L’Eccellenza piemontese è quasi tutta a senso unico nel torinese. C’è, però, una realtà che da dieci anni a questa parte fa parlare di sé e sa dire e ha saputo dire la sua in Serie C, vale a dire l’Alessandria Calcio Femminile. La Società grigionera ha avuto come tecnico Gabriele Tosi nel corso degli ultimi anni; benché ormai prossimo all’addio in panchina, Tosi si sente riconoscente nei confronti della Società in cui ha visto crescere un gruppo di ragazze che è adesso coeso e indissolubile. Il tecnico è stato intervistato in esclusiva dalla Redazione di Calcio Femminile Italiano e ha raccontato i momenti salienti della sua avventura da allenatore della squadra piemontese, con cui è cresciuto tanto quanto le sue ragazze.
«Sono veramente grato all’Alessandria Calcio Femminile. Per me è stato arricchente, ma spero anche per le ragazze che sono cresciute con me. Questo era il mio quinto anno all’Alessandria, arrivavo dal calcio maschile ed ero appena stato male e operato per un tumore in bocca, avevo smesso temporaneamente e poi mi sono rimesso in gioco in un calcio diverso da quello maschile, e mi ha dato tanto», Tosi ha fin da subito rimarcato il suo profondo legame con l’Alessandria Calcio Femminile, casa sua da cinque anni e che prestissimo saprà molto di un “addio”, o un “arrivederci”, in quanto le loro strade saranno destinate a separarsi in vista della prossima stagione, che le grigionere giocheranno nuovamente nel campionato di Eccellenza.
Al suo arrivo da tecnico dell’Alessandria, la Società la stava «rifondando, perché erano appena retrocesse dalla Serie C: con una squadra giovanissima abbiamo centrato il secondo posto, siamo uscite in semifinale ai playoff e siamo andate in finale di Coppa Italia, decisamente molto molto giovane, e poi abbiamo provato a mettere qualche tassello, ma essendo Alessandria una zona un po’ fuori da tutte le squadre, perché nella nostra zona ci siamo solo noi, mentre nel torinese tra Promozione, Giovanili ed Eccellenza ci sono molte più squadre, e quindi per noi trasportarle per più di cento chilometri diventa dura per tutto», la distanza geografica ha sicuramente avuto delle ricadute sul cammino delle grigionere al momento di affrontare le trasferte, ma il gruppo non si è mai perso d’animo.
L’ultima stagione, così come quella precedente, ha decretato un ottimo secondo posto per la compagine alessandrina. Il merito va a due squadre, prima il Torino e poi il Torino Women quest’anno, attrezzate e con i tasselli giusti per vincere il campionato. Malgrado sia sfumato il sogno della Promozione per la seconda volta consecutiva, ci sono buoni presupposti perché il gruppo tagli finalmente questo tanto atteso e sperato traguardo nei mesi a venire: «Abbiamo fatto bene! Purtroppo non siamo riuscite a centrare l’obiettivo, perché abbiamo trovato delle squadre, soprattutto l’anno scorso e quest’anno, molto più attrezzate di noi. L’anno scorso il Torino del Presidente Cairo ha vinto campionato, Coppa Italia regionale e Coppa Italia Nazionale, quindi era una squadra molto molto, forte. Quest’anno abbiamo trovato il Torino Women, formata per nove undicesimi che prima giocavano all’Ivrea, in Serie C, e il Moncalieri, in Serie C, e cinque ragazze che arrivavano da quel Torino, quindi diventava dura trovare alternative nella nostra zona con quell’eccellenza e quella capacità tecnica. In stagione ci siamo incontrate sei volte e abbiamo due vittorie noi, tre vittorie loro e un pareggio. Loro sono state più costanti, noi avevamo una squadra estremamente giovane e alcune partite dove era necessario fare risultato a tutti i costi abbiamo fatto solo un punto, e questo ci ha penalizzato, perché fino all’ultima giornata ci saremmo potute giocare il campionato.»
Il bilancio dell’ultima stagione è estremamente positivo, perché le ragazze sono «cresciute tanto e hanno raggiunto un bellissimo livello. Cinque sono state in Rappresentativa e alla Coppa delle Regioni, lascio un’eredità importante che, con tre o quattro ragazze di categorie superiore, potrebbe arrivare finalmente in Serie C», a suo parere ci sono alcune piccole modifiche da apportare affinché l’organico grigionero sia finalmente pronto a tutti gli effetti per il salto di categoria.
