia perfetta: «Siamo molto contente del percorso, ma sappiamo che c’è ancora tanto da migliorare. A livello di gioco possiamo crescere nell’inizio del match, partiamo sempre con calma e prima di riprenderci passano 30 minuti oppure un tempo ma so che lo miglioreremo. Essere prime è bello, ma la cosa più difficile è confermarsi ogni dimentica. Fuori dal campo penso che non ci sia nulla da migliorare… siamo una squadra compatta e armoniosa, ed è anche per questo che abbiamo risultati positivi dalla nostra parte.»

La giornata numero 16 di campionato ha in serbo, per la squadra biancoverde, il derby contro il Gatteo Mare, la terza della classe, in arrivo da una vittoria importante, benché sofferta, per ritrovare la fiducia e rimettersi in corsa per la Promozione. Essendo un derby, sarà «una partita diversa dalle altre. Ci abbiamo già giocato contro e quindi sappiamo che è una squadra fisica organizzata e aggressiva, hanno qualità e stanno facendo bene. Sicuramente l’entusiasmo di voler vincere il campionato è altissimo, so che potremmo gestirla nei migliori dei modi anche se sicuramente l’intensità sarà ancora più elevata, perché è una squadra che punta alla Promozione e sono sicura che una partita così importante la vogliono vincere a tutti i costi. Noi siamo pronte e domenica dobbiamo dimostrare che nella classifica il primo posto è dedicato all’Original Celtic Bhoys.»

Si ringraziano Nataly Massa, il responsabile Cristiano Pedriali e l’Original Celtic per il tempo, la disponibilità e la gentile concessione.

Athora Italia e Serie A Women con Young Finance, Cappelletti: “Esaltare le abilità tecniche e agonistiche delle nostre calciatrici”

credit photo: Paolo Comba - photo agency Calcio Femminile Italiano

Fast Young Finance, format ideato dal gruppo editoriale per avvicinare i giovani al mondo del risparmio e dell’investimento. I conduttori del podcast sono Marco Lo Conte, Responsabile per lo sviluppo delle attività video multimediali de Il Sole 24 Ore e giornalista esperto di finanza personale e previdenza, Elia Bombardelli, docente di matematica e youtuber e Gianluigi Ballarani, imprenditore tech, creator digitale e professore.
In ciascuna puntata, una calciatrice delle Serie A Women è affiancata da un esperto di economia e finanza e racconta il proprio rapporto con il risparmio e la pianificazione finanziaria, i rischi da fronteggiare e le opportunità da cogliere. I videopodcast vengono pubblicati sul sito de Il Sole 24 Ore e sulle principali piattaforme di podcasting ogni martedì dal 24 febbraio al 17 marzo.

Gli ospiti della prima puntata sono Federica Nerini (giornalista economico finanziaria) e Beatrice Beretta (portiere Napoli Women); ad animare la seconda puntata, saranno invece Alessandro Cascavilla (docente di Economia Politica alla Sapienza Università di Roma e divulgatore scientifico sui social network) e Katja Schroffenegger (portiere Ternana Women); a seguire la terza puntata, che vedrà la partecipazione di Angelo Guercioni (founder di Nova e youtuber finanziario) e Irene Santi (centrocampista Inter Women), per concludere infine con il quarto appuntamento, in cui Marco Scioli (Founder & CEO di Starting Finance) dialogherà con Nadine Nischler (centrocampista Como Women). Young Finance supported by Athora si inserisce nell’ambito della partnership tra Athora Italia e Serie A Women e si affianca alle numerose iniziative che la Compagnia sta promuovendo per contribuire a un cambiamento concreto nel racconto del calcio femminile. Un progetto che nasce da una visione valoriale condivisa: sostenere crescita, autonomia, inclusione e consapevolezza, dentro e fuori dal campo.

Jozef Bala, CEO di Athora Italia“Con Young Finance supported by Athora rafforziamo il nostro impegno nel promuovere una cultura del risparmio consapevole, utilizzando linguaggi innovativi e contesti capaci di parlare alle nuove generazioni e in particolare alle donne. La partnership con Serie A Women ci permette di unire sport, informazione autorevole e responsabilità sociale in un progetto ad alto valore educativo”– ha commentato.

