credit photo: Caronnese Women
La SC Caronnese, nata prima dell’inizio della stagione attualmente in corso e al suo primo anno in serie C, si trova al sesto posto della classifica del girone A con 32 punti guadagnati in 18 partite giocate. La squadra, nata prima dell’inizio della stagione calcistica attualmente in corso, promette di raggiungere, nel giro di pochi anni, gli obiettivi che certificheranno il club come solida realtà del calcio femminile della Penisola.
Calcio Femminile Italiano ha raggiunto per un’intervista Riccardo Gioia, Presidente della Caronnese Women, per parlare sia della dichiarazione d’intenti fatta al momento della nascita della squadra che della stagione in corso. Le ragazze guidate da Mister Marsich, infatti, hanno già dimostrato sul campo di essere molto più che una formazione novizia in un Campionato che diventa più competitivo di anno in anno. L’obiettivo primario, quest’anno, riguarda il miglior posizionamento possibile in una classifica che al momento vede la squadra di Caronno come sesta forza del girone A.
Spostando invece lo sguardo più in là negli anni il desiderio comune riguarda il passaggio di categoria.
“La nostra squadra è nata quest’anno e, grazie al lavoro capillare e competente dello staff dirigenziale, abbiamo forgiato in tempi record una formazione competitiva: a breve, quest’anno, puntiamo al miglior piazzamento possibile; a lungo termine, entro i prossimi due/tre anni, ci giocheremo la promozione in Serie B con grinta e ambizione”.
Dall’inizio della stagione la squadra è cresciuta in ogni suo aspetto, merito certamente del gruppo di ragazze che hanno dimostrato non soltanto abilità sul rettangolo verde ma anche attaccamento alla maglia. Quest’ultimo aspetto è difficile da insegnare, va interiorizzato con la consapevolezza che tutti coloro che sono coinvolti nel progetto devono comportarsi da gruppo, aiutandosi nel momento nel bisogno.


[Siamo cresciute ndr] In tutto, dalla A alla Z. Abbiamo giocatrici di alto livello e un senso di appartenenza profondo che ci rende una vera “squadra”. Come ripeto spesso alle ragazze, dobbiamo remare unite: aiutarci, collaborare e coprire gli errori delle compagne. Questo spirito lo vedo brillare in campo, a prescindere dal punteggio finale”. In questo senso la Caronnese è una macchina oliata perfettamente dove ognuno fa la propria parte per il raggiungimento dei comuni obiettivi:Perfetto, un’armonia totale. Ognuno nel proprio ruolo rema con passione nella stessa direzione. Lo staff è un mix esplosivo di competenza tecnica e grande empatia: nel calcio femminile, questa dote è un valore aggiunto irrinunciabile”.

Come già detto in precedenza parlando degli obiettivi a lungo termine, la Caronnese sta lavorando per raggiungere, tra qualche anno, la serie B. Questo non sarà comunque solo un punto d’arrivo ma anche una nuova partenza con il grande sogno di dare il proprio contributo nel dare la calcio femminile quella luce di cui necessita ancora tanto, nonostante i progressi che già sono stati fatti in merito.
“In Serie B, senza ombra di dubbio: un punto di arrivo, ma anche di partenza per traguardi ancora più alti. Vorrei dare al calcio femminile la visibilità che merita, uno sport splendido relegato ancora oggi a ‘minore’ da una cultura da superare. Stadi pieni, riflettori accesi: queste ragazze lo meritano per ogni gol, ogni tackle, ogni goccia di sudore versata”.
La Caronnese presta particolare attenzione anche alle giovanili che rappresentano in pieno quello che è il futuro del movimento calcistico femminile, specie se il loro talento cresce e si sviluppa sotto la guida di persone che tengono al loro sviluppo e in ambienti organizzati per  sostenerle. Ci vorrebbe una visibilità più capillare che non si fermi solo alla massima serie, perché anche le serie cadette sono meritevoli d’attenzione e cura: i media dovrebbero fare da cassa di risonanza all’operato e all’impegno delle ragazze che impiegano ogni energia per coronare i propri sogni.
“Puntare sulle giovani è fondamentale, il motore del cambiamento. Le ragazze appassionate di calcio devono crescere in ambienti sani, con chi ci crede sul serio. Solo con management di qualità, sponsor illuminati e infrastrutture all’altezza colmeremo il ritardo culturale, aprendo orizzonti infiniti. La visibilità è ciò che manca ancora: i media, magari incentivati, dovrebbero illuminare questo sport con riflettori potenti. E’ ora di far esplodere il talento femminile, riempire gli stadi e cambiare per sempre la narrativa”.
Compatibilmente a quanto sopra, a tutte le bambine che vorrebbero approcciarsi al calcio il Presidente Gioia dedica queste parole:
“Ragazze, non temete i pregiudizi: la Storia insegna che costumi e mentalità, prima o poi, evolvono. Credeteci con tutto il cuore, scardinate i retaggi gretti – e diventeranno reliquie del passato!”.
Federica Pistis
Sono nata in provincia di Cagliari il 29/08/1992. Mi sono laureata in scienze dell'educazione e della formazione primaria e ora frequento la magistrale di pedagogia presso l'Unimarconi di Roma. La mia passione per il calcio è nata quando ho iniziato a seguire questo sport perchè mio fratello è un grande tifoso del Milan e io cercavo un punto d'incontro con lui. Ho iniziato a guardare le partite, e a comprenderne i meccanismi poi è arrivato quello femminile che mi ha conquistata al punto da sentire un po' mie anche le loro imprese.

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