Negli anni i miglioramenti sono stati evidenti da vari punti di vista: è stato dato ampio spazio alle giovani e al perseguire l’obiettivo della vittoria imparando a fronteggiare qualsiasi tipo di ostacolo per non farsi cogliere impreparate, ed è per questo che «ci sono miglioramenti dal punto di vista tecnico e da quello che noi tecnici chiediamo in campo. Vedo spesso, anche nelle giovanili maschili e femminili, allenatori che, per avere il risultato il prima possibile, per risolvere la situazione danno delle soluzioni: alle ragazze danno delle indicazioni, dicono cosa fare senza dare il mezzo per risolvere il problema, è un po’ come dare un compito in classe a scuola con le soluzioni, per me invece è importante dare loro lo strumento per risolverlo e poi proporre loro il problema, perché a lungo termine è importante lo strumento, e questo è stato il percorso, che è un po’ più lungo, però si hanno i risultati. Dando loro le soluzioni non sempre riescono poi a metterle in pratica. Se il problema è un po’ diverso da quelli che si vedono normalmente, si deve avere la capacità di risolverlo o di provare a farlo, e affrontare senza paura o titubanze è importante, poi è ovvio che ci sarà l’avversaria più brava di te, ma tu devi essere consapevole di aver dato tutto quello che avevi», ed è la versatilità la caratteristica in cui il gruppo è maggiormente cresciuto, come ammesso da Tosi: «Il miglioramento c’è stato nella capacità di affrontare le varie partite e le problematiche nella preparazione, nelle partite, atteggiamento e preparazione mentale, è stata una crescita costante, e questa è la più grande gioia nel vedere una partita. Chi mastica calcio vede che c’è un’identità, e tutto questo è merito delle ragazze, che si sono messe a disposizione e hanno fatto tutto quanto richiesto con dedizione e impegnandosi partita dopo partita»
L’allenatore ha in seguito affermato che l’inizio di stagione ha avuto delle sfumature molto complesse e difficili presto passate in secondo piano per una crescente e graduale presa di fiducia delle ragazze, che hanno aperto con una vittoria ai danni del Torino Women e sono arrivate, subito dopo la sosta natalizia, a farsi valere, sempre contro le torinesi, in una partita del tutto diversa dalla disfatta del 5 a 1 in Coppa Italia: «Abbiamo iniziato il campionato con tantissime problematiche e con ancora tanto lavoro da fare. Abbiamo battuto, subito alla prima giornata, il Torino Woman, forse perché ci hanno preso sottogamba, e questo ci ha dato un po’ di convinzione. Abbiamo avuto la convinzione e la consapevolezza di essere un gruppo importante nella prima giornata di ritorno quando, dopo la finale di Coppa Italia persa 5 a 1 contro il Torino Woman, una batosta colossale, ci siamo rimboccate le maniche nelle vacanze di Natale, abbiamo lavorato e ci siamo guardate in faccia consapevoli che la prima di ritorno sarebbe stata contro di loro in casa nostra. La partita è finita 0 a 0, il pareggio è stato giusto, diversissima da quella prima di Natale», e il frutto di questa consapevolezza si è visto nel girone di ritorno, giocato con maggior convinzione: «Abbiamo fatto un girone di ritorno di tutto rispetto fino a culminare nella terza partita dei playoff, dove abbiamo vinto 2 a 1 contro il Torino Woman. Eravamo cresciute e migliorate, e nella regular season non abbiamo mai perso: siamo riuscite, negli ultimi due campionati, a fare 27 risultati utili consecutivi senza mai perdere, e questo vuol dire avere una consapevolezza importante.»
I primi passi di Tosi nel calcio femminile sono avvenuti da tecnico dell’Alessandria: «Nel calcio femminile sono arrivato dopo un intervento chirurgico importante e abbastanza invalidante, ero fermo da qualche mese. Ho giocato mille panchine, è dal 1993/1994 che alleno, e ho fatto tutte le categorie, ma in campo femminile non avevo mai provato; è stato facile entrare in sintonia con le ragazze, perché sono state bravissime», fin dalla prima impressione Tosi ha ritrovato un gruppo che ha saputo accoglierlo e coinvolgerlo e gli ha anche insegnato ad allenare e a rapportarsi con loro in modo diverso, totalizzante, un aspetto che da tecnico del maschile non aveva mai vissuto e che l’ha invece condotto a un miglioramento personale e a tantissime soddisfazioni: «Mi sono messo anch’io in gioco e ho accettato i loro consigli su come approcciarle, perché probabilmente mi sarei basato su quello che ho fatto in passato con i maschi e sarebbe stato l’errore più grande, perché è un’altra dinamica e hanno un’altra sensibilità, e tu devi proprio scontrarti con questa realtà. Le ragazze sono state brave a darmi una mano, ad accettarmi e io a mettermi a loro disposizione, e insieme abbiamo creato qualcosa di importante che mi ha dato tanta, tanta soddisfazione.»