Federica Cappelletti, Presidente Serie A Women“Young Finance supported by Athora è un altro progetto che si inquadra in quelli che sono gli obiettivi della Serie A Women: esaltare le abilità tecniche e agonistiche delle nostre calciatrici, ma anche valorizzare il loro percorso fuori dal campo. Fare in modo che le atlete entrino in contatto con professionalità come quelle coinvolte in questo videopodcast accrescerà il loro bagaglio di conoscenze su un tema così importante come quello della gestione dei propri risparmi e investimenti”.

Qualificazioni Europee alla Coppa del Mondo femminile: il calendario con le gare della prima finestra del 2026

Photo Credit: Paolo Comba - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Le qualificazioni europee alla Coppa del Mondo femminile FIFA 2027 si giocheranno da marzo a giugno 2026, mentre gli spareggi per gli ultimi posti alla fase finale sono in programma tra ottobre e dicembre 2026.

Calendario

Prima giornata: martedì 3 marzo 2026

Germania – Slovenia
Spagna – Islanda
Italia – Svezia
Danimarca – Serbia
Austria – Norvegia
Polonia – Paesi Bassi
Ucraina – Inghilterra
Repubblica d’Irlanda – Francia
Lussemburgo – Scozia
Portogallo – Finlandia
Svizzera – Irlanda del Nord
Cechia – Galles
Turchia – Malta
Slovacchia – Lettonia
Israele – Belgio
Montenegro – Albania
Bosnia-Erzegovina – Estonia
Romania – Moldavia
Kosovo – Gibilterra
Azerbaigian – Macedonia del Nord
Kazakistan – Armenia
Bulgaria – Croazia
Grecia – Georgia
Andorra – Ungheria
Liechtenstein – Lituania

Seconda giornata: sabato 7 marzo 2026

Francia – Polonia
Paesi Bassi – Repubblica d’Irlanda
Inghilterra – Islanda
Italia – Danimarca
Norvegia – Germania
Slovenia – Austria
Serbia – Svezia
Ucraina – Spagna
Portogallo – Slovacchia
Galles – Montenegro
Scozia – Lussemburgo
Finlandia – Lettonia
Irlanda del Nord – Turchia
Albania – Cechia
Belgio – Israel
Malta – Svizzera
Bosnia-Erzegovina – Liechtenstein
Ungheria – Azerbaigian
Kazakistan – Bielorussia
Croazia – Kosovo
Grecia – Isole Faroe
Cipro – Romania
Lituania – Estonia
Macedonia del Nord – Andorra
Gibilterra – Bulgaria

Alessia Rianna, Salernitana: “Il nostro motto? Non mollare mai. Vogliamo essere protagoniste fino alla fine!”

Photo Credit: Stefania Bisogno - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

La marcia della Salernitana non si ferma: domenica, contro l’Unical, la compagine ha messo a segno una vittoria preziosa (la nona stagionale), consolidando una forma costruita – come già più volte dimostrato – su carattere e forza di gruppo.

Si sa, in questo campionato non vi è avversario comodo, ma le granata approcciano a testa alta e senza paura. La squadra ne è consapevole: ora non sono permessi blackout, nonostante l’evoluzione dinamica. Come procede nel dettaglio la corsa 2025/26? La quadra illustrata da Alessia Rianna, 2006 della realtà campana.

Un nuovo contesto per te per quel che riguarda la stagione in corso: cosa ti sta dando la Salernitana? Dopo il tuo arrivo in questa realtà, che bilancio collettivo e singolare di questi mesi senti di fare?

«La Salernitana mi sta dando tanto, soprattutto in termini di crescita personale e responsabilità, ma anche di senso di appartenenza. Quando arrivi in una nuova realtà sai che devi metterti in gioco, conquistarti fiducia e spazio giorno dopo giorno, e questo ti spinge inevitabilmente ad alzare il livello.

Il bilancio finora è positivo: come squadra stiamo costruendo qualcosa che va oltre i semplici risultati, stiamo creando una mentalità solida. A livello personale? Sento di aver fatto uno step importante, soprattutto nella gestione delle responsabilità».

