Photo Credit: Paolo Bottazzi

La Women Rivanazzanese ha fatto il suo debutto nel Girone A di Promozione Lombardia e, dopo sei giornate, è al quinto posto con sette punti, frutto di due vittorie, un pareggio e due sconfitte, e domenica le gialloblù hanno pareggiato in casa contro il Como 1907 per 1-1. La Rivanazzanese può fare riferimento su un elemento di esperienza: stiamo parlando di Sofia Marinoni, difensore classe ’89 e capitana della squadra pavese. La nostra Redazione ha raggiunto Sofia per risponderci ad alcune domande.

Sofia cosa hai visto nel calcio?
«Nel corso dei vent’anni che pratico questo sport ho visto nei club la voglia di battersi nel calcio femminile e di dargli una certa importanza. Io ho sempre giocato a calcio per passione. Vedo tante bambine che si iscrivono alle varie squadre di calcio, e se prima non c’era la possibilità di creare squadre giovani femminili, oggi c’è questa opportunità».

Quando hai capito di avere la passione per il pallone?
«La mia passione per il pallone è nata quando avevo cinque anni. Eravamo io e mio amico più grande, mia sorella e un’altra mia amica che stavamo giocando fuori dalla scuola elementare. Ogni giorno non vedevo l’ora di giocare a calcio coi miei amici. È stato un amore a prima vista».

Com’è stato il tuo percorso calcistico?
«Il mio percorso calcistico è iniziato con i Pulcini e con gli Esordienti. Poi ho iniziato a giocare in una squadra di calcetto che si trovava vicino a Pecorara (provincia di Piacenza e paese nativo di Sofia, ndr) per cinque anni. Successivamente ho iniziato a giocare a undici, vestendo le maglie di Riozzo, Alessandria, Luserna, Novi Ligure. Ho indossato la divisa del Biancorosse Piacenza, ma ho dovuto lasciare per via del Covid. Avevo pensato di smettere, ma poi è arrivata la Rivanazzanese».

Cosa ti ha portato a far parte, quest’anno, della Women Rivanazzanese?
«Tutto è iniziato per gioco: per mantenermi in forma avevo sentito una mia amica che gioca a Rivanazzano, Arianna Barrale, e le avevo chiesto se conoscesse qualcosa in zona per tenermi in movimento. Lei mi ha parlato della Rivanazzanese e del suo progetto, e ho iniziato a fare allenamenti, facendo, pian piano, questo percorso. Stava tornando in me la voglia di divertirmi ancora e, gara dopo gara, mi è ritornata la carica».

Cosa vuol dire per te essere capitana di questa squadra?
«A livello di esperienza io ed altre ragazze cerchiamo di dare un’impronta e dare l’esempio alle giovani, affinché loro possano crescere nel migliore dei modi. In questo gruppo non c’è nessuna prima donna, dobbiamo aiutarci e darci una mano a vicenda».

Nelle prime cinque partite che ha disputato la Rivanazzanese si trova in quinta posizione. Piazzamento in linea con le tue aspettative di inizio stagione?
«In realtà quel quinto posto è un po’ falsato: all’inizio ci eravamo poste come far crescere il gruppo, e dobbiamo migliorare ancora, poi abbiamo cambiato marcia e i risultati si stanno vedendo. Ovviamente dobbiamo cercare di fare meno errori possibili. Non avevamo aspettative, ma penso che, nel tempo, avremmo fatto un buon lavoro, e sono soddisfatta di questo».

Come giudichi il pari arrivato domenica contro il Como 1907?
«Noi contro di loro non abbiamo rischiato questi niente, ci siamo comportate quasi bene, e le nostre avversarie, seppur molto giovani, erano messe bene in campo, ma noi abbiamo utilizzato la nostra esperienza, la nostra malizia e il nostro carattere. Se finiva 2-1 o 3-1 per noi non c’era nulla da dire».

Domani la Rivanazzanese andrà in casa del Pontevecchio. Cosa non dovrà sottovalutare di questa gara la tua squadra?
«Dobbiamo impegnarci tantissimo e restare concentrate, perché non sarà una gara facile e per nulla scontata contro una squadra che, sebbene sulla carta sembra meno forte, potrebbe metterti in difficoltà».

Che impressioni hai sul Girone A di Promozione Lombardia dopo sei giornate?
«Questo campionato è davvero lottato e molto tosto, dove in ogni partita ti devi prendere la vittoria fino all’ultimo minuto. Questo permette di far crescere ancora di più le altre ragazze».

Che persona sei fuori dal rettangolo di gioco?
«Sono una persona semplice, altruista e divertente, che mi piace stare in compagnia. Mi reputo una ragazza genuina, ma anche rompiscatole. Lavoro come supervisor della Hive. Convivo a Voghera con la mia fidanzata Greta dopo nove anni di fidanzamento».

Che obiettivi vorresti ancora raggiungere?
«In ambito calcistico voglio dare ancora il cento per cento e dare il massimo impegno. A livello personale spero di migliorarmi sempre di più».

Dato che sei capitana della Rivanazzanese, cosa vuoi dire alle tue compagne in vista delle gare finali del girone d’andata?
«Alle mie compagne voglio dire poche cose: avremo tre gare non semplici, quindi dovremo impegnarci al massimo in allenamento per portarci a casa almeno nove punti».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia l’ASD Women Rivanazzanese e Sofia Marinoni per la disponibilità.

Elia Soregaroli
Nato il 12 luglio del 1988 a Cremona, Elia ha sempre avuto una grande passione per il mondo del giornalismo, in particolar modo a quello sportivo. Ha tre esperienze lavorative in questo settore, IamCalcio, ManerbioWeek e BresciaOggi, un workshop con l'emittente televisiva Sportitalia, e uno stage curricolare con il Giornale di Brescia. Si avvicina al calcio femminile nel 2013 grazie ai risultati e al percorso del Brescia CF e da allora ha cominciato ad occuparsi anche del movimento in rosa.