Nella seconda semifinale delle final four del campionato Primavera 1, si sono affrontate la Roma, vincitrice della stagione regolare, ed il Sassuolo, padrone di casa (e quarta classificata in regular season), visto che il match si gioca presso il Mapei Football Center, di proprietà della Società neroverde. E proprio con i classici colori sociali, è scesa in campo la squadra di casa, mentre quella giallorossa ha optato per il… bianco.
Le due formazioni partono subito a buon ritmo, ma senza eccessiva pericolosità. Il primo squillo arriva dalla distanza ed è romanista: Benedetta Bedini colpisce di destro e centra in pieno la traversa, ma dopo la deviazione decisiva del portiere sassuolese. Il pericolo corso, sembra scuotere le ragazze di casa, che innescano la loro bomber principale, Paulina Stanic: al 13’ finalizza un velocissimo contropiede, ma il suo sinistro è parato a terra dalla numero uno giallorossa. Due minuti dopo, invece, è precisa nello sfruttare un assist di testa di Fanta Touré, che in precedenza aveva già cercato di servirla di piede, dopo essersi liberata sulla fascia destra.
Il vantaggio sembra moltiplicare le forze del Sassuolo, deciso ad insistere per mettere in crisi la retroguardia romanista, che però tiene botta anche se con una certa difficoltà. Nel contempo, la Roma si fa invece prendere dalla frenesia nel tentativo di evitare il pressing neroverde ed alzare il proprio ritmo di gioco, senza però riuscire ad innescare né Rosanna Ventriglia e neppure Sofia Testa, le ragazze deputate a centrare la porta avversaria. Le conclusioni però latitano su entrambi i fronti, tanto che l’unica azione degna di nota è un tiro di Stanic, quasi telefonato, al 38’.
Ad un minuto dal termine della prima frazione, ancora Bedini s’inventa un’azione personale in area avversaria, liberandosi nello stretto, ma il suo tiro viene respinto ancora da Maria Mino. La ripresa, invece, si apre senza cambiamenti nelle ventidue protagoniste e non cambia nemmeno l’andamento del match, con la Roma che cerca di essere più presente, ma anche con il Sassuolo che sfiora il raddoppio, quando Elisa Vianello (49’) centra in pieno la traversa con una girata di destro.
Cinque giri di orologio più tardi, Marco Lucarelli prova a dare una scossa alle sue ragazze, inserendo Agata Pinchi e Rebecca Roselli, al posto delle piuttosto assenti Amelia Aulicino ed Asia Mascenti.
La situazione comunque non muta, nonostante la Roselli sappia dare una maggiore incisività e fantasia al gioco capitolino, e pure se la squadra in vantaggio perde l’apporto di due pilastri come Giulia Guerzoni e Francesca Randazzo, vittime di crampi e sostituite da Denise Gavazzi ed Alessia Guglielmi. Ma il suo gioco continua ad apparire qualitativamente migliore rispetto a quello delle “lupacchiotte” giallorosse. Con le squadre che poi, molto stanche, cominciano ad avere trame un po’ più confusionarie, le occasioni si fanno sempre più rade, da parte di entrambi gli schieramenti: anzi, in certi frangenti la sfida assomiglia più ad un incontro di tamburello, che non calcistico.
Al 76’ Giulia Mazzocchi blocca sui piedi di Touré il possibile 2-0, e lo stesso portiere giallorosso respinge, cinque minuti più tardi, un tiro di Stanic praticamente a colpo sicuro. Fra le due occasioni (83’) la romanista Giada Grilli mette fuori, di testa e da pochi passi, il possibile pareggio.
Complice la riserva ormai accesa fra le fila sassuolesi, la Roma si aggrappa all’orgoglio per cercare quel gol che la qualificherebbe alla finale, in virtù del miglior piazzamento nella stagione regolare. Ma anche la Roma, in fatto di energie, si ritrova al lumicino ed i suoi sforzi si risolvono in un quasi costante assedio, ma corredato solamente di continui traversoni in area, che vengono regolarmente spazzati via dalle neroverdi di Davide Balugani.
A tempo quasi scaduto, arriva invece il raddoppio del Sassuolo che colpisce con il più classico dei contropiedi: con la difesa Roma ampiamente nella metà campo avversaria, per Gabriela Andersone è facile lanciare la solissima Stanic che, prima di tirare, può anche aggirare un’incolpevole Mazzocchi.
Le padrone di casa, quindi, sono riuscite a sfruttare al massimo il vantaggio di giocare fra le mura amiche: sostenute dal numeroso pubblico, hanno saputo contenere il miglior attacco del campionato, quello romanista, ed approdare alla finale scudetto di lunedi. Finale che, detto per inciso, sarà la ripetizione di quella del 2024, persa però dal Sassuolo contro il Milan. Ma allora, si giocava al Viola Park fiorentino…
ROMA – SASSUOLO 0-2
Reti: 15’ e 90+6 Stanic (S)
Angoli: 4-3
Ammoniti: Venturi (S), Fiorani (S), Testa (R)
Espulsi: nessuno
ROMA: Mazzocchi, Grassi, Carosi (dal 77’ Grilli), Piekarska, Terlizzi (dal 77’ Di Riso), Aulicino (dal 54’ Pinchi), Bedini, Testa (dal 77’ Cacace), Ventriglia [K], Robino, Mascenti (dal 54’ Roselli). A disposizione, Klobucarevic, Degregorio, Paniccia, Parente.
SASSUOLO: Mino, Venturi, Randazzo (dal 62’ Alessia Randazzo), Bertola, Guerzoni (dal 57’ Gavazzi), Fiorani, Vianello (dal 90’ Fant), Andersone [K], Touré (dal 90’ Nizzoli), Azzena, Stanic. A disposizione, Nardella, Lusetti, Poli, Pistolesi, Domenichini.
ARBITRO: Giampasquale Tedesco di Battipaglia