A proposito di “singolare”, ad aggiungersi di recente al tuo bagaglio professionale la soddisfazione della convocazione in rappresentativa under 21. Un traguardo e palcoscenico importanti: come hai vissuto l’esperienza e cosa ti ha lasciato?

«Un’emozione difficile da descrivere, il tipo di soddisfazione che ripaga dei sacrifici quotidiani. Mi ha lasciato tanta motivazione in più e la consapevolezza che il lavoro, quando è costante e fatto con dedizione, prima o poi paga. È stata un’esperienza che mi ha arricchita molto, sia dal punto di vista tecnico che umano».

La filosofia di gioco e d’approccio granata è costantemente sulla scia del “mai arrendersi”. Pur con qualche difficoltà, pensi che il percorso si stia rivelando in linea con gli obiettivi fissati a inizio stagione?

«Il nostro motto è chiaro: non mollare mai. Le difficoltà fanno parte di ogni stagione, ma credo che il percorso sia coerente con gli obiettivi che ci eravamo prefissate. In alcuni momenti forse avremmo potuto raccogliere qualcosa in più, ma la crescita del gruppo è evidente, sia nel gioco che nella mentalità».

Domenica la conferma dell’esito positivo d’andata sul CUS. Qual è il valore di questa vittoria a questo punto dell’annata?

«Vincere contro il CUS e confermare quanto fatto all’andata è stato fondamentale. In questa fase della stagione ogni punto pesa tantissimo, quasi il doppio. È una vittoria che rafforza la nostra consapevolezza e manda un messaggio ben definito: siamo presenti e vogliamo essere protagoniste fino alla fine».

Ora il Lecce: che partita dovrà essere?

«Contro il Lecce servirà una gara intensa e concentrata. Dovremo essere compatte, aggressive e attente ai dettagli. Sarà fondamentale l’approccio fin dal primo minuto, perché partite come queste si decidono spesso su episodi. In sfide del genere conta tanto la testa quanto le gambe».

Hai uno “specchio calcistico” davanti: comparando la calciatrice di inizio stagione a quella di chiusura, vorresti poter osservare una Alessia…

«…più completa e più consapevole. Una giocatrice cresciuta sotto l’aspetto mentale, capace di gestire meglio pressioni e responsabilità, trasformando ogni errore in energia positiva, ma sempre con la stessa passione e la stessa fame che mi accompagnano da sempre.

Se a fine stagione potrò dire di essere un passo avanti rispetto all’inizio, allora significherà che ho lavorato nella direzione giusta!».

Si ringrazia Alessia Rianna e la società tutta per la gentile concessione.

Coppa Italia Regionale femminile, i quarti: concluse le gare di andata

Credit Photo: Giancarlo Dalla Riva - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Concluse le gare di andata dei quarti di Coppa Italia Regionale femminileAtletico Città di Taranto (5-2 in rimonta con l’Arcudace Palmi Club) e Bologna (6-2 all’Energy Saving Futsal) si aggiudicano il primo round. Quartu di misura nell’anticipo con il Mediolanum Martinsicuro sull’asse Vecchione-Saraniti (2-1), poi il pareggio tra Pistoia Women e FB5 Team Rome: da 0-3 a 3-3 in extremis. Il 4 marzo le gare di ritorno, posticipo all’8 marzo tra Quartu e Mediolanum Martinsicuro.

COPPA ITALIA REGIONALE FEMMINILE
QUARTI DI FINALE – ANDATA 25 FEBBRAIO (rit. 04/03)

1) BFC 1909-ENERGY SAVING FUTSAL 6-2
2) QUARTU-MEDIOLANUM MARTINSICURO 2-1 (rit. 08/03 ore 11)
3) PISTOIA WOMEN-FB5 TEAM ROME 3-3
4) ATLETICO CITTÀ DI TARANTO-ARCUDACE PALMI CLUB 5-2


SERIE A TESYS – 18ª GIORNATA
24 FEBBRAIO – ORE 20,30

TIKITAKA FRANCAVILLA-LAZIO 5-3

Dall’1-3 dell’intervallo al 5-3 finale. Il TikiTaka piega in rimonta la Lazio e conferma il quarto posto, a +1 dall’Okasa Falconara. Moreira (bis) e Barca illudono le Aquilotte: le giallorosse ribaltano lo score con le doppiette di Getulio e Amparo, più il sigillo di Soldevilla, blindando così i tre punti nel posticipo.

