Trainare un gruppo dall’Eccellenza alla Serie C è un’emozione speciale, per una Capitana giovane e già dalla grande esperienza come Angela Carminucci: il “suo” Rome City ha centrato la prossima Serie C con una regular season e una serie di playoff disputati con energia, grinta e la mentalità giusta. La giocatrice ha rilasciato alcune dichiarazioni in esclusiva alla Redazione di Calcio Femminile Italiano, si è soffermata a lungo sul torneo disputato dalla formazione di cui è stata un punto di riferimento e sui sogni che quest’insieme di ragazze con storie e background diversi, ma unitissime, ha in serbo per il futuro.
Il Rome City si è appoggiato per tutta la scorsa stagione alla Romulea, la Società in cui militava Carminucci prima di vestire i colori della compagine che ha da poco vinto l’Eccellenza del Lazio. La giocatrice ha cominciato il suo percorso nel calcio femminile con la maglia della sopracitata Romulea, di cui ha apprezzato moltissimo l’ambiente: «Sono alla Romulea da diversi anni e sono venuta qui perché, dovendo scegliere una squadra femminile in cui giocare cinque anni fa, purtroppo la scelta era ancora limitata per certi versi. In quel momento stava avviando il settore femminile credendo fermamente nel progetto e abbiamo partecipato agli open day, l’ambiente mi è piaciuto subito», e dopo la collaborazione tra Romulea e Rome City la fascia da Capitana l’è stata data al braccio dalla Società collegiale, un sistema che vede scuola e sport interconnesse e che le ha permesso di avere un confronto proficuo con ragazze provenienti da diverse parti del mondo e con culture del tutto differenti rispetto alla sua, un’opportunità che ha voluto cogliere al volo: «Dall’anno scorso la Romulea ha avviato questa collaborazione con il College americano e mi è sembrata una grande opportunità, perché ho potuto conoscere ragazze americane e confrontarmi con una cultura diversa dalla mia, per questo ho scelto da subito con convinzione e fiducia di proseguire il percorso con la Romulea, oggi Rome City, senza pensare a un possibile cambio squadra.»
Carminucci non ci ha pensato due volte ad accettare la chiamata del Rome City. Il gruppo era quasi del tutto nuovo e il salto nel vuoto poteva farsi sentire; ciononostante, la giocatrice ha scelto di indossarne la maglia, e ha infine ottenuto il ruolo prestigioso di Capitana, una grande responsabilità che porta avanti dalla scorsa stagione, dal suo debutto contro il Cerveteri, e che ormai sembra esserle cucito addosso pur essendo lei la giocatrice dall’età anagrafica minore dell’intero gruppo: «L’anno scorso, il primo anno di collaborazione con il Rome City, c’erano state novità e le ragazze erano quasi tutte nuove. Il gruppo era nuovo, non sapevo cosa aspettarmi dalla stagione, né mi ero interrogata su chi potesse essere la Capitana. Mi è stato detto, durante la prima partita di campionato la scorsa stagione contro il Cerveteri, in diretta, senza anticipazioni, ed è stata una grande emozione, perché non me l’aspettavo. Sono la più piccola del gruppo, non nego che ho sentito dell’ansia positiva, ed è una responsabilità che mi ha fatto crescere tanto anche come persona, e sono orgogliosa di essere Capitana di una squadra così forte e di guidare un gruppo costituito da ragazze straordinarie, e non potrei esserne più felice. Di solito neanche ricordo benissimo le partite, invece l’esordio con la fascia nella partita contro il Cerveteri me lo ricordo bene per via di quest’emozione di sapere che sarei stata la Capitana per tutta la stagione.»
Vincere un campionato da Capitana è stata un’emozione senza eguali, per la giocatrice del Rome City, che non ha mai però pensato alla propria individualità e ha sempre e solo dato spazio all’importanza del gruppo, in cui ognuna sa di poter contare sulle altre: «Al di là della vittoria finale ai playoff, per me l’intera stagione è stata un’emozione continua. Sapere di essere la Capitana di una squadra così forte e con ragazze così straordinarie per me è un grande orgoglio. Ho dato il mio contributo e il massimo per tutta la stagione, così come hanno fatto le mie compagne di squadra. Non mi sento la sola trascinatrice della squadra, perché ciascuna di noi sa che può contare sull’altra. Loro sanno che possono sempre contare su di me tanto quanto io so che posso contare su di loro, e questo è diventato per me anche uno dei motivi di forza», e nello spogliatoio non ci sono mai state tensioni, perché ogni singola ragazza dell’organico aveva ben chiaro l’obiettivo e non ha mai accantonato la bellezza del divertimento in questo sport, che porta con sé anche la necessità di “giocare da squadra”, come si è poi visto: «Abbiamo avuto chiaro da sempre l’obiettivo e siamo sempre state consapevoli della nostra forza e delle nostre potenzialità. Nello spogliatoio eravamo sempre molto tranquille e non c’era ansia, eravamo sempre emozionate perché l’obiettivo si avvicinava, però non siamo mai state scoraggiate o prese dall’ansia negativa: scendevamo in campo sapendo di essere forti e che, se avessimo giocato “da squadra” come sapevamo fare noi, avremmo vinto la partita. Volevamo scendere in campo per avvicinarci sempre di più al traguardo finale.»