Il CT ha in seguito dichiarato che la squadra è quasi pronta per la Serie C, perché mancano alcuni elementi affinché si possano evitare i rischi di una rosa troppo corta o poco esperta per far fronte ad avversarie attrezzate e a caccia della vittoria. In particolare, è mancata una bomber di alto livello capace di sostituire la titolarissima, aspetto che ha costretto il tecnico ad apportare modifiche allo stile di gioco. Importante è, dunque, avere una rosa ampia a disposizione per poter ruotare le calciatrici senza ridurre la qualità proposta in campo o alterare troppo lo stile di gioco: «Secondo me servono quattro elementi per rendere la rosa omogenea e pronta. Quest’anno la nostra punta principale, che la scorsa stagione ha fatto 25 gol, non l’abbiamo mai avuta: nella partita di fine agosto si è fatta male alla caviglia e non l’abbiamo avuta per tutto il girone d’andata, è arrivata nel girone di ritorno, ha giocato cinque partite e poi ha avuto un problema muscolare, quindi non avevamo il nostro bomber e non avevamo nessuna giocatrice con le sue stesse caratteristiche. Abbiamo creato diversamente, ma una calciatrice del suo spessore sarebbe un’ottima garanzia di avere venti gol a stagione. Sarebbe importante una centrocampista di spessore molto preparata per la categoria, per gli infortuni e gli altri ostacoli è importante avere una rosa ampia.»
In poche parole, però, Tosi reputa che il gruppo abbia tutte le carte in regola per la categoria superiore: «Credo quindi che la rosa sia pronta, a patto che si aggiungano quattro o cinque elementi di spessore, perché quest’anno avevamo molte ragazze del 2007, del 2008, tutte preparate e che hanno giocato da titolari, ma hanno bisogno di un esempio o di essere un’alternativa a giocatrici più pronte ed esperte, però il gruppo è pronto.»
Vissuto in prima persona, il campionato di Eccellenza è percepito come “diviso”, ma avvincente, poiché «ci sono quattro squadre più attrezzate che fanno i risultati migliori e altre tre o quattro che fanno molta fatica, e quindi ci sono partite quasi scontate che rischi di prendere sottogamba, ma è un campionato avvincente, dove ci sono spesso giocatrici importanti con un passato, oppure giovani che vogliono crescere. Agonismo se ne può trovare sempre, forse viene un po’ tralasciato l’aspetto tecnico basandosi sul gioco e sul risultato, e questo a me spiace, perché preferirei vedere più tecnica», e reputa inoltre che il calendario debba essere modificato, «perché giochiamo Campionato, Coppa Italia e abbiamo delle soste troppo lunghe, le ragazze avrebbero bisogno di continuità e non di un campionato dove ci si incontra per tre o quattro volte, sempre le stesse squadre. Se una squadra a dicembre sta ferma un mese ed è in forma, perde tutto quello che aveva, e non è semplice, l’Eccellenza è un campionato incostante che fa cambiare la preparazione e l’approccio delle ragazze, nonché la preparazione mentale, però è un campionato che è pieno di partite ben giocate che ti fa piacere vedere.»
Il tecnico, in seguito, si sbilancia ad affermare che la Società abbia a propria disposizione le potenzialità per sognare la Serie C e andare anche oltre: «Per come si sta strutturando, hanno le potenzialità societarie per andare oltre la Serie C, secondo me, e possono puntare a qualcos’altro, ma devono affidarsi a una persona di sport, a un Direttore Sportivo, una persona che abbia contatti e conoscenze e con l’allenatore concordi un progetto, perché l’aspetto tecnico dev’essere gestito da persone che conoscano lo sport e che siano in sinergia con lo Staff tecnico. L’Alessandria troverà sicuramente un allenatore valido, la Società c’è ed è ben disposta, ma serve quel tassello, è fondamentale. Se l’Alessandria completa quel tassello del Direttore Sportivo che conosce la categoria, il risultato è certo.»
in conclusione, l’allenatore ha ringraziato l’Alessandria, dalla Società allo Staff tecnico a tutte le ragazze, con cui ha sfiorato più volte il ritorno in Serie C e che l’ha introdotto al mondo del calcio femminile e a questo movimento in crescita. Spera, inoltre, di poterle ritrovare da avversarie e di vederle raggiungere, anche con un altro allenatore, l’obiettivo che tanto sognano: «Sono dispiaciuto per come sia finita, perché non ho portato in Serie C l’Alessandria, ma sono consapevole del percorso fatto e questo mi rende orgoglioso. Non so se troverò una squadra che giocherà contro di loro, ma non sarà una guerra e sarà una battaglia sincera e senza rancore, anzi, in questo momento faccio il tifo per l’Alessandria perché possa raggiungere l’obiettivo.»
Si ringrazia immensamente Gabriele Tosi per il tempo, la disponibilità e la fiducia.