Il nuovo anno di “Outsport” contro violenza e pregiudizi, si parte con con la Rappresentativa Femminile Under 20

Photo Credit: LND - Lega Nazionale Dilettanti

Stella Maddalena, Real Vicenza: “Ripartiamo dalla gara contro il Venezia. Villorba Treviso? Squadra molto forte e stimolo in più”

Photo Credit: Real Vicenza Women

Il gol della Capitana del Real Vicenza Stella Maddalena non è bastato alla squadra veneta per aggiudicarsi i tre punti contro il Venezia. La marcatrice, letale dal dischetto, ha rilasciato alcune dichiarazioni in esclusiva alla Redazione di Calcio Femminile Italiano in cui ha analizzato, a caldo, il match in casa delle lagunari.

La posta in palio si è accasata a Venezia, però la prestazione messa in campo dalle vicentine è stata di livello e carattere, ragion per cui il gruppo è rimasto con la testa in partita fino al triplice fischio ed è già pronto per la prossima sfida, senza abbattersi dopo una sconfitta: «Sapevamo che contro Venezia sarebbe stata una partita difficile, soprattutto in trasferta. Ovviamente non era il risultato che volevamo, ma eravamo consapevoli delle difficoltà della gara. Credo però che la squadra abbia fatto una buona prestazione e abbia dimostrato carattere, restando in partita fino alla fine. Da questa gara dobbiamo ripartire, lavorando sugli aspetti che non hanno funzionato per cercare di conquistare punti già dalle prossime partite.»

L’analisi a caldo della partita, riaperta nel secondo tempo proprio da Maddalena, ne vede anzitutto i lati più negativi, quali il rammarico per non aver ottenuto il massimo a causa di alcuni cali di concentrazione, ma proprio la concentrazione nei momenti cruciali della gara ha dato compattezza alla squadra, che si dimostra sulla strada giusta per migliorare il proprio percorso nel Girone B: «A caldo c’è sicuramente un po’ di rammarico, perché sappiamo di poter fare meglio. Durante la partita abbiamo commesso alcuni errori di concentrazione che ci sono costati caro e su cui dovremo lavorare. Allo stesso tempo, però, ci portiamo via anche aspetti positivi: nei momenti in cui siamo rimaste compatte e organizzate siamo riuscite a mettere in difficoltà il Venezia e a creare occasioni. Questo dimostra che la strada è quella giusta, ma dobbiamo essere più continue e attente per tutta la durata della gara.»

Il Real Vicenza torna a giocare in casa e l’avversaria sarà il Villorba Treviso, tra quelle che nel girone stanno facendo meglio (si tratta, al momento, della terza forza del campionato) e che quindi sulla carta potrebbe impensierire maggiormente. La Capitana vicentina ha affermato che il valore dell’avversaria diventa uno stimolo importante, soprattutto se il pubblico indossa i colori del Real Vicenza: «Giocare contro una squadra forte come Villorba Treviso è sempre uno stimolo in più. Sono partite che ti danno grande motivazione e che ti permettono di misurarti con le migliori. Davanti ai nostri tifosi vogliamo dare il massimo e dimostrare il nostro valore. In settimana ci concentreremo soprattutto sull’intensità, sull’organizzazione di squadra e sulla cura dei dettagli, perché contro queste avversarie ogni episodio può fare la differenza.»

Si ringraziano Stella Maddalena, Camilla Tresso e il Real Vicenza Women per il tempo, la disponibilità e la gentile concessione.

Maria Cristina Termine, Virtus Marsala: “Questa casacca è casa. Una fascia? Si indossa sul braccio ma, sopratutto, nel cuore”

Photo Credit: Le foto di Bea

Se si pensa alla fame agonistica non si può non pensare alla Virtus Marsala. La promozione in C, poi un racconto di ambizione che quasi scuote i piani di un percorso ancora in ballo; la realtà sicula, arrivata in punta di piedi in categoria, in questo viaggio vuole dimostrare di esserci, perché approcciare un campionato nuovo significa scontrarsi con un livello d’esperienza che non ammette distrazioni. La squadra, però, è l’esempio che, in fin dei conti, esiste un linguaggio universale capace di sfidare ogni pronostico: quello del gruppo e del suo spirito.

