È ancora festa in Emilia per la promozione in C del Piacenza. La squadra diretta da mister Salvatore Rizzo ha sbancato nel proprio percorso d’Eccellenza, raggiungendo lo storico traguardo citato dopo più di 40 anni di cammino. Eppure, dietro quel dato statistico legato alle numerose vittorie che l’ha portato al primo posto sicuro in categoria, c’è tanto altro: il segreto di questo successo? Risiede in un legame viscerale dalla visione e forza comune: a raccontarcelo Mirella Capelloni, contributo della realtà biancorossa.
«Ambiente e squadra sono stati costruiti con l’obiettivo di fare il salto – ha spiegato in esclusiva alla nostra redazione -. Il mister voleva dare a Piacenza un campionato nazionale che mancava da tantissimi anni e gran parte del merito è suo che è riuscito a creare, insieme allo staff, un gruppo coeso e compatto».
Il discorso della classe ‘91 si è, poi, spostato sul piano individuale, un piano dove è il tenere i piedi ben saldi a terra a risaltare: «Non ho mai guardato la categoria, ma il progetto; se quest’ultimo è vincente e punta alla crescita delle giovani, io ci sono. Personalmente? Mi piace lasciare un bel ricordo come persona, per quanto i numeri siano importanti; il rapporto umano è fondamentale.
Ricordo, inoltre, i miei inizi nei campi in terra battuta dove non vi era poi così tanta traccia del materiale adatto all’allenamento; ora le cose sono cambiate e diverse società, fortunatamente, offrono tutto il necessario: perché dico questo? È giusto ringraziare ed avere rispetto per quanto si ha a disposizione, è il minimo che si possa fare».
A proposito di salto di categoria, la consapevolezza generale di salire su un palcoscenico ancor più impegnativo è papabile; nel mirino del gruppo, però, chiara è l’intenzione di mantenere la singolare identità e fame mostrate: «Il livello della serie C, rispetto ad anni fa, è sicuramente salito – ha continuato la stessa calciatrice -, per questo motivo ci sarà da lavorare bene nella campagna acquisti così da rispondere al meglio alle esigenze di un campionato del genere; sappiamo già che non sarà una passeggiata e che ogni partita, come sempre, sarà a sé».
Una cosa è certa: si continuerà dal blocco granitico modellato durante la stagione archiviata. Ecco, infatti, il messaggio in ottica futuro lasciato dall’attaccante: «L’umiltà è quella che porta lontano. Il mio augurio è che il Piacenza, a piccoli passi, possa disputare un campionato di serie C significativo e che anche la città possa rispondere bene alle necessità della squadra. Si andrà avanti con la voglia di fare bene e lasciare un ulteriore segno importante».
Si ringrazia Mirella Capelloni e la società tutta per la gentile concessione.






