Photo Credit: FC Lumezzane Women

Il Lumezzane Women ha conquistato i quarti di Coppa Italia Serie C, grazie alla vittoria ottenuta ai rigori contro il Pavia Academy.
Ora la squadra di Nicoletta Mazza, dopo questo risultato, si deve preparare all’anticipo della diciassettesima giornata del Girone B, dove domani arriverà al Saleri la Rinascita Doccia, con l’intento di restare in scia alle prime posizioni.
Tuttavia, nel match vinto domenica contro le pavesi è stata determinante Lavinia Boanda, portiere classe ‘94 che, con le sue parate arrivate soprattutto ai rigori, ha portato le lumezzanesi tra le prime otto del torneo.
La nostra Redazione ha raggiunto l’estremo difensore della Romania, che ha scelto quest’anno di vestire la divisa rossoblù, per risponderci ad alcune domande.

Lavinia perché hai deciso di giocare come portiere?
«Ho sentito che questa posizione mi si addice e oltre a questo ho una dose di follia necessaria per fare il portiere».

Com’è stato il tuo percorso calcistico?
«Ho iniziato a giocare a calcio con i miei amici nei parchi e nel cortile della scuola, poi mi sono allenata con una squadra di ragazzi della mia città, e nel 2007 sono andata a Cluj dove ho giocato per dodici anni nelle squadre di Clujana e Olimpia, poi ho sono andata in Ungheria all’Haladas Viktoria FC, dopodiché ho giocato in Italia al Cortefranca e in Islanda all’Ibv. Ho giocato nelle nazionali rumene Under 15, Under 17 e Under 19 e attualmente faccio parte di quella maggiore».

Da pochi mesi sei al Lumezzane. Cosa ti ha convinto ad accettare questo progetto?
«Mi ha convinto gli obiettivi della società per quest’anno, e il fatto che ho lavorato in passato sia con gli allenatori che con la maggior parte delle ragazze».

Che ambiente si respira a Lumezzane?
«È un’atmosfera molto piacevole, siamo un gruppo molto unito e laborioso».

Partiamo dall’ottavo di Coppa Italia vinto contro il Pavia Academy, dove il successo è arrivato ai rigori. Secondo te la gara si poteva chiuderla prima?
«Potevamo sicuramente chiuderla prima, ma le partite vanno giocate sino al fischio finale. Tuttavia, sono contenta di aver vinto ai calci di rigore e di aver dato il mio contributo al successo delle mie compagne»

In ogni caso, ai rigori sei stata decisiva, visto che hai parato due tiri dal dischetto.
«Ho preparato questa partita in ogni dettaglio, e il lavoro in allenamento ha dato i suoi frutti».

Adesso c’è il campionato, e il Lume riceverà la Rinascita Doccia. Cosa dovrà fare attenzione la squadra in vista di questa partita?
«Insieme agli allenatori analizziamo ogni dettaglio prima di ogni partita. È una squadra che sta lottando per salvarsi, quindi mi aspetto una partita dove loro cercheranno di chiudere tutti gli spazi e appena recupereranno palla ripartiranno velocissime per sorprenderci. Dovremo stare molto attente a non sbilanciarci troppo alla ricerca del gol per evitare di farci trovare impreparate o in inferiorità numerica in zona difensiva».

Tu sei da qualche anno in Italia, ma dato che sei della Romania, qual è il pregio e il difetto che ha il calcio italiano?
«Il calcio italiano è molto ricco. Ha ritmo, qualità, duelli forti, gol spettacolari e un’atmosfera fantastica: è bellissimo, mi piace molto».

Che persona sei al di fuori del rettangolo di gioco?
«Sono una persona sempre col sorriso sulle labbra, positiva, che ama vivere la giornata in ogni momento».

Quali sono i propositi che ti sei fissata per il 2023?
«Voglio andare in Serie B e vincere la Coppa Italia con questa squadra meravigliosa».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia la FC Lumezzane Women e Lavinia Boanda per la disponibilità.

Elia Soregaroli
Nato il 12 luglio del 1988 a Cremona, Elia ha sempre avuto una grande passione per il mondo del giornalismo, in particolar modo a quello sportivo. Ha tre esperienze lavorative in questo settore, IamCalcio, ManerbioWeek e BresciaOggi, un workshop con l'emittente televisiva Sportitalia, e uno stage curricolare con il Giornale di Brescia. Si avvicina al calcio femminile nel 2013 grazie ai risultati e al percorso del Brescia CF e da allora ha cominciato ad occuparsi anche del movimento in rosa.