È chiaro: oltre il decimo scalino statistico occupato al momento, c’è tanto da raccontare: abbiamo avuto il piacere di farlo con Maria Cristina Termine, storica capitana della formazione biancoblù.

Benvenuta! La maglia del Marsala è ormai parte di te. Ufficializzata la tua permanenza nel gruppo, sono diverse le emozioni che stai vivendo ancora una volta in questi colori: quanto è importante continuare come parte attiva del progetto e quali sono i plus che ti piacerebbe raccogliere in questo frame del percorso?

«Per me è fondamentale, tanto quanto lo è il nostro percorso di crescita. Stiamo vivendo un periodo particolare, intenso, che ci vede affrontare un campionato impegnativo; sapevamo lo sarebbe stato, ma viverlo in prima persona ci ha fatto comprendere davvero quanto il livello, uscendo dalla competizione regionale, sia cambiato: è tutto più veloce, più fisico, più stimolante, proprio per questo sento ancora di più la responsabilità e l’orgoglio di far parte di questo gruppo.

Il mio obiettivo è continuare a trasmettere alle mie compagne l’amore per questo sport e i valori che la nostra società porta avanti da 25 anni: sacrificio, appartenenza, rispetto e identità; sono gli stessi che mi hanno portata a indossare questa maglia da 12 anni e, da 4 stagioni, a rappresentarla con orgoglio nel ruolo di capitano.

In questa fase del percorso vorrei raccogliere consapevolezza, maturità e nuove ambizioni, sia a livello personale che di squadra, perché crescere significa anche accettare le difficoltà, trasformarle in esperienza e continuare a costruire, insieme, qualcosa che duri nel tempo. Questa casacca è casa, è sacrificio, è amore, il posto in cui sono cresciuta come atleta e come persona, e finché avrò la forza di indossarla, continuerò a dare tutto, perché certi colori non si indossano soltanto, si sentono dentro».

Fascia al braccio, la responsabilità è forse doppia: un pò “protettrice” di quanto costruito e che contraddistingue la squadra, un po’ motivatrice: sei d’accordo?

«Sì, assolutamente. La fascia al braccio è un simbolo di grande responsabilità, ma anche di immenso onore. Essere capitano significa sentire il dovere di rappresentare la squadra in ogni momento, dentro e fuori dal campo, e di guidarla verso gli obiettivi che la società si è prefissata fin dall’inizio della stagione.

Mi sento un po’ protettrice di ciò che abbiamo costruito e un po’ motore nei momenti in cui serve energia e fiducia. Il mio è un ruolo che richiede leadership, dedizione e capacità di motivare, ma soprattutto equilibrio. A volte la responsabilità che mi assumo è persino più grande di quella che dovrei avere, perché l’attaccamento a questa maglia è così profondo che diventa naturale voler trovare sempre la chiave giusta per far funzionare tutto, soprattutto nei momenti più complessi.

Essere capitano, per me, significa questo: custodire l’identità del gruppo e difenderla con orgoglio, perché una fascia si indossa sul braccio, ma si porta prima di tutto nel cuore».

L’insieme sta dando tutto. Il girone di ritorno è ormai iniziato e – guardando la statistica – è unico il punto acquisito per ora in questa fase. Spesso, però, è l’approccio, più che il tabellino, a fare la differenza: per questo motivo, ti chiedo, da testimone diretta, quanto pensi sia cresciuta la quadra e su cosa ancora bisognerebbe “svoltare”?

«Penso che la squadra sia cresciuta tantissimo, anche se la classifica e i punti finora non riflettono questo aspetto; la verità, però, è che c’è molto di più dietro ai numeri. La società ci ha sempre sostenuto, investendo su un gruppo giovane e inesperto, con pochi innesti mirati, perché crede nel progetto che stiamo costruendo.

