Il gruppo nelle mani di Mister Andrea Soncin sorride a metà dopo la partita in casa della Serbia e la successiva trasferta in Danimarca. Contro le balcaniche il 6 a 0 ha premiato le Azzurre, lo 0 a 0 in seconda battuta ricorda invece le prime due gare del girone che, appunto, hanno lasciato qualche piccolo rammarico.
Nel 6 a 0 maturato sul campo della Serbia, inebetita dalla “valanga azzurra”, Mister Soncin dà spazio, tra i pali, a Giuliani (con a disposizione Baldi e Gilardi in panchina in caso di necessità), e l’inamovibile portiera rossonera difende la propria squadra anche contro la Danimarca: garanzia.
In difesa, in trasferta contro la Serbia, il tecnico schiera sulle corsie esterne Soffia, tornata in Nazionale e a indossare una maglia da titolare dopo un periodo maciullato da infortuni e ricadute, e Oliviero, entrambe riconfermate contro la Danimarca; nel primo dei due match, in particolare, Oliviero brilla mettendo anche a segno una rete, mentre Soffia s’inserisce di diritto nella lista delle migliori nella seconda gara, durante la quale sfiora il gol-magia da fuori area, stampando un siluro a giro sulla traversa. A posteriori, visto l’andamento contro le danesi, nella seconda partita Mister Soncin avrebbe forse dovuto sostituire la calciatrice biancoceleste, molto imprecisa, difatti certi errori sono stati graziati dalla Danimarca poco cinica. Benissimo, invece, Soffia in entrambe le uscite, brava a non farsi schiacciare dalla pressione in due partite così importanti.
Riconfermate, per tutte e due le gare, Lenzini e Salvai, due pedine che fanno il loro lavoro, come sempre, al meglio. Giusto, in altre parole, dare loro spazio dopo quanto visto in Serbia – match condito anche dal primo gol in azzurro di Lenzini. Di Guglielmo gioca invece contro la Danimarca e mette subito in mostra quanto appreso fino a questo momento in NWSL: corsa sulle corsie laterali, fisicità nei contrasti, inserimenti sempre puntuali ed efficaci, ottima scelta inserirla in una partita contro avversarie, come la danesi, che fanno di questa caratteristica la principale del loro gioco (insieme alle ripartenze in velocità). Bergamaschi e Linari rimangono invece a disposizione senza scendere in campo.
In casa della Serbia a centrocampo giocano Caruso, Giugliano, Dragoni e Greggi, tutte brave ad approcciare il match con la giusta propositività. La Capitana della Roma viene riconfermata anche contro la Danimarca ma, al di là del filtrante perfetto per Dragoni che potrebbe portare al vantaggio con la rete di Cantore, sono poche le opportunità da lei create; in tal senso, forse, sarebbe stato più utile, vista e considerata la sua velocità, dare spazio a Greggi, entrata nell’ultima parte di match, per dare manforte alle attaccanti azzurre, spesso troppo sole perché in un gioco basato sul baricentro basso. Ottime le due prove della giocatrice del Barça in prestito alla Roma, anche lei tra le insostituibili. In casa serba gioca anche Schatzer uno scampolo di partita, lasciata però in panchina contro la Danimarca; a disposizione anche Galli e Severini.
L’attacco, però, è la porzione di campo in cui si vedono maggiori cambiamenti. Girelli gioca entrambe le gare, contro la Serbia cede il passo a Piemonte al termine di una partita sontuosa, mentre contro la Danimarca fa da perno incrollabile e indirizza tutte le compagne. Cantore gioca soltanto un’ultima parte di partita contro le balcaniche, in casa danese parte invece da titolare e si avvicina al gol al termine di una splendida percussione azzurra.
In Serbia scendono in campo anche Glionna da titolare e Bonfantini a prendere il suo posto a un quarto d’ora dalla fine, rimangono invece in panchina contro la Danimarca. Chance per Cambiaghi in chiusura di partita contro le danesi per portare freschezza in avanti, idem per Beccari, che gioca anche contro le serbe nel secondo tempo.
Confrontando in maniera sinottica le due gare, il tecnico ha modificato molto le formazioni e ha dunque tolto anzitempo dal campo Caruso, Dragoni e Girelli nel match balcanico per preservarle in vista della più complessa partita danese, idem per quel che riguarda Giugliano. A stupire è la scelta, nella seconda uscita, di effettuare i cambi soltanto in chiusura di secondo tempo, quella parte di partita in cui si è sempre visto, dalla gestione Soncin, il meglio da parte della squadra: a posteriori sanno tutti giocare a calcio e fare delle scelte, ma dev’essere rimarcato che alcune, come la già citata permanenza di Oliviero per tutta la gara e di Giugliano non del tutto in partita, avrebbero forse potuto lasciare spazio a calciatrici più fresche e meno schiacciate dal peso della gara – che si è visto soprattutto da parte della biancoceleste.