I miglioramenti sono evidenti sotto tutti i punti di vista; a Carminucci preme però sottolineare che ad aver fatto la differenza è stata la coesione crescente del gruppo: «Sicuramente l’aspetto su cui siamo migliorate in assoluto di più è proprio nel gruppo: il potenziale della squadra era fin da subito molto alto, già da settembre, e le mie compagne sono tutte molto brave, ma in campo non basta essere forti come singole e ci vuole il gioco di squadra, un gruppo coeso che scenda in campo e dimostri di saper giocare da vera squadra. A settembre il gruppo era del tutto nuovo e nel corso della stagione abbiamo imparato a conoscerci e l’abbiamo dimostrato partita dopo partita.»
Se la Capitana della compagine laziale dovesse scegliere tre momenti per raccontare la stagione a chi non l’ha vissuta in prima persona o da tifosa o tifoso, il primo sarebbe sicuramente la prima vittoria stagionale della regular season, avvenuta in casa del Grifone e con un risultato di tutto rispetto che già era presagio di qualcosa di incredibile: «Scelgo sicuramente la prima vittoria in campionato, che vincemmo contro il Grifone per 4 a 0 in casa loro, ed era la squadra che in quel momento era ritenuta tra le più forti del campionato e tra le favorite a passare in Serie C, e quindi aver giocato la terza partita contro di loro vincendo in maniera così convincente in trasferta ci ha dato maggior consapevolezza nelle loro potenzialità, un ottimo inizio di stagione», a cui si aggiungerebbe poi la sconfitta in finale di Coppa Italia, «perché penso sia giusto riconoscere una sconfitta, il punto di partenza per affrontare con ancora più grinta e decisione i playoff. Ci siamo rese conto che dovevamo fare ancora qualcosa di più per raggiungere la Serie C, che non è mai stato scontato. Da quella sconfitta siamo state bravissime a reagire nel modo corretto per affrontare i playoff nel migliore dei modi, e penso che l’abbiamo dimostrato» e, infine, la vittoria nella finale dei playoff, «qualcosa di incredibile e difficile da descrivere a parole, che però ci ha dato tante soddisfazioni. Sapere di aver raggiunto l’obiettivo per cui abbiamo lavorato duramente fin da settembre è stato molto emozionante e difficile da descrivere a parole.»
La giocatrice si è focalizzata su quegli aspetti che reputa essenziali quando si è la Capitana di una squadra, primi tra tutti la disponibilità e la generosità: «A me gasa tanto scendere in campo e sapere di essere la Capitana, do sempre il meglio perché le compagne vedano in me un punto di riferimento e una persona su cui contare. Do il massimo per la squadra e per le mie compagne, perché devono sapere che ci sono sempre per loro, e do anche molta tranquillità a loro, c’incitiamo molto a vicenda senza mai una parola negativa. Mi impegno molto per essere il loro faro, ma in primis loro lo sono per me, e questo è ciò che per me è fondamentale in una squadra, sapere di esserci sempre le une per le altre e dare il meglio in campo per rendere una squadra forte, mi ha anche fatto stare tranquilla come Capitana, con delle ragazze disponibili ad aiutare l’altra, perché se mentre giochi inizi a litigare perdi la concentrazione e anche psicologicamente si può crollare, senza dare il massimo in campo, cosa che a noi non è mai successa, ed è per questo che il gruppo è uno dei nostri punti di forza.»
Secondo Carminucci non c’è mai stato un momento di sfiducia nello spogliatoio, benché la stagione sia stata piuttosto lunga, e forse l’unico scossone a cui il gruppo ha dovuto reagire è stato quello della già citata finale di Coppa Italia: «Non penso ci sia mai stato un momento di sfiducia. Non abbiamo mai perso la consapevolezza della nostra forza e del nostro potenziale. Certo, dopo la sconfitta in finale di Coppa Italia contro la Gens, arrivata inaspettata dopo una serie di partite vinte consecutivamente, ci siamo guardate negli occhi e abbiamo capito di dover essere ancora più decise per tirare fuori il meglio di noi stesse. Forse è stato quello l’unico momento di sfiducia generale, ma abbiamo reagito immediatamente nel migliore dei modi, prendendo la consapevolezza che una sconfitta non fa di noi più scarse, tantomeno ci allontanava dall’obiettivo della Serie C, che è rimasto fisso in ciascuna di noi e non abbiamo mai perso di vista»
Per preparare nel migliore dei modi la prossima annata, che comporterà un salto di categoria, la Capitana sa che ci sarà molto da lavorare, ma prima la squadra vuole godersi, almeno per un po’, gli ottimi risultati centrati: «Ripartiremo dalla vittoria della finale, perché sappiamo di avere una squadra forte, ma il livello della Serie C si alzerà tantissimo, e ci sarà molto da lavorare. L’auspicio è che il gruppo si possa mantenere, anche se sappiamo già che molte ragazze americane non faranno parte del gruppo, chi viene possa inserirsi bene nel gruppo come siamo riuscite a fare nel corso della stagione. Per ora ci godiamo ancora un po’ la vittoria e poi ci concentreremo sulla prossima stagione per dare il massimo anche il prossimo anno.»
In conclusione, Angela Carminucci ha ringraziato «le mie compagne perché, sebbene io sia la più piccola del gruppo, il ruolo della Capitana inizialmente mi ha dato un pochino di ansia, perché sapere che ci sono ragazze molto esperte della Serie B e della Serie C era una cosa che mi agitava, e grazie a loro mi sono tranquillizzata tanto e mi hanno aiutato a crescere e a migliorarmi nel ruolo. Il ringraziamento va anche allo Staff, che ci ha permesso di realizzare questo sogno, e alla mia famiglia e ai miei genitori che mi hanno sempre supportato e sono i primi a credere in me.»
Si ringraziano la Capitana Angela Carminucci, il Direttore Tecnico Daniele De Luca e il Rome City Calcio Femminile per la grande disponibilità e la generosità.