Essere la neopromossa in un campionato così importante come la Serie C Nazionale, poi, comporta inevitabilmente delle difficoltà, e noi le abbiamo pagate. L’inesperienza si fa sentire, ma ciò che ci distingue è la capacità di crederci comunque, di lottare in ogni partita e di puntare sul nostro vivaio, sulle prospettive future delle ragazze più giovani, affinché crescano insieme a noi.

Abbiamo ancora molto da migliorare: dobbiamo lavorare sull’intesa in campo, sulla concentrazione nei momenti chiave e sulla continuità nell’atteggiamento, così da trasformare ogni partita in un’opportunità di crescita. Vedere ogni giorno le mie compagne svilupparsi, imparare dai propri errori e credere insieme nel progetto è ciò che dà la forza di andare avanti e di non mollare mai.

Una squadra non si misura solo dai punti in classifica, ma anche dal cuore che mette in campo, dalla voglia di crescere insieme e dall’orgoglio di indossare questi colori, ed io, come capitano, voglio continuare a custodire tutto questo».

A proposito di viaggio stagionale, domenica è arrivato un pari tra le mura del Lecce. In che modo senti di interpretare questa risposta? Giusto esito per quanto visto sul rettangolo verde?

«Per come abbiamo affrontato la gara, lo è. Potevamo fare di più? Sicuramente sì, ma veniamo da un periodo molto difficile, che ci ha viste uscire ogni domenica con risultati negativi, anche quando per 50-60 minuti le partite raccontavano una storia diversa da quella che poi diceva il tabellino.

Proprio per questo, riuscire a reagire anche stavolta, dopo essere andate sotto di due reti, e rimontarla, ci dà fiducia, ci fa credere che possiamo ancora dire la nostra e dimostrare, sul verde, quanto valiamo davvero.

Alla fine non è solo il risultato che conta, ma l’atteggiamento, la determinazione».

Ora è tempo di tornare in casa per la disputa locale contro il Palermo, una compagine da vertice che, dopo la recente caduta subita, avrà senz’altro voglia di riscatto: aspettative? Che gara dovrà essere per poter ambire al pieno bottino?

«Sarà sicuramente una sfida molto difficile contro una squadra importante, dotata di grande esperienza. Lavoreremo tutta la settimana per prepararci nel migliore dei modi, ma per ambire ai tre punti dovremo entrare in campo con la stessa determinazione e la stessa unione che ci hanno contraddistinto davanti al Lecce, aggiungendo qualcosa in più: quella è la fame di vittoria e la voglia di dare il massimo che vogliamo ritrovare e da cui vogliamo farci guidare.

Puntiamo a vincere».

C’è ancora una strada da percorrere, tutte insieme, per un unico obiettivo: a te stessa ed alle tue compagne auguri…

«Di avere sempre la voglia di esserci, di non mollare mai e di vivere ogni esperienza, presente e futura, senza rimpianti. Alle mie compagne auguro il coraggio di puntare sempre in alto e la determinazione di credere nell’impossibile.

Cosa auguro, invece, a me stessa? Di non deludere né me né proprio le mie compagne, di continuare a crescere e imparare da ogni esperienza, di essere sempre una leader positiva e motivante per la squadra.

Infine ci tengo a ricordare una cosa: il cuore di una squadra, quello vero, non conosce limiti!».

Si ringrazia Maria Cristina Termine e la società tutta per la gentile concessione.

Mattia Martini (ex Atletico Madrid e SPAL) senza dubbi: “Scudetto lotta a 3! Ferrara? Sarà sempre casa!”

Photo Credit: Paolo Comba - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Da Firenze a Ferrara, passando per Verona, Brescia e Madrid. Una Supercoppa Italiana ed una Liga Spagnola vinte a livello nazionale, poi un campionato ed una Coppa Italia di categoria alzate con la SPAL.

Mattia Martini, Direttore Sportivo Professionista, classe 1995, di esperienze ne ha vissute ed ormai il calcio femminile italiano lo conosce a memoria: proprio trovandolo sui campi della Serie A, abbiamo voluto intervistarlo, per una fotografia ed istantanea della attuale stagione, che dalla lotta Scudetto fino alla Serie C ed alle giovanili si sta dimostrando coinvolgente ed accattivante.

Direttore, una Serie A sempre più lottata in vetta alla classifica. Una sua analisi?

Il massimo campionato sta proponendo una lotta Scudetto avvincente e che rimarrà aperta fino al termine della stagione. Roma, Inter e Juventus stanno apportando ognuna un proprio credo calcistico, dentro e fuori dal campo: la compagine della capitale, con grande applicazione ed un vantaggio iniziale, si sta dimostrando un’attenta capolista, il club milanese sta ponendo sul piatto mentalità e capacità di competere e non concedere nè in attenzione e nè in risultati, mentre le campionesse d’Italia in carica hanno dimostrato nella loro recente storia di saper recuperare e di riuscire ad imporsi quando conta.

E’ e sarà tutto aperto fino alla fine. Per la Champions League, invece, vedo quasi chiusa la corsaa favore delle suddette piazze”.

Ed in B?

Como, per qualità di rosa e per investimenti, era la candidata alla promozione e penso che la stessa vittoria finale non sia in discussione.

Allo stesso tempo, grandi meriti al Lumezzane: club dove hanno saputo avviare ed impostare un progetto sano ed equilibrato, per poi svilupparlo a livello tecnico e non solo. Una felice rivelazione della cadetteria”.

Ora la C. Lei era alla SPAL, che prese dall’Eccellenza e che ha portato fino ad interessarsi ad un ripescaggio in B, con una partecipazione addirittura alla Women’s Viareggio Cup. Cosa le è rimasto della esperienza estense e della terza serie?

Ferrara e la SPAL penso siano state una città ed un club che ho sentito casa e grazie alle quali è stato possibile maturare una esperienza a 360°, non solo come Direttore Sportivo, ma anche come gestore ed organizzatore.

Ciò che mi ha apportato poi dal punto di vista umano non è descrivibile: l’elasticità e l’equilibrio nei rapporti, non dimenticando giustamente i ruoli e l’asimmetria delle parti. Quanto detto non è una palestra di vita scontata ed una volta vissuta è fondamentale da porre nel proprio bagaglio esperienziale.

Per concludere, della Serie C mi è rimasta la passione e la dedizione con le quali calciatrici ed addetti ai lavori vivono giorno per giorno questo sport”.

A posteriori possiamo domandarglielo: l’acquisto più  importante e quello che avrebbe invece voluto fare e non è mai riuscito con la SPAL?

L’arrivo di Ballo Salimata, centrocampista della Costa d’Avorio, classe 2004, è stato un acquisto di notevole spessore, calcisticamente impattante. Centrocampista dalla qualità tecnica notevole e dai tempi di gioco importanti, con una lettura preventiva dell’azione inusuale. Potrebbe giocare in alta Serie B, infatti nel Venezia sta recitando un ruolo da assoluta protagonista.

L’acquisto mai riuscito, a mio avviso, è stato quello di Lorenza Scarpelli, attaccante, classe 2001: centravanti di riferimento, numero nove, ottima nell’aggressione dello spazio e della profondità e porta, capace di lavorare per creare spazi per l’inserimento delle centrocampiste.

Nel Giugno 2024 le avanzai offerta, ma lei decise di declinare. Poi nella sessione invernale 2024/2025 lei era predisposta a venire, ma io non avevo più la possibilità. Comunque sia,attaccante che ci avrebbe apportato tanto a livello calcistico e motivazionale“.

Per chiudere: sappiamo che è andato a vedere più volte la rappresentativa LND U20 e che seguirà la Women’s Viareggio Cup, un’ultima battuta su questa storica rassegna?

Ciò che è promozione e vetrina per il nostro calcio è sempre un appuntamento positivo ed importante. Quest’anno si affronteranno club  come Juventus, Milan, Fiorentina, Livorno, Westchester e Rappresentativa LND U20: le favorite saranno Juventus e Milan, che si stanno contendendo pure il campionato Primavera, seppur hanno molto rinnovato le rispettive rose, mentre la Fiorentina e la Rappresentativa potranno essere gli aghi della bilancia negli scontri diretti.

Sono sicuro che questa competizione regalerà emozioni e sarà uno dei trampolini di lancio delle future azzurre di un domani. Per il resto, vinca la migliore”.

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